La durata della psicoterapia varia notevolmente a seconda del tipo di approccio terapeutico utilizzato, del problema presentato, del livello di profondità con cui il paziente vuole lavorare, della frequenza degli incontri. Non esiste una durata standard, ma può variare da alcuni mesi a diversi anni.
I fattori individuali della persona sono fondamentali: essi riguardano in particolare la motivazione del paziente, le resistenze (spesso inconsce) di quest’ultimo, l’entità del cambiamento desiderato e la risposta individuale alla terapia.
Tutti gli interventi terapeutici devono essere adattati alla persona che si rivolge al terapeuta per affrontare un disagio. Di conseguenza, quando si parla di "terapia breve" non si parte da un concetto a priori, ma si lavora sulla base dell'obiettivo da raggiungere, stabilito dal cliente.
In particolare il terapeuta ad indirizzo integrato, dopo aver accolto il paziente e creato un ambiente caldo ed accogliente, idoneo al lavoro psicologico, si concentra sulla sofferenza sul vissuto emotivo dell'individuo, sulle sue strategie messe in atto per farvi fronte, e sul modo di interagire e costruire la realtà. Egli mette al centro la persona, non il modello teorico di riferimento, al fine di rendere la persona autonoma e capace di trovare da sola la soluzione dei suoi problemi.
La psicoterapia è un percorso personalizzato, e la sua durata è un aspetto da valutare insieme al terapeuta, considerando le specifiche esigenze e gli obiettivi del paziente.
Il paziente può scegliere di lavorare su di un livello più profondo (che necessita di più tempo) o più superficiale (che richiede una tempistica minore). Esempio: “Voglio smettere di fumare!” (livello più superficiale) vs “Voglio smettere di frequentare uomini sbagliati” (livello più profondo). Tutto dipende dal “contratto terapeutico”, ossia l’obiettivo di lavoro che terapeuta e cliente stabiliscono di raggiungere.
Una consultazione di psicologia clinica o una seduta di psicoterapia individuale ha un costo di 50 euro (+2 euro di imposta di bollo sulla fattura), e dura mediamente 50 minuti. Le fatture per prestazioni di psicologia clinica e psicoterapia sono prestazioni sanitarie e per tanto sono detraibili come spese sanitarie.
Lo psicologo è un professionista laureato in Psicologia, che ha superato l’abilitazione alla professione (tramite Esame di Stato) ed è iscritto all’Albo Nazionale degli Psicologi. Il suo intervento è di sostegno psicologico, non psicoterapeutico.
Egli supporta le persone, i gruppi e la comunità a migliorare il benessere psicologico attraverso la prevenzione, diagnosi e riabilitazione di disagi e sofferenze. Si avvale di strumenti come colloqui e test per analizzare pensieri, emozioni e comportamenti, favorendo la comprensione di sé, lo sviluppo delle proprie risorse e l'affrontare problemi personali, relazionali o lavorativi. Non può prescrivere farmaci, che è una prerogativa del medico psichiatra.
Lo psicoterapeuta è un professionista (laureato in Psicologia o Medicina), abilitato alla professione tramite Esame di Stato e iscrizione all’Albo di appartenenza, che ha conseguito un ulteriore titolo (psicoterapeuta) rilasciato da una scuola quadriennale di specializzazione in Psicoterapia riconosciuta dal MIUR.Egli supporta le persone a superare problemi psicologici, emotivi e comportamentali tramite un processo di comunicazione, ascolto e utilizzo di tecniche specifiche. Formula una diagnosi, stabilisce un piano terapeutico e lavora con i pazienti, individui, famiglie o gruppi, per favorire il cambiamento, ristabilire il benessere psichico e migliorare la qualità della vita.
Lo psichiatra è un medico specializzato in Psichiatria. Si occupa dei disturbi mentali ricorrendo anche all’uso di psicofarmaci.
