MANIFESTO
Outsider nasce dall’esigenza ibrida di trasmettere delle conoscenze attraverso la formazione e di fare ricerca attraverso il laboratorio. Outsider perché riflette una percezione di un sé non integrata nei diversi livelli della conformazione sociale. Outsider perché l’integrazione non è avvenuta a livello economico, sociale, politico. Outsider perché non ci piace la parola integrazione. Outsider perché ci si sente al di fuori della convenzione sociale, sessuale, specista, ecologica, emozionale, economica.
Outsider prende il suo nome dal testo “Sorella Outsider” che riunisce alcuni scritti di Audre Lorde, poeta e attivista femminista, lesbica e Nera. Dalla sua lezione, oltre il nome del lab, vengono alcuni spunti importanti:-ciò che diciamo e facciamo deve poggiare necessariamente sulla consapevolezza della propria auto-definizione,-il sapere che comunichiamo è sempre un sapere situato che parte dall’esperienza della persona, dal contesto nel quale siamo e operiamo e che bisogna conoscere,-la poesia è azione capace di agire nel mondo, nell’espressione della nostra libertà,-l’approccio poetico può permettere di scoprire “la propria riserva di creatività e di potere, di emozioni e sentimenti non detti e inesplorati” e quindi la trasformazione del silenzio in linguaggio e azione,-“sento, quindi posso essere libera”: questa prospettiva poggia sul ritenere che l’assetto di una economia capitalista, di un potere coloniale, di istituzioni deumanizzate, vogliano la soppressione del “sentire” delle persone.
Outsider prende questi punti di riferimento che sente propri, per creare uno spazio in cui interagire, confrontarsi e formarsi, trasformando il confronto con se stessə e l’altrə in azioni poetiche (poetic action).Le azioni poetiche sono responsabilità di ogni partecipante. Non si può delegare all’insegnante che è solo una miccia, un tramite. Le azioni poetiche richiedono impegno, serietà, gioia.
Da ogni incontro non possono venir fuori azioni poetiche definite. Ognuno porta avanti la propria ricerca: ogni elemento venuto fuori dal laboratorio potrà essere utilizzato nella propria ricerca, nella propria vita
"Outsider" è il percorso di ricerca sulle 'poetic actions' di Immagine Sonora. Il nome del percorso fa riferimento alla raccolta di testi "Sorella Outsider" di Audre Lorde, il cui punto di vista ci pone davanti al bisogno di esporci attraverso un atto di relazionalità, di cui la poesia è visione e carne dell'azione. Partendo da questo spunto e interrogandoci sulla relazione tra corpi viventi, in una dinamica che cerca di superare il binarismo soggetto-oggetto, costruiremo le "actions": azioni performative poetiche.
Durante i cicli di Outsider condividiamo la costruzione di un atto performativo con la mediazione di Iula A Marzulli, performer e pedagoga, facendo emergere gestualità, parole, silenzi, azioni che ci mettano in discussione e aprano possibilità di azione concreta nel tessuto quotidiano.
Sono una insegnante di pratiche teatrali e performative, forse una facilitatrice di relazioni in gruppo, attraverso le pratiche artistiche. Sono anche una performer e una poeta. Il lato pedagogico e quello artistico in me convivono alla stessa maniera, la poesia fa da alimento e la relazione con la natura si dispiega come fonte.
In un universo di corsi, festival, con-corsi, educazione formale che diventa aziendale, vorrei che il mio lavoro fosse aperto e amorevole e non frustrato dal sistema e dalle mie aspettative. Così nasce Outsider, con il bisogno di condividere una ricerca attraverso la formazione e la creazione. Andando oltre la forma del corso annuale, lasciando libera la partecipazione con un contributo minimo di r/esistenza.
Outsider segue il meraviglioso libro di Audre Lorde, attivista, poeta, lesbica, Nera che lascia delle tracce da poter cogliere e trasformare. Da me, pedagoga, artista, poeta, con un orientamento sessuale ibrido, bianca, la traccia si trasforma nei corpi di chi incontro e diventa infinitamente altro. Una comunità effimera, audace, pensante è possibile?
Primo modulo di OUTSIDER
la forma del cerchio è sempre presente/ c'è la guida ma si cerca di adottare sempre un approccio alla parola orizzontale e di ascolto reciproco.
il cerchio è una vera e propria modalità di occupazione di spazio che significa anche disposizione mentale e metodo di approccio agli altri corpi. quando ci scombiniamo e andiamo ad esplorare il confine, solə o in compagnia, si torna sempre al cerchio
approccio al proprio corpo: come sentire il corpo senza "pensarlo" separato? adozione di un movimento extra-ordinario. la colonna vertebrale come cervello mobile.
brainstorming attorno alla parola NUDITA':
oscena?
autunno/metamorfosi/bruco
crocifisso/oppressione/potere
sincerità estrema
potere/espressione/autenticità
debolezza/potere
spogliarsi/superfluo/vergogna
pericolo/realtà /ribellione
rifiuto
purezza/luce
scrittura collettiva e individuale attraverso l'espressione poetica
movimento , condivisione e scrittura sono materiali attivi per la nostra "poetic action"
nel laboratorio si estrae un seme di action che sono un nucleo iniziale per un lavoro personale/collettivo, per un lavoro artistico o per un approccio diverso nel quotidiano
considerazioni importanti venute fuori dal gruppo del primo verso di Outsider "Nudə come gli alberi":
chi è nudə non ha potere, è nudə di fronte al potere (siamo sicurə che sia proprio così? in quale contesto?)
