I luoghi della Musica
Prof. Giovanni Ballerini / aggiornamento 9 gennaio 2026
Con questa pagina intendo divulgare il mio pensiero di quanto sia bello assistere agli spettacoli dal vivo a teatro, visto che a Firenze ne abbiamo un'ampia scelta, come pure "accontentarsi" di visitare i grandi teatri italiani, luoghi deputati ad ospitare eventi musicali unici, location piene di fascino che ci ricordano quale sia l’eredità dei nostri grandi musicisti. Ho trascurato i teatri fiorentini che si limitano alla prosa, come il Niccolini , il Puccini e il teatro di Rifredi.
Propongo alcune mete a Firenze e poi altre allontanandosi gradualmente dalla nostra città per scoprire interessanti location che mantengano comunque un forte legame con il mondo della musica classica.
Qui vi elenco teatri, musei e location contemplati: Teatro La Pergola, Teatro Goldoni, Auditorium di Santo Stefano al ponte, Teatro Verdi, Anfiteatro Ernesto de Pascale, Opera di Firenze, Accademia Chigiana di Siena, Teatro Verdi di Pisa, Teatro del silenzio, Lajatico (PI), Teatro del Giglio di Lucca, Museo Puccini di Lucca, Teatro Goldoni di Livorno, Teatro della Fondazione Puccini di Torre del lago (LU), Casa Museo Luciano Pavarotti (MO), Teatro Regio di Parma, Museo Verdi di Busseto (PR), Arena di Verona, Teatro Carlo Felice di Genova, Pesaro città della musica, Teatro La Fenice di Venezia, Opera di Roma, Teatro alla Scala di Milano, Teatro Regio di Torino, Teatro Verdi di Trieste, Teatro San Carlo di Napoli, Teatro Massimo di Palermo.
Teatro La Pergola, Firenze
Questo è il teatro fiorentino più antico. Posto nel centro di Firenze, in via della Pergola, è un teatro all’italiana che risale alla metà del 1600. Da allora si sono susseguiti numerosi rifacimenti che hanno contribuito al suo attuale buono stato di conservazione. Nel Settecento era considerato uno dei migliori teatri italiani ed il granduca Pietro Leopoldo lo frequentava regolarmente. Vanta numerose “prime” di Opere liriche tra le quali il Macbeth di Giuseppe Verdi, ricordato da una targa posta sulla facciata nel 1901, anno della morte del compositore. Circa 20 anni fa vi ho assistito al Don Giovanni di Mozart ma ormai da tempo la programmazione del teatro è dedicata esclusivamente agli spettacoli di prosa.
Teatro Goldoni, Firenze
Nel 1807 l'impresario edile Luigi Gargani, acquistati i locali dalle suore Domenicane terziarie, avviò l'ambizioso progetto di realizzare nell’aria vicino a Porta Romana un centro per lo spettacolo e lo svago dei fiorentini prevedendo un grande teatro all'italiana e un'arena estiva con annesso un salone da ballo.
Questo ambiente multifunzionale fu inaugurato nel 1817 e andò avanti per tutto il 1800 con alti e bassi. Nel 1908 l'Arena Goldoni, ormai in disuso, venne presa in affitto dal famoso regista e scenografo britannico Gordon Craig, che ne fece la sua casa ed il suo laboratorio di ricerca e innovazione teatrale.
Agli inizi degli anni Ottanta il Comune di Firenze acquisì l’immobile dagli ultimi proprietari e avviò un ciclo di interventi di manutenzione con consolidamento dei palchi e delle coperture della sala che hanno però alterato la struttura originaria. Ultimati finalmente i lavori il l teatro è stato riaperto nel 1998 con l'Orfeo di Monteverdi per la regia di Luca Ronconi. Negli ultimi decenni è stato utilizzato come spazio teatrale dedicato alla danza diventando una struttura accessoria per le iniziative minori della Fondazione del Maggio Musicale Fiorentino. Sotto a sinistra la foto di diversi anni fa di una classe del Liceo Leonardo da Vinci fuori del teatro in attesa di entrare per assistere allo spettacolo per le Scuole "La donna di Siviglia" della compagnia Venti Lucenti. Ad inizio ottobre 2025 un evento particolare: la messa in scena di "Il Ciro" opera inedita di Domenico Scarlatti. Potete trovare la recensione dello spettacolo su GB-Opera, magazine on line specializzato sull'opera lirica, scritta dal prof. Edoardo Ballerini .
Auditorium di Santo Stefano al Ponte, Firenze
Nel centro di Firenze, vicino al Ponte Vecchio, si trova la chiesa di S. Stefano al Ponte, antica struttura dove convivono stili architettonici diversi, come Romanico, Gotico e Barocco. L'interno, ristrutturato in epoca barocca, ospita attualmente innumerevoli opere d'arte del Rinascimento.
Vi si può ammirare anche la splendida scalinata in marmo del Buontalenti, del 1574.
Danneggiata più volte, durante la seconda guerra mondiale, l’alluvione del 1966 e nel 1993 per l’attentato in via dei Georgofili, è stata completamente restaurata alla fine degli anni ’90.
Nel 1986 la chiesa è stata sconsacrata per la riduzione delle parrocchie nel centro storico.
Viene utilizzata come location per mostre ed eventi culturali. Per alcuni anni è stata anche l'auditorium dell'Orchestra Regionale Toscana, ora invece ospita i concerti dell’Orchestra da Camera Fiorentina del Maestro Giuseppe Lanzetta. Ho idea che vi si possa entrare soltanto in occasione di eventi.
Teatro Verdi, Firenze
Alla metà dell’Ottocento, nell’area dove era edificato il carcere delle Stinche, si costruì un grandioso teatro, su iniziativa dell'imprenditore Girolamo Pagliano, ex baritono di successo. Il teatro, a pianta ovoidale, contava di una grande sala che fra platea e sei ordini di palchi poteva ospitare circa quattromila spettatori. Fu inaugurato il 10 settembre 1854 con l'opera verdiana Rigoletto che allora si chiamava “ Il Viscardello”. L’opera di Verdi, a causa del soggetto, dovette superare grossi problemi con la censura e in quella occasione non ebbe successo. Comunque la nuova struttura teatrale fu molto apprezzata e propose stagioni improntate su spettacoli lirici e drammatici presentati da compagnie di grande richiamo. Nel 1865 un incendio distrusse il teatro e il Pagliano per i debiti contratti fu costretto a cederlo. Dopo numerosi passaggi di proprietà siamo giunti ai tempi nostri quando nel 1998 la struttura è stata acquisita dalla Fondazione Orchestra regionale toscana. Nel 2004, per i 150 anni dall'apertura, sono stati realizzati interventi per migliorare sia l'estetica che l'acustica, quest'ultima ottenuta grazie anche alla nuova pavimentazione in legno, alle nuove sedute ed alla nuova Camera Acustica per l'orchestra. Nell'attualità sono programmati anche Musical e concerti di musicisti italiani e non. Recentemente vi ho visto alcuni Musical e il concerto di Marco Masini di due anni fa.
Anfiteatro Ernesto De Pascale, Firenze
Si trova nella parte finale del parco delle Cascine, terminato il prato del Quercione, dopo l'ippodromo delle Mulina e poco prima del monumento che ricorda il principe indiano, morto durante il suo soggiorno a Firenze (questo particolare ha dato il nome al luogo e, di conseguenza, al viadotto dell'indiano).
