Professore Associato di Preistoria e Protostoria presso l'Università degli Studi di Ferrara, ha una lunga esperienza in archeologia preistorica e antropologia. Attualmente tiene i corsi di "Tecnologia litica" e di "Antropologia" presso l'Ateneo Ferrarese. Ha coordinato e coordina diversi progetti internazionali, tra cui il Master Erasmus Mundus in Quaternary and Prehistory. Nota per il suo impegno e contributo alla ricerca nel campo della preistoria e del paleolitico in particolare, dirige le attività di ricerca in siti di rilevanza europea come la grotta della Ciota Ciara (Vercelli) e Pirro Nord (Foggia).
Ricercatrice associata presso il Muséum national d'Histoire Naturelle di Parigi e attualmente co-titolare dell'insegnamento di Paleontologia Umana e Paleoantropologia presso l'Università di Ferrara, ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Scienze e Tecnologie per l'Archeologia e i Beni culturali in cotutela con il Muséum National d'Histoire Naturelle di Parigi. Specializzata in paleoantropologia ed evoluzione umana, con ricerche focalizzate sul primo popolamento dell'Europa, sull'evoluzione dell'Uomo di Neanderthal, e sulla variabilità morfologica della mandibola. È anche membro del collegio dei docenti del Erasmus Mundus International Master in Quaternary and Prehistory e ricopre il ruolo di Segretario della commissione "Biological Anthropology" del UISPP (Union Internationale des Sciences Préhistoriques et Protohistoriques). È responsabile del laboratorio di rilievi tridimensionali del Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università di Ferrara, dove promuove l'uso di tecnologie open-source per la ricerca scientifica.
Ricercatrice presso l'Università degli Studi di Ferrara e specializzata in archeologia paleolitica e tecnologia litica, ha conseguito il dottorato di ricerca in Quaternary and Prehistory nel 2018 e collabora attivamente con altri ricercatori nel campo dell'archeologia preistorica. Ha partecipato a vari progetti di ricerca, tra cui il progetto TPAA (Traces Prehistoric in the Alpine Environment) promosso dall'associazione 3P, che mira alla ricerca, promozione e protezione del patrimonio archeologico nelle valli alpine del Piemonte. Lavora attiualmente su importanti scavi come quelli di Ciota Ciara in Piemonte, Pirro Nord in Puglia e Isernia La Pineta in Molise. Ha scritto numerosi articoli scientifici nel campo dell'archeologia preistorica, tra cui studi sulla frequentazione umana del Piemonte nel Paleolitico medio.
Ricercatore presso l'Università degli Studi di Ferrara, si occupa di archeologia preistorica, con un focus particolare sulla tecnologia litica e sull'economia litica dei Neanderthal. Specialista nell'utilizzo di tecnologie digitali avanzate, come la scansione laser 3D, per la documentazione e l’analisi di manufatti litici. Collabora con altri ricercatori di rilievo internazionale ed è autore di numerose pubblicazioni su alcune delle maggiori riviste scientifiche del settore.
Ricercatore presso l'Università degli Studi di Ferrara, si occupa di archeologia preistorica e analisi funzionale. Ha partecipato a numerose ricerche e pubblicazioni, collaborando con altri ricercatori europei a studi significativi inerenti all'utilizzo e alla tafonomia degli strumenti litici paleolitici.
Lavora su progetti di ricerca riguardanti il Paleolitico medio in siti come la grotta della Ciota Ciara in Piemonte e su progetti riguardanti il paleolitico inferiore in siti come Pirro Nord (Foggia) e Isernia La Pineta (Molise). Ha lavorato su progetti come il progetto TPAA (Traces Prehistoric in the Alpine Environment), che mira alla ricerca, promozione e protezione del patrimonio archeologico nelle valli alpine del Piemonte.
Professore Associato presso l’Università degli Studi di Firenze.
L'attività di ricerca verte soprattutto su tre temi: 1) storia del popolamento dei gruppi di cacciatori-raccoglitori dell’Italia meridionale e della Sicilia nel Paleolitico e Mesolitico; 2) culture preistoriche dell'area padano-alpina durante il Neolitico e l'Età del Rame; 3) il più antico popolamento umano dell'Africa Orientale. Nell'ambito di queste tematiche, partecipa in maniera continuativa alle attività di ricerca collaborando anche con altri Enti e Istituti di ricerca nazionali ed esteri e con le Soprintendenze. Partecipa a progetti di ricerca nazionali ed internazionali ed è coinvolto in indagini sul campo e scavi archeologici. La sua attività di ricerca è finalizzata alla ricostruzione in chiave storica delle dinamiche culturali, tecno-economiche e sociali dei gruppi umani preistorici privilegiando un approccio pluridisciplinare anche in occasione di specifici progetti di ricerca sia nazionali sia internazionali. I risultati delle ricerche sono pubblicati su riviste specializzate e sono oggetto di relazioni e comunicazioni in convegni in Italia e all’estero.
Professore associato di Preistoria e Protostoria presso l'Università degli studi di Genova.
Indaga le più antiche tracce della storia umana, dal Paleolitico alla prima età dei metalli, attraverso scavi archeologici e analisi di reperti, con particolare attenzione alla cultura materiale e agli aspetti ambientali. È attualmente impegnato, con collaborazioni internazionali, in progetti rivolti allo studio del popolamento preistorico della Liguria.
Ha diretto gli scavi del Riparo Bombrini (Balzi Rossi, Ventimiglia, Imperia), dove è stata identificata la più antica produzione di farine ottenute da graminacee, e dell’Arma Veirana (Erli, Savona), dove è venuta in luce la sepoltura di una neonata di 10,000 anni fa. Autore di numerose pubblicazioni dedicate a vari aspetti della preistoria, dalle miniere di selce della Valle dell’Indo, in Pakistan, ai siti preistorici dell’Oman, dalla cava di radiolarite di Valle Lagorara (Maissana, La Spezia) alle evidenze paleo-mesolitiche dell’Italia nord-occidentale. Ha recentemente curato un volume di sintesi sul Paleolitico e il Mesolitico della Liguria.
