Anche i quadri su tela 100 X 100 centimetri nascono ognuno per un motivo ben preciso. Ogni dipinto racchiude in Sé una micro o una macro storia. Sfoglia la sezione e scoprirai dei mondi paralleli percorrendo il viaggio su un tappeto volante fatto di lamine dorate e pulviscoli di colore. É il linguaggio di simboli, del mito, dell'ironia e dei sogni a parlare e a riattivare nel soggetto riguardante l’opera: quella parte di inconscio collettivo sopito nell’era contemporanea.
Era Trash, autoritratto sotto mentite spoglie di Dea. (Misure: cm. 100x100 cm. Anno realizzazione: giugno-settembre 2014. Tecnica: acrilico, foglia oro, carboncino, silicone, metalli vari, semi di orzo-avena-riso, plastica, candele, legno e tela). L'opera si propone come un quadro votivo e devozionale, una New Era/Giunone del trash, nutrice e distruttrice allo stesso tempo, alla quale tutti possono portare offerte propiziatrici. Realizzato per velature ad acrilico e carboncino, presenta l’utilizzo di foglia oro e di altri materiali ed oggetti vari, recuperati nelle credenze di famiglia. La tematica Era Trash vuole essere una provocazione, contro il mondo occidentale, quello del benessere ad ogni costo, dove contano solo soldi, sesso e potere, dove tutto è ridotto a pura idolatria. Ho scelto la dicitura greca del nome della dea e non quella romana: Giunone, poiché mi interessava il gioco di parole che così veniva ad instaurarsi nel titolo: Era trash intesa come Dea quasi depotenziata dei suoi poteri e denigrata a semplice idolo, ed Era intesa come epoca, l’era del trash non a caso è quella che stiamo vivendo. Una provocazione che possa far ripensare un attimo a quali sono i veri valori, un’accusa dura e schietta alla fame dell’effimero. Fermiamoci un attimo, portiamo un’offerta in parole o frutti, diciamo una preghiera a questa dea del trash e ripartiamo santificati verso le nostre famiglie Sacre e Immacolate. Da una parte Era trash è quindi idolo effimero, dall’altra richiama l’idea originaria di dea primitiva propiziatrice e fecondatrice. Un duplice significato, uno lampante, ironico, ed esplicitamente sessuale; l’altro profondo e primordiale che può forse solo essere letto solo dopo una più accurata lettura dell’opera.
Codardia atto di amore scena ultima. (Misure: 100x100 cm. del 2010 realizzato con acrilico, olio, chine, foglia oro, piume, pennarelli su tela). Codardia è un quadro realizzato a coronamento di una lunga a volte tormentata, ma comunque bellissima storia d’amore. É la storia di due persone, amanti del territorio e delle colline del territorio maceratese, toscano e umbro, ma è anche la storia di molti di noi: l’orgoglio è la maschera della codardia è indicato con forza nel dipinto, infatti la codardia è la mancanza di coraggio nonché viltà, è sottrarsi al pericolo, è la NON azione; ci si può sottrarre a molteplici azioni per i più svariati motivi in alcune occasioni solo per orgoglio o gelosia. Il quadro però prende anche spunto dal film Le quattro piume -The Four Feathers- del 1939, diretto da Zoltán Korda. (La trama del film in breve: siamo alla fine del XIX secolo, durante le guerre coloniali sotto il regno della regina Vittoria. Alla vigilia della spedizione militare in Sudan di Kitchener, l'ufficiale Harry Faversham decide di dare le proprie dimissioni dall'esercito. Ciascuno dei suoi tre amici più cari gli invia allora un biglietto con una piuma bianca, in segno della sua codardia. La quarta piuma gli viene consegnata dalla fidanzata Ethne che, sollecitata da lui a dire qualcosa in sua difesa, ne stacca una dal suo ventaglio dopo che lui si rifiuta di risponderle. L'ufficiale si decide così a dimostrare il suo valore. L'occasione gli si presenta quando i suoi amici vengono a trovarsi in pericolo e lui, travestitosi da indigeno, li porta in salvo. Il più grave è l'amico John che, rimasto cieco, non riconosce, in quello che lui crede un indigeno, il vecchio compagno e torna a Londra ignaro di dovergli la salvezza. In Inghilterra, lo aspetta Ethne, che lui aveva corteggiato dopo la sparizione di Harry, e che, nonostante la sua cecità, intende rispettare la loro promessa di matrimonio. Quando però John si renderà conto che il suo salvatore è stato proprio Harry, lascerà definitivamente libera la ragazza. Se di fatto quindi si rapporta il dipinto Codardia a tematiche meno personali e lo si pone quindi su un piano politico, sociale, economico, militare, edilizio; ecco che comunque il significato non cambia e lo si può raffrontare anche con un fare ed un non fare totalmente illogico della nostra classe politica ad esempio o e comunque dell’essere umano tutto.