Ricordo bene l’anfiteatro che si trova nel prato delle cornacchie, ci sono stato negli anni Ottanta ad ascoltare un concerto gratuito del Perigeo, gruppo jazz -rock di nicchia, conosciuto particolarmente a Firenze perché alcuni dei componenti erano proprio fiorentini. La struttura rimase abbandonata a se stessa come potei vedere quando ci tornai diversi anni dopo a giocare con i bambini dei Centri estivi. Negli anni 2010 - 2011 il Comune restaura l'area e crea una recinzione a delimitarla. Da allora l'anfiteatro, grazie al decoro recuperato, poté essere utilizzato per ospitare eventi musicali con bigliettazione. Nel 2017 fu intitolato a Ernesto De Pascale, mio coetaneo scomparso prematuramente, pianista e conoscitore di tutti i generi musicali, frequentatore anche lui del negozio di dischi Contempo, di via dei Neri.
Attualmente, nel periodo estivo, viene dato in gestione e vi si tengono concerti e spettacoli alcuni dei quali rientrano nel programma dell'Estate Fiorentina.
Il 10 giugno 2022 lo abbiamo noleggiato come Liceo Scientifico Leonardo Da Vinci, per tenervi il concerto di fine anno scolastico, quando ancora le attività erano condizionate dal timore per il Covid.
Opera di Firenze - Teatro del Maggio Musicale Fiorentino
Firenze capitale d’Italia, negli anni dal 1865 al 1871, disponeva di alcuni teatri privati, tra gli altri il Teatro del Politeama Fiorentino, arena coperta inaugurata nel 1862, distrutta da un incendio e poi riedificata. Il Teatro ebbe vita alterna con alti e bassi fino al 1929 quando fu acquistato dall'amministrazione comunale che ne cambiò il nome in Teatro comunale Vittorio Emanuele II. Nel 1933, anno in cui viene istituito il Maggio Musicale Fiorentino, si decise di sottoporre il teatro a un restauro radicale. Purtroppo la vita del nuovo organismo architettonico durò poco più di dieci anni perché il Teatro venne gravemente danneggiato nel 1944 durante i bombardamenti aerei degli Alleati che cercavano di colpire i vicini depositi delle ferrovie. A guerra conclusa fu affrontato il problema della ricostruzione e in poco più di un anno il teatro fu riaperto al pubblico. Le sue vicissitudini non finirono però allora perché risultò nuovamente danneggiato durante l’alluvione di Firenze del 1966. Agli inizi degli anni Duemila nacque l’idea di costruire un nuovo complesso culturale, in sostituzione del vecchio Teatro Comunale di Corso Italia ma l’inizio effettivo dei lavori risale solo al 2008. Fu dedicata particolare attenzione all'acustica delle sale curata dalla ditta tedesca Müller, esperta in ingegneria del suono. L'inaugurazione del teatro avvenne a Natale del 2011 con la Nona Sinfonia di Beethoven diretta dal maestro Zubin Mehta. I lavori furono poi ripresi per consentire la realizzazione della macchina scenica indispensabile per l'allestimento delle opere liriche. Nel 2021 è stata ultimata anche la sala da concerti, intitolata al maestro Mehta, perciò ora la struttura dispone di due sale con caratteristiche specifiche diverse. Il gruppo del Liceo Scientifico Leonardo da Vinci garantisce da anni una assidua presenza dei suoi studenti al Maggio Musicale Fiorentino con il progetto “Insieme all’Opera”..
Vediamo il complesso in lontananza, circondato dal verde; un gruppo di studenti del Liceo Leonardo da Vinci nel piazzale davanti all'ingresso. Nella foto sotto possiamo vedere la cavea, che ospita gli spettacoli estivi all'aperto e la terrazza panoramica, sul retro dell'edificio, ora difficilmente accessibile per motivi legati alla sicurezza. Ci sono stato con gli studenti del Liceo ormai diversi anni fa.
Il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino è riconosciuto dallo Stato come una delle 14 fondazioni lirico-sinfoniche* dell'ANFOLS e riceve dei finanziamenti dal FNSV per la promozione culturale che svolge.
Quali sono le Fondazioni lirico sinfoniche italiane? Se clicchi qui accanto avrai la risposta.
Accademia Chigiana, Siena
L’ Accademia Musicale Chigiana è una prestigiose istituzione musicale italiana. Nata nel 1932 ad opera del filantropo Conte Guido Chigi Saracini, l’Accademia ricopre attualmente un importante ruolo perla formazione di nuovi talenti musicali. Sede di corsi di approfondimento tecnico tenuti da docenti di fama internazionale e location per eventi culturali del territorio, musicali in particolare. Ci ha cantato alcune volte anche mio figlio Edoardo che qualche anno fa ha seguito all'Accademia Chigiana un master con il tenore William Matteuzzi (distanza in auto da Firenze 75 km circa).
Facciata esterna del palazzo Chigi Saracini in via di Città, civico 89; a fianco il salone dove si tengono gli eventi musicali.
Teatro Verdi, Pisa
Il teatro fu costruito tra il 1865 e il 1867 ad opera dell'architetto veneziano Andrea Scala e venne inaugurato con il nome di Regio Teatro Nuovo la sera del 12 novembre 1867 con la rappresentazione del Guglielmo Tell di Gioachino Rossini. Il 1884 passò alla storia per la direzione di due opere, Otello di Verdi e Manon Lescaut di Puccini, da parte del giovane Arturo Toscanini. Nel 1901, in occasione della morte di Giuseppe Verdi, Pietro Mascagni esguì un concerto nel teatro in memoria del grande compositore. Nel 1904 venne poi intitolato a Giuseppe Verdi. Nel 1920 ospitò la prima rappresentazione di Lodoletta di Mascagni, con in sala l'autore, tra un clima di incertezza, dovuto alla guerra e al crescente interesse verso il cinema. Degli anni prima del secondo conflitto mondiale si ricorda l'Andrea Chénier di Umberto Giordano interpretata da Beniamino Gigli, Elisa Gatti Porcinai e Armando Borgioli, evento di grosso successo. Nel 1945 furono messi in scena La traviata , Rigoletto e Il barbiere di Siviglia, con l’allora giovanissimo tenore Tito Gobbi. Nel 1950 si ricorda Tosca con Maria Callas, Galliano Masini e Afro Poli, dove fuori dalle quinte il soprano greco ebbe un forte litigio con il beffardo tenore livornese. Dopo il 1952 si notò un calo degli abbonamenti dovuta alla riduzione del numero di recite e per fronteggiare il problema furono allestiti in stretta successione numerosi titoli di gran richiamo come: Faust, Madama Butterfly, Rigoletto, La bohème, La forza del destino, Manon Lescaut, Otello, Carmen, Andrea Chénier, Lucia di Lammermoor, La Traviata, Turandot, Il Trovatore, Iris e Adriana Lecouvreur, sempre con cantanti eccellenti. Nel 1969 il teatro Verdi fu palcoscenico per due recite di Rigoletto con Piero Cappuccilli e Luciano Pavarotti, evento memorabile per tutti i melomani. Nel 1982 fu interessante la Figlia del reggimento con soprano Luciana Serra diretta da Bruno Campanella e la Manon Lescaut con Raina Kabaivanska e Rolando Panerai. Nel 1984 un'insolita interpretazione di Milva ne I sette peccati capitali di Kurt Weill. Tra il 1986 e il 1989 il Teatro Verdi rimase chiuso, sottoposto a importanti interventi di manutenzione e restauro per adeguarlo agli attuali standard di sicurezza con l'aggiunta di scale esterne da utilizzare come uscite di sicurezza.Negli ultimi anni il Teatro Verdi è stato sede di importanti concerti solistici e strumentali di Uto Ughi, Salvatore Accardo e Riccardo Muti, ma anche di artisti di musica leggera come Lucio Dalla, Gino Paoli e Ornella Vanoni. Il teatro Verdi è una fondazione classificata come "Teatro di tradizione" e offre oltre agli spettacoli musicali anche lavori in prosa. Rinnovata nel 2026 la collaborazione tra i tre teatri di tradizione toscani (Pisa, Lucca e Livorno) per realizzare produzioni in comune di opere liriche di elevata qualità. Per il primo semestre del 2026 ha in programma le seguenti opere: Carmen di C. Bizet, The turn of screw di B. Britten e L'elisir d'amore di G. Donizetti. (distanza in auto da Firenze 85 km circa).
