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San Matteo era un uomo che lavorava come esattore delle tasse, un mestiere che non piaceva a molti perché i suoi colleghi prendevano più soldi di quelli che dovevano. Un giorno, mentre Matteo stava lavorando, Gesù lo vide e lo chiamò a seguirlo. Matteo decise di lasciare tutto e diventare uno dei suoi discepoli. Da allora, San Matteo aiutò Gesù a diffondere il messaggio d'amore e di speranza. Dopo la morte e la risurrezione di Gesù, Matteo divenne anche un evangelista, scrivendo uno dei Vangeli per raccontare la vita di Gesù a tutte le persone. San Matteo ci insegna che, anche se commettiamo errori, possiamo sempre cambiare e seguire Gesù.
Il Cuore della Madonna è prima di tutto immacolato, ovvero privo di ogni macchia, di ogni peccato e imperfezione. Fin dal primo istante in cui fu creata la Madonna, e per tutta la sua vita terrena, il suo Cuore fu sempre immacolato.
si festeggia il giorno seguente alla festa del Sacro Cuore di Gesù (quest'anno l' 8 giugno).
Santa Elena era una donna coraggiosa e buona, madre dell'imperatore Costantino. Un giorno, mentre era in pellegrinaggio in Terra Santa, trovò la croce su cui Gesù era stato crocifisso. Questa scoperta fu un grande segno di speranza per tutti i cristiani. Santa Elena fece costruire molte chiese nei luoghi sacri e aiutò a diffondere il cristianesimo in tutto l'Impero Romano. È anche conosciuta per il suo grande amore per Dio e per la sua fede. Santa Elena ci insegna l'importanza della ricerca della verità e della fede in Gesù.
La Beata Vergine Maria del Carmelo è una figura molto speciale per tanti cristiani. La sua storia è legata all'ordine dei Carmelitani, che nacque su un monte in Israele, chiamato Monte Carmelo. I monaci costruirono un santuario in onore di Maria, riconoscendola come madre e guida spirituale. Nel 1251, si racconta che Maria apparve a San Simone Stock, un religioso carmelitano, e gli donò il suo scapolare, un piccolo indumento che simbolizza il suo amore e protezione. Maria del Carmelo è così vista come una mamma che ci protegge e ci aiuta a seguire Gesù.
La solennità dei santi Pietro e Paolo è una festa liturgica in onore del martirio a Roma dei due apostoli, che si osserva il 29 giugno. La celebrazione è di antica origine cristiana, la data selezionata è l'anniversario della loro morte o la traslazione delle loro reliquie.
Patrono dei monaci, fu un asceta, un eremita e il fondatore di una comunità che preannuncia per molti versi quella creata in seguito da Gesù di Nazareth. La sua predicazione era incentrata sull'imminente svolta rappresentata dall'avvento di Gesù, da Giovanni indicato come “più forte”, portatore di salvezza.
San Antonio di Padova era un santo molto amato, conosciuto per la sua grande bontà e per i suoi miracoli. Nacque in Portogallo e diventò un frate francescano. Era un predicatore straordinario e parlava tanto dell'amore di Dio. San Antonio aiutava i poveri e gli ammalati e si dice che fosse capace di compiere miracoli, come ritrovare oggetti smarriti. Per questo motivo, molte persone lo invocano quando hanno perso qualcosa. La sua festa si celebra il 13 giugno, e ci ricorda di essere generosi e di avere sempre fiducia in Dio.
È una espressione latina che significa “il corpo del Signore”.
Festeggiamo quello che Gesù ha fatto Giovedì santo, nell'ultima cena, quando prima di dare la vita per i suoi amici, ha lasciato a loro nel pane e nel vino la memoria del suo dono.
Con queste parole Paolo lo raccontò ai cristiani della città di Corinto.
Santa Rita è una delle sante più amate e venerate per le tante grazie avvenute in suo nome, una delle poche sante sposate che poi si ritira in preghiera in un monastero a Cascia; spesso mentre pregava implorava Gesù di renderla partecipe alla sua Passione e Gesù esaudì la sua richiesta, quindi una spina, proveniente dalla corona di spine si conficcò nel mezzo della sua fronte.