Moderni Adamo ed Eva (Misure: 100x100 cm. del 2008 realizzato con acrilico, collage, foglia oro e garza scenotecnica su tela). La tematica del quadro è liberamente ispirata alla storia di Adamo ed Eva così come descritta nella tradizione biblica; in cui viene narrato che Dio ha creato gli esseri umani per farli vivere sulla Terra intesa come Paradiso, ma nel mio dipinto tutto è riattualizzato in un contesto volutamente decadente e mercificato. Nel corso dei secoli le figure di Adamo ed Eva sono state largamente usate come pretesto ad esempio nel Rinascimento per raffigurare nudi maschili e femminili: nudi successivamente contestati e depurati dai particolari anatomici del sesso, attraverso l’aggiunta di foglie di fico o di puritani braghettoni -come nel caso del Daniele Ricciarelli più conosciuto come Daniele da Volterra che fu incaricato di censurare le parti genitali dall'affresco del Giudizio Universale nella Cappella Sistina di Michelangelo-. I miei Adamo ed Eva sono vestiti in abiti da Gran Ballo e si lasciano andare ad una danza lasciva e passionale, ma anche macabra e lugubre. I personaggi sono inseriti in un contesto che è metà giardino dell’Eden e metà hortus conclusus; non a caso la garza scenotecnica crea quasi un muro di cinta contenitivo sul quale rampicanti di fiori si aggrovigliano a forza. Presente anche il serpente, che è lì in attesa, in silenzio: attende. È una Natura in rovina, è l’Uomo in rovina. È l’uomo contemporaneo che è ormai al disfacimento totale di ideali e principi, è la Natura che abbiamo rovinato e a cui non poniamo rimedio per biechi interessi di origine malvagia; ecco perché l’inserimento di alcune lamine d’oro. In questo caso l’Oro è il denaro, il potere, è deviazione morale. Un dipinto di denuncia che però vuole anche essere monito per le generazioni future, poiché in fondo la via del Sogno e della Speranza non sono ancora defunte definitivamente, ecco perché l’unica nota di colore -quasi un rosa fuxia- è dichiarata nei fiori dei rampicanti: Colore e Natura come Rispetto e Vita, quindi come Arte e Attenzione: concetti che rimandano l’uno all’altro e che debbono nuovamente essere ripresi in considerazione da parte dell’uomo contemporaneo poiché -come dichiaro a esplicitamente nel dipinto- “Qualcuno è in agguato nel giardino dell’Eden...”.
Il sogno del cavaliere (Misure: 100x100 cm. del 2008 realizzato con acrilico su tela). Il sogno del cavaliere nasce come seconda versione di un primo dipinto più piccolino realizzato nel 2007 e che era ispirato alla poesia Armigero legato di Elisa Des Dorides finalista dell’edizione 2007 del premio Poesia di Strada curato da Alessandro Seri, il quale ogni anno fa interpretare le dieci poesie finaliste da dieci artisti differenti. A seguire il testo di Elisa Des Dorides: ARMIGERO LEGATO - La sorpresa più succosa fu l'annodarsi dell'inestricabile: corse giù per il crepaccio l'armigero insensibile e smodato Terra sassi lombrichi arringhe indomite si fecero cemento come secondo stomaco Ruggine nel sangue è solitudine lo sputo laconico lo schernisco lo mangio. - Successivamente la tematica di quel quadro realizzato un anno prima non faceva altro che tornarmi in mente con prepotenza. Il sogno del cavaliere altro non è che un sogno infranto di giustizia e legalità di un paese che è completamente allo sbando. Un sogno di giustizia e legalità che purtroppo non sempre è in perfetto equilibrio. Il mio è un cavaliere che sogna e che mestamente quasi china il capo a poteri troppo forti e invadenti.
Re senza corona (Misure: 100x100 cm. del 2008 realizzato con acrilico, olio e foglia oro su tela di cotone).
www.ilgeniodellalampada.org. (Misure: cm. 100x100 del 2008 realizzato in acrilico, olio, foglia oro, collage, istruzioni per l'uso e avvertenze speciali su tela di cotone).
Bamboccioni (misure: cm. 100x100 del 2008 realizzato in acrilico, olio, pantoni, foglia oro e collage su tela di cotone).
Il mio vortice. (Misure: cm. 100x100 del 2008 realizzato in acrilico, olio e collage su tela di cotone).
Giorgiooooo0...!!! (Misure: cm. 100x100 del 2008 realizzato in acrilico, olio, foglia oro e collage su tela di cotone. Il quadro Giorgioooooo...!!! si ispira alla leggenda di San Giorgio e il drago; ed è una mia personale visione onirica della leggenda.