Teatro Verdi di Pisa: la facciata con il loggiato a cinque archi e la sala con il palcoscenico e i quattro ordini di palchi.
Teatro del Silenzio, Lajatico (PI)
Il Teatro del Silenzio consiste in un’area verde adibita a spazio per i concerti, commissionata dal famoso cantante con la voce tenorile Andrea Bocelli, nativo del paese e inaugurata il 27 luglio 2006. Lajatico si trova in una in posizione collinare a circa 50 km da Pisa. In origine il Teatro era nato per ospitare un solo spettacolo l'anno (da qui il nome "Teatro del Silenzio"), poi gli eventi sono aumentati, ma si tratta comunque di un numero ridotto di spettacoli, nel periodo estivo, con il prezzo dei biglietti di ingresso non proprio popolare. Al centro un palcoscenico circolare di alcuni metri di raggio è posta la scultura metallica di un volto umano eseguita dallo scultore polacco Igor Mitoraj che un decennio fa l’ha donata alla "Andrea Bocelli Foundation" del teatro (distanza 85 km circa).
Teatro del Giglio, Lucca
Il Teatro del Giglio di Lucca è uno dei più antichi teatri pubblici d'Italia.
Fu costruito alla metà del XVII secolo come teatro pubblico, quando in città erano ancora attivi i teatri di corte dei grandi palazzi nobiliari. Le uniche sale cittadine operanti a quell'epoca erano la sala del palazzo Pretorio, chiamata sala del Podestà, e la sala del palazzo De' Borghi.
In occasione dell'inaugurazione del 1675 vennero allestite due rappresentazioni d'opera: l'Attila in Capua di Niccolò Berengani e il Seiano di Niccolò Minato. Vi venivano allestite due stagioni liriche annuali, una in autunno (per le festività della Santa Croce) ed una in coincidenza con il periodo del carnevale. Sorte comune a molti dei teatri storici fu distrutto da un incendio nel febbraio 1688. La struttura venne riedificata nel 1692 sulla base del progetto originario con l'aggiunta di affreschi al soffitto.
La costruzione dell’edificio attuale, ora proprietà dello Stato iniziò nel 1817 e terminò nel 1819.
Dobbiamo il nome del teatro a Maria Luisa di Borbone, allora sovrana di Lucca, che lo scelse perché nello stemma nella sua dinastia erano raffigurati tre gigli d'oro.
Il primo grande successo del nuovo teatro risale al 1831, con la rappresentazione del Guglielmo Tell di Gioachino Rossini, che fu diretto per l'occasione da Niccolò Paganini; lo stesso Puccini curò personalmente la messa in scena di alcune sue opere, tra cui l'Edgar, nel settembre 1891. Pochi anni in anticipo sullo scoppio della prima guerra mondiale il teatro fu sottoposto ad un restauro conservativo, per poi vederlo chiuso durante il conflitto. Nuovi lavori nel 1957 per ampliarne la capienza a discapito però di parte del loggione e del quarto ordine di palchi. Nel 1983 sono stati necessari altri interventi per l'adeguamento alla nuova normativa sulla sicurezza. 1985 è stato riconosciuto come "Teatro di tradizione". Recentemente, nel 2024, per il centennale della morte di Giacomo Puccini, il Teatro lucchese del Giglio è stato a lui intitolato. Rinnovata nel 2026 la collaborazione tra i tre teatri di tradizione toscani (Lucca, Pisa e Livorno) per realizzare produzioni in comune di opere liriche di elevata qualità. (distanza da Firenze 90 km circa).
La piazza dove si trova ha preso il nome dal teatro, piazza del Giglio.
Davanti all'ingresso del teatro con il gruppo del Liceo da Vinci, durante l’uscita dell’Ensemble nel 2019.
Museo Puccini, Lucca
Il museo occupa i locali dell'appartamento in cui il compositore nacque il 22 dicembre 1858. Lo lasciò ventenne per completare gli studi di musica a Milano per poi tornarvi successivamente. La casa è stata trasformata in museo nel 1979 grazie alla Fondazione Giacomo Puccini che lo gestisce tuttora. L’abbiamo visitato durante un’uscita nel 2019 con l’Ensemble del Liceo apprezzando gli oggetti del Maestro conservati con cura, il suo pianoforte, alcune partiture originali e gli spartiti con annotazioni autografe (distanza 90 km circa).
Teatro Goldoni, Livorno
I lavori per la costruzione del teatro iniziarono nel 1842 affidati all’architetto Giuseppe Cappellini. Terminarono nel 1847 e il 24 luglio 1847 la struttura fu inaugurato come “Teatro Leopoldo”, nome che mantenne fino all'Unità d'Italia quando venne intitolato a Carlo Goldoni. La sua particolarità architettonica era la copertura in cristallo sostenuta da una trama di travi in ferro. Si trattava di una novità per l’epoca se si pensa che il tepidarium del Roster di Firenze fu ultimato nel 1880. Il periodo di massimo notorietà del teatro iniziò con la rappresentazione di Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni, qui in scena subito dopo la prima assoluta all’Opera di Roma del maggio 1890. Negli anni successivi il teatro restò il palcoscenico privilegiato per le opere del livornese Mascagni. Al Goldoni si tenevano oltre a concerti, opere liriche e operette italiane e francesi anche spettacoli di varietà e proiezioni cinematografiche d'avanguardia. L’edificio uscì indenne dalla seconda guerra mondiale e la sua programmazione andò avanti regolarmente fino agli anni ottanta quando venne dichiarato inagibile, acquisito così nel patrimonio comunale e chiuso per un periodo in attesa dei lavori di recupero. Le operazioni di restauro, iniziate alla metà degli anni novanta, andarono avanti per una decina d’anni e si conclusero all'inizio del 2004 con una nuova inaugurazione alla presenza del presidente della Repubblica. Per la serata fu prevista ancora una volta la messa in scena del capolavoro di Mascagni, Cavalleria rusticana. L’adeguamento della platea alle nuove normative di sicurezza portò ad una drastica riduzione della sua capienza massima che scese a 950 persone. Restano comunque altri posti nel Palco reale e nei 115 palchetti disposti su 4 ordini e sormontati da un loggione. Attualmente il Goldoni è una Fondazione lirico-sinfonica ma mi chiedo se riceva finanziamenti dallo Stato visto che non è tra le 14 istituzionali. Rinnovata nel 2026 la collaborazione tra i tre teatri di tradizione toscani (Livorno, Pisa e Lucca ) per realizzare produzioni in comune di opere liriche di elevata qualità. Il botteghino per il primo semestre del 2026 prevede La vedova allegra di Franz Lehàr, Otello di Giuseppe Verdi e Adriano in Siria di Luigi Cherubini. (distanza in auto da Firenze 95 km circa).
Teatro Goldoni di Livorno: la facciata con il loggiato; gli interni con platea, 4 ordini di palchi e loggione con balaustra.
