Inedite di Nella Vulcano, diritti riservati.
Io Vittima, Carnefice del mio vicino
Dimentico dei tuoi lager,
vilmente li hai propagati.
Sei stato vittima.
Ora sei carnefice.
La crudeltà ha corroso la tua anima.
Esultano i coloni.
Avanzano su note grondanti sangue e
lacrime amare.
Lacrime solcano il volto materno.
Straziano il cuore divelto.
Le braccia stringono il corpo inerme,
esile, fragile, un dì sorridente, ora nel bianco sudario.
Allunghi la mano verso il volto materno.
Invano. Vorresti lenire lo strazio infinito.
Sei solo spirito.
Scarno il tuo volto traspare dal sudario.
Volteggi al di sopra dei fili spinati.
Libero dai morsi della fame.
Libero dall’orrore di essere colpito.
Libero dall’arsura della sete.
Vedi il dolore tra le macerie.
Vedi il fumo, denso, acre innalzarsi verso il cielo.
Vedi la polvere di un mondo desolato.
Odi il canto dei coloni esultanti.
Vola lontano dalle ingiustizie umane.
Vola lontano dalle vittime ora divenute carnefici.
Vola piccola anima,
lontano da queste sciagure.
Sognavi un mondo privo di fame.
Sognavi acqua per dissetarti.
Sognavi cure
per lenire le tue piaghe.
Vola piccola anima.
Sei solo parte di un ingranaggio meschino,
di chi vede il lucro dei droni testati sul sangue innocente.
Di chi volge altrove lo sguardo indifferente.
Vola lontano dal tuo carnefice.
Scivola via dall’abbraccio disperato,
dall’amore di una mamma
che invano stringe il sudario del tuo corpo piccino.
Vola lontano dalle vite spezzate.
Vola lontano dall’oblio e dalla disumanità,
che ha macchiato l’anima del tuo vicino con
l'eterna infamia di un nuovo genocidio.
Per l’infamia a cui inermi stiamo assistendo
Poesia di Nella Vulcano pubblicata sul giornale Online La Goccia (LINK)
Sangue e lacrime amare di un lager moderno
Invisibile
Miri a rendermi invisibile.
Celi (sopprimi) il mio corpo dietro pesanti veli.
Solo piccole fessure per una vista offuscata.
Mi neghi la cultura, i libri ed ora anche la parola.
In nome di lesa ad una falsa virtù mi rendi invisibile.
Annienti la mia mente.
Mi annulli.
Le parole muoiono sulle mie labbra.
Straziano la mia mente, in un silenzio opprimente.
Mi è fatto veto di muovermi al di fuori dell'Apartheid di genere
che intorno a me hai creato.
Ma ora, in nome della "Virtù e della prevenzione del Vizio",
mi togli anche la voce e,
con uno schiaffo
mi fai sparire anche il canto.
Mi imponi il silenzio per farmi sparire,
per annullarmi,
per rendermi invisibile.
Hai reso legale le pubbliche fustigazioni.
Io donna afgana dono la vita e Tu uomo 'virtuoso'
me la togli.
Per Tutte le donne a cui è vietato parlare
Poesia di Nella Vulcano pubblicata nel libro "Una poesia al giorno" 180 poesie di 180 autori diversi.
Non sfiorarmi
Non sfiorarmi nemmeno con un fiore.
Non inveire perché male indosso uno stupido velo.
Tu uomo folle e cieco mi hai uccisa.
Hai negato la gioia del mio sorriso ai miei affetti, hai calcato la tua pesante mano sul mio giovane capo.
Non sfiorarmi nemmeno con un fiore.
Ora i miei capelli si muovono liberi, cullati dal vento e tu folle uomo non puoi più nulla.
Avrò 22 anni per sempre e sarò libera di sorridere.
Ero Masha Amini,
ora mi hai trasformato nel simbolo delle donne che hanno il diritto di essere sé stesse.
E tu folle e meschino non potrai più sfiorarmi,
nemmeno con un fiore.
Omaggio a Masha Amini
Audio Non sfiorarmi (video e musiche di Davide Zito). Reading di Sonia Veronese
Dipinto di Alberto Sebastiani Link
Vittime dimenticate
Una mamma né un papà più non ho.
