ESPERIMENTO DI IDROCOLTURA A SCUOLA
L'idrocoltura (o coltura in acqua) è una tecnica di coltivazione fuori suolo in cui le radici della pianta sviluppano direttamente in un vaso contenente acqua e sali minerali, sostenute da un substrato inerte come l'argilla espansa, ma anche cotone, garze oppure in assenza di substrato. È un metodo utilizzato prevalentemente per la gestione e il mantenimento a lungo termine delle piante d'appartamento o ornamentali (come pothos, ficus, dracena).
L'idroponica, invece, è una tecnica produttiva più complessa ed evoluta, pensata per la coltivazione intensiva e l'ottimizzazione della crescita (soprattutto di ortaggi, erbe aromatiche e fragole).
Sebbene entrambi i sistemi eliminino completamente la terra (terriccio), si differenziano nettamente per scopo, tecnologia e gestione.
SISTEMA NTF*: Un sistema NFT idroponico (dove NFT sta per Nutrient Film Technique, ovvero Tecnica del Film Nutritivo) è uno dei metodi di coltivazione fuori suolo più diffusi ed efficienti al mondo. In questo sistema una pompa sommergibile spinge costantemente la soluzione verso l'estremità più alta dei canali di coltivazione, dove scorre un sottilissimo velo d'acqua.
Per coltivare una pianta in idrocoltura bastano tre elementi:
Doppio vaso: Un vaso interno forato e un vaso esterno (portavaso) a tenuta stagna.
Substrato inerte: L'argilla espansa sostiene le radici senza decomporsi e garantisce un'ottima traspirazione. Lo stesso succede con ovatta o cotone idrofilo; se non si usa substrato la parte superiore della pianta viene sostenuta da un tappo forato del recipiente, assicurandosi che le radici possano essere parzialmente coperte dall'acqua
Indicatore di livello: Un galleggiante che segnala quando il serbatoio dell'acqua sta per svuotarsi (facoltativo).
Perché scegliere l'idrocoltura per le piante di casa:
Niente parassiti del terreno: Riduce il rischio di funghi, moscerini della terra (sciaridi) e muffe.
Gestione dell'acqua facilissima: È sufficiente rabboccare il serbatoio ogni 2-4 settimane, evitando gli errori di troppa o troppa poca acqua.
Crescita stabile: La pianta sviluppa radici acquatiche, più sottili e adattate all'ambiente umido.
EPPURE POSSIAMO, CON I NOSTRI RAGAZZI IN CLASSE, SVOLGERE UN PICCOLO ESPERIMENTO DI IDROCOLTURA A SCUOLA, COn MATERIALI POVERI!
una bottiglietta d'acqua
forbici
penna e etichetta adesiva
acqua
cotone o garza di medicazione
concime di idrocoltura in granuli a lenta cessione (facoltativo)
Per prima cosa, con una forbice, tagliamo in questo modo la bottiglietta, inserendo capovolta la sua parte superiore e incastrandola nella parte inferiore
Inseriamo il cotone e la garza, facendo in modo che una parte della garza o del cotone fuoriesca dal collo capovolto della bottiglia, pescando così l'acqua versata
Ora scegliamo il seme da inserire: proviamo con un basilico particolare, il Basilico del Siam, di cui parleremo in seguito.
Dopo aver riempito la parte inferiore del nostro sistema di semplice acqua di rubinetto, sistemiamo sul cotone dei semini di basilico, ne bastano cinque o sei.
Ecco, il sistema ora è pronto, basta mettere una etichetta adesiva con il nome della pianta seminata e - importante! - la data di semina, così sarà più facile tenere una linea del tempo della crescita della piantina.
Teniamo sempre sotto controllo il livello dell'acqua e, se si vuole, si può aggiungere del concime granulare, che dura per mesi. Attenzione al dosaggio!!
Ecco come dopo un mese e mezzo circa dovrebbe apparire il nostro piccolo sistema!
Da alcuni anni nella nostra scuola, l'IC "A.G. Roncalli" di Rosà, in provincia di Vicenza, nel nostro laboratorio abbiamo delle piccole serre idroponiche che i ragazzi gestiscono in piena autonomia: un sensore li avverte quando l'acqua sta per calare eccessivamente (il recipiente ha una capienza di 4 litri) e quando devono rabboccare i ragazzi devono anche aggiungere i nutrienti, una soluzione di sali minerali con azoto, fosforo e potassio. Qui vediamo proprio la crescita iniziale di piantine di basilico.