Teatro della Fondazione Puccini, Torre del lago (LU)
La creazione del Parco della Musica a Torre del Lago e la realizzazione del nuovo Gran Teatro all’aperto rappresentano uno degli interventi più significativi nell’ambito della politica culturale in Toscana degli ultimi decenni. E’ stato voluto dalla Fondazione Puccini e rappresenta un esempio innovativo di recupero di aree industriale dismesse trasformate in luoghi dedicati alla musica e alla cultura. Costruito negli anni 2007-2008 sorge su di una vasta superficie, circondato dal verde. Ha una capienza di oltre 3000 spettatori. Siamo stati anche qui durante l’uscita del 2019 dedicata a Giacomo Puccini. Nel parco si trovano alcune sculture del polacco Igor Mitoraj. Durante la stagione estiva è possibile assistere a gran parte del repertorio operistico pucciniano e i turisti stranieri, frequentatori occasionali e non della Versilia, approfittano dell’occasione. Diversi anni fa ci ho visto Madama Butterfly e nell'estate 2023 il concerto di Il volo. (distanza in auto da Firenze 110 km circa).
Nelle foto seguenti alcuni degli studenti del Liceo Leonardo da Vinci che parteciparono all'iniziativa.
Agli amanti della musica classica, lirica e moderna (insomma di qualsiasi genere), si consiglia vivamente la visita alla Casa Museo Luciano Pavarotti, periferia di Modena. Si ricorda a tutti che alla fine della sua carriera di cantante lirico Pavarotti si dedicò all'organizzazione dei concerti-evento "Pavarotti & Friends" coinvolgendo molti dei più grandi nomi della musica internazionale. Nel periodo dal 1992 al 2003 sono stati concepiti, sempre per fini umanitari, ben 10 eventi del "Pavarotti & Friends" e gli incassi raccolti sono stati devoluti per sostenere la cura dell'infanzia nei paesi devastati dalla guerra. Una sezione del Museo è dedicata proprio alla documentazione di queste iniziative e agli artisti che vi hanno preso parte (distanza 150 km circa).
Ovviamente ci sono stato qualche anno fa con mio figlio Edoardo!
Teatro Regio, Parma
Il Teatro Regio di Parma (già "Nuovo Ducale Teatro") è il teatro d'opera della città di Parma ed è considerato uno tra i più importanti teatri di tradizione in Italia.
Fondato da Maria Luigia d'Austria che chiamò per la direzione di una delle prime orchestre moderne europee Niccolò Paganini. A livello internazionale è ritenuto dagli appassionati d'opera insieme al Teatro alla Scala di Milano, il San Carlo di Napoli e la Fenice di Venezia uno dei teatri per eccellenza della grande tradizione operistica italiana.
Fu inaugurato con scarso successo il 16 maggio 1829, in presenza della Duchessa, con l'opera Zaira, appositamente composta da Vincenzo Bellini. Prima tetro Ducale poi nel 1847, con la morte di Maria Luigia e con il passaggio sotto il ducato dei Borbone, il teatro cambia nome, nel 1849 diventa Teatro Reale e poi, dal 1860, Teatro Regio.
Una visita a Parma deve prevedere anche il Complesso Monumentale della Pilotta, nei pressi del teatro, luogo stupendo che contiene al suo interno i Musei Archeologico e Bodoni oltre al Teatro Farnese, la Galleria Nazionale e la Biblioteca Palatina. Nella piazza adiacente si può apprezzare anche il monumento dedicato a Giuseppe Verdi. Nel gennaio 2002 si è costituita la Fondazione Teatro Regio di Parma riconosciuta come Teatro di Tradizione (distanza 200 km circa).
A sinistra il Teatro Farnese, dentro il complesso della Pilotta, a destra il monumento a Verdi, nella piazza principale.
Museo Verdi, Busseto (PR)
Il museo è stato inaugurato il 10 ottobre 2009 nel giorno del 196º anniversario della nascita di Giuseppe Verdi e propone un percorso storico basato sulle 27 opere del compositore nato a Busseto che dominò la scena dell'opera lirica del XIX secolo.
In vista delle celebrazioni del 2013, del bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi, il complesso di Villa Pallavicino fu integrato con una serie di funzioni, che fecero del museo un centro multidisciplinare per l'ascolto, l'apprendimento e la conoscenza dell'uomo, delle opere e del mito verdiano, attraverso il supporto multimediale della mediateca di Verdi e gli spazi didattici per scuole, studenti di conservatorio e musicofili.
Le 27 opere di Verdi sono rappresentate in un percorso storico con la riproduzione delle scenografie originali di Casa Ricordi, in un ambiente di luci teatrali che accompagnano il visitatore in un percorso di atmosfere romantiche ideato dallo scenografo Pier Luigi Pizzi. I leggii con i testi realizzati da Philippe Daverio, che accompagna il visitatore anche nell'audioguida, offrono una visione storica dell'epoca, dei fatti e dei personaggi che hanno influenzato Giuseppe Verdi nella creazione delle proprie opere.
Sotto due foto della nostra uscita didattica del 2018 dedicata appunto a Giuseppe Verdi (distanza 230 km circa).
Arena di Verona
L'Arena di Verona è un anfiteatro romano situato nel centro storico di Verona, icona della città veneta insieme alle figure di Romeo e Giulietta. Si tratta di uno dei grandi reperti dell'architettura romana giunti a noi con un buon livello di conservazione, grazie ai frequenti restauri di cui ha beneficiato. Per le profonde somiglianze riscontrate viene accostato all'anfiteatro di Pola (in Croazia) e dai più recenti studi sul tema risulta che entrambi abbiano preceduto la costruzione del Colosseo. L'Arena fece molto probabilmente parte dell'opera di monumentalizzazione compiuta a Verona nell'età giulio-claudia, con la realizzazione di nuove costruzioni nel foro e nelle aree adiacenti. L'anfiteatro di Verona rappresenta perciò un episodio importante nello sviluppo di questo genere di edificio da spettacolo che avrebbe permesso poi di realizzare a Roma il più grande anfiteatro dell'Impero, sempre nel I secolo d. C.
La fondazione Arena di Verona è riconosciuto dallo Stato come una delle 14 fondazioni lirico-sinfoniche dell'ANFOLS e riceve dei finanziamenti dal FNSV per la promozione culturale che svolge.
Durante i mesi estivi ospita il celebre festival di musica lirica in Arena riproposto puntualmente dal 1913. Durante il resto dell'anno è un palcoscenico molto richiesto da cantanti e musicisti italiani e di fama internazionale (distanza 245 km circa).
Teatro Carlo Felice, Genova
Tra il 1824 e il 1825 i governanti di Genova, ritenendo che i teatri allora presenti in città non fossero sufficienti per le esigenze cittadine, decisero di costruire un teatro da intitolare al re Carlo Felice di Savoia. Genova non aveva ancora un teatro per il melodramma, al tempo molto in auge, e fu così che si decise di edificarne uno che potesse competere, sul piano dell'eleganza, con quelli allora presenti nelle altre città italiane. La costruzione, affidata agli architetti Barabino e Canonica, iniziò nel 1826 e fu ultimata in due anni. Il teatro venne inaugurato il 7 aprile 1828, alla presenza dei sovrani del Regno di Sardegna, re Carlo Felice e la consorte regina Maria Cristina, con la rappresentazione dell'opera di Vincenzo Bellini Bianca e Fernando su libretto del genovese Felice Romani; seguì nel maggio 1828 la prima assoluta di Alina, regina di Golconda di Gaetano Donizetti.
