Pala d'altare/trittico
"San Nicola da Tolentino in estasi ed alcuni dei suoi miracoli…"
MISURE: trittico: misura totale 200X140 cm. misura pannelli laterali 50X140 cm. misura pannello centrale 100X140 cm.
TECNICA: acrilico, foglia oro, carboncino, collage di elaborati al computer, plexiglas, cerniere e chiusura in ferro.
REALIZZATO IN: agosto-settembre 2005 donata il giorno 3 marzo 2008 al Santuario Basilica di San Nicola - Convento Agostiniano San Nicola in Tolentino.
NELLA FACCIATA (esterno) IN PLEXIGLAS ISCRIZIONE:
“PRAECEPTA PATRIS MEI SERVAVI SEMPER, IDEO MANEO IN EIUS DILECTIONE”.
ELENCO DEI MIRACOLI RAPPRESENTATI: Parte destra del trittico: A 1) “Madre mia non sono morta” resurrezione di Filippa Barraca di Fermo. 2) “Restituisce la vista” ad Anfelisia da Tolentino. 3-4) “Libera gli innocenti” liberazione di Lorenzo Bottoni e salvataggio di un condannato a morte per mezzo di impiccagione. 5) “Salva dai naufragi” miracolo della nave. Parte sinistra del trittico: C 6) “Risana gli ammalati” miracolo delle pernici. 7) “Salva i bambini” salva un fanciullo in procinto di annegare. 8-9) “Proteggi da incendi e pestilenze” salvò alcune città da grandi incendi, e salvò Pisa ed Empoli dalle pestilenze. 10) “Veglia sui dolori del parto” protegge i parti e per questo è considerato anche protettore delle donne incinte.
ANALISI: Il sole, il libro, il giglio: simboli iconografici che ci conducono subito alla mente le tante rappresentazioni di San Nicola da Tolentino. Nel mio quadro ho cercato di esprimere tutto in chiave simbolica, il quadro stesso è divenuto simbolo; uno dei simboli stessi di San Nicola: il libro. Un quadro che va diritto a quella parte inconscia ed archetipale che ognuno di noi si porta dentro e che quindi permette una lettura a livello intuitivo e semplicemente visivo per ognuno di noi. Ho scelto di realizzare un trittico poiché nella vecchia tradizione medioevale e rinascimentale soventi erano le rappresentazioni dei santi in dittici, trittici, polittici; pale d’altare insomma, usanza che come tante altre cose del passato si è dimenticata pian piano (l’oblio del tempo…che solo vuoto ci lascia…). Ho scelto di rappresentare anche alcuni dei miracoli di San Nicola, sempre in chiave simbolica, perché il simbolo e l’archetipo sono i due punti fondamentali della mia ricerca artistica. Il mio trittico vuole essere un quadro che è una sorta di libro che ci schiude e poi immediatamente ci rivela attraverso i simboli il mondo di San Nicola. Ho inserito sette “soli”, sette “libri” e sette “gigli”. Dei sette “soli”, sei compaiono nella facciata in plexiglas (quando il trittico è chiuso) e uno è apposto sul petto del Santo come nella classica iconografia. Dei sette “libri”, ne compaiono sei nel pannello centrale, il settimo sarebbe tutto il trittico completo e chiuso. Dei sette “gigli” aperti e frontali, uno ne compare sulla facciata in plexiglas e sei nel pannello centrale. Sette perché? Mi sono resa conto di aver scelto il sette a livello inconscio senza una pre-intenzione, mi sono magicamente accorta della presenza di questo numero che tende ancor più a rafforzare tutta la simbologia, non a caso ricorrono i 700 anni della morte del Santo (…e mi viene anche in mente di quell’ordine settenario dell’apocalisse di Giovanni…), un ordine simbolico forte che ci aiuta a comprendere meglio la storia narrata (e non solo). Ho usato materiali nuovi e moderni come il plexiglas, i colori acrilici ed il collage di alcuni miei elaborati al pc, abbinati a tecniche antiche come la doratura e l’idea della pala d’altare; per sottolineare quel continuo rapporto col passato, (per l’appunto proprio con la scelta della tonalità dei colori come l’oro) e degli insegnamenti del passato della tradizione pittorica italiana, senza però dimenticare la nostra epoca contemporanea nella quale viviamo e nella quale la mia opera dovrà essere letta e capita. Ho anche cercato in questa opera di richiamare alla mente con qualche accento surrealista: l’arte di Magritte, (riscontrabile negli oggetti sospesi che stanno a significare i miracoli) alla Pop Art per ciò che riguarda l’attenzione alla riproducibilità e alla grafica, (con i collage e le forme ripetute) in fine ho cercato di rappresentare il Santo proprio con un intento pop quasi come un cartoon, ma anche con un richiamo alle origini, a quelle raffigurazioni quasi ingenue delle grotte del paleolitico. Il mio vuole essere un San Nicola per i giovani soprattutto (ma non solo), e anche per i bambini, per voler quasi umilmente e sommessamente cercare di proporre una sorta di nuovo indottrinamento alla religione attraverso immagini, e opere d’arte. Vorrei regalare una visione diversa del Santo: per l’appunto quella simbolica. Un grazie particolare va ad Antonella Ventura che mi ha scoperto non più di due mesi fa ad una mia piccola mostra personale, e a Vania Longhi per la quale mi è stato possibile realizzare quest’opera. In oltre i miei ringraziamenti devono andare dritti al cuore anche di altre persone che hanno contribuito culturalmente ed affettivamente a stimolare la mia creatività, per affrontare un tema che mai prima d’ora mi era passato per le mani, data anche la mia poca “fede”, queste persone sono: Sergio Tombesi, Paolo Matcovich, e Michele Piccinini che in particolare mi ha accompagnato in un viaggio di arricchimento culturale ed umano a Roma alla mostra proprio in onore di San Nicola. In fine, ma non per questo meno importanti, a mia madre a mio padre e a mia nonna che sono riusciti a sopportare tutte le mie nevrosi durante l’elaborazione dell’opera. 30 settembre 2005 Irene Dì.