La strage di Portella della Ginestra fu un eccidio commesso il I Maggio del 1947 alle ore 10:15 in località Portella della Ginestra, nel comune di Piana degli Albanesi, in provincia di Palermo, da parte della banda criminale di Salvatore Giuliano, che sparò contro la folla di cittadini riuniti per celebrare la festa dei lavoratori provocando 11 morti e numerosi feriti.
Le “motivazioni” della strage risiedevano, oltre che nella dichiarata avversione del bandito nei confronti dei comunisti, anche nella volontà dei poteri mafiosi e delle forze reazionarie di mantenere i vecchi equilibri nel nuovo quadro politico e istituzionale nato dopo la II Guerra Mondiale.
Inoltre, l’eccidio dette inizio alla crisi del Maggio 1947 e, nei giorni successivi, fu seguita da assalti a sedi dei partiti di sinistra e delle camere del lavoro di zona. Nonostante non siano mai stati individuati i mandanti, la banda di Giuliano fu indagata da più parti come la sola ed unica responsabile della strage in quanto i banditi erano intenzionati a intimidire la popolazione contadina che reclamava la terra e aveva votato il “Blocco del Popolo” nelle elezioni del 1947; tuttavia, alcuni politici, storici e giornalisti hanno formulato ipotesi sulla responsabilità degli ambienti politici siciliani e nazionali, nonché su presunte ingerenze dei servizi segreti statunitensi.
Roberta Zoe Greco cl. III G