Nel 1852 il teatro Carlo Felice fu dotato di illuminazione a gas e, per le celebrazioni colombiane del 1892 , di illuminazione elettrica.
Durante la seconda guerra mondiale il Carlo Felice fu colpito più volte durante i bombardamenti e divenne inagibile; alla fine degli anni Settanta vennero rimosse dai ruderi le parti lesionate.
Nel 1987 iniziarono i lavori di ricostruzione dell’edificio con il recupero di ciò che rimaneva delle antiche strutture esterne, mentre risultavano del tutto nuovi gli interni. Il nuovo teatro venne inaugurato il 18 ottobre 1991 con la messa in scena de Il trovatore di Giuseppe Verdi. Anche il Carlo Felice è riconosciuto dallo Stato come una delle 14 fondazioni lirico-sinfoniche dell'ANFOLS e riceve dei finanziamenti dal FNSV per la promozione culturale che svolge.
Il teatro è dotato di quattro palcoscenici: un palco principale, un palco dorsale alle spalle del primo e due palchi inferiori allineati fra loro e gestiti da impianti elettronici computerizzati. Le macchine di movimentazione scenica, le luci computerizzate e l’ottimizzazione acustica fanno del Carlo Felice uno dei teatri italiani all’avanguardia (distanza in auto da Firenze 250 km circa).
Edoardo Ballerini corrispondente da Genova.
Il Teatro Carlo Felice illuminato per le feste di Natale.
Teatro Carlo Felice: veduta dell'esterno; gli interni ci mostrano una enorme platea che può ospitare 2000 spettatori.
Pesaro, città della musica
Pesaro è una città marchigiana conosciuta principalmente perché vi è nato, alla fine del 1700, Gioacchino Rossini. Si trova sulla costa adriatica tra Gabicce Mare, con cui la collega il Parco Naturale del Monte San Bartolo, oasi floro faunistica protetta, e Fano.
Pesaro ha ottenuto nel 2024 il riconoscimento di capitale italiana della Cultura. Gli appassionati di musica possono visitare il Museo Nazionale Rossini, il Conservatorio Rossini e l’Auditorium Pedrotti in piazza Olivieri e la Casa Rossini, dove il compositore è nato e vissuto da ragazzo. Inoltre resta una cittadina di mare con spiagge attrezzate e passeggiata.
Tutti gli anni nel mese di agosto è organizzato a Pesaro il ROF, Rossini Opera Festival, che mette in scena, a rotazione, le opere di Rossini. Per l’anno 2025 si terrà la quarantaseiesima edizione dal 10 al 22 agosto e le opere in programma sono Zelmira, La cambiale di matrimonio, L’italiana in Algeri e Il viaggio a Reims.
Spesso sono coinvolti negli eventi del Festival personaggi di spicco del panorama musicale internazionale come il tenore Juan Diego Florez o altre celebrità. Da Firenze in autostrada passando da Bologna ( A1 + A14) Pesaro dista 260 km.
Teatro La Fenice, Venezia
Il Gran Teatro La Fenice, collocato in campo San Fantin, è oggi il principale teatro lirico di Venezia nonché uno dei più prestigiosi teatri d'opera al mondo. Fu edificato alla fine del Settecento e inaugurato il 16 maggio 1792 con la "prima" de I giuochi d'Agrigento di Giovanni Paisiello, su libretto del conte Alessandro Pepoli.
Durante la dominazione francese La Fenice assunse chiaramente la funzione di teatro di Stato. Per accogliere come si conveniva Napoleone, si pensò di addobbare la sala in celeste e argento secondo il nuovo stile Impero che si stava diffondendo. Il 1º dicembre 1807 Napoleone fu presente ad uno spettacolo organizzato in suo onore.
Nel corso degli anni si resero necessari ricorrenti restauri perché le emanazioni di fumo delle lumiere deterioravano gli arredi. Nel 1836 un incendio distrusse la sala teatrale e parte del teatro che comunque fu prontamente ricostruito per l'anno dopo. Il Teatro già dai primi anni di attività ha ospitato numerose prime rappresentazioni di compositori illustri: 1797 Gli Orazi e i Curiazi di Domenico Cimarosa, 1801 Artemisia sempre di Cimarosa, 1813 Tancredi di Gioachino Rossini, 1814 Sigismondo sempre di Rossini, 1822 Andronico di Saverio Mercadante, 1823 Semiramide di Rossini, 1826 Caritea, regina di Spagna di Mercadante, 1830 I Capuleti e i Montecchi di Vincenzo Bellini, 1833 Beatrice di Tenda sempre di Bellini, 1834 Emma d'Antiochia di Mercadante, 1836 Belisario di Gaetano Donizetti, 1838 Maria de Rudenz sempre di Donizetti, 1838 Le due illustri rivali e 1840 La solitaria delle Asturie di Mercadante, 1844 Ernani, 1846 Attila, 1851 Rigoletto e 1853 La traviata di Giuseppe Verdi, 1897 La bohème di Ruggero Leoncavallo, 1900 Cenerentola di Ermanno Wolf-Ferrari, 1901 Le maschere di Pietro Mascagni, 1925 Gli amanti sposi di Wolf-Ferrari, 1926 La mandragola di Mario Castelnuovo-Tedesco, 1948 Marsia di Luigi Dallapiccola. . Più volte distrutto e riedificato, è stato sede di importanti stagioni operistiche, sinfoniche. Nel 1996 l'ultimo incendio, tra l'altro doloso, che danneggiò gravemente il teatro; i successivi lavori di ricostruzione terminarono nel 2003. La Fenice di Venezia è riconosciuta dallo Stato come una delle 14 fondazioni lirico-sinfoniche dell'ANFOLS e riceve dei finanziamenti dal FNSV per la promozione culturale che svolge. Si ricorda a tutti che ogni anno Il teatro La Fenice è sede del tradizionale Concerto di Capodanno trasmesso dalla RAI (distanza in auto da Firenze 270 km circa).
Teatro dell'Opera di Roma
Teatro di costruzione abbastanza recente rispetto agli altri italiani della tradizione operistica.
L’imprenditore edile Domenico Costanzi, dopo aver fatto costruire l’Hotel Quirinale sulla strada che univa la nuova stazione ferroviaria al centro della città, pensò di affiancargli un teatro d’opera che a Roma capitale ancora mancava. L'incarico fu affidato all’architetto Achille Sfondrini nel 1879 che in soli due anni costruì il teatro, nello stile neorinascimentale di moda all'epoca. Il teatro Costanzi non era di grandi dimensioni, contando 1.100 posti, ma aveva un'ottima acustica e una bella cupola dipinta da Annibale Brugnoli. Il nuovo teatro fu inaugurato alla presenza del re Umberto I e della regina Margherita di Savoia il 27 novembre 1880, con la Semiramide di Rossini.
Nel 1926 il comune di Roma acquistò il teatro e ne assunse la gestione. I lavori di completamento, ampliamento e ristrutturazione furono affidati all'architetto Marcello Piacentini che portò a quattro i tre ordini di palchi originali, ristrutturò la galleria e fece installare uno straordinario lampadario di cristallo. Le Fame volanti con strumenti musicali, in stucco patinato, che adornano la balconata del palco reale sono un’opera di Gianni Remuzzi. L'ingresso principale fu anche spostato da via Firenze a via del Viminale, che diventerà poi, davanti al teatro, piazza Beniamino Gigli. Il teatro assunse così il nome di Teatro Reale dell'Opera e fu inaugurato un’altra volta il 27 febbraio 1928 con l’opera Nerone di Arrigo Boito.
