IL REATO DI OMISSIONE
DI ATTO D'UFFICIO RICHIEDE:
L'obbligo giuridico di agire
(es. richiesta formale di protezione
o situazioni di immediato pericolo).
La consapevolezza del rischio
(minacce esplicite).
La capacità concreta di intervenire.
Il governo attuale guidato da Giorgia Meloni (Fratelli d'Italia) dal 2022, è il primo nella storia italiana guidato da una donna. La coalizione di governo include: Lega per Salvini Premier, Forza Italia, con appoggio esterno di Noi Moderati.
Le relazioni tra Italia e lo stato criminale sono strutturate attraverso collaborazioni politiche, economiche e culturali. L'Italia lo riconosce ufficialmente e collabora su temi internazionali, come la sicurezza e l'innovazione. Le relazioni bilaterali continuano nel solco tradizionale. Diverse organizzazioni promuovono le relazioni economiche, come la Camera di Commercio e Industria Israel-Italia, che collabora con università italiane (ad esempio, Bocconi, Luiss) e con il centro d'innovazione di Intesa Sanpaolo. Fondi di investimento israeliani, come Arieli Capital e Sixth Millennium Venture Capital, sono attivi in Italia in settori come tecnologia, moda e aerospazio. La Federazione Sionistica Italiana è stata recentemente ricostituita e ha eletto i suoi rappresentanti per il 39° Congresso Sionista Mondiale. Questo riflette un rinnovato impegno della comunità ebraica italiana nei suoi legami con l'entità criminale. Anche l'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane opera per promuovere la cultura ebraica e mantenere relazioni con Tel Aviv.
Il governo italiano, come membro NATO, storicamente collabora con i sionisti in ambito di sicurezza.
Amnesty International (dicembre 2024) ha pubblicato un rapporto conclusivo che definisce le azioni di Israele a Gaza come genocidio,
B'Tselem, un'ONG israeliana, ha affermato che Israele sta commettendo un genocidio non solo attraverso le uccisioni, ma anche cancellando il futuro dei palestinesi con la distruzione sistematica
Physicians for Human Rights Israel ha documentato la distruzione deliberata del sistema sanitario a Gaza, l'uso della fame come arma di guerra e l'impatto su bambini e donne
La Corte Internazionale di Giustizia nel gennaio 2024, ha riconosciuto come “genocidarie" le azioni israeliane
La Corte Penale Internazionale ha emesso mandati d'arresto per il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e l'ex ministro della difesa Yoav Gallant per crimini di guerra e crimini contro l'umanità
La Relatrice speciale ONU Francesca Albanese ha definito la situazione un genocidio
Molti paesi, (per es. Stati Uniti, Germania, Regno Unito), sono accusati di complicità per la fornitura di armi allo stato criminale. Aziende multinazionali (per es. Lockheed Martin, Elbit Systems, Caterpillar) sono complici per la fornitura di tecnologia militare e infrastrutture utilizzate nelle operazioni.
La comunità internazionale è chiamata a intervenire per fermare queste atrocità e garantire giustizia per le vittime.
La Global Sumud Flotilla è una imponente missione umanitaria indipendente organizzata dalla società civile internazionale per portare aiuti alla Striscia di Gaza con l'Obiettivo di rompere il blocco navale su Gaza e fornire aiuti umanitari (cibo, medicinali e beni di prima necessità) alla popolazione civile, oltre a denunciare l'inazione della comunità internazionale di fronte alla crisi
E' nata dalla collaborazione di quattro realtà: Freedom Flotilla Coalition (storica organizzatrice di missioni verso Gaza), Global March to Gaza, Maghreb Sumud Flotilla (Nord Africa), Sumud Nusantara (Sud-est asiatico)
Partecipano oltre 70 barce, con partenze coordinate da diversi porti del Mediterraneo, con attivisti e professionisti da 44 paesi, tra cui Italia, Spagna, Tunisia, Malesia, Turchia, e molti altri. Tutte le imbarcazioni dovrebbero convergere nel Mediterraneo orientale per tentare collettivamente di raggiungere Gaza.
L'entità sionista non permette a nessuna imbarcazione non autorizzata di avvicinarsi a Gaza ed ha intercettato con la forza tutte le missioni precedenti (es. Mavi Marmara nel 2010, con 9 attivisti uccisi). Ha dichiarato che tratterà gli attivisti come "terroristi" e confischerà le navi. La marina israeliana potrebbe utilizzare droni, abbordaggi o attacchi.
