"Questo progetto è stato interessante perché ho provato compassione leggendo i testi dei ragazzi e mi hanno fatto riflettere su come dei ragazzi pur vivendo i momenti di difficoltà come la guerra si dedicano alle loro passioni. Inizialmente è stato complicato per tutti tradurre i testi per mantenerli simili all'originale, ma aiutandoci a vicenda, siamo riusciti a tradurre tutti i testi."
Simone Aducayen , ho tradotto:"To Be The Moon" di Nada Miqdad
"Lavorare su queste poesie mi ha permesso di riflettere molto. Non si pensa tutti i giorni alle attuali guerre, ma nel frattempo lì ci sono uomini, donne e bambini che lottano per sopravvivere.
È davvero toccante pensare che dei bambini così piccoli, come coloro che si sono impegnati a scrivere queste poesie, abbiano tanto bisogno di pensare alla luna per cercare di sentirsi liberi e sognare un’infanzia come le altre.
È impressionante anche quanto riescano ad esprimersi bene e profondamente attraverso queste poesie. Dalla lettura di esse sembra come se ognuno di noi guardasse la luna con occhi diversi: quelli dell’amore, della felicità, della malinconia o del bisogno di libertà.
Pensare inoltre che due dei bambini che hanno scritto queste poesie sono morti in questa guerra è davvero triste. Fa riflettere su quanto possa essere difficile e impegnativa la loro vita e quanto quest’ultima sia preziosa, nonostante si capisca veramente solo nel momento in cui ti trovi in un periodo pericoloso come il loro."
Giulia Carillo, ho tradotto: una poesia di Alaa Ahmed e "The life" di Alaa Esleem
"Durante questo progetto ho potuto provare tante emozioni, come allegria ma anche tristezza. Ho capito che, anche durante un periodo di guerra, questi bambini e ragazzi hanno delle proprie idee, dei sogni e dei pensieri profondi, che sono riusciti a esprimere attraverso queste poesie.
Io ho ricevuto due poesie. La prima parlava di amore e, traducendola in italiano, mi ha fatto riflettere molto sul fatto che l’autore abbia scelto un tema così emotivo e delicato nonostante il contesto della guerra. Questo mi ha fatto capire quanto i sentimenti rimangono importanti anche nei momenti più difficili.
La seconda poesia, scritta da una ragazzina di nove anni, parla di cosa dovrebbero fare alcune parti del nostro corpo. Già mentre iniziavo a tradurla, mi sentivo colpito da come una bambina così giovane riuscisse a trattare un argomento così profondo e dal suo modo di vedere il mondo. Successivamente ho scoperto che questa ragazzina è morta durante il conflitto: questa notizia mi ha rattristato molto, perché è difficile accettare che una bambina così giovane possa perdere la vita a causa delle atrocità della guerra.
Questa esperienza mi ha fatto riflettere ancora di più su quanto la guerra colpisca anche chi non dovrebbe esserne coinvolto e su quanto sia importante dare voce a queste storie."
Kim Jai, ho tradotto:""The fragrance of love" di Dyala Almuzaini e una poesia di Fatima Saidam
"Questo compito è stato difficile dal punto di vista della traduzione, ma anche molto interessante, perché sono stato colpito dalla bravura dei ragazzi con cui hanno scritto le poesie in inglese. Durante la lezione, ho scoperto che alcuni di essi sono morti a causa della guerra, e questa cosa mi ha fatto riflettere molto. Le loro poesie sono piene di significato, e mostrano il desiderio di avere una vita normale, come la nostra."
Samuele Codegoni, ho tradotto:" The soul land" di Dana Al Khoudary e " Me and the moon" di Dana El-Wakeel
"Tradurre e leggere queste poesie è stato veramente toccante. Fino a questo momento non mi ero resa effettivamente conto di ciò che sta accadendo, e so che è impossibile immedesimarsi completamente in queste situazioni ma già immaginare di essere li mi ha fatto provare un senso di vuoto enorme. E' assurdo e incomprensibile come tutto ciò possa accadere seriamente, la guerra per me è sempre stata un argomento, una parola lontana, quasi una leggenda, una cosa antica, ma purtroppo non è affatto così. Il fatto che tantissimi bambini parlino alla luna vedendola come un'amica mi ha intenerito tanissimo: sono soli e indifesi, hanno perso la loro innata spensieratezza, ma qualcuno ha mantenuto la speranza. Non riesco a descrivere cio che provo veramente perche non ci sono delle parole adatte."