Già professore a contratto all'Università statale di Milano e ora visiting fellow presso Newcastle University (UK). Il suo principale campo di ricerca mira a descrivere e comprendere l’evoluzione delle società dell’età del Rame e del Bronzo Antico attraverso lo studio degli ornamenti in ambito alpino e dell’Italia settentrionale.
Tramite la combinazione di diversi approcci e metodi – tecnologia, tipologia e analisi funzionale – e grazie a un pionieristico confronto tra diverse tradizioni di manifattura (europee, mesoamericane, asiatiche e nordafricane) è possibile ricollocare la parure all’interno del suo contesto specifico: forme, gesti tecnici, rituali, simboli, etc.
Con dirige con il prof. Umberto Tecchiati e la dott.ssa Stefania Padovan lo scavo alle Grotte di Aisone.
Professore Associato presso il Dipartimento di Beni Culturali e Ambientali dell'Università degli Studi di Milano Statale, si occupa di Preistoria e Protostoria, con un focus particolare sull'archeozoologia e la tutela del patrimonio archeologico.
Dal 2013 al 2018, è stato Direttore d'Ufficio Sostituto presso l'Ufficio Beni Archeologici della Soprintendenza Provinciale ai Beni Culturali della Provincia Autonoma di Bolzano-Alto Adige, dirigendo scavi, progetti, allestimenti di mostre e ricerche scientifiche. ha tenuto numerosi seminari e lezioni presso varie università, tra cui Trento, Parma, Verona, Siena, Lecce e Köln (D). Ha pubblicato numerosi articoli scientifici e partecipato a progetti di ricerca internazionali, contribuendo significativamente al progresso delle conoscenze in campo archeologico.
È attualmente Presidente del Collegio Didattico del Corso di Laurea in Scienze dei Beni Culturali presso l'Università degli Studi di Milano Statale.
Archeologa specializzata in archeologia preistorica e paleoecologia, attualmente lavora come Conservatore del Museo Laboratorio della Preistoria di Vaie per gli Aspetti Archeologici e collabora con progetti di ricerca e valorizzazione dei siti archeologici nelle Alpi Marittime, come le Grotte di Aisone e Valdieri. Organizza incontri e passeggiate archeo-naturalistiche per sensibilizzare il pubblico sull'importanza delle risorse naturali e delle tecniche di sussistenza utilizzate dalle antiche comunità, organizza eventi come incontri e serate per scoprire le Alpi Marittime nella preistoria e nella protostoria, con l'obiettivo di far conoscere le comunità preistoriche che hanno abitato queste aree.
Funzionaria archeologa presso Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Alessandria, Asti e Cuneo, oggi in pensione, si occupa di ricerca e valorizzazione di reperti e complessi archeologici del Piemonte meridionale.
Dopo aver conseguito una laurea in lettere classiche e una specializzazione in archeologia preistorica, dal 1980, presta servizio come funzionaria archeologa presso la Soprintendenza del Piemonte. Ha ricoperto vari incarichi, tra cui la responsabilità dell'Area funzionale "Patrimonio Archeologico" (2016-2017) e la sostituzione temporanea del Dirigente e gestione ordinaria della Soprintendenza (2009-2017). Ha diretto il progetto di ricerca e valorizzazione dell'area archeologica di Libarna, e ha coordinato il Settore Preistoria. Ha anche diretto il Laboratorio di restauro e l'Archivio fotografico. Ha pubblicato numerosi articoli scientifici e partecipato a progetti di ricerca internazionali; tra le sue pubblicazioni, si segnalano studi sulla necropoli di Montabone e sulla cultura degli Statielli. Ha collaborato con altre istituzioni e fondazioni per promuovere la conoscenza e la conservazione del patrimonio archeologico.
Archeologa italiana di grande rilievo nel campo dell'archeologia italica e dell'etruscologia. Attualmente è responsabile dell'Area Funzionale II: Patrimonio archeologico presso la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province Di Biella, Novara, Verbano-Cusio-Ossola e Verceli. Ha condotto numerose ricerche e pubblicato diversi studi riguardanti la storia e le testimonianze archeologiche dell'Italia antica. Specializzata in archeologia italica e etruscologia, ha partecipato a numerose ricerche archeologiche, tra cui indagini preventive alla realizzazione di infrastrutture come la Tangenziale di Novara; ha pubblicato diversi articoli e libri, tra cui uno studio sulla presenza golasecchiana nella pianura novarese. Ha lavorato su progetti di assistenza archeologica in occasione di lavori di edilizia privata, contribuendo a divulgare le testimonianze dell'occupazione protostorica.
Professore Associato presso l'Università degli Studi di Ferrara, i suoi principali interessi riguardano la preistoria più antica, con particolare riferimento al Paleolitico finale e al Mesolitico. I principali ambiti di ricerca sono legati alla tecnologia litica, alla ricostruzione dei sistemi insediativi e della ritualità degli ultimi popoli di cacciatori-raccoglitori preistorici. Il contesto di approfondimento principale si focalizza sugli adattamenti ai sistemi montani, soprattutto nelle Alpi e nell’Appennino settentrionale. Da anni collabora con le Soprintendenze venete ed emiliane e con il Servizio Archeologico Regionale della Regione Val d’Aosta, avendo ottenuto concessioni MIBACT per scavi archeologici e curato convenzioni per progetti di studio e di indagine territoriale.