Lei il mio sole, era uno spirito libero.
Lui libero più non è.
Sono il frutto di una vittima e del suo carnefice.
“Non è nulla”, mi diceva, “sono scivolata, sono maldestra”.
In quel suo essere maldestra si tingeva come i colori di una tavolozza:
il rosso iniziale passava al blu,
arrivava il verde acido come il fiele,
e infine l’oro e il giallo paglierino prima di svanire.
“È il colore dell’amore”, diceva mentre sorrideva.
Svanivano quei colori come l’arcobaleno che si disperde nell’etere.
Ricomparivano nel suo essere maldestra,
ma ogni volta il solco era più profondo.
Il solco delle sue lacrime nascoste.
Il solco del mio dolore.
Il solco nella mia anima cupa in cui sprofondo.
Solitudine, rabbia, paura, vergogna.
Inadeguato, completamente sbagliato.
Perché io, oltre ad essere il frutto della vittima,
sono anche il frutto del suo carnefice.
I colori dell’amore non torneranno più.
Quel giorno il rosso prese il sopravvento.
Non più un arcobaleno che si disperde nell’etere,
ma una rossa pozza che nel mio cuore ha scavato un abisso.
Io nasco dal seme del suo carnefice.
Come posso non essere sbagliato o inadeguato?
E sprofondo sempre più giù in quell’intimo abisso.
Solo, con la mia anima divelta.
Solo, con i miei disturbi.
"Sono inadeguato! Sono sbagliato!
Sono un giocattolo rotto!"
È il mio urlo silenzioso e inascoltato che si disperde nell’etere.
Io, sono un orfano speciale.
Sono il frutto di una vittima e il seme del suo carnefice,
ma sono anche io la vittima "aimè" dimenticata di quel carnefice.
Orfane e orfani di femminicidi 10 febbraio 2024
(Audio)
Audio Vittime dimenticate (reading e musiche di Marcello Salamone)
Associazione Mondiale delle Giornaliste e Scrittrici - AMMPE Italia Link - Link
Non rammento i lager né le umane viltà
Non rammento le ceneri sparse nell’etere
se furono di infanti, donne o uomini di ogni età.
Non rammento l’espandersi del gas nei polmoni,
né le ciocche nel vento disperse,
né le dignità strappate e le nudità al mondo palesate.
Non rammento il lager nella Polonia,
non odo lamenti, urla o pianti,
Non vedo fili spinati,
né binari desolati.
Non rammento l’Action T4
forse una mera sigla
che ha reso sterile il diverso e l’imperfetto
fautori dell’umano ripudio.
Non rammento il vile nazista
che dalla Germania nel Cile fuggì,
per fondare una Colonia in una fertile valle.
Imperturbato il ruscelletto scorre con la sua voce argentina,
mentre nelle sue viscere la terra cadaveri nasconde.
Che adulti saranno diventati
quei bambini che furono violati?
Non rammento il cammino dei topi
per criminali nazisti o ustascia,
né i loro supervisori
che la fuga dei ratti resero possibile.
Non rammento le catene umane dei voli della muerte
che il Pacifico abbracciò.
Non rammento i due sacchi di iuta
involucri per corpi inermi nell’Oceano gettati.
Non rammento Kim Phúc e la sua nuda corsa
né le nuvole di napalm
che il suo corpo da bimba ustionarono.
Non rammento la striscia di Gaza,
né i genocidi dei secoli passati,
né le infinite vite recentemente spezzate.
Non rammento perché memoria non ho.
Perché ristagna la coscienza umana,
mansueta e indifferente
alle ingiustizie e alle umane viltà.
Giorno della Memoria 27 gennaio 2024
Sorridono i tuoi occhi
Dolce Giulia dagli occhi sorridenti
Un sorriso unico che sa di freschezza.
Un sorriso che trasmette amore e semplicità.
Trasmette l’amore per le nostre figlie.
L'amore per le giovani donne che si affacciano alla vita con coraggio.
Il tuo sorriso sarà eterno, ed eterno sarà il tuo ricordo.
Saranno eterni i tuoi 22 anni.
Dolce Giulia dal dolce sorriso.
Amaro è il pensiero della tua vita spezzata.
Infondata la ragione che te l'ha ingiustamente tolta.
