Progetto Porsche
Abbiamo acquistato alcune Porsche di interesse storico che godono di particolari vantaggi fiscali e ridotti costi amministrativi, automobili i cui costi manutentivi sono erroneamente ritenuti alti. Si tratta di autovetture che è possibile riparare direttamente, permettendo una godibile interazione con gli strumenti che si usano quotidianamente. L'opera consiste nel loro acquisto, restauro e condivisione d'uso.
La decisione di condividere tali autovetture, status symbol decaduti per vetustà, con i dimoranti le abitazioni gestite dalla Fondazione vuole irridere intenzionalmente l'abitudine di riconoscer loro prestigio e blandire chi si lascia irretire dal loro fascino per ragioni diverse dalla loro efficienza. Inoltre, intende porre l'accento sull'evidenza che la dimensione artistica si incrocia con l'uso di automobili sportive.
I due mondi, apparentemente distanti, trovano nella dimensione emotiva un denominatore comune. Cambia il medium, la forma del coinvolgimento, ma alcuni elementi esperienziali convergono. Nascono emozioni sia nel tradurre un atto gestuale creativo pittorico o derivante da qualunque altra forma artistica, sia nel guidare un'auto sportiva.
Le auto restano avvolte, negli occhi di taluni, da un’atmosfera evocativa di antichi fasti. Di sicuro mantengono caratteristiche tecniche che le ponevano ai vertici di prestazioni ardite per l’epoca di produzione. Inoltre, aver cura di esse è un interessante stimolo al confronto con una realtà mai data per scontata. La perenne incertezza di funzionamento, dovuta alla vetustà, costringe a una costante attivazione mirata a risolvere le problematiche che, di volta in volta, si manifestano quando si intende usarle.
Di tale attivazione il risultato è un forte stimolo cognitivo il cui risultato è anche un’attività pratica che, per coloro i quali hanno avuto un approccio intellettuale alla vita, è assai divertente.
Esperire l'intensa gioia di usare un'auto da noi stessi ristrutturata e resa efficiente corrisponde a un trionfo personale seguito al desiderio di capire come funzionasse e quali ne fossero i limiti.
Il fatto che si tratti di auto sportive non è poi da trascurare. Permette sensazioni di controllo del veicolo che altre auto non offrono, tanto che risulta poi difficile usarne di convenzionali, anche se più recenti, per l’impressione di incertezza che a quel punto evocano, oltre ad offrire performance inferiori.
Precisiamo che non siamo collezionisti, né ci interessa tale prassi. Il fatto che si tratti della stessa marca deriva dalla constatazione che essa offre un livello di sicurezza insuperabile a questi livelli di costo
(si veda: Porsche 944 turbo).
Per inciso, precisiamo che ci rendiamo conto di vivere in una cultura influenzata dall’automobile e che essa non è ritenuta solo un mezzo di trasporto, ma è ormai uno dei simulacri della società dei consumi. Un feticcio, un simbolo di libertà e di potere.
Gli italiani spendono mediamente una cifra ragguardevole ogni anno per le loro auto e le relative spese amministrative. Quindi l’industria automobilistica ha un forte impatto sull’economia, ed essendo primaria acquirente di pubblicità, gode di grande considerazione da parte dei media, ottenendo così peso politico e determinando scelte strategiche, come la costruzione di autostrade, invece di ferrovie, o la promozione di altre forme di trasporto.
Riteniamo che un sistema di trasporti basato su autostrade abbia costi enormi considerando anche quelli umani e sanitari dovuti al fatto che i mezzi su gomma rendono l’aria irrespirabile (pare che ogni litro di combustibile bruciato in città provochi spese sanitarie pari al costo di un litro alla pompa) e quelli dovuti agli incidenti che ogni anno si verificano. L’enorme numero di automobili, inoltre, provoca anche la congestione del traffico urbano creando una perdita di tempo il cui peso economico supera il costo dovuto agli incidenti.
Alla luce di tutto ciò, l'opera intende rinnovare alcuni comportamenti producendo idee ed emozioni che spingano a diversi orientamenti. Non a caso nelle abitazioni abbiamo un gran numero di biciclette.
