Ciao, sono Maria Coccia, pugliese di origine, mi occupo da circa 16 anni di salute e comunicazione. Sono sempre stata affascinata dal mondo della cura del corpo, mi sono sempre chiesta: “ Come posso essere d’aiuto al prossimo?” , “ Come posso utilizzare le mie capacità al servizio degli altri?”. Nella filosofia indiana si parla di Dharma, una sorta di missione che ognuno di noi ha su questa terra; in pratica ciascuno di noi deve cercarla e mettere il proprio talento a disposizione degli altri per aiutarlo nella propria evoluzione personale. Beh, è ciò che pensavo e che penso anch’io tuttora. Da questo pensiero sono nati i miei studi, in Italia e in terra iberica, prima in fisioterapia, poi in osteopatia, specializzandomi sempre di più in un approccio olistico, in quanto il corpo non può essere considerato a settori, ma ogni singola cellula, ogni singola parte del nostro corpo influenza, nel bene o nel male più strutture. Faccio un esempio pratico: “ Mi fa male il polso in seguito ad una caduta; nel tempo, se non intervengo precocemente, questo dolore mi porterà ad una limitazione funzionale, tradotto, non muoverò bene il mio polso come prima, questo andrà a ripercuotersi successivamente sull’articolazione del gomito, per poi danneggiare la mia spalla, fino a quando un giorno dopo un movimento X mi bloccherò con la cervicale, pensando che non c’entri nulla con la mia caduta sul polso”. Tutto questo semplicemente per spiegare che siamo una macchina perfetta, il nostro corpo funziona in maniera esemplare, ogni singola parte si incastra precisamente con un’altra, come un puzzle. Insomma, tutto questo mi aveva affascinato, così tanto da iniziare studi sulla PNL (Programmazione neurolinguistica) e sulla PNEI (Psiconeuroendocrinoimmunilogia). La prima spiega quanto sia importante la comunicazione del corpo con la mente, quanti “cattivi pensieri” abbiamo; la seconda ci aggiunge dell’altro, spiega biologicamente e soprattutto dal punto di vista ormonale come pensieri ed abitudini ci possano far bene, se funzionali, o al contrario intossicare. Qui il cerchio con il mio lato giornalistico si era chiuso o meglio si era intersecato, perché mi ero sempre preoccupata ed occupata di saper comunicare, di saper dare una notizia, ma non avevo mai riflettuto sul concetto più importante: saper comunicare con sé STESSI, saper comprendere ciò che il corpo ci vuole dire, ovvero avere la capacità di saperlo ascoltare, perché quando si lamenta, ci sta semplicemente chiedendo un aiuto, e noi dovremmo Fermarci ed ascoltarlo, come se stessimo ascoltando il nostro migliore amico in un momento di difficoltà. Dopo queste riflessioni, erano nate ulteriori curiosità dentro di me, del tipo: “Ma esiste solo mente e corpo o c’è dell’altro?” Sicuramente c’è tantissimo altro. Per questo motivo mi ero avvicinata anche al Reiki (tecnica giapponese di guarigione energetica), conseguendo il titolo di REIKI MASTER USUI. Attualmente ho inserito un approccio osteopatico somato- emozionale secondo il metodo J. D. Moll. E dunque ora torno alla domanda iniziale: “Quale è il mio DHARMA?” Aiutare i miei pazienti a stare meglio, cercare di insegnare loro ad ascoltare il proprio corpo, per ricercare insieme blocchi FISICI, VISCERALI, EMOTIVI, ENERGETICI attraverso una valutazione ed un protocollo di trattamento del tutto personalizzato.