Adnan Humaidan mercoledì, 02 novembre 2022
Succede nella Repubblica Democratica Tedesca; dopo l'abbattimento del muro razzista di Berlino, attivisti per i diritti umani noti per difendere le vittime in Palestina sono stati oggetto di discriminazione e persecuzione con il pretesto dell'antisemitismo, peggio di quanto accade all'interno dello stesso stato occupante.
Come si spiega la persecuzione dei palestinesi in Germania e di coloro che sono sotto il loro governo a causa della loro partecipazione ad attività pacifiche in solidarietà con la Palestina, garantite dalla costituzione e protette dalle carte dei diritti umani? Ritenerli responsabili per aver messo un "mi piace" su un post che difende la loro causa su Facebook?!
Una persona è stata recentemente sottoposta all'espulsione dal paese entro un mese, dopo aver chiesto la residenza permanente avendone soddisfatte le condizioni: il suo crimine è difendere pacificamente la Palestina!
Nel 2019 le autorità tedesche hanno rifiutato di rinnovare la residenza allo scrittore palestinese Khaled Barakat e gli hanno dato un mese per lasciare il Paese, dopo averlo fermato e avergli impedito di parlare a un simposio cui avrebbe dovuto partecipare a Berlino, con la motivazione che Barakat sta svolgendo attività anti-israeliane e il popolo tedesco deve esserne protetto! La decisione includeva il divieto allo scrittore di partecipare a qualsiasi riunione di famiglia in Germania se il numero dei partecipanti avesse superato le dieci persone!
Come si spiega la persecuzione dei palestinesi di Germania e di coloro che sono sotto il loro governo per aver partecipato ad attività di solidarietà pacifica con la Palestina garantite dalla costituzione e protette dalle carte dei diritti umani? Come si spiega la persecuzione nel ritenerli responsabili d'aver messo un "mi piace" su un post che difende la loro causa su Facebook?!
La giornalista palestinese Maram Salem è stata licenziata dal suo lavoro e il quotidiano "Süddeutsche Zeitung" ha giustificato che "Maram" ha scritto sulla sua pagina Facebook di aver crittografato o cancellato alcune delle sue pubblicazioni per paura della censura, e di conseguenza il giornale ha ritenuto che Maram fosse antisemita in virtù del fatto che lei ha scritto qualcosa e poi l'ha cancellato!
Quanto alla dottoressa, Nima Al-Hassan, nata in Germania da genitori palestinesi e libanesi e vincitrice di prestigiosi premi, è stata presa di mira in un reportage fotografico del 2014. Appare mentre indossa l'hijab e la kefiah palestinese in una marcia di solidarietà per Gerusalemme a Berlino! La sua foto è stata ripubblicata su un giornale locale dopo sette anni!! Una feroce campagna è stata lanciata contro "Nima" con l'accusa di antisemitismo e le sue scuse per aver partecipato alla manifestazione non sono bastate a fermare la campagna di diffamazione contro di lei.
L'isterica persecuzione per chiunque rifiuti i crimini dell'occupazione in Palestina abbinata all'accusa di antisemitismo è diretta anche verso gli stessi ebrei. L'ebreo che rifiuta il sionismo è diventato antisemita per i servizi di sicurezza tedeschi, e dietro di essi preme una "lobby" molto potente attraverso i media e i vari circoli decisionali nel paese.
Il parlamento tedesco (Bundestag) a sua volta ha emesso una decisione che criminalizza il movimento di boicottaggio dell'occupazione (BDS), vieta la commemorazione della Nakba e vieta veglie o manifestazioni in solidarietà per la Palestina, proibendo perfino di issare una bandiera palestinese.
La Repubblica Democratica Tedesca è il più grande donatore dell'Autorità Palestinese, ma limita l'esame della questione palestinese alla fornitura di aiuti finanziari che contribuiscono al continuo svolgimento del ruolo dell'Autorità Palestinese al servizio dell'occupazione. Previsto dagli accordi di Oslo, il meccanismo decisionale a Berlino è pienamente consapevole che ciò non può essere fatto senza il via libera israeliano.
Le organizzazioni internazionali per i diritti umani che tacciono sulle violazioni da parte della Germania del diritto di solidarietà pacifica con la Palestina sono complici dei suoi crimini e sono palesemente implicate in una politica di doppi standard nell'affrontare le questioni dei diritti umani.
Resta da dire che c'è un lato positivo in quello che sta succedendo di recente, ed è rappresentato dai Mondiali in Qatar e dalla guerra all'Ucraina e prima ancora dal silenzio continuo sui colpi di stato nel Terzo Mondo. Gran parte dell'ipocrisia occidentale sui diritti umani è stata smascherata
Tutto ciò che sta avvenendo non deve scoraggiare gli attivisti palestinesi o fermare le persone in Germania dal manifestare la loro solidarietà alla Palestina nelle occasioni importanti, né dallo scrivere in merito. Solo è preferibile usare cautela nell'uso di espressioni che possano essere causa di persecuzione. Lotta è un'azione incessante.
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