Olio e vinoNel centro storico di Vico, accanto a uno dei torrioni del Castello Normanno-Aragonese, si trova il suggestivo Trappeto Maratea, antico frantoio ipogeo scavato nella roccia. Qui nel museo si possono osservare torchi in legno e pietra e gli strumenti utilizzati un tempo per produrre olio e vino.
L’olio extravergine di oliva Dauno Gargano DOP, ottenuto soprattutto dalla cultivar Ogliarola Garganica, è la varietà storicamente coltivata sulle colline che circondano Vico del Gargano. Si riconosce per il colore giallo dorato con riflessi verdi e per il profilo aromatico elegante: fruttato leggero, gusto delicato e una caratteristica nota di mandorla. È un olio che dà il meglio di sé a crudo (su bruschette, verdure di stagione, legumi o pesce) esaltando i sapori senza coprirli. Nel borgo e nelle campagne circostanti operano numerosi frantoi e piccole aziende familiari che lavorano le olive locali secondo tradizioni antiche. Passeggiando nel centro storico di Vico del Gargano si incontrano spesso piccole boutique olearie e botteghe dove degustare e acquistare questo olio, vero filo conduttore della cucina garganica.Il Gargano è anche terra di vini antichi, nati dall’incontro tra il sole del Sud, la brezza del mare e i suoli calcarei del promontorio. Tra i vitigni più rappresentativi spiccano il Nero di Troia, rosso strutturato e intenso, e il Bombino Bianco, fresco, fragrante e particolarmente adatto ai piatti di mare. Accanto a questi vitigni più diffusi, il territorio custodisce alcune produzioni locali di grande carattere: il profumato Moscato di Apricena, il raro Macchiatello di Vico del Gargano, la Malvasia Nera e i vini della denominazione San Severo DOC. Sono vini che raccontano il paesaggio del Gargano: profumi intensi, note mediterranee e una marcata mineralità che richiama la vicinanza del mare e la natura calcarea delle colline. Perfetti per accompagnare i sapori locali (dal pesce dei trabucchi ai formaggi della tradizione pastorale) diventano parte integrante dell’esperienza gastronomica del territorio.
Prodotti da forno
La paposcia è la regina delle specialità gastronomiche simbolo di Vico. Si tratta di un pan‑focaccia allungato e schiacciato, la cui forma ricorda una “ciabatta” o babbucce (“paposcia” nel dialetto locale). Nato come cibo dei contadini e oggi presidio Slow Food, l’impasto - lievitato con crescenza (lievito madre) e cotto in forno a legna - ha una crosta croccante e un cuore morbido e profumato.
Tradizionalmente farcita con pomodori, olio extravergine d’oliva e formaggi locali, la paposcia si presta a mille varianti territoriali: dalla versione classica alla combinazione con salumi, verdure o caciocavallo. È un simbolo di convivialità, presente anche nelle sagre e nelle feste locali che animano le piazze del Gargano.
Il pane ha avuto per secoli un ruolo centrale nella vita del paese: le famiglie preparavano grandi pagnotte da quattro o cinque chili che dovevano durare tutta la settimana. È il segno di una cultura contadina radicata, fatta di gesti lenti e sapori genuini. In tutto il paese troverete forni attivi a tutte le ore: basta seguire l'odore del pane caldo tra i vicoli e li troverete. Lasciatevi tentare anche dalla grande varietà di taralli e scaldatelli.Formaggi e prodotti caseariTra i formaggi più rappresentativi del Gargano spicca il Caciocavallo Podolico, prodotto con il latte delle vacche di razza Bovino Podolico, una razza rustica capace di adattarsi perfettamente agli ambienti più selvaggi del promontorio. Questi animali sono allevati prevalentemente allo stato brado o semi-brado e si muovono liberamente tra pascoli e boschi, nutrendosi di una grande varietà di erbe spontanee (come rucola selvatica, rosmarino e altre piante aromatiche della macchia mediterranea). Questa alimentazione naturale, unita alla libertà di movimento, conferisce al latte caratteristiche uniche che si ritrovano poi nel formaggio: profumi complessi, note erbacee e una sapidità intensa. Inoltre, la produzione di latte delle vacche podoliche è molto più limitata rispetto a quella degli allevamenti intensivi, e proprio questa minore quantità contribuisce a concentrare aromi e qualità organolettiche.Il caciocavallo podolico viene lavorato a mano secondo tecniche tradizionali e può stagionare fino a 36 mesi, spesso in grotte naturali. Durante questo lungo riposo sviluppa una struttura compatta e un sapore deciso e persistente; nelle versioni più giovani, invece, il gusto rimane più delicato e lattico.Insieme al Cacioricotta del Gargano, rappresenta uno dei simboli gastronomici del territorio, profondamente legato alla cultura pastorale locale. È un formaggio estremamente versatile: può essere servito a fette come antipasto, cotto alla brace e adagiato su pane caldo, oppure utilizzato grattugiato su paste e zuppe. Non manca infine come farcitura nelle pizze e nelle tradizionali paposce, spesso accompagnato da un buon vino rosso pugliese.