Nel 1956 il comune di Roma decise un intervento di ampliamento e restauro, con la creazione di uno scalone d'onore, di un foyer dei palchi, l'installazione di nuovi arredi e il rifacimento della facciata in uno stile novecentesco. I lavori terminarono nel 1960 dando all’edificio la struttura odierna con una capienza di circa 1560 posti.
Dalla sua nascita vi sono state messe in scena le prime assolute delle opere: Cavalleria rusticana nel 1890, L'amico Fritz nel 1891 e Iris nel 1898 di Pietro Mascagni; Tosca di Giacomo Puccini nel 1900; Maia di Ruggero Leoncavallo nel 1910; Giulietta e Romeo di Riccardo Zandonai nel 1920 e Sakùntala di Franco Alfano nel 1952. Di Puccini ha ospitato invece le prime italiane de La fanciulla del West nel 1911 e Gianni Schicchi nel 1919. La fondazione Opera di Roma è riconosciuta dallo Stato come una delle 14 fondazioni lirico-sinfoniche dell'ANFOLS e riceve dei finanziamenti dal FNSV per la promozione culturale che svolge. (distanza in auto da Firenze 275 km circa).
La facciata del teatro su piazza Beniamino Gigli.
La platea e i quattro ordini di palchi
Teatro alla Scala, Milano
Il Teatro alla Scala (il nome deriva dal fatto che fu edificato al posto della chiesa di Santa Maria alla Scala che era stata a sua volta commissionata dalla famiglia degli Scaligeri di Verona ) , costruito alla fine del Settecento e inaugurato nel 1778, fu ristrutturato più volte nel corso della sua storia e resta ancora oggi uno dei più rinomati teatri d'opera d’Italia e del mondo intero. In quei tempi il teatro non era solo un luogo di spettacolo: la platea era spesso destinata al ballo, i palchi venivano usati dai proprietari per ricevervi degli invitati, mangiare e gestire la propria vita sociale e anche giocare d'azzardo (attività invece proibita negli altri spazi cittadini. Durante gli anni di dominazione austriaca e francese la Scala è finanziata, oltre dagli introiti provenienti dal gioco, dalle stesse famiglie che avevano voluto la costruzione del teatro e ne conservavano la proprietà attraverso le quote dei palchi. Durante tutto l'Ottocento il Teatro diventa il luogo privilegiato per la rappresentazione del melodramma italiano, ruolo che mantiene fino ai tempi odierni. Nel 1918 in seguito alla rinuncia del diritto di proprietà sia da parte dei palchettisti sia del Comune, viene fondato l'Ente Autonomo Teatro alla Scala e il teatro gode finalmente di una completa autonomia. Dal 1929 lo Stato fascista riserva al capo del governo la facoltà di nomina del presidente dell'Ente e impone la partecipazione di un rappresentante del Ministero dell'Educazione Nazionale al consiglio di amministrazione. Toscanini non approvando tutto ciò, lascia la direzione del teatro nel 1930 e si trasferisce a New York. Nel 1931, a seguito di un'aggressione subita a Bologna, il maestro lascia l'Italia. Nel 1943 il Teatro è in parte distrutto da un bombardamento e durante il periodo della ricostruzione, che si protrae fino al 1946, la sua attività viene ospitata dai teatri delle città lombarde circostanti. L'11 maggio 1946 Arturo Toscanini dirige uno storico concerto per festeggiare la riapertura del teatro. Nel 1967 viene promulgata una legge che riordina lo status dei principali teatri italiani, riconoscendo il teatro alla Scala come "ente autonomo lirico", con personalità giuridica di diritto pubblico. Da questo momento il sindaco della città diviene il presidente del consiglio d'amministrazione del teatro mentre il sovrintendente è proposto dal Consiglio comunale e nominato dal Ministro per il turismo e lo spettacolo. Spetta al sovrintendente, coadiuvato dal direttore artistico, predisporre il programma della stagione. Nel 1996 cambia per legge lo status dell'Ente teatro che diventa Fondazione Teatro alla Scala, soggetto di diritto privato, senza scopo di lucro, con il fine di perseguire la diffusione dell'arte musicale, l'educazione musicale della collettività, la ricerca e la produzione musicale, anche in funzione di promozione sociale e culturale. Questa è una delle 14 fondazioni riconosciute dallo Stato come lirico-sinfoniche dell'ANFOLS e riceve dei finanziamenti dal FNSV per la promozione culturale che svolge.
Alla Scala si sono tenute le prime rappresentazioni di molte delle opere dei grandi compositori italiani: 1778, per l'inaugurazione, L'Europa riconosciuta di Antonio Salieri, 1782 La Circe di Domenico Cimarosa, 1812 La pietra del paragone di Gioachino Rossini, 1817 La gazza ladra, sempre di Rossini, 1822 Chiara e Serafina di Gaetano Donizetti, 1827 Il pirata di Vincenzo Bellini, 1829 La straniera, sempre di Bellini, 1839 Oberto, Conte di San Bonifacio di Giuseppe Verdi, 1840 Un giorno di regno, sempre di Verdi (suo unico insuccesso), 1842 Nabucco, 1843 I lombardi alla prima crociata, 1845 Giovanna d'Arco tutte di Verdi, 1859 Lucia di Lammermoor di Donizetti, 1868 Mefistofele di Arrigo Boito, 1876 La Gioconda di Amilcare Ponchielli, 1887 Otello di Verdi, 1889 Edgar di Giacomo Puccini, 1893 Falstaff di Verdi, 1896 Andrea Chénier di Umberto Giordano, 1904 Madama Butterfly di Puccini, 1907 Gloria di Francesco Cilea e molte altre che di compositori meno conosciuti e poi moderni che non ho menzionato (distanza 320 km circa).
Gli interni sono quelli tipici di un teatro all'italiana con platea e palchi di vario ordine.
Teatro Regio, Torino
Il Teatro Regio di Torino è attualmente uno dei più grandi e rilevanti teatri nel panorama europeo ed internazionale.
Agli inizi del XVIII secolo Vittorio Amedeo II, da poco acquisito il titolo di Re di Sardegna, decise di commissionare all'architetto Filippo Juvarra la progettazione di un nuovo grande Teatro collocato nel lato nord orientale della Piazza del Castello.
L'intento fu concretizzato solo nel 1738, dal successore Carlo Emanuele III che alla morte del Juvarra scelse di affidare l'opera al nuovo Primo Architetto Regio Benedetto Alfieri con la richiesta di progettare un Teatro grandioso e all'avanguardia, simbolicamente funzionale alla promozione del rinnovato prestigio che la Monarchia Sabauda auspicava.
Il teatro venne inaugurato il 26 dicembre 1740, costruito nello stile rococò in auge in quel periodo. Il nuovo “Regio Teatro” settecentesco, restava pur sempre di esclusiva proprietà della monarchia come evidenziava il suo posizionarsi in diretta continuità con il Palazzo Reale. Le fastose sale ad uso della Corte previste nel Teatro stesso e poste dietro il Palco della Corona erano infatti, a loro volta, collegate ai regi appartamenti. I Sovrani si recavano a teatro tramite un percorso cerimoniale che conduceva alle sale del Ridotto adiacenti al Palco Reale.
La straordinaria capienza della sala teatrale, quasi 2.500 posti divisi tra la platea, i cinque ordini di palchetti e il sovrastante loggione faceva sì che venisse presentato quale massimo esempio di Teatro d'Opera a palchetti ovvero all’italiana. Nel 1776 l’architetto Giuseppe Piermarini, incaricato a Milano della progettazione del Teatro alla Scala, fu indirizzato dal committente, l’imperatore Giuseppe II d’Asburgo, a prendere come esempio il Regio di Torino.