Ginevra Astourian, ho tradotto "Happiness" di Afnan El Najjar
"Tradurre un libro di poesie scritte da bambini che hanno vissuto la guerra in Palestina fa provare emozioni forti, come tristezza ed empatia. È un lavoro delicato: bisogna usare parole semplici e rispettose, senza cambiare il significato. In queste poesie ci sono dolore, paura ma anche speranza. Il traduttore deve fare attenzione e aiutare chi legge a capire queste emozioni, mantenendo la sincerità e la forza delle loro voci."
Tommaso Pavesi, ho tradotto: "Take me to the sky" di Joudy Isleem
"Tradurre queste poesie mi ha fatto riflettere, specialmente ora che la situazione nella quale questi bambini vivono è molto diversa da quella dalla quale siamo abituati. Le poesie riflettono quanto diversa è la loro vita dalla nostra e questo mi ha fatto riflettere molto."
Chiara Brusati, ho tradotto la poesia di Afnan El Najjar.
"Questo lavoro è stato molto coinvolgente, e trascinante, ho trovato le poesie molto toccanti ed emozionanti. Tramite la traduzione sono riuscita a percepire le emozioni e la sensibilità dei bambini. Alcune poesie mi hanno permesso di vedere come l'immaginazione e la speranza dei bambini non finisce mai, nemmeno nel dolore più profondo."
Lisa Bergonzi, ho tradotto: "The Bright Moon" di Afnan Al-Hindi
"Questa attività mi ha commossa particolarmente. Pensare che bambini così piccoli, che dovrebbero pensare solo a giocare e a imparare a scuola, scrivano poesie così profonde e tristi mi ha fatto capire come la guerra possa cambiare il mondo. Ho compreso come in queste situazioni i bambini riescano a diventare più grandi e più forti degli adulti."
Melissa Prestini, ho tradotto "Hope never stop" di Leena Al-Halimi
"Leggere queste poesie, tradurle, mi ha fatto pensare molto alla realtà e alle condizioni in cui vivono questi bambini e ragazzi.
Ogni giorno sono costretti a vivere nella povertà, nella guerra, senza diritti ed empatia.
La loro infanzia, che dovrebbe essere di divertimento, giochi, è invece costituita da paura e dalla morte.
Sono costretti a crescere velocemente senza godersi l’infanzia, diventando già da subito dei “piccoli adulti”.
Nonostante ciò non perdono la spe ranza, la creatività, e con queste poesie siamo stati in grado di capirlo a pieno."
Manuela Iannone, ho tradotto "The land in my dreams" di Dana Al Khoudary.
"Questa esperienza è stata coinvolgente e mi ha suscitato forti emozioni.Tradurre i testi di questi ragazzi mi ha in qualche modo avvicinato a loro e fatto sentire la loro forza e speranza. Ho davvero apprezzato le parole che hanno scritto e spero che questo lavoro possa sensibilizzare il più possibile e coinvolga chiunque lo legga in questo contesto che non deve esserci estraneo."
Leonardo Cirlo, ho tradotto:"Moon tell me" di Amal Hashem ed una poesia sulla luna di Aycha'a Ibraheem Hasouna.
"E' stata una bellissima esperienza: avere l'opportunità di poter tradurre delle poesie così profonde scritte da bambini e ragazzi che vivono in una situazione così difficile come quella che si crea durante una guerra mi ha fatto capire della fortuna, non scontata, che abbiamo. Il tema ricorrente in molte poesie è proprio la Luna; pensare che guardiamo tutti la stessa, ma viviamo contemporaneamente situazioni diverse mi ha fatto rendere conto di quanto siamo privilegiati a vivere in un contesto abitativo più semmplice rispetto al loro."
