Previsione, prevenzione e mitigazione dei rischi, gestione e superamento dell'emergenza sono le attività di protezione civile individuate dalla Legge n. 225 del 1992, istitutiva del Servizio Nazionale, richiamate poi dall'art. 2 del Codice della Protezione Civile del 2018.
Obiettivi principali di queste attività sono la tutela della vita, dei beni, degli insediamenti, degli animali e dell’ambiente dai danni o dal pericolo di danni causati da calamità naturali o dall’attività dell’uomo.
Questa rete di competenze trova il suo punto di raccordo nelle funzioni di indirizzo e coordinamento affidate al Presidente del Consiglio dei Ministri, che le esercita avvalendosi del Dipartimento della Protezione Civile.
Le attività di previsione giocano un ruolo fondamentale sia per l’allertamento del Servizio Nazionale, sia per la pianificazione di protezione civile.
Sono svolte con il concorso di soggetti scientifici, tecnici e amministrativi competenti con l’obiettivo di identificare e studiare gli scenari di rischio e, quando possibile, di preannunciare, monitorare, sorvegliare e vigilare gli eventi e i livelli di rischio attesi.
I Centri di Competenza forniscono servizi, informazioni, dati, elaborazioni e contributi tecnico-scientifici in specifici ambiti. Possono coincidere con i centri funzionali o essere esterni, ma partecipare alla rete dei centri funzionali attraverso la stipula di convenzioni che individuano gli ambiti di attività di ciascuna struttura. Tra i centri di competenza che collaborano con la rete dei centri funzionali rientrano amministrazioni statali, agenzie, istituti di ricerca, università e autorità di bacino.
L'ultimo elenco dei Centri di Competenza è stato individuato con il Decreto di repertorio del Capo Dipartimento n. 3152 del 24 luglio 2013, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 220 del 19 settembre 2013, di seguito integrato con i decreti del Capo Dipartimento del 15 aprile 2014 e del 26 maggio 2016. Con questo decreto il precedente Decreto di repertorio n. 3593 del 20 luglio 2011 è stato abrogato.
I principi che stabiliscono le finalità e individuano i centri di competenza sono stati definiti nel decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 14 settembre 2012. Lo stesso decreto individua i soggetti tra cui possono essere individuati i Centri di Competenza che sono:
a) Strutture operative e soggetti pubblici deputati a svolgere attività, servizi, studi e ricerche in ambiti disciplinari di specifica o esclusiva competenza, anche territoriale, attribuiti da leggi, provvedimenti normativi e regolamentari, per il perseguimento di fini istituzionali;
b) Soggetti partecipati da componenti del Servizio nazionale di protezione civile, istituiti con lo scopo di promuovere lo sviluppo tecnologico e l'alta formazione, in cui il soggetto sia a totale partecipazione pubblica, svolga la propria attività prioritariamente per il Servizio Nazionale di Protezione Civile e sia soggetto a vigilanza da parte del Dipartimento della Protezione Civile;
c) Università, Dipartimenti universitari, Centri di ricerca che dispongono di conoscenze tecnico scientifiche esclusive o di privative nell'utilizzo dei diritti intellettuali, dell'ingegno e della ricerca scientifica;
d) Università, Dipartimenti universitari, Centri di ricerca, sui quali la Commissione Nazionale per la Previsione e la Prevenzione dei Grandi Rischi esprime il proprio parere di merito tecnico-scientifico, sulla base di una valutazione comparativa a seguito di specifiche esigenze formulate dal Dipartimento della Protezione Civile per le varie tipologie di rischio cui non possono fare fronte i soggetti di cui alle lettere a), b) e c).
Riportiamo l’elenco dei centri di competenza, raggruppati per tipo di struttura.
Agea - Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura
Aineva - Associazione interregionale di coordinamento e documentazione per i problemi inerenti alla neve e alle valanghe
Arpa - Agenzie Regionali Prevenzione e Ambiente
Aipo - Agenzia interregionale per il fiume Po
Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino Settentrionale
Asi - Agenzia Spaziale Italiana
Cnmca - Centro Nazionale di Meteorologia e Climatologia Aeronautica
Cnr - Consiglio Nazionale delle Ricerche
Cnr Ibe - Istituto per la BioEconomia
Cnr Igag - Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria
Cnr Imaa - Istituto di Metodologie per l’Analisi Ambientale
Cnr Irc - Istituto di Ricerche sulla Combustione
Cnr Irea - Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell’Ambiente
Cnr Irpi - Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica
Cnr Irsa - Istituto di Ricerca sulle Acque
Cnr Itc - Istituto per le Tecnologie della Costruzione
Direzione generale per le dighe e le infrastrutture idriche ed elettriche - Ministero delle infrastrutture e trasporti
Enac - Ente Nazionale per l'Aviazione Civile
Inea - Istituto Nazionale di Economia Agraria
Ingv - Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
Ispra - Istituto Superiore Protezione e Ricerca Ambientale, ex Apat
Ogs - Istituto nazionale di Oceanografia e geofisica sperimentale
Servizio Meteomont - Carabinieri Comando unità per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare, Esercito Italiano - Comando truppe alpine
Fondazione Cima - Fondazione Centro interuniversitario di monitoraggio ambientale
Fondazione Eucentre - Fondazione European Centre for training and research in earthquake engeneering
CAMIlab - Laboratorio di cartografia ambientale e modellistica idrogeologica Università della Calabria
CETEMPS - Centro di tecniche telerilevamento e modellistica numerica Università dell'Aquila
LABMOT - Dipartimento di Design - Politecnico di Milano
Plinius - LUPT - Centro di ingegneria idrogeologica vulcanica e sismica Università di Napoli
UORECI - Dipartimento di Chimica - Università di Venezia
Centro per la protezione civile dell'Università degli studi di Firenze
Consorzio interuniversitario Reluis - Rete laboratori universitari
La rete dei Centri funzionali è costituita dal Centro funzionale centrale, presso il Dipartimento della Protezione Civile, e dai Centri funzionali decentrati presso le Regioni e le Province autonome. Ogni Centro funzionale svolge attività di previsione, monitoraggio e sorveglianza in tempo reale dei fenomeni meteorologici con la conseguente valutazione degli effetti previsti su persone e cose in un determinato territorio, concorrendo, insieme al Dipartimento della Protezione civile e alle Regioni, alla gestione del Sistema di allertamento nazionale.
