Semisfere per l'elettrostatica
Semisfere per l'elettrostatica
DATA: -
COSTRUTTORE: -
LUOGO DI COSTRUZIONE: -
PROVENIENZA: -
COLLEZIONE: Fisica
SEZIONE: Elettrostatica
CARATTERISTICHE TECNICHE
MATERIALE: metallo e plexiglass
MISURE E DIMENSIONI: diametro 12 cm, altezza 22 cm
STATO DI CONSERVAZIONE: completo, integro
Descrizione
Questi due strumenti, detti emisferi di Cavendish, sono due semisfere in metallo dotate di un manico in plexiglass che vengono impiegate per l’esecuzione di un esperimento che serve a verificare la distribuzione delle cariche elettriche sulla superficie dei conduttori. Le due semisfere cave presentano una piccola apertura semicircolare. Per eseguire l'esperimento viene caricata una sfera metallica, sostenuta da una base isolante in vetro, per mezzo di un elettroforo di Volta o di una macchina elettrostatica. Successivamente viene avvicinato un elettroscopio a foglie per verificare se la sfera è stata caricata correttamente. Dopodiché vengono presi i due emisferi scarichi e vengono fatti combaciare attorno alla sfera caricata, in modo che siano in contatto con la stessa. Ciò è possibile grazie alle due piccole aperture semicircolari che lasciano lo spazio per l’asta di sostegno isolante della sfera centrale carica. Subito dopo le semisfere vengono separate simultaneamente. Avvicinando nuovamente l’elettroscopio alla sfera centrale si noterà che questa alla fine risulta totalmente scarica mentre le due semisfere risulteranno cariche. Attraverso questo esperimento si può, quindi, osservare che le cariche elettriche si distribuiscono in modo uniforme sulla superficie più esterna del conduttore sferico. Questo fenomeno avviene grazie alla forza repulsiva generata tra le cariche elettriche dello stesso segno che le fa posizionare alla massima distanza possibile tra loro. Questo esperimento venne eseguito per la prima volta nel 1772 da Henry Cavendish (Nizza, 1731 – Londra, 1810) per dimostrare la sua teoria in merito alla distribuzione delle cariche di un conduttore isolato.