Agrumi e dolciumiIl territorio è famoso anche per i suoi agrumi. Le Arancia del Gargano IGP e il Limone Femminello del Gargano IGP crescono a pochi chilometri dal mare, tra brezze salmastre e colline assolate. A Vico del Gargano si racconta che il succo di queste arance sia un vero elisir d’amore, capace di rendere più longeve le unioni. Spremute, granite e gelati preparati con gli agrumi locali si possono assaggiare nella storica Pasticceria Pizzicato, un’istituzione del paese da tre generazioni, nonchè specializzata nelle paste di mandorle.
Tra i dolci più caratteristici di Vico del Gargano spiccano i Sospiri, piccole cupole di pan di Spagna farcite con crema pasticcera e ricoperte da una glassa bianca. Conosciuti anche come “dolci della sposa”, sono legati a una romantica leggenda locale e oggi rappresentano uno dei dessert più tipici del borgo. Una delle pasticcerie storiche dove assaggiarli è Pasticceria Di Maria.Tra le piccole eccellenze dolciarie del territorio meritano una menzione anche le scorzette di arancia candite, preparate con gli agrumi tipici locali. A custodire e valorizzare questa tradizione è Fausta Munno, conosciuta anche per la sua masseria didattica e per la gestione del Rifugio Sfilzi nella Foresta Umbra. Le sue scorzette nascono dal recupero di varietà locali come il melangolo (l’arancia amara) e la bionda del Gargano: bucce naturalmente ricche di oli essenziali che, attraverso una lenta lavorazione artigianale, vengono trasformate in canditi profumati e intensi. È un esempio perfetto di come la tradizione contadina sappia trasformare un frutto spesso troppo amaro da mangiare al naturale in una piccola delizia, capace di racchiudere il profumo degli agrumeti garganici.Pesce e molluschiLungo la costa del Gargano i trabucchi - antiche macchine di pesca in legno che proteso sul mare sembra sfiorare l’orizzonte - portano avanti una tradizione marinara millenaria. Oggi molti di questi trabucchi sono diventati ristoranti particolari, dove si può gustare pesce freschissimo appena pescato, immersi nello scenario spettacolare del mare Adriatico. Il più vicino a Vico e visitabile èil trabucco di Monte Pucci, in un'insenatura tra Calenella e Peschici. Tra Peschici e Vieste ci sono i trabucchi di Mimì, di Elia e Furcichella. Qui l’esperienza gastronomica unisce il paesaggio alla tavola: dai piatti di pasta con frutti di mare alle grigliate di pesce mediterraneo, dalle zuppe tradizionali alle specialità locali reinterpretate con ingredienti freschissimi, ogni boccone riflette il dialogo di questa terra con il suo mare.
Infine, poco più a nord, nella laguna vicino a Cagnano Varano, nascono le celebri Cozze del Lago di Varano (Mytilus galloprovincialis). Crescono nelle acque salmastre della laguna del Varano, ricche di nutrienti e attraversate da correnti di acqua dolce e marina. La loro produzione è limitata e stagionale, ma il sapore delicato e la qualità le rendono tra i molluschi più apprezzati della costa garganica.
I funghi della forestaI boschi che circondano Vico, in particolare quelli della Foresta Umbra, sono da sempre considerati un habitat ideale per la crescita dei funghi. L’ambiente umido e ombroso, ricco di latifoglie, favorisce infatti la presenza di numerose specie spontanee che in autunno diventano protagoniste della cucina locale. Tra i più apprezzati si trovano i porcini (Boletus aestivalis e Boletus aereus), i finferli o galletti (Cantharellus cibarius), i cardoncelli (Pleurotus eryngii) e i chiodini (Armillaria mellea). Non è raro trovarli nei piatti delle trattorie del territorio, dove vengono preparati con ricette semplici che ne esaltano il profumo e la consistenza.È importante ricordare però che la Foresta Umbra fa parte del Parco Nazionale del Gargano, un’area naturale protetta. Per questo la raccolta dei funghi è regolamentata e in molti casi non consentita: sia per tutelare l’ecosistema del bosco sia per ragioni di sicurezza, dato che il riconoscimento delle specie richiede esperienza e formazione specifica. Il modo migliore per scoprire questa ricchezza naturale è quindi affidarsi a guide locali o semplicemente gustare i funghi nei ristoranti e nelle sagre del territorio, dove arrivano da raccolte autorizzate e controllate.