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Trinità vuol dire tre in uno, cioè noi crediamo in un solo Dio che è contemporaneamente Padre, Figlio e Spirito Santo.
Un Dio che è tre Persone perfettamente distinte l'una dalle altre, ma che risultano tutte della stessa identica sostanza.
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Nel cuore di San Filippo Neri si fece spazio un’esperienza spirituale e mistica che maturò anche a contatto con i movimenti spirituali che animavano la vita religiosa e con i ragazzi negli oratori.
A Pentecoste si ricorda e si celebra la discesa dello Spirito Santo su Maria e gli apostoli riuniti insieme nel Cenacolo.
La Chiesa, in questa solennità, vede il suo vero atto di nascita d'inizio missionario, considerandola insieme alla Pasqua, la festa più solenne di tutto il calendario cristiano.
Gli apostoli e Maria erano riuniti, quando lo Spirito Santo apparve come lingue di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro.
La festa della mamma ci invita a pensare non solo a colei che ci ha dato la vita e ci ha cresciuti, ma anche alla maternità spirituale di cui beneficiamo sempre: quella di Maria.
Anche la Chiesa esercita la maternità, perché noi riceviamo la vita della fede attraverso di Lei, noi crediamo alla Chiesa come la madre della nostra nuova nascita, poiché è nostra Madre e l'educatrice della nostra fede in Dio.
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Dopo quaranta giorni da quando si era mostrato agli Apostoli sotto i tratti di un’umanità ordinaria, che velavano la sua gloria di Risorto, Cristo sale al cielo e siede alla destra del Padre.
Egli è il Signore, che regna nella gloria eterna e intercede in nostro favore presso il Padre, ci manda il suo Spirito e ci dà la speranza di raggiungerlo un giorno, avendoci preparato un posto.
L’1 maggio 1955, Pio XII istituì la festa di "San Giuseppe artigiano", oggi "San Giuseppe lavoratore" per aiutare i lavoratori a non perdere di vista il senso cristiano del lavoro, così pienamente incarnato nell’umile falegname di Nazareth e glorioso padre putativo di Gesù. Il pontefice ricordò che «il nemico di Cristo semina zizzania nel popolo, specialmente nel ceto dei lavoratori esso ha fatto e fa di tutto per diffondere false idee sull’uomo e il mondo, sulla storia, sulla struttura della società e dell’economia».
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario - che non è pastore e al quale le pecore non appartengono - vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore.
Il Vescovo è il pastore di una Diocesi, significa che è il responsabile dei cattolici presenti in un territorio, che prende il nome di Diocesi.
Come pastore della Diocesi, è importante che il Vescovo conosca bene il territorio e tutte le persone che, insieme con lui, vivono la fede cattolica.
Il Vescovo compie la visita pastorale per essere ancora più vicino a tutti i cattolici del nostro territorio.
🠔 CARTELLONE REALIZZATO DAI BAMBINI DELL'ORATORIO PER L'ACCOGLIENZA AL NOSTRO VESCOVO CIRO
Il 2 Febbraio si celebra per i Cristiani la Candelora, ovvero la festa che celebra il ricordo della presentazione di Gesù al Tempio quaranta giorni dopo la sua nascita. E' così definita perchè in questa data si benedicono le candele, simbolo di Cristo "luce per illuminare le genti", proprio come venne chiamato il bambino Gesù dal vecchio Simeone al momento della presentazione al Tempio di Gerusalemme, funzione che era prescritta dalla Legge giudaica per i primogeniti maschi.
All'età di quindici anni da figlio di un veterano entrò nell'esercito e prese servizio in Francia.
Durante una delle sue solite sorveglianze notturne, Martino, incontrò un mendicante seminudo per strada. Vedendolo molto sofferente per il freddo, Martino, decise di compiere un gesto di solidarietà e generosità: tagliò in due il suo mantello con la sua spada e ne condivise una metà con l'uomo.
La notte seguente, a Martino, comparve in sogno Gesù che indossava la metà del suo mantello militare e che disse agli angeli che un soldato dell'esercito romano, neanche battezzato, lo aveva vestito.
