A cura di Guido Liotti
31 ottobre 2025
16.00-18.00
Sede Ente Parco Metropolitano delle Colline di Napoli
FORUM DEL PARCO DELLE COLLINE DI NAPOLI
con le associazioni, Ente Parco
e tecnici esperti
Per l'occasione eravamo circa 20 presenze tra associazioni, tecnici esperti del territorio, referenti del Coordinamento Forum e personale dell'Ente Parco.
Modera Guido Liotti Gente Green aps
Ospiti:
Dott. Francesco Schioppa Funzionario comandato all'Ente Parco insieme ai tre collaboratori del progetto Urbs.Bio.Eco.
Dott. Antonio Di Gennaro Agronomo esperto territorialista.
Associazioni:
Orazio Celentano Ponti tra Quartiere e Vallone
Francesco Marino WWF Napoli
Teresa Dandolo Fiab Napoli Cicloverdi
Bruno Isaia Osservatori Civici Campani
Leonardo Dell’Annunziata e Raffaele Musella Agrifoglio
Barbara De Caprio Locus Iste
Alberto Calabrese Legambiente circolo letterario Parco del Vesuvio
Marco Porzio Amici del Vallone San Rocco
Roberto Braibanti GEA ets
Alfonso Amatrice Liberamente
Carmine Maturo comunità Slow Food Napoli Extramoenia
Sergio Frattini Green News Dail
Oltre ai cittadini esperti:
Paola Napolitano, Marinella Di Martino e Antonio Vladimir Marino
Dopo una breve introduzione di Guido Liotti ai lavori della giornata, il Dott.Francesco Schioppa offre un saluto di benvenuto agli intervenuti comunicando nel dettaglio l’accordo di apertura del Ponte Bellaria del giorno prima. Un tassello fondamentale per i percorsi ciclo pedonali tra ambiti del Parco. Insieme ai tre collaboratori dell’Ente illustra anche l’interessante lavoro di comunicazione del Progetto Urbs.Bio Ecos con la nuova cartellonistica identitaria del Parco ed un accenno al progetto di recupero del distretto agroalimentare del Parco, tema che verrà poi approfondito durante l’intervento del Dott. Di Gennaro.
Si prosegue con l’intervento programmato in base ad una specifica richiesta durante il precedente appuntamento del Dott. Antonio Di Gennaro
Grazie ad un immagine esemplificativa mostrata da lui che riguardava il versante dello Scudillo lato tangenziale si evince l’incremento, dagli anni di nascita del Parco 2004 dei cosiddetto “ bosco di riconquista”. In vent’anni i terrazzamenti di origine angioina gestiti al meglio per secoli una volta abbandonati sono stati coperti da Alianto, robinia e solo qualche specie meno invasiva autoctona. Un incremento generale di questo tipo di verde negli ultimi decenni di almeno 300 ettari in città. Il patrimonio complessivo verde della città non gestito e di circa 1100 ettari con conseguenti problemi legati al dissesto (essenze non spesso adatte a quei suoli e rischio incendi ed aggiungerei limitata accessibilità a contesti di valore .Di Gennaro aiuta il Forum a rammentare l’importanza dell’agricoltura urbana tra le vocazioni di tutela del Parco. La presenza di coltivar di qualità o tradizioni produttive (cantine Astroni con vigneti in città e premi importanti) comprendendo anche aree non del Parco in città, sono 2200 ettari le piccole aree agricole che l’ISTAT non riesce neanche a monitorare. La qualità dei suoli è altissima e la figura del contadino metropolitano come si ripete va aiutata molto dippiu sono lasciati da soli ma svolgono, se pur frammentati, una funzione per la Comunità preziosissima (di questo argomento ovviamente ne parliamo durante le visite guidate con i diretti interessati come nel caso della passeggiata dell’1 novembre). La mancanza di uno sportello ( una funzione che il Parco potrebbe assumere in parte ) l’idea del distretto agroalimentare alimentare del Parco ance se ripresa dal progetto Urbi.Bio.Ecos dopo falliti tentativi del passato resta a maggior ragione valida. Un censimento serio svolto con 170 agronomi in Regione Campania risale a 10 anni fa, questo nuovo inizio se pur con molte difficoltà, insite Di Gennaro resta prezioso. Va dato forza al Piano Territoriale prodotto dall’ Ente nel 2010 data anche fiducia del nuovo Piano Paesaggistico Regionale e quello Urbanistico del Comune di Napoli, strumenti che adottano molte riflessioni utili ma anche adottare il modello del commissariamento di Ischia sul dissesto idrogeologico e gestione verde. Tutti passaggi fondamentali per una buona gestione di questo prezioso territorio. Durante l’intervento di Di Gennaro tra il personale dell’Ente e Leonardo Dell’Annunziata dell’Associazione Agrifoglio ci sono stati alcuni momenti di approfondimento specifici riguardo la ben nota situazione del Viale Privato Rai ai Camaldoli e l’esempio di una buona gestione per l’antincendio.