Azzurra Lisiero, ho tradotto: "Colors!" di Hala Ahmad
"Tradurre le poesie mi è piaciuto perché dare voce ai bambini che le hanno scritte in situazioni di guerra in un’altra lingua aiuta a diffondere il loro messaggio. Questo lavoro mi ha anche fatto sentire più vicino alla loro realtà, trasformando qualcosa che per fortuna era più lontano in qualcosa di piu concreto che ora posso capire meglio."
Mario Osnaghi, ho tradotto: "Moonlight Girl" di Jasnamah Kaur
"Credo che questa poesia sia un perfetto esempio per evidenziare le differenze tra noi e i bambini meno fortunati. La traduzione mi ha colpito molto perché mi ha suscitato forti emozioni nel notare come per loro un'attività semplice, ad esempio il cantare, sia quasi liberatoria e un metodo per non pensare alla loro situazione attuale. Infine credo che sia ammirevole la loro forza, la quale ha suscitato in me alcune emozioni, come compassione e tristezza, e mi ha avvicinato al tema."
Daniele Roj, ho tradotto: "Singing" di Mira Jahjouh
"Leggere e tradurre queste poesie mi ha sorpreso, perché anche nella semplicità e negli errori di questi ragazzi si può trovare qualcosa che ti fa viaggiare con la mente nelle loro frasi e per un istante dimenticare il loro tragico destino."
Alessandro Ruben silvestri, ho tradotto due poesie una di Nada Miqdad e una di Nada Rasheed
"Il primo pensiero che ho avuto mentre leggevo le poesie è stata la maturità di questi bambini rispetto alla mia alla loro età. Mi è piaciuto molto che abbiamo creato una connessione indiretta con qualcuno che non conosciamo. Quest' attività mi ha aiutato a capire quali sono realmente le cose importanti della vita e su quante piccolezze mi soffermo. Spero che questo lavoro possa portare almeno un sorriso in un momento così delicato."
Francesco Verderio ho tradotto:"Beauty" di Nora Herzallah e una poesia di Nojoh Nayef Al-Muqayad.
"Sono felice di aver avuto la possibilità di partecipare a questo progetto. La poesia che ho ricevuto mi ha ispirato tanta speranza e umanità nonostante la giovane età dell’autrice che l’ha scritta; in essa sono riuscito a visualizzare i colori con cui questa giovane bambina osserva il mondo attorno a sé, e nonostante le difficoltà rimane forte e impassibile."
Matteo Gagliardi, ho tradotto: Dana Badah
"La traduzione di queste poesie mi ha permesso di comprendere un punto di vista spesso trascurato dalle persone: quello dei bambini.
Dai versi possiamo vedere con quanta forza i bambini cerchino sia di farsi coraggio che di immaginare attimi di serenità in momenti di dolore.
Questo lavoro mi ha messo a confronto con una realtà diversa dalla nostra e ciò mi ha toccato profondamente."
Beatrice Piacci, ho tradotto: "A beautiful night" di Lama Al-Samak e "The fate of all great souls" di Lama Nassa
"La poesia che ho tradotto, mi ha particolarmente colpito, soprattutto la seconda metà in cui parla della solitudine e spiega come riesce a capire le persone che si sentono sole. È un progetto che fa riflettere molto e che non andrebbe sottovalutato, ci sono persone che sono molto fortunate e spesso nemmeno se ne rendono conto."
Gabriele Agazzi, ho tradotto la poesia di Nora Salom.