L’attività della rete dei Centri funzionali. Ogni centro funzionale ha il compito di raccogliere e condividere con l’intera rete dei Centri una serie di dati ed informazioni provenienti da diverse piattaforme tecnologiche e da una fitta rete di sensori disposta sul territorio nazionale. Nello specifico:
I dati rilevati dalle reti meteo-idro-pluviometriche, dalla Rete radar meteorologica nazionale e dalle diverse piattaforme satellitari disponibili per l’osservazione della terra;
I dati territoriali idrologici, geologici, geomorfologici e quelli derivanti dal sistema di monitoraggio delle frane;
Le modellazione meteorologiche, idrologiche, idrogeologiche e idrauliche.
Sulla base di questi dati e modellazioni, i Centri funzionali elaborano gli scenari probabilisticamente attesi, anche attraverso l’utilizzo di modelli previsionali degli effetti sul territorio. In base a queste valutazioni, i Centri funzionali emettono bollettini ed avvisi in cui vengono riportati sia l’evoluzione dei fenomeni sia i livelli di criticità attesi sul territorio.
Il Centro funzionale centrale. Il Centro funzionale centrale si trova presso la sede operativa del Dipartimento della protezione civile, ed è attraverso di esso che il Dipartimento, insieme alle Regioni, garantisce il coordinamento del sistema di allertamento nazionale. Inoltre, coerentemente con il principio di sussidiarietà, nei casi in cui i Centri funzionali decentrati non siano attivi o siano temporaneamente non operativi, il Centro funzionale centrale svolge tutti i compiti operativi loro assegnati.
L’attivazione del Centro Funzionale Centrale è prevista dalla Direttiva del 27 febbraio 2004 che stabilisce gli “Indirizzi operativi per la gestione organizzativa e funzionale del sistema di allertamento nazionale, statale e regionale per il rischio idrogeologico ed idraulico ai fini di protezione civile”. Questa struttura si trova a Roma, presso la sede operativa del Dipartimento della Protezione Civile.
Svolge sia attività di previsione sia attività di monitoraggio e sorveglianza di eventi meteo-idrogeologici e idraulici e dei loro effetti sul territorio. Questa attività consente di definire gli scenari di rischio, ovvero di valutare le ripercussioni che questi eventi potrebbero determinare sull’integrità della vita, dei beni, degli insediamenti e dell’ambiente. Ha un ruolo di indirizzo e coordinamento generale della rete dei Centri Funzionali e può sostituire nei compiti e nelle funzioni i Centri funzionali decentrati non attivi, su richiesta delle Regioni interessate.
Il Centro Funzionale Centrale è operativo tutti i giorni dell’anno, 24 ore su 24 e si articola in un settore meteo e in un settore idrogeologico e idraulico. In particolare, elabora previsioni meteo a fini di protezione civile, cioè previsioni su fenomeni meteorologici che possono avere un impatto sul territorio (per rischio idrogeologico o idraulico, o per situazioni riguardanti il traffico viario e marittimo) o sulla popolazione (in tutti gli aspetti che possono essere negativamente influenzati dai parametri meteorologici). In quest’ottica, viene prodotto ogni giorno il Bollettino di Vigilanza Meteorologica Nazionale, un documento che segnala le situazioni in cui si prevede che uno o più parametri meteorologici supereranno determinate soglie di attenzione o di allarme. Quando le previsioni segnalano fenomeni di riconosciuta rilevanza a scala sovraregionale, preso atto delle valutazioni dei Centri funzionali decentrati, il settore meteo del Centro funzionale centrale emette inoltre Avvisi meteo nazionali.
Ciascun Centro funzionale effettua quindi una valutazione del possibile verificarsi, o evolversi, di effetti al suolo (frane e alluvioni) a seguito di eventi meteorologici previsti o in atto. Tali valutazioni, sono concertate e raccolte dal settore idrogeologico e idraulico del Centro funzionale centrale in un Bollettino di criticità che è messo quotidianamente a disposizione dei Centri Funzionali DecentratidelleRegioni e dei Ministeri dell’Interno, delle Politiche agricole, di Infrastrutture e trasporti e dell’Ambiente affinché a loro volta ne diano informazioni alle proprie strutture operative .
Il Centro funzionale centrale del Dipartimento svolge inoltre attività di monitoraggio e sorveglianza idropluviometrica e radarmeteorologica su tutto il territorio nazionale, affiancando i Centri Funzionali Decentrati. In particolare, per tutta la rete dei Centri Funzionali, predispone la mosaicatura delle informazioni prodotte dagli impianti radar meteorologici esistenti sul territorio nazionale, ovvero la loro raccolta e integrazione.