E' la più grande Flottiglia civile della storia: supera in dimensioni tutte le iniziative precedenti (la Freedom Flotilla del 2010 aveva 6 barche). Rappresenta un tentativo eroico e senza precedenti di sfidare il blocco di Gaza attraverso la solidarietà internazionale. Sebbene gli ostacoli siano enormi, l'iniziativa ha già ottenuto un risultato cruciale: portare la crisi umanitaria di Gaza al centro del dibattito globale.
Esiste un sistema di monitoraggio dei movimenti degli esseri umani attraverso il Mediterraneo da parte dell'Italia. Le rotte principali partono da Libia, Tunisia, Turchia e Algeria. Per questo l'Italia collabora con l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex) e con paesi di transito come Tunisia, Mauritania ed Egitto. Frontex, l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, utilizza una combinazione di tecnologie avanzate, analisi dei dati e cooperazione internazionale per monitorare e gestire i movimenti lungo le frontiere esterne dell'UE.
Questi sono gli strumenti e le tecniche impiegate:
La Maritime Aerial Surveillance utilizza aerei e droni. Questi dispositivi trasmettono video e dati alle autorità nazionali e al centro di comando di Frontex a Varsavia, facilitando il rilevamento di barche in difficoltà e attività illegali.
Frontex sta potenziando l'uso di droni per la sorveglianza terrestre e marittima. Recenti gare d'appalto includono droni di media altitudine in grado di coprire distanze superiori ai 200 km e rimanere operativi fino a 12 ore, equipaggiati con sensori ottici e spettrometri.
Eurosur è un framework per lo scambio di informazioni tra gli Stati membri, volto a migliorare la consapevolezza situazionale e la capacità di reazione.
National Coordination Centres: ogni Stato membro ha un NCC che coordina le attività di sorveglianza a livello nazionale e funge da hub per lo scambio di informazioni con Frontex e altri paesi.
Eurosur Fusion Services include servizi come il tracciamento automatizzato delle navi, previsioni meteorologiche e oceanografiche, e l'uso di satelliti ottici e radar per individuare le imbarcazioni.
Third Country Analysis: Collabora con paesi vicini all'UE (come Turchia, Balcani occidentali e Africa) per condividere informazioni attraverso reti regionali di analisi.
La Tecnologia usata è costituita da satelliti e sensori, in collaborazione con l'Agenzia europea per la sicurezza marittima (EMSA) e il Centro satellitare dell'UE (SatCen). Gli ufficiali sono addestrati per migliorare le capacità di controllo e gestione delle frontiere, garantendo un approccio standardizzato ed efficace. Frontex coordina operazioni congiunte con Stati membri e paesi partner, dispiegando ufficiali del corpo permanente e equipaggiamento tecnico per supportare le operazioni di ricerca e salvataggio. Le operazioni si estendono anche a paesi come Moldova, Serbia e Albania.
Frontex opera sotto regolamenti UE per la sorveglianza delle frontiere esterne (via terra, mare e aria) con supporto operativo agli Stati membri nell'ambito del sistema Eurosur (scambio di informazioni in tempo reale) e coordinamento delle operazioni di salvataggio in mare. Le sue attività sono concentrate nelle acque territoriali dell'UE. Non ha autorità per operare al di fuori delle giurisdizioni UE, come nel Mediterraneo orientale vicino a Gaza
La Commissione Europea ha dichiarato di non supportare la Flotilla umanitaria verso Gaza e lo stato terrorista ha minacciato di intercettare la Flotilla, potenzialmente con l'uso della forza. Un coinvolgimento di Frontex sarebbe interpretato come una sfida alla sua sovranità, con ripercussioni diplomatiche. Frontex intervenendo in acque internazionali per supportare una missione non autorizzata dagli Stati membri violerebbe il suo mandato.
Sebbene un coinvolgimento diretto sia improbabile, alcune tecnologie di Frontex potrebbero essere adattate per scopi umanitari: droni e satelliti potrebbero monitorare la posizione della Flotilla in tempo reale per rilevare minacce (es. attacchi drones o intercettazioni militari) e allertare la comunità internazionale; documentare eventuali violazioni del diritto internazionale (es. attacchi a navi civili in acque internazionali); gli strumenti di pre-allarme potrebbero prevedere rotte sicure o evitare punti di conflitto; i sistemi crittografati usati da Frontex potrebbero proteggere le comunicazioni della Flotilla da interferenze. Tuttavia, questi strumenti sono attualmente vincolati a scopi interni UE e non possono essere condivisi con entità non governative senza un esplicito consenso degli Stati membri.
La Global Sumud Flotilla fa affidamento suTecnologie private (Tracker GPS, comunicazioni satellitari finanziate da donazioni); Emergency (Italia) fornisce supporto medico e logistico con la nave Life Support ; ha richiesto formalmente alla Spagna di garantire sicurezza in acque internazionali. L'ONU e l'UE non hanno invece inviato scorte navali, lasciando la Flotilla esposta a rischi.