"Questa poesia mi ha fatto riflettere molto su come i miei problemi non siano nulla in confronto a quelli che hanno le persone in Palestina. La cosa più importante che mi ha insegnato è di avere sempre speranza, anche quando stai attraversando momenti molto difficili. L'autrice di questa poesia ha solo quattordici anni e il fatto che abbia quasi la mia età mi fa chiedere perché abbiamo vite così diverse. Penso che non possiamo fare molto per aiutare queste persone, ma le piccole azioni possono essere più utili di quanto pensiamo. Qualche giorno fa ero con mio padre e abbiamo incontrato una sua amica, che ci ha detto che stava andando in un centro per portare cibo, vestiti e giochi ad alcuni bambini arrivati in Italia in quel periodo. Così sono tornata a casa e ho chiesto a mia madre di dare alcuni vestiti vecchi a questi bambini, e poi mio padre ha portato la borsa con tutte queste cose e l'ha data alla sua amica. So che questo non aiuterà a fermare la guerra, ma mi piace pensare che i bambini saranno felici di ricevere dei vestiti nuovi. In conclusione, le persone che non vivono una realtà così difficile dovrebbero imparare a essere grate e felici per la vita che hanno già, nonostante gli aspetti negativi."
Camilla Appuhamy, ho tradotto la poesia di Hala Joha
“Questa esperienza è stata molto bella ma soprattutto è stata anche un momento di riflessione: non capita tutti i giorni di avere a che fare con ragazzi che vivono sotto le bombe, è difficile mettersi nei panni di un nostro coetaneo che vive una vita totalmente differente dalla nostra. E’ stato toccante ma anche molto bello, sono contenta del lavoro di squadra che si è creato: chi sapeva meglio l’inglese aiutava a tradurre, chi aveva una bella calligrafia aiutava chi aveva bisogno nel riportare la poesia, chi non aveva idee per un disegno si faceva consigliare dal compagno. Sì ognuno aveva la sua poesia da tradurre, però ogni traduzione è stata frutto di molte condivisioni.”
Rebecca Vaghi, ho tradotto:"Introduzione" di Nick Bilbrough
"Tradurre queste piccole poesie mi ha dato l'opportunità di potermi soffermare su temi molto importanti come quello della guerra. Mi sono emozionato al solo leggere di queste poesie e in alcuni casi sono rimasto particolarmente colpito, perché mi hanno dato modo di riflettere profondamente e mi hanno permesso di capire, anche se in minima parte, il dolore che si prova a vivere in quelle condizioni."
Alessandro Mastrelli, ho tradotto: "Friend" di Hala Mdokh
"Svolgere questa attività è stato non solo bello, personalmente mi ha fatto anche aprire gli occhi su dinamiche e stili di vita diversi dai nostri. Leggere le poesie è stato emozionante, credo abbia sensibilizzato tutti in classe e abbia reso consapevoli tutti su situazioni che, anche se sono lontane da noi e sembrano non toccarci, in realtà esistono, soprattutto in questo periodo. In particolare, la mia poesia parlava dell'accettazione verso se stessi, e mi sono resa conto che per questi bambini e adolescenti sono importanti anche questi aspetti, oltre che quelli più scontati. Infatti, è fondamentale trasmettere il valore dell'uguaglianza, perchè anche se siamo tutti diversi (fortunatamente!), siamo tutti umani allo stesso modo."
Alessia Salvini, ho tradotto: "Acceptance" di Nada Miqdad
"Questo progetto è stato molto coinvolgente, interessante ed emozionante. In particolare ho trovato molto bello leggere e tradurre piccole poesie scritte da bambini palestinesi, spagnoli, sudamericani.
Da questi testi si è vista la loro fantasia, la loro forza e il loro amore verso il mondo e gli altri. Personalmente mi ha fatto riflettere molto e mi ha aiutato a vedere la realtà con occhi diversi."
Matteo Pelo, ho tradotto: "Moon" di Joudy Tawfiq Al-Hurani e "I see" di Juan Mariani
"Personalmente ho trovato questa esperienza di traduzione veramente interessante, sia dal punto di vista poetico sia da quello umano. Infatti non solo ho avuto l'onore di leggere e tradurre poesie e pensieri di giovani poeti palestinesi, ma ho anche avuto l'opportunità di conoscere le loro emozioni e le loro paure. Inoltre ho trovato molto interessante anche la riflessione di Alice Oswald, poiché ha raccontato la sua esperienza con queste poesie. La vera difficoltà è stato il fatto che i testi sono stati scritti da bambini che vivono la guerra e questo ha reso l’attività più impegnativa rispetto a una traduzione normale. Infatti non si trattava solo di tradurre le parole, ma di cercare di mantenere il significato originale delle citazioni e della riflessione senza cambiarne il senso né l'intensità. Leggerli mi ha fatto capire meglio, anche se in minima parte , la realtà che questi bambini vivono ogni giorno.