Non a caso si è deciso di smettere di utilizzare una delle automobili, lasciandola sotto il patio, coperta da un telo protettivo: oltre a dare il senso della caducità delle cose e la vacuità del prestigio riconosciuto aglistatus symbol, occupa uno spazio che potrebbe essere destinato ad altre attività sociali, il che allude al rilevante impatto sociale dell'automobile come mezzo di trasporto.
Tale decisione si avvicina intenzionalmente al concetto di potlatch.
Il potlatch è una cerimonia, praticata da tribù di Nativi Americani in cui sono offerti in dono ai convenuti una quantità di beni appositamente accumulati per solennizzare speciali ricorrenze familiari, accrescendo il prestigio sociale del donante, che così può assumere un nuovo nome o un nuovo titolo; la cerimonia è associata a una competizione sociale.
Nel nostro caso si configura come una esibizione consumistica di un bene di prestigio, e l'ostentazione di una pratica distruttiva di tale bene.
Nota sul potlatch
Attraverso la cerimonia individui dello stesso status sociale distribuiscono o fanno a gara a distruggere beni considerevoli per affermare pubblicamente il proprio rango o per riacquistarlo nel caso lo abbiano perso.
Il potlatch è un esempio di economia del dono, in cui gli ospitanti mostrano la loro ricchezza e la loro importanza attraverso la distribuzione dei loro possessi, spingendo così i partecipanti a contraccambiare quando terranno il loro potlatch.
Contrariamente ai sistemi economici mercantilistici, infatti, nel potlatch l'essenziale non è conservare e ammassare beni, bensì dilapidarli. La logica dell'economia di mercato è quindi completamente ribaltata.
In molti casi i beni distribuiti venivano distrutti dopo essere stati ricevuti; il potlatch, infatti, era un meccanismo attraverso il quale venivano sottratti al processo produttivo quei beni che, se vi fossero stati riammessi, avrebbero provocato un'alterazione del sistema e di conseguenza avrebbero introdotto un elemento di possibile disturbo della struttura stessa dei rapporti di potere.
La pratica del potlatch è stata resa illegale in Canada e negli Stati Uniti alla fine del XIX secolo principalmente a causa della pressione dei missionari e degli agenti del governo che la consideravano "un'abitudine più che inutile", sostenevano che fosse dispendiosa, improduttiva e contraria al lavoro etico e ai valori delle società americane e canadesi. Nonostante il divieto, la pratica del potlatch ha continuato ad esistere illegalmente.
Porsche Project
Relational work with many moments of collective performance.
We bought some vintage Porsche cars that receive special tax benefits and reduced administrative costs, cars whose maintenance costs are wrongly considered high. They are cars that can be repaired directly, allowing an enjoyable interaction with the tools that are used every day.
The work consists in their purchase, restoration and sharing of use.
The decision to share these cars, status symbol past for age, with habitants of the houses, managed by the Foundation, wanting intentionally to mock the habit to recognize prestige to them and to cajole who let themselves be seduced by their charm for different reasons than their efficiency. Moreover, it intends to focus on the evidence that the artistic dimension intersects with the use of sports cars.
The two worlds, apparently unrelated, have the emotional plan as common denominator.
Change the medium, the form of involvement, but some elements of the experience converge.
Emotion is born as translating a creative gestural painting act or arising from any other art form, as perceiving the sensations driving a sportive car.
The cars, in the eyes of someone, are evocative of atmospheres of ancient glories. Certainly they retain technical characteristics that placed them to top of daring performance at the time of production.
Moreover, take care of them is an interesting stimulus to compared with a realty never taken for granted. The perennial uncertainty of operation, due to age, induces a constant activation targeted to solve problems occur sometime when we wish to use them.
Of such activation the result is a strong cognitive stimulus whose resulted it is also a practical activity that, for people who have an intellectual approach to life, it is amusing a great deal.
To experience the intense joy of using a car by ourselves restored and made efficient corresponds to a personal triumph following the desire to understand how it worked and what its limits were.
The fact that deals with sporting auto is not then to neglect.
It allows feelings of control of the vehicle that other cars don't offer, so that it results then difficult to use of it conventional, even if more recent, for the impression of uncertainty that to that point they evoke, further to offer inferior performances.