La crisi umanitaria a Gaza richiederebbe una riflessione sull'adattamento degli strumenti di sorveglianza europea a scopi umanitari, magari sotto l'egida di organismi internazionali come l'ONU. Per ora, la Flotilla dipende da solidarietà globale e coraggio civile e non da tecnologie istituzionali.
L'Italia e altri paesi del Mediterraneo possiedono strumenti e capacità equivalenti o simili a quelli di Frontex, sebbene con focus e risorse diverse.
L'Italia ha dimostrato capacità autonome di sorveglianza e soccorso nel Mediterraneo centrale, utilizzando navi della Marina Militare, aerei, elicotteri e sistemi di pattugliamento avanzati (Operazione Mare Nostrum (2013-2014). L'operazione includeva il dispiegamento di mezzi fino alle coste libiche, con un budget di circa 9,5 milioni di euro al mese. Collabora con Frontex in operazioni come Triton e Themis, contribuendo con mezzi navali e aerei. Inoltre, ha sperimentato droni come il Falco EVO di Leonardo per la sorveglianza marittima, equipaggiato con radar e sensori termici. La Guardia Costiera e la Guardia di Finanza utilizzano sistemi di monitoraggio satellitare, radar costieri e pattugliamenti aerei. Questi sistemi sono spesso integrati con le reti di Frontex, come il sistema Eurosur per lo scambio di informazioni in tempo reale.
La Spagna partecipa attivamente a operazioni Frontex come Indalo e Hera, focalizzandosi sul pattugliamento delle rotte atlantiche e del Mediterraneo occidentale. Utilizza navi, aerei e droni per il monitoraggio. Impiega tecnologie simili a quelle di Frontex, come radar e sensori termici, per individuare le imbarcazioni lungo le coste di Andalusia e Isole Canarie.
La Grecia ospita test di tecnologie innovative per Frontex, come palloni aerostatici dotati di telecamere e sensori termici per monitorare il confine marittimo con la Turchia, con una portata di 60 km. La Guardia Costiera greca utilizza pattugliatori, droni (es. Hermes di Elbit Systems) e centri di coordinamento nel Mar Egeo, spesso in partnership con Frontex.
Portogallo, Malta e altri stati mediterranei contribuiscono a operazioni come Triton e Themis con mezzi navali e aerei, sebbene su scala minore. Malta, ad esempio, partecipa al pattugliamento delle rotte centrali. Questi paesi spesso fanno affidamento su sistemi di sorveglianza costiera basici (radar, pattugliamenti) e sono integrati nella rete Frontex per l'accesso a dati satellitari e intelligence condivisa.
Molti partecipanti provengono da vari paesi europei. Dovrebbe costituire un imperativo morale per ogni governo europeo ed ogni rappresentante politico europeo organizzare ogni misura preventiva affinché sia garantita la loro integrità. La protezione dei cittadini europei che partecipano a missioni umanitarie non violente dovrebbe essere una priorità assoluta per l'Unione Europea e i suoi Stati membri.
L'affermazione del Ministro della Sicurezza Nazionale israeliano, Itamar Ben Gvir, che ha definito i partecipanti alla Flotilla "terroristi" e ha promesso di fermarli con la forza, rappresenta una minaccia grave e credibile. L'attacco alla Freedom Flotilla del 2010 (Mavi Marmara), dove forze israeliane uccisero 9 attivisti in acque internazionali, dimostra che queste minacce sono tutt'altro che retoriche. I partecipanti sono cittadini europei che esercitano diritti fondamentali come la libertà di espressione e il diritto a riunirsi pacificamente per una causa umanitaria. I loro governi hanno il dovere legale e morale di garantire la loro incolumità. La Flotilla navigherà in acque internazionali. Qualsiasi intercettazione violenta da parte dello stato criminale costituirebbe una palese violazione del diritto marittimo internazionale.
Le "misure preventive" che l'UE e i governi nazionali dovrebbero adottare con urgenza sono la sorveglianza attiva, dispiegando navi o aerei per monitorare costantemente la rotta della Flotilla, documentando ogni movimento delle forze israeliane. Dovrebbero emettere dichiarazioni formali e chiare avvertendo che qualsiasi azione contro cittadini europei in acque internazionali avrà conseguenze diplomatiche ed economiche severe. Dovrebbero attivare tutti i canali diplomatici per ricordare ai sionisti i loro obblighi secondo il diritto internazionale e per garantire che non si verifichino violenze e dovrebbero preparare un piano di intervento per il soccorso e l'evacuazione in caso di attacco.
