Il Pretuziano
MARINO CARDELLI
La promozione lancio di Sabbetta Commara D'Abruzzo scade il 21 di Aprile 2023
MARINO CARDELLI
Doppiatore esaurito, lavora presso Carlo III, lu fije della commara Sabbetta.
Marino Cardelli - Il Pretuziano è un archeologo abruzzese fuori sede in Inghilterra. È lu fije di Alduccio e Maria di Montegualtieri, il borgo medievale dove ha trascorso la sua infanzia.
Oltre a zappare la terra nella perfida Albione è autore di doppiaggi in dialetto teramano.
Con la sua ironia semplice ma pungente ha conquistato la simpatia del pubblico abruzzese sul web, attraverso i doppiaggi parodici della Regina Elisabetta e della Famiglia Reale inglese.
In primo piano:
Un libro che narra l’esilarante storia di Sabbetta II di Scorrano e di come sia diventata la sovrana più amata d’Abruzzo.
Un viaggio tra porchettari, liva ‘ndossa e pizzadogge che ripercorre le tappe dei doppiaggi più celebri del Pretuziano e svela i dietro le quinte della vita della commara Sabbetta. Le spettacolari illustrazioni di Mattia Pompei e le sfumature dialettali spiegate da Cristiano Catalini sono il mezzo per riportare in vita un personaggio che, in fin dei conti, ci mancherà tantissimo: Sabbetta nostra, commara d’Abruzzo!
Immagini dei bozzetti di Mattia Pompei ed anteprime del testo
Cari Frechini, commare e compari,
questo libro è tante cose: è un libro da colorare per imparare il dialetto teramano, è un glossario di tante parole del nostro dialetto e di tanti modi di dire, ma anche un libro da ascoltare! Scì, perché Marino Cardelli, alias il Pretuziano (proprio lui, il cronista della commara Sabbetta!) ha prestato la voce al nostro Gino il contadino!
Sia ben chiaro: non è un volume "reazionario", ossia un testo che vuole sovvertire l'ordine linguistico costituito e ricollocare il dialetto in cima alle priorità di utilizzo. L'italiano serve. L'italiano è la lingua nazionale. E su questo non si tosce. Però è anche vero che l'italiano "standard", quello che ci insegnano a scuola da quando siamo frechini, è una lingua ARTIFICIALE. E noi di questa artificialità ce ne addoniamo tutte le volte che, per spiegare a qualcuno cosa significhi esattamente un termine del nostro dialetto come, ad esempio, "fregno" o "gnessatë"...
E vi posso garantire che a 'mparassë lu dialettë, oltre che un atto d'amore nei confronti delle nostre radici, può aiutarci a superare una freca di limiti che abbiamo se non addirittura salvarci la vita, in certe occasioni... Immaginate di calarvene dentro a'nù jommëtë mentre state a fare le sverriate con la vostra panda e di dover spiegare ai soccorritori dove esattamente vi trovate. Avanti, in italiano, l'equivalente de lu jommëtë qual è?
Metteteci una pezza a colore, intanto che li 'cchiù zillë colorano le scenette e le letterine!