Nel complesso dunque è stata un’esperienza utile, che mi ha permesso di lavorare sulla traduzione e di riflettere su temi importanti."
Nicolas Balestra, ho tradotto l'introduzione al progetto della poetessa e scrittrice Alice Oswald
"Leggendo e traducendo le due poesie che mi sono state date ho capito quanto sia importante per un bambino immaginare una vita da sogni, una vita non nella richezza o nella lussuria, ma una vita semplice, circondata da amore."
Vittorio Borsari, ho tradotto: "Outer Space" e "Soft Rose"
"Tradurre queste poesie mi ha fatto capire quanto sia difficile mantenere il significato originale senza modificare il tono. I testi dei bambini sono semplici ma molto diretti, e proprio per questo richiedono attenzione nelle scelte di parole. Ho dovuto riflettere su ogni frase per non perdere l’intenzione di chi scrive. Questo lavoro mi ha fatto vedere la traduzione come un processo preciso e responsabile."
Arianna Vellini, ho tradotto: " Mother Palestine" e " Above... Whendoes the moon complete?" poesia di Shahed Bdeir and Tala Rami Al Whadi
"É stata un’esperienza molto significativa. Sapere che ciò che noi facciamo o vediamo ogni giorno loro lo desiderano soltanto, mi ha aiutata a realizzare la realtà in cui vivono e che spesso altri non immaginano o ignorano direttamente."
Emma Bollettin, ho tradotto : "Dreams and Moon" poesia di Obada Mohammad Abu Od
"Ho apprezzato molto questo progetto perchè mi sono ritrovata a tradurre le parole di una ragazzina simile a me, ma che vivendo dall'altra parte del mondo, vive una vita molto diversa dalla mia."
Gemma Greco, ho tradotto: "Oh Luccichio di stella"
"Tradurre questa poesia è stato come entrare in punta di piedi nel mondo fragile di qualcuno che sta crescendo troppo in fretta. Le parole di una bambina di 14 anni, che in mezzo alla guerra trova rifugio in un albero, mi hanno fatto sentire quanto sia potente l’immaginazione quando tutto il resto crolla. Mentre traducevo, non stavo solo cambiando lingua: stavo cercando di non perdere la sua voce, la sua innocenza, il suo bisogno di avere ancora qualcosa di stabile a cui aggrapparsi."
Aurora Mombelli, ho tradotto:"Migliore amico"
"Mentre traducevo le poesie dei ragazzi palestinesi, confrontandomi anche con i miei compagni di classe, mi sono accorto di quanto spesso diamo per scontato tante cose della nostra vita quotidiana, senza pensare a tutte quelle persone che non sono fortunati come noi. Dopo la traduzione di "The Moon" la stessa sera, ho cercato di guardare la Luna con gli stessi occhi della ragazza palestinese."
Matteo Ponzinibio, ho tradotto: "La Luna"
"Durante la traduzione ho capito che tradurre parola per parola non funzionava sempre, perché rischiavo di perdere il vero significato. Per questo ho cercato di capire il senso generale della frase e poi tradurlo in modo più semplice. Alcune parti erano difficili, soprattutto le metafore, e ho dovuto scegliere tra essere preciso o far capire meglio il senso. Questo mi ha fatto capire che tradurre una poesia significa anche mantenere le emozioni. Il fatto che sia stata scritta da una bambina palestinese la rende più importante. La poesia è rivolta a una persona a lei cara, e questo si capisce dal modo in cui esprime tristezza e affetto. Le immagini della luna e delle lacrime aiutano a capire queste emozioni. Allo stesso tempo, il testo fa pensare anche a una situazione più difficile, legata alla Palestina, quindi la tristezza può essere sia personale che più generale."