Non ne aveva il diritto il tuo carnefice.
Non aveva il diritto di percuoterti, di trascinarti sul ruvido asfalto, di gettarti come un oggetto inutile in un freddo lago.
Non aveva diritto di sopprimere quel tuo sorriso e quel tuo dolce sguardo.
Piange il mio cuore per te dolce Giulia.
Sarai per sempre una giovane donna coraggiosa, sarai per sempre una ragazza sorridente.
Ti è stato ingiustamente negato il diritto di invecchiare.
Strappata dall'abbraccio dei tuoi cari.
Eri un fiore e ti hanno strappato, hanno reciso la tua vita, ma nessuno potrà mai estirpato dai nostri cuori.
Dolce Giulia, eterno sarà il tuo ricordo dei tuoi occhi sorridenti.
Omaggio a Giulia Cecchettin
La mima e la fotografa di strada
Mi nombre es Daniela,
pero todos me conocían como “LA MIMO”,
artista callejera cilena.
Me ne vado in silenzio,
con il mio naso rosso,
il mio costume da clown
e le mie due mollettine tra i capelli.
Attaccata ai miei palloncini colorati abbandono il mio corpo violato,
straziato,
seviziato e infine impiccato.
Guardo in giù e vedo il mio carnefice allontanarsi soddisfatto dal mio corpo inerme.
Stolto!
Pensi di avermi uccisa.
Invece hai fatto di me un simbolo.
Hai trasformato il mio costume giallo
con le sue strisce colorate in una corazza immortale.
Come immortale
ora sono io
con il mio volto celato da una bianca maschera
con il mio sorriso triste.
Me ne vado in silenzio attaccata ai miei palloncini colorati,
urla strazianti sono esplose dentro di me quando tu e quelli come te mi hanno profanata.
Implacabili, crudeli, spietati,
insensibili alle mie lacrime.
Mesto è il mio sorriso,
perché già non sono più sola,
eccola lì Albertina che mi raggiunge attaccata alla sua macchina fotografica.
Vieni qui amica mia!
Ti hanno pugnalato,
ti hanno strappato la macchina fotografica e il tuo computer,
pensando di nascondere i loro crimini. Stolti!
Ci hanno rese immortali:
la Mimo artista di strada e la fotografa.
Omaggio a Daniela Carrasco e Albertina Martinex Burgos
Riflesso
La musa vide il suo riflesso nello specchio dell'acqua,
un sorriso le illuminò gli occhi
e quella luce si trasformò in un raggio di sole tra le fronde degli alberi.
Fluida scivola via
L’acqua scivola via fluida e leggera, ma con essa non il dolore, che permane nel solco profondo che ha corroso l’anima.
Clochard
Clochard, te ne stai lì silenzioso e muto senza un riparo. Vagabondo senza tetto che del cielo hai fatto il tuo riparo.
La pioggia ora amica ti accarezza dolcemente,
mentre intorno a te
muovono veloci e insensibili figure ignare del tuo destino.
Ascolta
Silenzio!
Parla il mare con la sua voce sommessa,
con la risacca che si ritrae dolcemente sul bagnasciuga e nel mentre ti regala serenità,
ti dona forza e generoso elargisce sogni.
Specchio dell'anima
Guarda i miei occhi!
Entra nella mia anima.
Non è nera come la mia pelle, ma è profonda.
Non tristezza, non vacuità, ma sogni immensi.
Guarda i miei occhi!
Entra nella mia anima, donami il miraggio di un sogno infinito.
Spirito errante
Libero di errare, senza una meta, senza un sentiero che imbriglia i pensieri.
Scevro di vincoli e limiti, libero di spingersi oltre, "Là dove ti porta il cuore".
La magia delle parole Audio La magia delle parole (reading e musiche di Marcello Salamone)
È l’alba
100 parole volteggiano leggiadre in riva al mare.
La spuma lambisce le loro caviglie ammaliatrici.
Il loro sussurro sensuale incanta l’osservatore,
evocando ricordi di un’infanzia remota,
balsamo per un’anima tormentata.
Avanza l’astro infuocato
Incalza il ritmo delle parole in un attraente alterco
che evoca romantici intrighi.
Il primo amore rubato.
Il primo pitstop di un cuore infranto.
Impellente è l’urgenza dei sensi.