Nel corso degli anni anche al Teatro Regio sono state messe in scena diverse prime rappresentazioni di lavori dei nostri illustri compositori: 1784 Artaserse di Domenico Cimarosa, 1823 Didone abbandonata, 1824 Nitocri, 1827 Ezio, 1835 Francesca Donato, 1843 II reggente tutte di Saverio Mercadante, 1880 Elda, 1884 Dejanice, 1890 Loreley tutte opere di Alfredo Catalani, 1893 Manon Lescaut e 1896 La bohéme di Giacomo Puccini, 1914 Francesca da Rimini di Riccardo Zandonai. Nel corso dell'Ottocento e del Novecento si effettuarono trasformazioni sia stilistiche che tecniche rese vane purtroppo quando nel febbraio del 1936 il teatro fu totalmente distrutto da un incendio. Ricostruito in forme moderne nel dopoguerra, è stato nuovamente inaugurato nel 1973 dal presidente della Repubblica di allora, Giovanni Leone, con l'opera di Giuseppe Verdi “I vespri siciliani”. Tra il 1995 e il 1996 la sala subisce un importante intervento di restauro acustico e funzionale e di messa a norma, sotto la guida di Roberto Gabetti, Aimaro Isola e Flavio Bruna per l'architettura, e dello studio Müller BBM per l'acustica. Con l'occasione, sono stati sostituiti i materiali dei rivestimenti ed aumentata la profondità della fossa dell'orchestra. Il restauro del '96 permise un grande miglioramento dell'acustica della sala e della funzionalità del palcoscenico grazie alla sostituzione delle moquettes e alle caratteristiche del nuovo boccascena. L’aggiornamento delle dotazioni tecnologiche e di tutti gli impianti ha permesso che, anche a 50 anni dall'inaugurazione, il Teatro Regio risulti essere uno dei più versatili e tecnologicamente avanzati d'Europa. Anche questo è riconosciuto dallo Stato come una delle 14 fondazioni lirico-sinfoniche dell'ANFOLS e riceve dei finanziamenti dal FNSV per la promozione culturale che svolge. (distanza da Firenze 420 km circa).
Sono stato al Teatro Regio di Torino con mio figlio Edoardo, ormai qualche anno fa, per assistere al Dittico Gianni Schicchi di Giacomo Puccini + Una tragedia fiorentina di Alexander Zemlinsky .
Teatro Verdi, Trieste
Il Teatro lirico Giuseppe Verdi nacque per iniziativa di privati tra il 1798 e il 1801. Gli architetti che seguirono l’edificazione si avvicendarono e furono Giannantonio Selva, progettista anche della Fenice di Venezia e Matteo Pertsch allievo di Giuseppe Piermarini, progettista della Scala di Milano. Il Teatro fu inaugurato con il nome di Teatro Nuovo per poi nel 1901, alla morte del compositore, divenire Teatro Comunale Giuseppe Verdi. L’inaugurazione si tenne il 21 aprile 1801 con Ginevra di Scozia di Simon Mayr. Nel 1820 ospitò la prima assoluta di La sacerdotessa d'Irminsul di Giovanni Pacini; seguirono altri debutti di opere come Il divorzio persiano di Pietro Generali nel 1828, I crociati a Tolemaide ossia Malek-Adel di Giovanni Pacini nel 1832, di Ricciarda di Edimburgo di Cesare Pugni nel 1838, di La prigione di Edimburgo nel 1839 di Federico Ricci e altre a seguire. Nella stagione lirica 1843 – 1844 il Nabucco di Giuseppe Verdi ottenne uno straordinario successo di pubblico con oltre venti repliche. Visto il successo ottenuto a Trieste seguirono la prima di due opere di Verdi, il 25 ottobre 1848, Il corsaro e il 16 novembre 1850 Stiffelio. Altre prime come Maria di Brabante di Achille Graffigna, nel 1865 di Romeo e Giulietta di Filippo Marchetti e Marion de Lorme di Carlo Pedrotti e nel 1872 Gustavo Wasa di Giuseppe Apolloni. La sistemazione definitiva della sala è dovuta ai restauri del 1882-1884 quando vennero realizzate le attuali decorazioni, la creazione della facciata posteriore (che riprende il disegno di quella principale) e l’incremento della capienza del teatro .Nel 1883 vi venne rappresentata la tetralogia wagneriana diretta dal maestro Anton Seidl. Il repertorio della nuova scuola italiana cominciò ad imporsi con le opere di Pietro Mascagni e Ruggero Leoncavallo prima, di Giacomo Puccini poi. Nel 1953 si ricorda Norma di Vincenzo Bellini diretta da Antonino Votto con Maria Callas, Franco Corelli, Boris Christoff ed Elena Niccolai. Il Teatro Verdi di Trieste è ricordato anche per il Festival internazionale dell'Operetta che si è tenuto con regolarità dal 1950 al 2011 Il Teatro Massimo è una delle 14 fondazioni lirico-sinfoniche che aderisce all'ANFOLS (distanza in auto da Firenze circa 420 km).
La facciata esterna con il portico vista da diverse angolazioni; sotto a sinistra la sala da ballo, raro trovarla nei teatri d'opera; sotto a destra l'interno tipico di un teatro all'italiana con la platea e i palchi di vario ordine.
Teatro San Carlo, Napoli
Il Teatro San Carlo è il teatro lirico di Napoli, uno tra i più famosi e prestigiosi al mondo.
Fondato nel 1737, è il più antico teatro d'opera del mondo ad essere tuttora attivo, primo teatro italiano ad istituire una scuola per la danza. In origine, poteva ospitare 3285 spettatori, poi ridotti a 1386 in seguito alle normative sulla sicurezza. Conta di una vasta platea, cinque ordini di palchi disposti a ferro di cavallo più un ampio palco reale, un loggione ed un palcoscenico di 34×33 metri.
Date le sue dimensioni, struttura e antichità è stato un modello per i successivi teatri d'Europa.
Affacciato sull'omonima via e, lateralmente, su piazza Trieste e Trento, il teatro come le grandi regge borboniche, fu il simbolo di una Napoli che rimarcava il suo status di grande capitale europea. Nel 1752 ospitò la prima assoluta di Clemenza di Tito di Christoph Willibald Gluck.
Dal 1815 al 1822, il direttore musicale del teatro fu Gioachino Rossini che in quel periodo portò a termine diverse composizioni. La presenza di Rossini, Johann Simon Mayr , Gaetano Donizetti al San Carlo, si doveva essenzialmente alla bravura di Domenico Barbaja, il più grande impresario di quel periodo d'Italia e forse anche d'Europa. Nel 1815 si tenne la prima assoluta di Elisabetta, regina d'Inghilterra, seguita da altre prime assolute di Rossini come Armida nel 1817, Mosè in Egitto e Ricciardo e Zoraide nel 1818, Ermione nel 1819 e Zelmira nel 1822. Dopo Rossini, l'incarico di direttore artistico fu affidato a Gaetano Donizetti, che mantenne l’incarico fino al 1838. Il contratto stipulato con Barbaja lo impegnava a comporre quattro opere l'anno. L'attività di Donizetti a Napoli è incessante e molte sono le prime assolute andate in scena al San Carlo durante la sua attività artistica. Tra il 1823 e il 1844 furono presentate al San Carlo molte sue opere in prima esecuzione alcune importanti come Maria Stuarda, Roberto Devereux e nel 1835 Lucia di Lammermoor. Il 30 maggio 1826 anche Vincenzo Bellini aveva qui debuttato con Bianca e Fernando. Si sono tenute al San Carlo anche prime assolute di Giuseppe Verdi come Alzira nel 1845 e Luisa Miller nel 1849. Nel 1846 andò in scena invece la prima assoluta di Orazi e Curiazi di Saverio Mercadante. Il Teatro San Carlo è stato inserito dall'UNESCO tra i monumenti considerati Patrimonio dell'Umanità ed è riconosciuto dallo Stato come una delle 14 fondazioni lirico-sinfoniche dell'ANFOLS e riceve dei finanziamenti dal FNSV per la promozione culturale che svolge. (distanza da Firenze 460 km circa).