Simone Palumbo, ho tradotto:"My darling's face is sad"
"Questo lavoro è stato molto significativo perché mi ha fatto comprendere cosa sognano di fare i bambini palestinesi che stanno vivendo la guerra e quali speranze hanno. Tradurre le loro poesie è stato un vero piacere, perché permette di diffondere la loro voce a un pubblico sempre più ampio. Le poesie mi hanno colpita molto perché, pur essendo scritte da bambini e ragazzi, sono profonde."
Joudy Elkersh, ho tradotto:"Night's Muse: illuminating Dream" e "Moonlight life"
"Mentre traducevo la poesia che mi era stata assegnata ho pensato a tutti i bambini e ai ragazzi che non possono vivere una infanzia tranquilla per colpa della guerra. Tuttavia nella poesia non erano presenti parole riguardanti alla guerra, ma c’erano solo parole di un ragazzo che voleva essere felice, questo mi ha stupito perché non me lo aspettavo da un ragazzo che sta vivendo ua guerra."
Giacomo Riva, ho tradotto:"Happiness"
"Tradurre la poesia "A Peaceful Girl" è stata un'esperienza davvero toccante: mi ha colpito come, nonostante tutto, la poesia non parlasse di guerra ma di emozione intime e personali. Nel testo c'è una delicatezza che contrasta quello che la bambina che l'ha scritto vive nella sua realtà quotidiana, e ciò mi ha fatto pensare a quanto anche nei contesti più difficili resti spazio per sentimenti semplici e profondi."
Sofia Soli, ho tradotto: "A Peaceful Girl"
"Tradurre le poesie dei bambini palestiesi è stata un'eserienza molto bella ma soprattutto difficilissima. Infatti per me che sono fortunato e vivo in un paese nel quale la guerra non è all'ordine del giorno, è quasi impossibile riuscire a trovare le corrispondenti parole in italiano. Questo succede perchè quei bambini stanno vivendo qualcosa di disumano e trasmettono tutti i loro sentimenti all'interno di quelle poesie; come posso io, che vivo in un paese in cui la guerra sembra lontanissima, riuscire ad affrontre quei testi?
E' stata proprio questa la parte che ha reso quest'esperienza molto bella, era infatti necessario immedesimarsi in quelle situazioni per cercare di dare un significato corretto e che soprattutto si facesse carico delle emozioni fortissime che queste poesie portano."
Andrea La Grotta, ho tradotto una poesia di Remas Mohamed Zouraba
"Tradurre queste due poesie è stato abbastanza difficile. Sapere che queste sono (o purtroppo erano) le parole di bambini e bambine che, nonostante la loro giovane età stanno vivendo un incubo, mi ha colpito molto.
Questi bambini vivono e vedono cose che nessun umano dovrebbe essere in grado di vedere. Ciò infatti mi ha fatto riflettere sul quanto noi siamo fortunati o diamo troppe cose per scontato. La prima poesia, nonostante tutto, parla di un momento di tranquillità, come se la bambina desiderasse che quella pace potesse durare per sempre. La seconda, riflette sul tempo e su quanto a lungo il popolo palestinese stia cercando libertà e serenità."
Francesco Zanati, ho tradotto: "Moonlight serenity" di Yara Humaid e una poesia di Yasmine Masa Abu Hilal.
"Penso che questa attività di traduzione mi abbia fatto riflettere molto riguardo gli stati d'animo e le condizioni di vita a cui sono costretti a sottostare questi bambini. Inoltre, tramite la traduzione di queste poesie sono riuscito ad immedesimarmi direttamente nell' autore di esse, cercando di comprendere il vero senso dietro la scrittura. Questa attività mi è piaciuta molto perché penso sia interessante in sé, sia per il traduttore sia per il futuro lettore della traduzione, e, perché il vero obiettivo è quello di comprendere veramente il significato oltre le parole e il pensiero dello scrittore originale."
