Olivicoltori per la Palestina e Casa del Popolo di Impruneta sostengono la coltivazione degli ulivi e la produzione di olio dei contadini di Beit Doqu (Beit Duqqu), un villaggio palestinese del Governatorato di Gerusalemme in cui ARCI Firenze è impegnata da anni a sostegno della comunità palestinese. La condizione del villaggio è emblematica della realtà vissuta dal popolo palestinese. Insieme ad altri nove villaggi, Beit Doqu fa parte della cosiddetta “enclave di Biddu”, un’area circondata da insediamenti israeliani illegali, dal Muro dell’Apartheid e da una bypass road, una strada protetta da mura e filo spinato, percorribile solo dai coloni e utilizzata per collegare gli insediamenti a Gerusalemme.
In questo modo, le comunità palestinesi si trovano isolate dal resto della Cisgiordania e separate dai propri frutteti e terreni agricoli, progressivamente confiscati per garantire la continuità territoriale tra le colonie israeliane. La principale fonte di sostentamento di Beit Doqu è l'agricoltura, incentrata soprattutto sulla coltivazione di olive, albicocche e uva, grazie a un territorio particolarmente fertile e adatto anche all’allevamento. Proprio per questo, l’occupazione israeliana, attraverso violenze e sottrazione di terre e risorse, assedia il villaggio, rendendo la vita impossibile ai circa 2.000 abitanti.
La collaborazione di ARCI FIRENZE con la società civile locale, e in particolare con la Beit Doqu Development Society (BDDS), ha permesso di realizzare nel tempo progetti volti a sostenere la resistenza della comunità di Beit Doqu, contribuendo a rompere il suo isolamento e a rafforzare il sistema agricolo e produttivo del villaggio, promuovendo l’autonomia economica e lavorativa della popolazione palestinese.
Il ricavato della vendita dell’olio solidale per la Palestina sarà destinato all’acquisto di strumenti per la raccolta delle olive, macchinari per la frangitura, concimi, attrezzature per la potatura e sistemi di irrigazione. Una parte dei fondi servirà inoltre a finanziare percorsi di formazione tecnica rivolti ai giovani agricoltori locali, promuovendo pratiche agricole sostenibili e capaci di affrontare le conseguenze della crisi climatica e le restrizioni imposte dall’occupazione.
L’obiettivo a lungo termine non è soltanto offrire un sostegno economico concreto ai piccoli produttori palestinesi, ma anche contribuire a rafforzare i legami di solidarietà internazionale e l’autonomia agricola e alimentare della comunità, riaffermando il diritto dei contadini a custodire e coltivare la propria terra.