La sala con la veduta del palcoscenico con il sipario chiuso; i cinque ordini di palchi con al centro il "palco reale".
A sinistra foto della facciata con il porticato, a destra Edoardo Ballerini al San Carlo per assistere a "La bohème".
Teatro Massimo, Palermo
Il Teatro Vittorio Emanuele, meglio noto come Teatro Massimo, deve l’appellativo alle sue grandi dimensioni di 7730 m² che ne fanno il più grande teatro lirico italiano e anche uno dei più grandi d'Europa, secondo per grandezza soltanto all'Opéra National di Parigi e la Staatoper di Vienna.Nel 1864 il Comune di Palermo bandì il concorso per la costruzione di un moderno teatro d’opera per la città. Se lo aggiudicò l’architetto palermitano già affermato Giovan Battista Filippo Basile. Fu scelta come collocazione la zona di Porta Maqueda dove sorgevano tra chiese che furono demolite. I lavori iniziarono nel 1875 e il Basile li seguì fino al 1891 quando morì; gli subentrò nell’incarico il figlio Ernesto, anch’egli architetto. Uno dei titolari dell’impresa incaricata alla costruzione, Giovanni Rutelli, era un appassionato conoscitore delle antiche costruzioni greco-romane e la propria direzione tecnica e costruttiva contribuirono a fare del Teatro Massimo un vero monumento del gusto neoclassico-eclettico. Le opere murarie furono realizzate in pietra da taglio, dalle fondamenta sino all'ossatura dei solai e alle decorazioni esterne. La simmetria compositiva attorno all'asse dell'ingresso, la ripetizione costante di elementi come colonne, finestre ad archi individuano una struttura spaziale semplice ed una volumetria armonica d'ispirazione greca e romana. Chiari i riferimenti formali ai teatri antichi e alle costruzioni romane come tempi, basiliche e terme. Sulla facciata compare il motto di autore ignoto "L'arte rinnova i popoli e ne rivela la vita. Vano delle scene il diletto ove non miri a preparar l'avvenire".
Sopra esterno del teatro a luglio 2024; sotto esterno visto dal lato opposto e la sala con i suoi cinque ordini di palchi e il rosone.
In alto l'edificio è sovrastato da un'enorme cupola emisferica di 28,73 metri, tra le più grandi in Italia. La cupola è costituita da una struttura metallica reticolare che s'appoggia ad un sistema di rulli per far fronte alle variazioni di temperatura. Il teatro si sviluppa in altezza per 60 metri, di cui 55 metri ospitano il vano scenico. Sia la cupola che l'apparato architettonico della grande sala si devono all'architetto Ernesto Basile, raffinato rappresentante del Liberty apprezzabili nelle composizioni dei palchi e degli arredi. La sala è a ferro di cavallo, con cinque ordini di palchi e loggione. La platea dispone di uno speciale soffitto mobile composto da grandi pannelli lignei affrescati comandati da un meccanismo per l'apertura che consente l'aerazione dell’ambiente. Nella sala pompeiana, riservata in origine ai soli uomini, si può constatare un effetto di risonanza particolare, ottenuto tramite una leggera asimmetria dell’ambiente, tale per cui chi si trova al centro esatto della sala ha la percezione di udire la propria voce amplificata. Il 16 maggio 1897 si tenne l'inaugurazione del Teatro con Falstaff di Verdi seguirono negli anni Aida, Lohengrin di Wagner, Norma di Bellini e molte altre. Vi furono rappresentate prime assolute delle opere: Barberina di Gino Marinuzzi 1903, Mese mariano di Giordano 1910di La baronessa di Carini di Giuseppe Mulè 1912, Mimì Pinson di Ruggero Leoncavallo 1913, Il cappello di paglia di Firenze del 1955 fino al 1974 quando la necessità di importanti lavori di un restauro comportarono la chiusura della struttura. Dopo un lungo periodo d'abbandono, finalmente il nel 1997 il teatro riaprì. Il Teatro Massimo è una delle 14 fondazioni lirico-sinfoniche che aderisce all'ANFOLS. Nel maggio del 2002 il Maestro Claudio Abbado vi ha qui diretto i Berliner Philarmoniker nel “Europa Konzert”, evento registrato e commercializzato dalla etichetta Euroarts. (distanza da Firenze in auto 1170 km circa).
Quali sono le Fondazioni lirico sinfoniche italiane? Se clicchi qui accanto avrai la risposta.
A Cleveland, vicino al lago Erie in Ohio, si trova il Rock and Roll Hall of Fame and Museum. Questo museo, nato nel 1983, è dedicato ai più noti e influenti artisti e personalità legate alla musica Rock and Roll. Tutti gli anni sono aggiunti moltissimi artisti, suddivisi in diverse categorie, di conseguenza l'esservi inseriti non è un fra i più importanti riconoscimenti possibili. Negli Stati Uniti sono presenti altre istituzioni simili che servono ad intrattenere i turisti, non potendo disporre in loco del patrimonio artistico sovrabbondante in altre realtà come la nostra. Questa meta mi manca: dovrò pensarci!
Questa è una istituzione e museo dedicato alla musica country, situata negli Stati Uniti a Nashville, nel Tennessee. Nel 1961 nacque la Country Music Association che costruì la sua sede, chiamata Country Music Hall of Fame and Museum, inaugurata nel 1967. Tale sede fu chiusa nel 2000 sostituita dall'attuale nel 2001. Questi musei, dedicati ad eventi molto recenti, sono molto diffusi negli Stati Uniti, concepiti come attrattive per i turisti in un territorio povero di un substrato artistico- culturale. Dal 1961 attribuisce per lo più una - due nomination all'anno per una unica categoria. Questo risulta essere un circuito molto più ristretto, rispetto alla Rock and Roll Hall of Fame, perché la musica country ha origini folk molto radicate e risulta essere più distante dai grossi interessi commerciali. Anche qui non ci sono stato.
A Los Angeles (California) un museo a cielo aperto sui marciapiedi dell'Hollywood Boulevard.
Creato nel 1960 per ricordare i più noti e influenti artisti che hanno fatto la fortuna dell'industria dello spettacolo sia degli USA che del resto del Mondo. All'interno della stella a cinque punte, di colore rosa, è inciso il nome del glorificato scritto in bronzo. Sotto il nome una icona, sempre in bronzo, che attribuisce una delle seguenti cinque categorie previste:
una cinepresa per il contributo all'industria cinematografica;
un televisore per il contributo all'industria televisiva;
un grammofono per il contributo all'industria discografica;
un microfono per il contributo all'industria radiofonica;
delle maschere da tragedia per il contributo al teatro.
L'accettazione della candidatura comporta di donare alla fondazione un offerta e presenziare alla cerimonia di inaugurazione della nuova stella.
Il cantante e attore statunitense Gene Autry (nato il 29/09/1907, scomparso il 02/10/1998) è al momento l'unico a cui sono state attribuite tutte e 5 le stelle.
Il presidente degli USA Donald Trump ha già la sua stella: mi chiedo in quale categoria.