Gli ultimi sviluppi della crisi ucraina, con gli annessi pericoli di una guerra globale, non sono del tutto negativi. La Germania continua ad avere un profilo non aggressivo, pensando ai propri interessi. Il governo tedesco è consapevole che uno degli scopi dell’accelerazione minacciosa della crisi voluta dal presidente USA Biden è quello di far chiudere il grande gasdotto North Stream 2 tra Russia e Germania, ormai in fase di completamento definitivo, per poter vendere all’Europa il proprio “shale gas” ottenuto dalla frantumazione (fracking) degli scisti bituminosi. Si tratta di un gas molto più costoso, trasportabile solo con navi, che presenta gravissimi elementi di inquinamento del sottosuolo, con grave danno dei sistemi ecologici. Ai Tedeschi si è unito a sorpresa anche il presidente francese Macron, che ha avuto un colloquio telefonico con Putin, dopo di che ha dichiarato pubblicamente che la Russia non ha alcuna intenzione di invadere l’Ucraina, ma è solo preoccupata per la propria sicurezza.
Persino il presidente ucraino Zelensky, certamente non di sentimenti filo-russi, sentendosi messo in mezzo dalla politica aggressiva statunitense, ha ammonito gli “Occidentali” ad abbassare i toni e non creare panico. Solo i nostri politicanti, impegnati in una estenuante e ridicola tenzone sull’elezione del Presidente della Repubblica (che, nel momento in cui scrivo, è prevedibile si concluderà con la rielezione scontata del salvatore Mattarella, che accetterà “per senso di responsabilità”) ignorano l’esistenza di questa crisi internazionale così grave. Oltre tutto le sanzioni alla Russia minacciate dagli USA rischiano di danneggiare – anche in assenza di un conflitto armato - la stessa economia italiana che riceve gas dalla Russia, mentre molte aziende italiane sono impegnate in proficui progetti sul territorio della Federazione Russa che rischiano di essere annullati. Scarsa eco hanno tra i nostri politicanti, impegnati nelle loro baruffe ed accordi sottobanco, sia le questioni internazionali, sia i pressanti problemi interni come la crescita della povertà e della diseguaglianza, la precarietà, la disoccupazione e la sotto-occupazione prevalenti specie tra i giovani.
A queste brevi considerazioni, allego una dichiarazione – per chi ha la pazienza di leggerla - del Partito Socialista Progressista dell’Ucraina diretta ad una serie di stati ed organizzazioni del mondo (testo diffuso dall’amico Enrico Vigna). Roma 29 gennaio 2022, Vincenzo Brandi
Al presidente degli Stati Uniti George Biden
Al primo ministro britannico B. Johnson
Al Primo Ministro canadese J. Trudeau
Al Presidente della Polonia A.Duda
Al segretario generale della NATO J. Stoltenberg
Al Segretario Generale delle Nazioni Unite A. Guterres
Al Segretario Generale del Consiglio d'Europa M. Pejčinović-Buric
Al Segretario Generale dell'OSCE H.-M. Schmid
Al Presidente dell'Ucraina V. Zelensky
Al Presidente della Federazione Russa V. Putin
Kiev, 19 gennaio 2022
Insigni capi di stato, capi di autorevoli organizzazioni internazionali!
Il Comitato Centrale del Partito Socialista Progressista dell'Ucraina, esprimendo la sua profonda preoccupazione per la catastrofe socioeconomica dell'Ucraina, considera inaccettabile e pericoloso, sia per i cittadini ucraini che per l'intera comunità mondiale, l'incitamento alla guerra con la Russia, mediante il ricatto politico dell'Ucraina.
A questo, il nostro paese è incitato dai paesi occidentali guidati dagli Stati Uniti e dalla NATO.
Dal 2014, con nostro grande rammarico, in Ucraina è in corso una guerra fratricida, in cui
sono già morti più di 15.000 civili innocenti.
In violazione del diritto internazionale e l'art.17 della Costituzione dell'Ucraina, le forze armate del nostro Stato sono coinvolte in questo conflitto.
A nostro avviso, la ragione di questa situazione in Ucraina non è stata solo la riscrittura della storia e la glorificazione dei collaborazionisti ucraini, complici di Hitler dell'OUN-UPA, ma anche la conduzione di una politica inaccettabile per uno stato civile, basata sull'ideologia di una Ucraina nazionalista e radicale, fascista.
Fu questo nel 2014, che diede origine all'odio nazionale e religioso, alla discriminazione nei confronti delle minoranze, che ovviamente portò alla disgregazione del
nostro Paese.
Tale politica è sancita dalle leggi sulla purezza della popolazione ucraina, sulla
"decomunistizzazione", sulle minoranze nazionali e sulle lingue.
La spaccatura della società e l'inganno del nostro popolo hanno rafforzato il percorso verso l'UE e la NATO imposti al nostro Paese.
La sovranità dell'Ucraina nel 1991 è stata riconosciuta dalla comunità mondiale sulla base delle norme e dei principi stabiliti nella Dichiarazione sulla sovranità statale dell'Ucraina, che fu approvata due volte dal nostro popolo ai referendum pan-ucraini ( il 17 marzo e 1 dicembre 1991).