Non agire sarebbe un segnale pericoloso di acquiescenza alla violenza e una abdicazione al dovere fondamentale di proteggere i propri cittadini. La comunità internazionale non può permettersi un altro Mavi Marmara.
Antonio Tajani, Ministro degli Esteri italiano, ha firmato una dichiarazione congiunta con i ministri degli Esteri di altri 20 paesi e l'UE, condannando le nuove colonie israeliane in Cisgiordania come "violazione del diritto internazionale”. Ha sottolineato che questi piani "minano irreparabilmente la soluzione dei due stati" e limitano l'accesso dei palestinesi a Gerusalemme. Ha promosso iniziative come "Food for Gaza", che ha distribuito oltre 200 tonnellate di aiuti. Ha incontrato il ministro degli Esteri palestinese per coordinare gli aiuti ai bambini di Gaza, sottolineando l'impegno italiano in azioni concrete. In risposta alle richieste di opposizione, Tajani e il governo Meloni hanno garantito che verranno prese "tutte le misure per proteggere i cittadini italiani" sulla Flotilla, pur sconsigliando la missione per i rischi connessi.
Guido Crosetto, Ministro della Difesa italiano, ha dichiarato che il governo israeliano ha "perso la ragione e l'umanità" riguardo a Gaza, definendo le azioni militari "inaccettabili" e non semplici "danni collaterali". Ha espresso apertura a sanzioni internazionali per costringere Netanyahu a ripensare le sue politiche, definendo l'occupazione di Gaza un "salto di qualità" che richiede decisioni severe. Ha difeso la decisione italiana di non riconoscere unilateralmente uno stato palestinese, considerandola una "provocazione politica" inutile.
In Italia l'opposizione sostiene apertamente la Flotilla, con quattro parlamentari italiani a bordo, e ha chiesto protezione diplomatica. Meloni e Tajani preferiscono canali umanitari tradizionali, ma garantiscono protezione ai cittadini italiani. Crosetto spinge per una linea più dura contro l'entità sionista.
La Spagna ha offerto protezione diplomatica ai partecipanti della Flotilla.
La Commissione europea sta valutando sanzioni e sospensione parziale del commercio con Tel Aviv, anche se gli stati membri sono divisi
La Costituzione italiana (art. 16) e le leggi internazionali impongono allo Stato il dovere di proteggere i cittadini italiani all'estero, specialmente in situazioni di pericolo prevedibile. Tajani ha dichiarato: "Siamo pronti ad assumere ogni iniziativa per garantire la sicurezza dei nostri connazionali", incluso l'uso di voli charter e cooperazione con il Ministero della Difesa per evacuazioni.
La consapevolezza del rischio (le dichiarazioni di Ben Gvir: "terroristi") costituisce un fattore a favore della perseguibilità per il reato di omissione di atto d'ufficio (art. 328 c.p.) a carico del minisro Tajani, così come pure l'obbligo giuridico di agire (essendo stata avanzata la richiesta formale di protezione da parte dei volontari). Così come pure la capacità concreta di intervenire (mezzi navali o diplomatici disponibili).
Tajani e Crosetto hanno già preso alcune iniziative: monitoraggio della situazione e contatti diplomatici per la de-escalation; pre-allertamento di assetti navali e aerei per evacuazioni in Libano; tuttavia, non risultano dichiarazioni specifiche su piani operativi per la protezione diretta della Flotilla in acque internazionali. Tajani ha criticato la reazione israeliana a Gaza come "sproporzionata" ma non ha mai appoggiato pubblicamente la Flotilla. L'inerzia totale potrebbe configurare negligenza se accadesse un incidente con vittime italiane. La mancanza di intervento diplomatico potrebbe esporli ad accuse politiche e morali.
Gabriella Grasso (gagrass@gmail.com) - 11/09/2025
VIDEO dal Parlamento europeo: https://www.instagram.com/reel/DObUs9yDC_G/?igsh=YmxyNG1xeDJqa3N2
VIDEO dal Parlamento italiano: https://www.facebook.com/watch/?mibextid=wwXIfr&v=1486837455686403&rdid=dgdd6zlr95lfvI6m
11/09/2025: Oggi il Parlamento europeo ha dato un’altra lezione di ipocrisia. La risoluzione su Gaza sembra scritta dall'entità terrorista, ed è frutto di un accordo al ribasso indigeribile per chi ha davvero a cuore la tragedia palestinese. Sono state tolte la parola genocidio, il divieto di embargo delle armi, la risoluzione degli accordi di cooperazione, la fine del finanziamento europeo al programma Horizon, la condanna del piano riviera di Trump, le sanzioni all'entità sionista, il rispetto delle decisioni della Corte penale internazionale… e in più non ha espresso alcuna protezione né alla Global Sumud Flotilla né a Francesca Albanese.
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