Ipnotizzato,
l’osservatore le segue in una fitta selva.
Crepuscolo
Rami o artigli delle parole ormai streghe
si protendono in ogni dove.
Graffiano la pelle e gelano il sangue.
Ingannatrici, distorte, caustiche fino
all’ultimo respiro.
È il declino.
Infine, il silenzio ridona la pace ai sensi.
Anime connesse
Il mio essere clown ti scatena l'ilarità,
ti fa ridere e tornar bambino o sorridere ed essere gaio.
Il mio essere clown mi fa percepire la tristezza che si cela in te.
Là in fondo al tuo cuore, nascosto ai più, abilmente celato dietro al tuo sorriso.
Il mio essere clown mi fa essere triste della tristezza che vedo in te e tu pochi tra i pochi mi regali il tuo sorriso,
mentre scorgi la mia tristezza,
conscio che è la tua che scorgi nei miei occhi.
Ridi e sai che è il più bel regalo che possiamo farci l'un l'altro.
Dipinto di Alberto Sebastiani Link
Pineta
Ignaro viandante che ti addentri solitario nella pineta.
Sprovveduto, che ti avvicini all’ontano nero seguendo il percorso dell’effimera e fugace bellezza degli ibiscus, fiori ammalianti nei colori e nella fragranza.
Inconsapevolmente ti accosti alle radici dell’ontano che irresistibilmente si tuffano nello specchio d’acqua, portale verso un mondo ignoto.
Nero guardiano designato a presidiare quella linfa vitale da cui druidi e sacerdotesse colmavano i propri bacili riempendoli con l’acqua sacra.
Non riesci a desistere.
Irrefrenabile è il desiderio di sfiorare quello specchio trasparente.
Inarrestabile la smania di lambire la fresca superficie.
Spirito, anima e corpo si separano.
Diverso è il paesaggio che ora ti appare, mutato nell’aspetto, nei profumi intensi di un terreno bagnato.
Senti forte l’odore del mirto e nei colori vivaci, brillanti, riconosci un paesaggio di una “favola bella” a Eleonora dedicata.
Ti sembra quasi di scorgere il poeta ed Ermione colti nella loro metamorfosi più profonda, quasi a sentirne le sensazioni.
Ritrai la mano da quell’acqua avviluppante.
Il tuo paesaggio torna.
Mutano le sembianze sbiadiscono i colori, non si sente più il profumo inebriante del mirto divino, né delle coccole rosse.
Eppure, i tuoi capelli sono bagnati.
Lentamente goccioline di pioggia percorrono il tuo volto, mentre tutto intorno arsa è la terra.
Gaia Luna
Gaia Luna,
che ogni sera rinnovi il tuo diletto con questo mare,
in cui civettuola ti rispecchi.
Questa sera
lascia a me la delizia di assaporare
ciò che un artista nella sua incommensurabile bravura
non riuscirà a trasferire su tela.
Potrà forse egli imprimere sulla trama
la freschezza del mare
che lambisce le mie caviglie?
O riuscirà ad immortalare
il rumore dell’alta onda che si infrange sulla spiaggia,
accompagnato dal dolce mormorio della risacca.
Musica per le mie orecchie.
Infinita dovrà essere la sua pur magica bravura
per eternare ciò che questa sera senza sforzo
percepiscono i miei sensi.
Quale alchimia
dovrebbe mai usare per far sì che la tela
si imprima dell’odore salmastro ed acquisti il sapore del sale.
Luna incompleta con il tuo sorriso eterno,
lascia che questa sera
io condivida con te
lo spettacolo immenso del mare.
Tramonto
Gli ultimi raggi dell'astro calante baciano l'acqua che ondeggia placida,
mentre tra le onde tornerà il desiderio di uno spicchio di luna o di una tonda sfera che in esse si rispecchierà civettuola.
Spiriti liberi
Quale maggiore vantaggio deriva all’essere dall’apprezzare la natura contemplandola nel silenzio e nell’immensità dei propri pensieri.
La natura nella sua magnificenza, nei suoi colori e sfumature uniche, ineguagliabili, inimitabili e la solitudine della mente umana che spazia e sprigiona energia pura.
Libertà in un mondo unico, geloso custode dei nostri pensieri .