Un neuropsicologo è uno psicologo specializzato nello studio e nel trattamento delle alterazioni del pensiero e del comportamento che derivano da lesioni o disfunzioni del sistema nervoso centrale, come ictus, traumi, malattie neurodegenerative o problemi di neurosviluppo. Il suo lavoro include la valutazione neuropsicologica tramite test per misurare le funzioni cognitive, la formulazione di diagnosi, e la progettazione di interventi riabilitativi per recuperare o compensare le abilità compromesse, collaborando strettamente con altri specialisti come neurologi e logopedisti.
Il neurologo è il medico che diagnostica e cura le malattie del sistema nervoso centrale (cervello, midollo spinale) e periferico (nervi). Si occupa di condizioni come mal di testa (emicrania), epilessia, Parkinson, Alzheimer, ictus, disturbi del movimento, dolore neuropatico e problemi di memoria, senza ricorrere alla chirurgia. In passato, egli era spesso consultato per problemi di "esaurimento nervoso", ma oggi, per problemi di natura "psichiatrica" si preferisce rivolgersi ai professionisti di cui sopra.
Anche se il paziente non ne è consapevole, lo psicoterapeuta agisce attraverso una serie ben precisa di tecniche e strumenti terapeutici, che ha dovuto anch'egli apprendere attraverso anni di formazione e pratica.
Questi alcuni degli strumenti principali utilizzati dal professionista:
La diagnosi: valutazione della condizione psicologica del paziente attraverso colloqui e osservazioni del comportamento.
L’analisi della domanda: decodifica della richiesta di prestazione professionale che viene effettuata da parte dell'utente, le motivazioni e le aspettative nei confronti dell’intervento psicologico
Il piano terapeutico: definizione di un percorso di cura personalizzato in base alle esigenze del paziente.
Il colloquio: attraverso l’”ascolto attivo” si presta attenzione alla comunicazione verbale e non verbale.
L’istaurarsi di una buona alleanza terapeutica: relazione collaborativa e fiduciosa che si stabilisce tra paziente e terapeuta, fondamentale per il successo della terapia. Si basa sulla condivisione di obiettivi, sul rispetto reciproco e sulla partecipazione attiva del paziente al processo terapeutico. In sostanza, è l'accordo su come lavorare insieme per raggiungere i risultati desiderati.
Le tecniche per il cambiamento: utilizzo di diverse tecniche psicoterapeutiche, come la psicoterapia cognitivo-comportamentale, analitico-transazionale, gestalt, sistemica o psicodinamica, per guidare il paziente verso la risoluzione dei suoi problemi.
Tali termini sono spesso usati in modo intercambiabile e si riferiscono a condizioni che influenzano il pensiero, le emozioni e il comportamento di un individuo, causando disagio significativo o compromettendo il funzionamento nella vita quotidiana. Possono variare in gravità e tipologia, e spesso comportano un impatto negativo sulla vita sociale, lavorativa e personale. La distinzione risiede più nel professionista che li tratta, con lo psichiatra che si occupa di patologie mentali complesse e può prescrivere farmaci, mentre lo psicologo si focalizza sugli aspetti emotivi e cognitivi, offrendo supporto e psicoterapia senza l'uso di medicinali. I disturbi psichiatrici sono condizioni mediche che alterano il funzionamento cerebrale, mentre il malessere psicologico è una sofferenza legata a fattori emotivi o ambientali, tuttavia il confine è spesso molto labile: oggi si parla infatti di “epigenetica”, ossia di alterazioni ereditabili dell'espressione genica non causate da variazioni nella sequenza del DNA, ma da fattori ambientali come traumi, stress e abusi. Questo campo è fondamentale nello studio delle patologie psichiatriche (schizofrenia, disturbo bipolare, depressione, disturbi d'ansia) perché mostra come esperienze avverse possano lasciare un'impronta epigenetica, influenzando la predisposizione ai disturbi mentali. L'epigenetica offre nuove prospettive terapeutiche, poiché la psicoterapia può indurre cambiamenti epigenetici benefici, e sono in fase di studio agenti che agiscono sull'epigenoma come bersagli farmacologici.