Nel corpo del tempo
LA DIDATTICAa cura di Roberto Ianigro
a cura di Roberto Ianigro
informare
v. tr. [dal lat. informare «dar forma», «istruire», e quindi «dare notizia»]. – 1. letter. a. Dotare di forma, conferire a un essere la sua propria forma o natura, e in partic. dotare di vita, di moto, formare, modellare secondo la forma voluta o in una forma determinata; nell’intr. pron., informarsi, prendere forma. b. fig. Conformare, dare un indirizzo, un’impronta duratura; improntare, caratterizzare. 2. Dare notizia, mettere a conoscenza di qualche fatto. Nell’intr. pron., assumere notizie, chiedere informazioni.
La mostra costituisce il coronamento di un percorso formativo iniziato nel novembre 2025 nell'ambito del progetto didattico St.Art |_over, attivo da dieci anni presso l’IIS Via Roma 298 di Guidonia.
L'iniziativa nasce dalla volontà di abbattere i confini fisici e mentali dell'aula, tessendo una rete di connessioni tra scuola e territorio. L'obiettivo è duplice: accogliere la “vita” nella scuola attraverso percorsi esperienziali dal profondo valore umano e formativo per poi proiettare la scuola nella "vita" condividendo con la comunità i risultati del lavoro svolto. In questo contesto, gli studenti hanno esplorato creativamente nuove forme comunicative per narrare esperienze individuali maturate in una dimensione collettiva. Il cuore del percorso è stata la sensibilizzazione verso il volontariato e la cura delle persone svantaggiate, temi che hanno trovato voce attraverso i linguaggi dell’arte contemporanea.
L'intervento di Vitale - reso possibile dalla collaborazione con la Diocesi di Tivoli e Palestrina e il responsabile culturale Alain Vidal - restituisce al pubblico gli esiti di questa ricerca. L'opera diventa così il luogo dove l’esperienza etica degli studenti incontra la poetica estetica dell'artista.
un'indagine semantica ed emotiva innerva l’intero percorso didattico.
All’inizio del progetto, il gruppo di lavoro è stato coinvolto in una sfida riflessiva attraverso un questionario: dare un significato personale a dieci parole chiave, pilastri etici dell'intera esperienza: gratuità, paura, distanza, ascolto, dignità, scelta, esperienza, accoglienza, solidarietà, diversità.
Per verificare l'impatto reale del progetto, lo stesso questionario è stato somministrato nuovamente al termine del percorso. Il confronto tra le risposte iniziali e i feedback finali ha permesso di tracciare l'evoluzione del pensiero degli studenti, trasformando concetti astratti in una consapevolezza nuova e tangibile, un vero e proprio processo di maturazione civica.
Il progetto si è sviluppato attraverso un approccio interdisciplinare che ha unito la riflessione in aula all'impegno civile. Gli studenti sono stati preparati attraverso un percorso trasversale di Educazione Civica (svolto durante le ore di IRC con la prof.ssa Anita Nardecchia), essenziale per acquisire gli strumenti critici necessari ad affrontare il contatto diretto con le fragilità sociali.
Tra dicembre 2025 e gennaio 2026, l'attività si è spostata nel cuore pulsante della solidarietà locale: la Caritas di Tivoli. Nell'ambito del percorso di FSL Lavoro nel Terzo Settore e Volontariato (referente Claudio Lang), i ragazzi hanno preso parte attiva alla vita delle mense di Tivoli e Villanova. Non si è trattato solo di un servizio operativo, ma di un vero incontro umano che ha compreso la partecipazione diretta alla distribuzione dei pasti, il dialogo e il confronto con gli ospiti delle mense, l'interazione costante con gli operatori della Caritas.
In queste settimane le "parole chiave" analizzate all'inizio del progetto hanno smesso di essere concetti astratti. Attraverso l'incontro con le persone accolte, gli studenti hanno potuto "riempire di significato" termini come dignità, accoglienza e scelta, trasformandoli in azioni concrete e consapevoli.