Guido Liotti introduce l’altro tema della giornata facendo notare anche le strette attinenze tra gli argomenti. Parlare di sentieristica del Parco, percorsi ciclopedonali implica una grande attenzione al tema della sicurezza, gestione del territorio e del rapporto pubblico privato di dettaglio utile per la buona riuscita di diversi obiettivi del Parco.
Liotti passa la parola a Roberto Braibanti di GEA che illustra un progetto abbastanza affine a quelli già proposti nel precedente Forum del Parco riguardo al tema della sentieristica di attraversamento del Parco inter ambiti. In questo caso si parla di una lunga connessione in deviazione parziale del Bici Plan di Città Metropolitana tra gli ambiti del Parco in grado di connettere l’area del Parco dei Campi Flegrei attraverso il versante della Salandra di Marano, a piu ambiti del Parco Metropolitano fino al Centro storico della città dalla Sanità. Proposte di itinerari simili sono già emerse in vari incontri partecipati. Il percorso che in questo caso insiste maggiormente sul tema della ciclovia per un totale di circa 20 km . (Per approfondimenti contattare la stessa associazione Gea …ma sarà oggetto di approfondimento nei prossimi incontri).
Nasce un obiezione da parte di Carmine Maturo, in questa occasione intervenuto per la neonata Comunità di Napoli Slow Food Extramoenia riguardo alla correttezza formale di un integrazione ad un processo partecipato per il Bici Plan di Città Metropolitana…si suggerisce strategicamente di approvare prima quel complesso iter Urbanistico partecipato e poi proporre integrazioni comunque condivisibili. Qualche dubbio solo su uso bici su scale espresso anche da altri soggetti , ma le alternative esistono in ogni caso. Prevalentemente in questa fase si suggerisce di parlare in prevalenza di pedonalità ed affiancare con calma il tema ciclabili.
Comunque la proposta di Gea come già detto si integra abbastanza bene con l’esigenza fondamentale di questo Forum di procedere anche per piccoli passi ad una maggiore fruizione di queste interessanti aree. Guido Liotti rammenta che un argomento simile per poco è sfuggito ad un processo URBACT suggerito dal Comune di Napoli all’Ente Parco, azione che in futuro potrà essere sempre ritentata.
Nel frattempo si suggerisce di ragionare sul tema della sentieristica di connessione tra gli ambiti per pezzi come di un puzzle. Suggerimenti diretti al Forum(che potrebbe fungere da snodo facilitante…proposta del Dott. Schioppa e di Liotti) ed un lavoro di approfondimento per ambiti territoriali con associazioni ed esperti di aree più specifiche .
Il tema consente ovviamente di approfondire i livelli di conoscenza riguardo alle soluzioni più efficaci. Facilitare il rapporto con alcuni privati ma anche riconoscendo meglio le soluzioni di passaggio pubblico e gli interventi necessari, studiando in modo condiviso soluzioni a breve, medio e lungo termine.
Ci si lascia con l’intento di programmare a stretto giro due appuntamenti specifici per capire come facilitare gli accessi in area Camaldoli (da Soccavo,Pianura ma anche Marano) tra la riserva integrale del Parco in direzione ambito Selva ed un secondo appuntamento su rapporto Centro storico Bosco di Capodimonte Ponte Bellaria e Vallone San Rocco (ambiti Santa Maria ai Monti e Vallone San Rocco del Parco).
Si invitano tutti i partecipanti del Form a due momenti promossi dall’Ente e collegati al lavoro del Forum il 5 novembre alla chiusura del progetto Urbi.Bio.Ecos di mattina presso il palazzetto dello sport di Giugliano e alla presentazione del progetto Scabec dell’Associazione Gulliver in Viaggio di un concorso fotografico utile per la cartellonistica del Parco che si terrà presso l’Eremo dei Camaldoli sempre di mattina il 14 novembre.