La pagina "Merda di street artist" presenta un intervento urbano che richiama l'opera "Merda d'artista" di Piero Manzoni del 1961. In quell'opera, Manzoni confezionò 90 barattoli sigillati, etichettati come contenenti 30 grammi di "merda d'artista", per criticare il mercato dell'arte e la sacralizzazione dell'autore.
Questo intervento urbano si inserisce in quella tradizione, proponendo una riflessione sull'autenticità, il valore e la riproducibilità dell'arte contemporanea. Attraverso la ripresa di un gesto provocatorio, si mette in discussione la relazione tra opera, autore e pubblico, sollevando interrogativi sulla natura stessa dell'arte e sul suo ruolo nello spazio pubblico.
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