Attraverso un secondo modulo di Educazione Civica (ref. Roberto Ianigro), gli studenti hanno messo a confronto l'Articolo 2 della Costituzione con la missione della Caritas. La Repubblica Italiana garantisce i diritti inviolabili e richiede l'adempimento dei doveri di solidarietà. La Caritas trasforma questo principio in "cura amorevole", guardando alle persone vulnerabili come titolari di diritti prima ancora che di bisogni. Il punto d’incontro è un agire concreto che si fa cittadinanza attiva frutto di una cultura dell'accoglienza e della solidarietà attraverso il volontariato.
Le dieci parole chiave, arricchite dall'esperienza sul campo, sono diventate il motore di una produzione creativa. Riflettendo sulla massima di Martin Heidegger - "Non puoi pensare là dove la parola manca" - i ragazzi hanno compreso quanto l'impoverimento del linguaggio limiti la nostra capacità di percepire la realtà.
Il processo creativo si è articolato in tre step:
1. Analisi: connessione tra parole chiave ed esperienze vissute.
2. Scrittura: trasformazione dei concetti in testimonianze scritte (incipit).
3. Multimedialità: produzione di video-testimonianze, dove la parola torna a nominare, e quindi a rendere pensabile, l'esperienza dell'altro.
Il progetto ha vissuto un momento di alta formazione professionale grazie alla partecipazione ad un secondo percorso di Formazione Scuola Lavoro: Come nasce una mostra promosso da MAXXI A[R]T WORK e Forma Camera (referente Federico Borzelli). Per cinque giornate intense presso il Museo MAXXI di Roma, 17 studenti dell’IIS Via Roma 298 di Guidonia e 7 studentesse del Liceo Artistico Confalonieri – De Chirico di Roma hanno lavorato fianco a fianco, immergendosi nelle professioni museali.
Durante i laboratori, i ragazzi hanno vestito i panni di veri professionisti del settore, affrontando ogni fase della preparazione espositiva. Il risultato di questo lavoro è stata l'ipotesi progettuale dal titolo evocativo comUnità: io, loro, noi, un concept che riprende e sviluppa le tematiche vissute presso la Caritas, declinandole in una visione curatoriale che mette al centro il legame tra l'individuo e la collettività.
Uno degli esiti più significativi di questa esperienza è stata la metodologia laboratoriale, che ha saputo trasformare la diversità in risorsa. Studenti di età e indirizzi scolastici differenti hanno imparato a collaborare, integrando competenze diverse per raggiungere un obiettivo comune.
Concluso il percorso formativo, il gruppo di lavoro ha trasformato le competenze acquisite in azioni concrete. In una serie di attività extrascolastiche, gli studenti hanno collaborato direttamente con l'artista Ciro Vitale, seguendo lo sviluppo ideativo dell'intervento a San Vincenzo Martire e trasformando la strategia allestitiva in un'esperienza reale.
I ragazzi hanno curato l'intera immagine coordinata e l'apparato informativo dell'esposizione, occupandosi della progettazione e produzione del manifesto ufficiale, della redazione degli apparati testuali in mostra e della strategia di comunicazione.
Il percorso umano e formativo è stato tradotto in linguaggi digitali per arricchire la proposta espositiva:
• Parole in ATTIVAZIONE: una serie di video-testimonianze personali degli studenti, confluite in un'installazione interattiva che affianca la mostra.
• Video-Podcast "Genesi didattica di una mostra": un racconto a puntate curato da Fulvio Ventura per Vidya it, che ripercorre l'intero iter progettuale.
Il ruolo degli studenti non si esaurisce con l'apertura: i ragazzi hanno acquisito le competenze necessarie di mediazione culturale. Saranno proprio loro a guidare i visitatori alla scoperta della mostra, curando direttamente i laboratori didattici pensati per la cittadinanza.
A conclusione di questo articolato iter formativo e ideativo, l’intervento di Ciro Vitale nella Chiesa di San Vincenzo Martire a Tivoli elegge lo spazio sacro a luogo di riflessione collettiva. Muovendo dal tormento che abita il corpo individuale e sociale, induce a ridurre progressivamente le distanze per aprirsi alla cura dell’altro, svelando così frammenti di una luce salvifica: una dimensione in cui la dicotomia “io-loro” si risolve in un “noi” comunitario, come prefigurato dai ragazzi. È il preludio al cambiamento, attivato anch’esso dall’approssimarsi, che invita a modificare la rigidità dei personali costrutti mentali in materia fluida per consentire al pensiero di assumere forme inedite e imprevedibili.