La Pieve di
Santa Maria Assunta di Fornovo
Brevi cenni storici
Fornovo, il Forum novum romano, centro mercantile e snodo viario di notevole importanza posto alla confluenza di tre corsi d'acqua, Taro, Ceno e Sporzana, era l'ultimo luogo di sosta per chi, venendo dalla via Emilia, doveva affrontare il passaggio dei monti. Fornovo mantenne nel tempo questa sua importanza e lo si ritrova citato in molti documenti quale tappa della Via Francigena. Lo sviluppo economico, raggiunto dal paese durante il secolo VIII, insieme a un nuovo senso di religiosità, portò alla costruzione della pieve, già esistente nell'anno 854.
Probabilmente l'edificio religioso sorse sulle rovine di un tempio dedicato a Mercurio, protettore di viaggi e commerci; lo conferma il ritrovamento, nel 1844, di un oggetto in bronzo che riprende, in più parti, la figura di un volatile, forse un Ibis, uccello sacro al dio. Su alcune suppellettili sacre, scoperte nei pressi, quelle stesse teste d'uccello sono accompagnate dall'iscrizione SORS MERCURI. La pieve divenne punto di sosta per i pellegrini in viaggio verso Roma o la Terra Santa. Questi i segni distintivi, a seconda della destinazione, signum super vestem, che li qualificavano anche in senso giuridico, come categoria protetta: la conchiglia di S. Jacques per coloro che si dirigevano a Santiago, la palma per chi era diretto a Gerusalemme, la chiave per coloro che raggiungevano Roma.
Citata per la prima volta nell'854, Santa Maria Assunta è tra le più antiche pievi della diocesi di Parma.
A metà dell'XI secolo viene costruita la chiesa a tre navate e tre absidi la cui struttura è alla base dell'edificio attuale.
Pochi decenni più tardi, per offrire riparo ai pellegrini, a questa struttura viene aggiunto un portico frontale, largo tre campate e profondo due, in seguito chiuso e integrato nella chiesa.
Una prima cappella laterale sorge nel XIV secolo, la seconda nel XVI.
Le altre cappelle vengono addossate alla chiesa nel corso dei lavori di ristrutturazione che dal 1712 al 1745 la adattano al gusto dell'epoca, intonacando le pareti e coprendo a volta le navate.
I radicali lavori di restauro eseguiti dal 1927 al 1942, rimuovono gran parte delle aggiunte settecentesche e ripristinano la facciata, hanno restituito alla pieve una leggibile identità romanica.