Please, note that we are not collectors, nor we are interested in this practice. The fact that it is the same brand name derives from the fact that it offers an unsurpassed level of security at this level of cost (see:Porsche 944 turbo).
Incidentally, we point out that we are aware that we live in a culture influenced by the car and it is not considered just a means of transport but it is now one of the simulacra of the consumer society, a fetish, a symbol of freedom and power.
Italians spend, on average, a surprising amount each year for their cars and their administrative costs. The automotive industry therefore has a strong impact on the economy and being the first buyer of advertising, is highly regarded by the media, resulting in political weight and determining strategic choices, such as the construction of highways, instead of railways, or the promotion of other forms of transport.
We think that a transport system based on highways is extremely expensive considering those humans and of health due to the fact that transport on weels makes the air unbreathable (it seems that a liter of fuel burned in the city causes health care costs equal to the cost of a liter at the pump) and those due to accidents that happen every year. The huge number of cars also leads to urban traffic congestion by creating a waste of time which account exceeds the cost due to accidents.
In light of this, the work intends to renew certain behaviors producing ideas and emotions that would lead to different orientations. Not by chance in homes we have a large number of bicycles.
It is not a coincidence to stop to use one of the cars, leaving in the garden under the canopy, covered by a protective sheet that becomes old: as well as giving a sense of the transience of things and the emptiness of recognized prestige status symbols, occupies a space that could be used for other social activities, which alludes to the social impact of the automobile as a means of transport.
This decision is approaching intentionally to the potlatch concept.
The potlatch is a ceremony practiced by Native American tribes in which are donated to the defendants a quantity of goods specially accumulated to solemnize special family occasions, increasing the social prestige of the donor, so that it can take on a new name or a new title, the ceremony is associated with a social competition.
In our case takes the form of an exhibition of consumer goods to luxury, and the flaunting of a destructive practice of such property.
Freely adapted from Wikipedia:
Through the ceremony, individuals of the same social status or distributing are competing to destroy considerable assets to publicly state their rank or to take it back if they have lost.
The potlatch is an example of the gift economy, in which the host display their wealth and their importance through the distribution of their possessions, thus pushing the participants to reciprocate when they hold their potlatch.
In contrast to the mercantilist economic systems, in fact, in the potlatch is not essential to preserve and accumulate assets, but destroy them. The logic of the market economy is so completely overturned.
In many cases the goods distributed were destroyed after being received, the potlatch, in fact, was a mechanism by which were removed from the production process, goods which, if they had been readmitted, would have caused an alteration of the system and therefore would introduced an element of potential disturbance of the structure of power relations.
The practice of the potlatch was made illegal in Canada and the United States in the late nineteenth century, mainly due to the pressure of the missionaries and government agents who considered it "a habit worse than useless", argued that it was wasteful, unproductive and contrary to the work ethic and values of American and Canadian society. Despite the ban, the practice of potlatch continued to exist illegally.
Articoli
Impressioni di guida Porsche 944 Turbo - marzo 1985 (file PDF - 1156 Kb - pag. 4)
Prova completa Porsche 944 S e Porsche 944 Turbo - novembre 1986 (file PDF - 1922 Kb - pag. 10)
(Prova e dati da Quattroruote 11/1986)
Motore (*****): Il quattro cilindri turbo, senz'altro uno dei migliori del settore, ha tutto per farsi apprezzare. Potente ai bassi ed agli alti regimi, conferma la superiore esperienza della Porsche che ha eliminato lentezza di risposta e vuoti di potenza, difetti tipici di molti motori sovralimentati. Basta sfiorare l'acceleratore e la Turbo scatta con una progressione impressionante, e si raggiungono così elevate prestazioni quasi senza accorgersene.
Velocità (*****): risultati davvero ottimi avendo superato i 244 km/h e confermando l'ottima aerodinamica e le grandi possibilità autostradali.
Accelerazione (*****): ottima la Turbo con risultati paragonabili a quelli delle migliori sportive come la Ferrari 208 T.
Ripresa (****): i tempi rilevati confermano le buone qualità dell'auto che non ha difficoltà ai bassi regimi, mantiene con facilità quarta e quinta e sorpassa con dolcezza e disinvoltura sconosciute ad altre turbo.