Una volta sveglio Martino vide che il suo mantello era integro e, stupito, lo conservò come reliquia.
Questo episodio colpì così tanto Martino che la Pasqua successiva decise di battezzarsi e diventare, così, cristiano e dopo vent'anni nell'esercito, a quarant'anni, decise di lasciare la carriera militare e dedicare la sua vita alla fede e alla lotta contro l'eresia ariana.
Dopo un periodo da eremita e da monaco, fondò un monastero e divenne vescovo di Tours dedicando la sua vita alla professione della fede.
Ancora bambino, a soli 12 anni, decise quale sarebbe stato il suo progetto di vita: vivere da vero cristiano e in questo fu decisivo l’incontro con Don Bosco.
Da quel momento infatti la sua esistenza fu piena d’amore e carità verso il prossimo, cercando in occasione di dare l'esempio.
Nel 1856 fondò la Compagnia dell'Immacolata e poco più tardi morì quasi quindicenne divenendo così il più giovane santo cattolico non martire.
Maria Ausiliatrice, il titolo della Madonna che Don Bosco ha diffuso in tutto il mondo. Nel sogno che ebbe a 9 anni, Gesù e la Vergine tracciarono a Giovannino Bosco le linee della sua missione di apostolo dei giovani, il suo metodo (Non le percosse, ma la mansuetudine), ma soprattutto quello che doveva fare per formarsi alla sua missione («Renditi umile, forte e robusto») e la Maestra (la Madonna).
«Che cosa vuoi fare da grande?». Chi non si è sentito rivolgere questa domanda? Ebbene, oggi, festa della Madonna di Don Bosco, chiediamo a Lei di essere la nostra Maestra e di aiutarci a scoprire la missione che certamente anche a noi il Signore ha affidato.
Tra i cristiani è molto forte la devozione a Maria, attraverso di lei Dio ha donato al mondo Gesù, essi chiedono a Maria di essere aiutati a conoscere Gesù e a seguire i suoi insegnamenti. Attraverso i racconti evangelici, la colorazione di schede, piccoli lavoretti, la preghiera , guidiamo i nostri bambini verso la conoscenza della Madonna come madre di Gesù che con il suo esempio ci vuole avvicinare a Dio.
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario - che non è pastore e al quale le pecore non appartengono - vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore.
“Ascensione” è una parola che deriva dal latino e che vuol dire salita. Per noi cristiani, l’Ascensione è la salita al cielo del nostro Signore, come scrive l’Evangelista Marco, in quel tempo, Gesù apparve ai suoi apostoli e disse loro: "Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura."
Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.
Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme a loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano”.
Pentecoste proviene da una parola greca che significa cinquantesimo.
La Pentecoste era una festa dei Giudei che veniva celebrata ogni anno cinquanta giorni dopo la Pasqua.
Gesù dette il sacramento ai Suoi apostoli nellʼUltima Cena che ebbe luogo in occasione della Pasqua.
Cinquanta giorni dopo lʼUltima Cena i Suoi discepoli ricevettero il dono dello Spirito Santo.
Il mese di maggio è dedicato a Maria, mamma di Gesù, perché è il mese dei fiori, quello in cui la natura si risveglia a nuova vita dopo i rigori dell’inverno. E Maria, Vergine e Madre, figlia del proprio Figlio, è il più bello tra i fiori, il primo sbocciato dopo la Risurrezione di Cristo, grazie alla Sua promessa di salvezza per tutti gli uomini. Anzi, la Madonna, libera dal peccato originale e da ogni colpa, è essa stessa simbolo di quella promessa di perdono e amore, un fiore meraviglioso donato da Dio al mondo come segno della Sua infinita bontà.
Don Bosco, il "santo dei giovani", si distingue come una figura straordinaria nella storia della Chiesa.
Celebrato per la sua dedizione ai ragazzi e la fondazione dell'oratorio, la sua vita è un esempio di altruismo e impegno.
La sua dedizione ai ragazzi è riflessa nella celebre affermazione: «Mi basta che siate giovani perché io vi ami assai».