L’Istituto di Formazione Teologico Ministeriale (d’ora in poi IFTM) “Giovanni Battista Quilici” nasce nel 2024 con lo scopo di riunire in sé la Scuola di Formazione Teologica “Don Antonio Marini” (d’ora in poi SFT) e la Scuola Vescovile dei Ministeri laicali (d’ora in poi SVM).
L’Istituto si divide in due branche, distinte ma non separate: le già menzionate SFT e la SVM. La figura del Direttore segna il tratto d’unione delle due scuole.
La SFT della Diocesi di Livorno si colloca all’interno del Centro Pastorale per la Formazione Cristiana e intende offrire, attraverso un percorso organico, una formazione teologica di base a quanti desiderano approfondire i contenuti della fede, anche per irrobustire e qualificare il proprio servizio ecclesiale come catechisti ed educatori.
Va chiarito che con la SFT si intende riferirsi a forme sistematiche di insegnamento della teologia che non vanno confuse né con gli Istituti di Scienze Religiose, né con le scuole per catechisti o iniziative similari. Le scuole di formazione teologica nascono invece con lo scopo di introdurre al sapere teologico; è al loro interno, infatti, che sarà possibile attuare un certo reclutamento di forze che promuova nelle comunità cristiane il «pensare» cristiano e non solo «l’agire»[1].
La natura della Scuola di Formazione Teologica della Diocesi di Livorno è caratterizzata «dal voler introdurre il credente nelle modalità del pensare teologico, al fine di dotarlo di quegli strumenti sufficienti a instaurare in lui quella “criticità” che è alla base del fare teologia. Lo scopo è dunque quello di creare una mentalità teologale, ossia il retto uso della ragione all’interno della fede, fino alla capacità di leggere e interpretare sapientemente non solo eventi e fatti, ma anche testi e documenti che toccano la vita della fede nella Chiesa»[2].
Nell’ambito della sfida pastorale che stiamo vivendo nella nostra Chiesa locale e alla luce della provocazione che ci proviene da Papa Francesco della riscoperta di una nuova ministerialità laicale[3], in risposta alle sfide del nostro tempo, la nostra diocesi promuove una Scuola Vescovile dei Ministeri laicali, rispondendo anche alle istanze ancora valide promosse dalla Conferenza Episcopale Italiana[4]. Grazie a essa, ogni parrocchia potrà avere dei laici formati che siano di aiuto ai presbiteri nella loro missione, promuovendo al contempo un necessario stile sinodale nella comunità cui si è vocati.
Nel corso degli ultimi anni, da quando la SVM ha iniziato il suo percorso verso l’Istituzione del nuovo ministero laicale del Cooperatore pastorale, si è arrivati a delineare maggiormente questa figura così come pensata e proposta anche dalla recente Istruzione della Congregazione per il Clero[5] nell’ambito della guida parrocchiale.
Altro evento che porta ad una definizione maggiore della proposta formativa di questa scuola è sia l’intervento di papa Francesco sull’ammissione delle donne ai ministeri del lettorato e dell’accolitato[6], sia l’istituzione del ministero del catechista[7]. Queste novità ci invitano a ripensare anche altri ministeri laicali che prevedono il mandato episcopale, quali ad esempio il ministero straordinario della Comunione, nonché altre figure ministeriali, tra le quali spicca il riconoscimento dell’Idoneità ecclesiale per gli insegnanti di religione cattolica.
Questa riforma, nell’attesa della ricezione di entrambi i Motu proprio da parte della Conferenza Episcopale Italiana, spinge la nostra diocesi a elaborare una proposta per poter in breve tempo riprendere il cammino formativo in corso e ampliarlo, all’interno delle linee tracciate dalle disposizioni previste.
Alla luce di questa impostazione, la scuola avrà un compito formativo molto rilevante e si premurerà sia formare quelle persone che, per il loro carisma, saranno ritenute idonee dal parroco a svolgere un servizio ministeriale all’interno delle comunità parrocchiali, sia di aiutare le persone chiamate a questo ministero[8] a verificare la loro vocazione pastorale, attraverso un discernimento personale ed ecclesiale[9], affinché il loro servizio sia sigillato da un’esplicita istituzione o pubblico mandato da parte del Vescovo.
I compiti principali della Scuola sono:
- formare coloro che, rispondendo a una vocazione, sono ritenuti idonei dal parroco in base al loro carisma a svolgere un servizio ministeriale all’interno della comunità;
- aiutare le persone chiamate a questo ministero a verificare la loro vocazione, tramite un discernimento personale ed ecclesiale, affinché il loro servizio sia sigillato da un esplicito e pubblico mandato del Vescovo.
[1] Cf., CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA [CEI], La Formazione Teologica nella Chiesa particolare. Nota pastorale delle Commissioni per la dottrina della fede, la catechesi e la cultura e per l’educazione cattolica, 21 maggio 1985, n 8.
[2] Cf., CEI, La Formazione Teologica nella Chiesa particolare, n. 12.
[3]Cf. Francesco, Esortazione apostolica Evangelii Gaudium, (AAS 12, 1019-1137), n.102 [EG].
[4]Cf. CEI, Evangelizzazione e ministeri, 28 agosto 1977 (EVCEI 12, 2745-2873), n. 73 [EM].
[5]Cf. Congregazione per il Clero, La conversione pastorale della comunità parrocchiale al servizio della missione evangelizzatrice della Chiesa, LEV, Città del Vaticano 2020, n. 96.
[6]Cf. Francesco, Lett. Ap. In forma di Motu Proprio Spiritus domini, 10 gennaio 2021, in http://www.vatican.va/content/francesco/it/motu_proprio/documents/papa-francesco-motu-proprio-20210110_spiritus-domini.html [SD].
[7]Cf. Francesco, Lett. Ap. In forma di Motu Proprio Antiquum ministerium, 10 maggio 2021, in https://www.vatican.va/content/francesco/it/motu_proprio/documents/papa-francesco-motu-proprio-20210510_antiquum-ministerium.html [AM].
[8]Cf. EM n. 68.
[9]Cf. EM n. 93.