Sterzo (****): si adatta molto bene alle caratteristiche sportive della 944 e mantiene una eccellente precisione anche alle velocità più elevate, situazione in cui la sensibilità ai comandi è una dote indispensabile. Consente di impostare le traiettorie più adatte, di mantenerle senza difficoltà e di correggerle nelle situazioni più difficili.
Freni (*****): la Porsche si è finalmente convertita all'ABS (offerto come opzional) e ora le sue vetture sono tra le più sicure per quanto riguarda la frenata. La Turbo riesce a fermarsi in spazi ridotti (80 metri a 140 km/h), offrendo una regolazione e una sensibilità davvero ottimali, in grado di ripartire bene lo sforzo anche nelle manovre di emergenza. Nessun problema nella guida più impegnata poiché l'impianto non denuncia segni di debolezza.
Cambio (****): La Porsche ha preferito adottare rapporti piuttosto lunghi (in V fa 37,5 km/h a 1000 giri/min.), una scelta non proprio riuscita. La manovrabilità secondo la tradizione della casa tedesca è perfetta ed è un vero piacere cambiare marcia anche nella guida più impegnativa perché gli innesti sono veloci, precisi, silenziosi e senza possibilità di errore, nonostante il gruppo trasmissione sia spostato al retrotreno.
Confort (****): a vetture come queste, che superano largamente i 200 all'ora, non si richiedono molleggi morbidi e sospensioni ad ampia escursione, tuttavia la Turbo soddisfa lo sportivo molto esigente perché assorbono bene le asperità più accentuate, reagiscono progressivamente agli ostacoli più duri garantendo un notevole confort di marcia. Nel complesso è piuttosto silenziosa: 83 decibel a 140 km/h
Consumo (*****): grazie alla corretta profilatura della carrozzeria a 140 km/h fa quasi 10 km con un litro, risultato molto interessante per un tipo di autovettura poco propensa a economizzare. Ovviamente quando si sfrutta tutta la sua notevole potenza i consumi aumentano parecchio toccando il limite dei 6-7 km/litro.
Tenuta di strada (****): la Turbo sull'asciutto è ai massimi livelli tra le gran turismo di elevate prestazioni e la sua tenuta è caratterizzata da una precisione e da una facilità di guida rare su vetture così potenti. Il comportamento è sincero, moderatamente sottosterzante all'inizio della curva, neutro lungo la traiettoria, con un sovrasterzo di potenza all'uscita che può essere ben controllato. Sullo sconnesso le sospensioni si adattano bene alle disuguaglianze del fondo e il pilota riesce a mantenere agevolmente il controllo, nonostante gli inevitabili saltellamenti del retrotreno. Sul bagnato la 944 incontra le difficoltà tipiche di tutte le trazioni posteriori e quindi richiede molta attenzione perché le scodate del retrotreno, anche se lo sterzo è molto pronto, non sono sempre ben controllabili.
Stabilità (****): è una vettura sicura anche quando viene spinta al limite. Richiede una buona esperienza di guida; buono anche il comportamento in autostrada quando si è costretti a brusche sterzate: la 944 devia dalla traiettoria ma si riallinea velocemente.
Efficienza meccanica - aerodinamica (***): la 944 è ben profilata ed a 100 km/h assorbe solo 19,2 CV.
La 944 Turbo non è considerata un mito universale come la Ferrari 208 anche se la seduzione della sua potenza e l'emozione che provoca guidarla possono essere alla pari. Su alcune sportive il rumore, l'esiguità dell'abitacolo e alcune rigidezze concorrono a creare l'atmosfera necessaria mentre sulla Porsche tutto è all'insegna della perfezione. Quasi incredibile è il suo turbo privo di difetti. Sembra fredda, ma pochi metri bastano per scatenarla.
Link utili
Catalogo parti originali in pdf
Definizioni (codici)
I veicoli storici sono classificati:
- di interesse storico, oltre 20 anni dalla prima immatricolazione;
- storico, oltre 30 anni dalla prima immatricolazione;
- d'epoca, oltre 35 anni dalla prima immatricolazione.