Mattia De Chiara, ho tradotto: "Spiegando le nostre ali" e anche una poesia di Raghad Eseila
"Tradurre queste due poesie mi ha fatto riflettere più di quanto pensassi. La poesia sulla luna mi ha dato una sensazione di calma e di speranza: anche qualcosa di semplice può far sentire meno soli.Quella sulla solitudine, scritta da un ragazzo di 15 anni, mi ha colpito di più. Sapere che un ragazzo come me possa sentirsi così solo fa pensare. Mi ha fatto capire che spesso non ci accorgiamo di quello che gli altri provano davvero.Tradurre non è stato facile, perché volevo mantenere le emozioni originali. Questa esperienza mi ha insegnato che anche poche parole possono avere un significato molto profondo."
Giacomo Protto, ho tradotto "Moon" and "Me and myself"
"Leggere queste poesie mi ha aperto il mio cuore e mi ha fatto vedere il mondo con speranza, nel mio caso specifico la descrizione di "Chiarore viola" mi ha cambiato completamente il mio punto di vista rispetto alla Luna, l'ho sempre considerata come un ammasso di pietre, ma ora è diventata una luce che guida nell'oscurità della notte, spero di poter vedere un giorno il mondo come loro lo vedono."
Giovanni Schiavon, ho tradotto la prosa "Chiarore viola".
"Leggere e tradurre queste due poesie, scritte da due ragazzi provenienti da contesti, realtà e paesi diversi, la Palestina e l’Argentina, è stata un’esperienza unica che mi ha reso consapevole di come giovani della mia età possano vivere situazioni molto diverse dalla mia. Nonostante il dolore, riescono a intravedere una luce di speranza anche dove potrebbe essere difficile trovarla.
Il processo di traduzione è stato piuttosto complesso, infatti trovare parole adatte a trasmettere il messaggio degli autori senza alterarne il significato o l’intensità emotiva è stata una vera sfida."
Silvia Wassef, ho tradotto: "La nostra Luna" di Valentino Sueldo e la poesia di Wala'a Ahmed
"Dal punto di vista emotivo, tradurre questa poesia è stata un’esperienza molto intensa. Mentre cercavo le parole giuste, riuscivo a percepire il dolore e la sofferenza raccontati dalla ragazza, e ciò che mi ha colpito di più è stato il contrasto tra la sua giovane età e la dura realtà in cui vive ogni giorno. Leggere le sue parole ha reso la guerra qualcosa di reale e vicino, non solo una notizia lontana, e il suo desiderio di pace mi ha fatto riflettere su quanto sia importante vivere senza paura. Mi ha anche fatto capire quanto sia importante ascoltare davvero queste storie e diventare più consapevoli di ciò che accade nel mondo."
Monica Rita Serfilippi, ho tradotto: "Palestina in pericolo" scritto da Sara Mohamed Hijaly
"Questo progetto mi ha lasciato qualcosa di profondo, non è stato solo un compito ma un’esperienza che mi ha fatto pensare. Tradurre le poesie di bambini e ragazzi della Palestina e di Gaza mi ha fatto sentire più vicino alla loro realtà. Le loro parole, semplici ma piene di significato, usano metafore che parlano di dolore ma anche di pace. Nel riscriverle e decorarle ho sentito di prendermi cura di quei messaggi, come se stessi dando loro ancora più valore. Anche il lavoro sul sito ha reso tutto più concreto e condiviso. È stato bello vedere come, partendo da lavori individuali, siamo riusciti a creare qualcosa insieme. Nonostante il tema difficile, è stata un’esperienza importante. Alla fine mi sento soddisfatto del risultato e di ciò che questo progetto mi ha lasciato. "
Marco Rahal, ho tradotto la poesia: "Dialogo della luna", scritto da Samia Baroud.
"Il corso che io e la mia classe abbiamo fatto traducendo queste poesie è stato un’esperienza toccante e significativa. Tradurle insieme ai miei compagni ci ha permesso di comprendere emozioni profonde, sogni e paure autentiche. È stato un momento di crescita, empatia e collaborazione, che ci ha avvicinati a realtà lontane ma umanamente vicine."
Leone Razafisolo, ho tradotto una poesia di Liam Ahmed Jalhoum