l'atto della "spogliazione" o spoliazione: l'altare svestito dalla sua tovaglia, il proprio corpo come altare, spogliarsi del superfluo (spogliarsi del sacro?)
senso di disagio con il proprio corpo nudo e ricerca dello stare bene con sé
la costruzione sociale del corpo (forme del corpo e vestizione del corpo) come si pone di fronte al nascere nudə
spogliarsi come atto estremo di ribellione
l'oppressione che sentiamo necessita di una continua risorsa: potrebbe essere la metamorfosi?
la relazione del corpo vestito e del corpo nudo come scissione del corpo-mente
è il corpo vestito un filtro? cosa intendiamo per filtro?
IBRIDE FONTI
Estratti del corpo, Bernard Noël, Mondadori 2001 -Michela
Parwana Fayyaz "Quaranta nomi", Aguaplano 2022 -Donatella
Paulo Freire "Pedagogia dell'autonomia", LeStaffette Edizioni GruppoAbele 2014 -Clelia
Chandra Livia Candiani, "il silenzio è cosa viva", Einaudi 2018 -Roberta
Secondo modulo di OUTSIDER
Struttura, margine, bordo. I nostri corpi e con essi mente e cuore inscrivono forme, imprimono codici, si posizionano in strutture che ci definiscono. Ma quanto quelle definizioni ci fanno stare bene?
Punto di partenza uno stralcio dal saggio di Audre Lorde "Gli strumenti del padrone": "quelle di noi che sono povere, che sono lesbiche, che sono Nere, che sono anziane- sanno che la sopravvivenza non è un'abilità accademica. Significa imparare a resistere da sole, a essere sgradite e a volte insultate, e a fare causa comune con le altre che sono al di fuori delle strutture, allo scopo di definire e ricercare un mondo nel quale tutte noi possiamo vivere meglio. Significa imparare a prendere le nostre differenze e farne dei punti di forza. Perché gli strumenti del padrone non smantelleranno mai la casa del padrone".
C'è un padre-padrone struttura che ci incasella, ci definisce e ci "categorizza". Questo è emerso dal laboratorio in maniera sottile e accennata. Ma esiste anche una struttura "portante" che se riconosciuta può dare forza e nutrimento, "linfa", come una di noi ha detto, al cammino individuale e collettivo.
L'incontro si è sicuramente focalizzato su di un livello personale, su come noi ci sentiamo all'interno di una società che difficilmente riconosciamo come accogliente, plurale, non opprimente. Partendo proprio dall'ambito famigliare e amicale, per poi estendersi a quello relazionale-affettivo e lavorativo.
La domanda rimane aperta: cosa metto in gioco se metto in crisi la struttura?
Sono prontə a mettere in gioco le poche sicurezze che costruisco o che gli altri costruiscono su e con me?
accoglienza: presentarsi attraverso la proiezione del proprio corpomente-struttura
primo approccio con il corpo: lavoro sulla colonna vertebrale, pensare tutti i movimenti che partono dal centro della colonna e si riverberano alle estremità, relazione tra i corpi con creazione di relazioni fra corpi a due e a tre. Quali forme e quali strutture disegnano i corpi in movimento? E in staticità? Come mi pongo io in relazione alle strutture create?
Seconda parte di condivisione materiali: immagini di strutture richieste in precedenza + testi poetici in relazione alla tematica e alla propria esperienza della tematica. Estrarre azione e creazione poesia collettiva.
POESIA COLLETTIVA
li vogliamo scoprire,
fino ad abbracciare l'essenza di ciò che siamo
La mente....
E lasciamo scorrere i pensieri
Che volino liberi
In un cielo di stelle...
canterò alfine un canto di vittoria
A CASA DENTRO TE
parole trasparenti,
parole d'aria,
da leggere, da scrivere, da dire,
BOMBARDATII CORPI, CORPI NAUFRAGATI E ROTTI,
QUELLI BASTONATI, VIOLENTATI, SONO TUTTI TUOI
SONO TUTTI MIEI
SE PENSI DI ESSERE MIGLIORE E RICORDARE
CHE L'APE, CHE IL LOMBRICO, CHE
ANCHE LA FORMICA E' PIU' NECESSARIA DI TE E DI ME
FRAGILI CORPI
la mente siamo noi
Queste parole non esistono,
ma c'è nel caos qualcosa che le cerca,
qualcosa che ha potenza di crearle.
Azioni poetiche
una possibilità di composizione dell'azione viene dai materiali, dalla nostra intenzione e dal lavoro fatto con il gruppo
l'elemento gruppo è estremamente importante per dare sostegno
costruzione azione principale - relazione forma struttura gruppo con azione principale - visione con testimone
IBRIDE FONTI
-"Dammi l'acqua
dammi la mano,
dammi la tua parola
che siamo,
nello stesso mondo"
da una poesia di Chandra Livia Candiani -Patrizia
-"Le parole nuove" di Luce Fabbri - Veronica
-"Scopriti" di Giulia Zollino - Monica
-"La mente" di Laura Bermari - Alessandra
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