Duemila anni fa abbiamo percorso la via del Calvario, la storia di una terra destinata a seguire la via della sofferenza sin dalla nascita del guerrigliero palestinese di Nazaret, perché la libertà è l'unica via di salvezza!!!
Oggi si è ripetuta la scena della leggenda del primo guerrigliero, il palestinese figlio di Nazaret, che fu appeso alla croce e divenne un'icona palestinese, seguito da Shirin e prima e dopo migliaia e migliaia di figli del popolo dei potenti...
Forse non avrei compreso il significato e la profondità di quella leggenda finché non l'avessi vista oggi con i miei occhi!!
Come può la barbarie essere selvaggia e praticare tutto il suo odio e l'isteria, e immaginare di averlo già fatto duemila anni fa, e come no, non poter essere altro che un popolo di ciarlatani!!!
Mio nonno mi raccontava storie sugli antichi, inclusa una storia sul re Salomone il Saggio, di quando due donne apparvero davanti a lui discutendo sulla maternità di un bambino, e ognuna di loro assicurava al re che la vera madre. Allora il re saggio chiese alla sua guardia di mettere il bambino sul tavolo e tagliarlo in due metà, una per ciascuna madre. E la madre vera gridò spontaneamente di No, abbandonandolo all'altra donna, preferendo rinunciare al figlio, piuttosto che perderlo completamente!! ... Anche noi sacrifichiamo i nostri cari per salvare una patria, che sia un grembo sicuro per tutti, e oggi questa patria, presente tutta in un unico nome Palestina, ha assistito all'addio di una martire: il suo martirio ha avuto le dimensioni di una patria degna dei suoi figli originari, radunati da tutte le religioni e regioni, che hanno pregato preghiere musulmane e cristiane. Tutte le campane hanno suonato contemporaneamente, hanno portato il corpo della loro figlia per tutto il paese, l'hanno accompagnata in un matrimonio nazionale, con i canti (le zaghroutah) per la sposa alla cerimonia del suo matrimonio, come l'occupazione ci ha abituati a fare per i nostri martiri!! ...
Qualcuno potrebbe pensare che abbiamo perso il senso del dolore e abbiamo trasformato la morte in gioia e le tragedie in matrimoni?!. Quante volte avete visto immagini di palestinesi sorridenti alla telecamera mentre venivano arrestati, e quanti martiri col sorriso che adornava il loro volto sulla barella!! Quante mamme hanno levato il loro canto al funerale del proprio figlio!! ...
Sono guerriglieri, i fidayn discendenti di quel primo guerrigliero, il fidaay Nazareno!!
Ama la vita fino al martirio per essa, redime il suo popolo affinché viva in libertà, sacrifica i propri figli perché tutti abbiano una terra liberata in cui vivere in pace...
Li conosco bene e sono cresciuta in mezzo a loro. Non puoi fare a meno di amarli. Nei loro occhi c'è uno scintillio affascinante, sognano sempre, ti raccontano ogni dettaglio della loro terra, tanto da indurti a pensare che ci siano nati e cresciuti ... tra i Palestinesi pensavo che la Palestina fosse un campo non più grande di un chilometro quadrato!!..
Siamo nati tutti lontani, ma dai racconti dei nostri genitori e dei nostri nonni ci hanno fatto vivere tutti i dettagli della Palestina, fino a immaginare per un momento che stiamo parlando di una amante leggendaria, della dea dell'amore, della bellezza che scorre nel nostro sangue e che ha inciso le lettere del suo nome nei nostri cuori!! Io non ho mai visto Palestina dove è nato mio padre, ma l'ho vissuta come se ci fosse nata: Haifa!!.. Haifa ha nel mio cuore tutto ciò che appartiene a Beirut.. e per ogni parte della Palestina c'è un piccolo cuore in cui è nascosto quel pezzo della Palestina, con tanto d'amore..
No, signori, non abbiamo perso nessuno dei nostri sentimenti umani, anzi, sono aumentati e sono cresciuti con noi e con le nostre sofferenze. Flirtiamo con la terra su cui non abbiamo mai messo piede, ma la sentiamo nella nostra pelle. Raccontiamo di olio e olive nelle nostre poesie mentre viviamo in vicoli dimenticati che il sole non raggiunge. Abbiamo la capacità di amare Piantine di timo selvatico nei campi della nostra terra che abbiamo dipinto nella nostra memoria come un'icona. Inaliamo il nettare dei fiori d'arancio sulle rive di Jaffa mentre siamo in una stanza di lamiera, e sappiamo per certo che le piantine di salvia stanno aspettando d'essere raccolte, così vivranno per sempre nel nostro sangue che irriga la terra della Palestina ... e come dice il poeta: "Tutti i popoli hanno una terra dove vivono, e noi abbiamo una terra che vive in noi".
Mouna Fares
palestinese nata a Beirut
14/5/2022