06/06/2022
di Mofeed Serhal | Scrittore e ricercatore libanese
Una dose di veleno fatale sta effettivamente circolando nei laboratori chiusi della mente razzista sionista, da dosare e somministrare a sorpresa ai membri della setta araba drusa, che è inclusa, secondo la definizione legale dell'entità temporanea, nella categoria (diverse religioni) senza classificazione religiosa e riguarda circa 418 mila persone. Il numero totale dei drusi è di 143.146 mila persone.
La situazione è che da quasi due mesi è in corso un acceso dibattito tra la comunità drusa e le autorità di occupazione sioniste sulla natura procedurale, le finalità e gli obiettivi impliciti dell'enunciato dei cosiddetti Ministeri della Giustizia e dell'Interno dell'effimera entità ebraica, bozze di legge e un memorandum per legiferare sull'apertura dei luoghi di ritiro drusi (luoghi di culto chiamati "Khalwa" Ritiro, accessibili solo ai religiosi praticanti della religione Drusa), dei luoghi di culto religiosi drusi e dei santuari per rituali e pellegrinaggi religiosi speciali sul Monte del Tempio. Ritiri, santuari e luoghi sacri verranno violati dai rabbini ebrei e altri perfino dai turisti, con operazioni il cui intento non è comprensibile , e che fa sollevare le sopracciglia suscitando preoccupazione per l'insolente violazione della privacy di luoghi sacri. Operazione che tende a rendere comuni questi santuari, sapendo che i santuari drusi e i loro luoghi di culto appartengono, come proprietà materiale e morale esclusiva, alle autorità religiose druse.
Segnaliamo a questo proposito che i santuari dei drusi nella Palestina occupata sono molti, i più importanti dei quali sono: il santuario del profeta Shuaib ad Hattin, il santuario del nostro maestro Sablan, il santuario del nostro maestro Baha al-Din , il santuario del nostro maestro al-Ya'fouri, il santuario del nostro maestro Abu Ibrahim, il santuario del nostro maestro Abu Abdullah, il santuario del nostro maestro Zakaria e il santuario del nostro maestro al-Khodr Sultan Ibrahim e signora Sarah.
Il più importante dei santuari è il santuario di Al-Sitt Shawana (Signora Shaawana), la figlia di Sayyid Al-Hazouri (il Signore Hazouri), ad Ain Qinya Al-Julan (nel Golan), che è visitato ogni anno dagli Unitari Drusi del Golan e della Palestina occupata per eseguire rituali e incontrare la Fratellanza .
Questo passaggio, che ha colpito la comunità drusa, rientra nel quadro che intende stringere la morsa sui drusi. La via più breve per farlo è osare sconfinare nei loro luoghi santi, violandoli e trasformandoli in sale turistiche che non avranno spazi separati per lo studio e per il culto. Così è successo nel caso della Chiesa del Santo Sepolcro, con la confisca dei beni cristiani e dei fondi bancari delle autorità religiose cristiane; così è successo nel caso dell'invasione della Moschea di Al-Aqsa da parte di branchi di coloni, l'ultima delle quali è stata la marcia delle bandiere, con l'annuncio esplicito della demolizione della Cupola della Roccia (la cupola d'oro che si vede nelle immagini).
Non c'è dubbio che si sta preparando in segreto una richiesta sionista, sotto forma di progetto oscuro, per costringere i drusi a fare scelte amare; a piegarsi al nemico per quanto riguarda i siti religiosi, la cui esistenza costituisce uno dei fondamenti esistenziali della comunità sul territorio. Ciò avrà effetti avversi e ampie conseguenze.
Questo processo costituisce il culmine di un intervento più doloroso, coercitivo e dannoso. Ci sono parallelismi tra le condizioni proposte e le politiche da realizzare che rimandano a oscure geometrie sconosciute. Non si tratta di vuote procedure superficiali e transitorie.
Questo passaggio è la traduzione pratica della legge sullo stato-nazionalista per soli ebrei approvata dalla Knesset il 19 giugno 2018, che ha annullato completamente la soluzione dei due stati, specificando che l'immigrazione porta alla cittadinanza per gli ebrei come diritto eccezionale all'autodeterminazione, contestualizzando le caratteristiche di un sistema di apartheid. La comunità drusa nella Palestina occupata si trova perciò all'intersezione di vecchi e nuovi progetti, che vengono rispolverati al tavolo delle nazioni al potere ogni volta che se ne presenti l'opportunità e siano mature le condizioni oggettive. Ogni volta che si riconfigurano le mappe sulla rottura di una nazione paralizzata dal colonialismo.
I drusi intuiscono i pericoli esistenziali e le intenzioni di spostamento forzato della legge nazionale ebraica che stabilisce un nuovo "trasferimento", e che chiede modifiche del loro comportamento. Perciò restano fedeli alla loro lingua madre (l'arabo), e rifiutano di prendere le distanze dalla loro eredità culturale arabo-islamica.
Questo astuto attacco sionista nel suo tempismo non è avulso dai tumultuosi eventi nella regione, soprattutto nel sud della Siria, e dalla sorprendente e controversa posizione giordana in questo momento, che mira ad obiettivi coerenti con le proposte di zone cuscinetto nel nord e sud della Siria. Portare avanti l'intenzione di sfollare i drusi di Palestina si accompagna al discorso di formulare un'autonomia per il Golan arabo siriano occupato, facendo precipitare la comunità drusa in schemi omicidi a scapito del confronto sulle problematiche nazionali e i loro diritti.
Provocare la comunità drusa violando i suoi più sacri santuari e luoghi di culto da parte dell'establishment politico sionista, condividendoli con altri, è senza dubbio uno dei risultati della nuova religione "abramica" e dell'ondata di normalizzazione di un'epoca violenta e infamante.
La migliore risposta alla congestione di questi gravi eventi sono le parole della prima guida spirituale per i musulmani drusi, in Oriente e nel mondo, lo sceicco Abu Yusef Amin Al-Sayegh. Risposta prudente e forte, quasi un comandamento ai membri della setta: "Non è utile che i membri della setta rimangano isolati. Nessun progetto speciale di correzione e rettifica porterà alcun beneficio alla nostra religione, né al nostro benessere."
e continua: "La mia raccomandazione è che rifiutiate qualsiasi richiesta di differenziazione in nome di qualsivoglia principio, e che preferiate piuttosto il consenso collettivo e il consenso nazionale generale".
https://www.alahednews.com.lb/article.php?id=43042&cid=124
[traduzione Fares-Grasso]