a cura di Saleh Zaghloul
Nel 1993, il poeta Mahmud Darwish si è dimesso da "ministro della cultura" dell'OLP (Organizzazione per la Liberazione della Palestina), in dissenso con Arafat e con gli accordi di Oslo (1993).
Il poema, del 1982, dice che erano anni che il poeta più grande del mondo, secondo Jose Saramago, invitava i palestinesi e Arafat a non credere all'illusione della "pace" con il regime fascista dell'apartheid e dell'occupazione israeliano. Arafat si era illuso ed ha illuso moltissime persone arabe e in tutto il mondo.
"E l’universo è il tuo taccuino,
e sei tu il suo creatore,
scrivici il paradiso delle origini, o padre mio
o non scriverci niente,
tu … tu sei la questione.
Cosa vuoi?
Cosa vuoi?
Andando da una leggenda all’altra,
una bandiera?
E a cosa servono le bandiere ...
Hanno forse protetto la città dalle schegge di una bomba?
Cosa vuoi?
Un giornale?
Può la carta covare un passero
o tessere una spiga?
Cosa vuoi?
Un corpo di polizia?
Sapranno i poliziotti dove la piccola terra sarà gravida del primo vento?
Cosa vuoi?
La sovranità sulle ceneri?
Tu che sei il sovrano della nostra anima o signore dell'esistenza mutevole.
Va' dunque ...
non è tuo questo posto né i troni-spazzatura.
Sei la libertà della creazione
sei il creatore dei varchi
e sei controcorrente.
Va’ povero come la preghiera
e scalzo come il fiume nel letto dei sassi
e tardivo come un garofano.
No, non sei Adamo perché io dica che sei uscito da Beirut o Amman o Giaffa, e sei tu il cuore della questione.
Va’ verso te stesso, sei più grande dei paesi del mondo, più grande dello spazio della ghigliottina.
Va’ arrendevole al giudizio del tuo cuore
mentre scosti le grandi città e il cielo sospeso
e dispieghi terra sotto il tuo piccolo palmo,
tenda
o idea
o spiga.
Quanti profeti in te si sono messi alla prova
quanto hanno sofferto per mettere ordine nel loro tempio.
È inutile che cerchi potere e regno o padre mio
va’ dunque verso il Calvario
e sali con me
per restituire all’anima smarrita il suo inizio.
Cosa vuoi, o signore della nostra anima
o signore dell'esistenza mutevole!
O signore della brace!
O signore della fiamma!
Quanto è vasta la rivoluzione.
Quanto è angusto il viaggio.
Quanto è grande l’idea
Quanto è piccolo lo Stato!...