Dallo scorso anno abbiamo imparato anche a utilizzare le grandi torri idroponiche: abbiamo seminato bieta, insalata, pak choi e senape giapponese e l'abbiamo pure mangiata lessa!
Ovviamente la capienza è di gran lunga maggiore: ognuna delle quattro torri idroponiche ha una capienza di 70 litri, ma il nutriente è lo stesso.
Le piante sono state prodotte da seme entro cubetti di lana di roccia, imbevuti di acqua e posti sotto luci per la germinazione. Quando la piantina è alta almeno due, tre centimetri e soprattutto quando l'apparato radicale fuoriesce dal cubetto del substrato, le piantine possono essere sistemate nella torre, dove l'acqua viene fatta scorrere ogni mezz'ora con una pompa - per caduta dall'alto in basso - a toccare le radici e alimentare la pianta.
Ogni settimana i ragazzi, con uno strumento detto phmetro (piaccametro) misurano l'acidità o l'alcalinità (basicità) di una soluzione liquida. Le piante riescono ad assorbire i nutrienti (azoto, fosforo, potassio, ecc.) solo se il pH è compreso in un intervallo specifico (di norma tra 5.5 e 6.5 per l'idroponica). Se il pH è errato, le radici non assimilano il nutrimento, anche se questo è presente nell'acqua. Per regolare, cioè alzare o abbassare il ph, i ragazzi usano delle soluzioni da aggiungere all'acqua con dei misurini e poi rieffettuano le misurazioni per vedere se i livelli sono dentro l'intervallo corretto.
Molto importante è anche misurare l'EC, ovvero l'elettroconducibilità dell'acqua.
L'acqua pura o distillata non conduce quasi elettricità. La conducibilità aumenta quando nell'acqua sono disciolti sali minerali e nutrienti (sotto forma di ioni come azoto, potassio, calcio, fosforo, ecc.). Di conseguenza, nell'idroponica e nell'agricoltura fuori suolo, l'EC indica la concentrazione totale di fertilizzanti e sali disciolti nella soluzione nutritiva.
Se questo valore, che misuriamo in PPM (Parts Per Million), è troppo basso, la pianta non riceverà nutrimento sufficiente; se invece è troppo altro, le radici e la pianta rischiano di "bruciarsi". Questo succede perchè l'acqua contiene più sali di quanto ne contengano le radici della pianta e, per osmosi, l'acqua tenderà a uscire dalla pianta verso la soluzione, causandone la disidratazione.
I ragazzi così sanno che non bisogna esagerare con i nutrienti, specie con le giovani piante: se i valori sono bassi bisogna aggiungere nutriente, al contrario se sono alti si aggiunge acqua per diluire.
Nel caso delle piante - verdura in foglia - che abbiamo coltivato, il livello medio di EC deve essere di 1200 uS.
Ma come funziona una torre idroponica come quelle che abbiamo nella nostra scuola? Con questo simulatore interattivo possiamo osservarlo da vicino.
Come abbiamo già accennato sopra, il basilico che abbiamo seminato nella nostra mini-idrocoltura è il Basilico del Siam: scientificamente il suo nome è Ocimum basilicum var. thyrsiflorum 'Siam Queen . In questo momento, a soli tre giorni dalla semina, due semini sono già germogliati, segno che la pianta è molto produttiva (e che il nostro sistema funziona!). Con i ragazzi della secondaria di primo grado, anche grazie alle sementi che ci procuriamo tramite l'assocazione "Cercatori di Semi", abbiamo compreso che le verdure che noi conosciamo presentano varietà diverse originarie delle differenti regioni del mondo. Abbiamo iniziato ad apprezzare questa straordinaria biodiversità con i peperoncini, poi con i pomodori, e ora anche con il basilico. Noi siamo abituati a vedere, nei garden center, poche varietà di questa pianta: il basilico genovese, il bolloso napoletano, il glaciale, al limite il basilico greco (quello con le foglioline piccole, che cresce formando il cespuglio "a palla") ... in realtà ho avuto modo di far vedere ai ragazzi che esistono in natura ben 60 specie del genere Ocinum: e con questa carta interatttiva possiamo esplorarne le principali!