È questa Dichiarazione che ha la massima forza legale.
E questo significa che la comunità mondiale non solo ha riconosciuto, ma è anche obbligata a difendere la sovranità dell'Ucraina come Stato neutrale, senza blocchi, con un orientamento di politica estera indirizzata alla creazione di uno Stato unito con le ex repubbliche dell'URSS.
Comprendiamo che a voi, leader dei paesi occidentali, non piace una tale sovranità dello
stato ucraino e non vi avvantaggia geopoliticamente.
Ma questa è stata la scelta del nostro popolo, e non la falsa scelta del governo fantoccio ucraino, che sta trascinando il Paese nell'UE e nella NATO.
È un fatto indiscutibile che finché nel nostro Paese è stato mantenuto lo status di non blocco, abbiamo avuto pace e tranquillità.
E il percorso verso l'UE e la NATO, la politica del nazionalismo radicale ucraino fascista, ha portato non solo a una catastrofe socioeconomica e alla perdita della sovranità statale, ma anche alla trasformazione del nostro popolo in carne da cannone della lotta
geopolitica dell'Occidente contro Russia e Cina.
Il Comitato Centrale del Partito dei Socialisti Progressisti dell'Ucraina è categoricamente
contrario a tale politica che costringe le autorità ucraine a provocare un conflitto militare su vasta scala con la Federazione Russa.
Le nostre conclusioni si basano non solo sulla retorica aggressiva dei funzionari dei vostri
stati e dei leader della NATO, non solo sulla propaganda militarista delle attuali autorità ucraine e di tutti i suoi media, ma anche sulla fornitura costante di armi letali all'Ucraina, sulla costruzione di basi militari (essenzialmente straniere) sul nostro territorio, inviandoci sempre più forze speciali, istruttori e consiglieri dai vostri paesi.
Comprendiamo che il capitalismo, per sua natura oggettiva, sta precipitando in una crisi
sempre più grave, che nei vostri paesi i problemi socio-economici stanno crescendo
minacciosamente.
Comprendiamo che presto avrà luogo un evento grandioso nella Repubblica Popolare
cinese: i Giochi Olimpici Invernali, che dimostreranno al mondo intero, un livello di sviluppo senza precedenti e per voi inarrivabile, di uno stato socialista.
Ecco perché i vostri paesi hanno dichiarato un "boicottaggio diplomatico delle Olimpiadi" e per screditare questo grande festival mondiale dello sport, come nel 2008, serve una provocazione militare.
Se non la Georgia con la Russia, questa volta l'Ucraina con la Russia.
È chiaro che un conflitto militare è vantaggioso per voi, ma non per le vostre mani.
Non riceverete bare di zinco, le vostre città e i vostri villaggi non cadranno
in rovina.
Siete abituati a farlo per mano di qualcun altro.
Per fare questo, comprate e intimidite i poteri fantoccio delle vostre colonie.
Siamo categoricamente contrari al fatto che ciò avvenga, utilizzando le braccia dell'Ucraina e a spese del popolo ucraino.
Attiriamo la vostra attenzione sul fatto che la fornitura di armi all'Ucraina oggi, nell'attuale
tesa situazione di conflitto, è contraria alla Carta delle Nazioni Unite, agli accordi di Minsk sulla soluzione pacifica del conflitto nel Donbass (gli accordi approvati dal Consiglio di sicurezza dell'ONU!), del diritto internazionale umanitario.
In particolare, il Trattato internazionale sul commercio di armi (aprile 2013).
innegabilmente, la fornitura di armi da parte dei vostri paesi all'Ucraina, danneggia la pace e la sicurezza, provoca un aumento del conflitto armato e della tensione.
Ciò è espressamente vietato dai citati Accordi.
Richiamiamo inoltre la vostra attenzione, sul Codice di condotta internazionale
circa i trasferimenti di armi, redatto nel 2000 dai vincitori del Premio Nobel per la pace.
In particolare, all'art. 4 del Codice, sul “ Rispetto del diritto internazionale umanitario
” e dell'art.8, sull’ “ Impegno a promuovere la pace, la sicurezza e la stabilità regionali” Il Codice stesso invita a non fornire armi ad un regime neonazifascista e nel caso possa determinarsi un numero significativo di sfollati ".
La pace e l'armonia in Ucraina non saranno favorite dalle forniture di armi, ma
dall'attuazione degli accordi di Minsk, dal riconoscimento dell'ideologia criminale del nazionalismo ucraino radicale, dalla denazificazione e democratizzazione del nostro paese.
Le autorità sia dei vostri paesi che dell'Ucraina devono rendersi conto che non sono la guerra e l'incitamento ad essa, i valori principali della civiltà mondiale.
Essi sono la pace, la vita, la salute spirituale e fisica delle persone.”.
Il presidente del PSPU Natalia Vitrenko
A cura di Enrico Vigna, SOS Ucraina Resistente/CIVG Italia –
28 gennaio 2022