L’Istituto di Formazione Teologica e Ministeriale “Giovanni Battista Quilici” nasce nel 2024 con lo scopo di riunire in sé la Scuola di Formazione Teologica e la Scuola Vescovile dei Ministeri laicali.
La natura della Scuola di Formazione Teologica della Diocesi di Livorno è caratterizzata «dal voler introdurre il credente nelle modalità del pensare teologico, al fine di dotarlo di quegli strumenti sufficienti a instaurare in lui quella “criticità” che è alla base del fare teologia. Lo scopo è dunque quello di creare una mentalità teologale, ossia il retto uso della ragione all’interno della fede, fino alla capacità di leggere e interpretare sapientemente non solo eventi e fatti, ma anche testi e documenti che toccano la vita della fede nella Chiesa».
Inoltre, nell’ambito della sfida pastorale che stiamo vivendo nella nostra Chiesa locale e alla luce della provocazione che ci proviene da Papa Francesco della riscoperta di una nuova ministerialità laicale, in risposta alle sfide del nostro tempo, la nostra diocesi promuove una Scuola Vescovile dei Ministeri laicali, rispondendo anche alle istanze ancora valide promosse dalla Conferenza Episcopale Italiana. Grazie a essa, ogni parrocchia potrà avere dei laici formati che siano di aiuto ai presbiteri nella loro missione, promuovendo al contempo un necessario stile sinodale nella comunità cui si è vocati.
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- il LETTORE, chiamato a svolgere il suo ministero nella proclamazione della Parola e nell’evangelizzazione della comunità;
- l’ACCOLITO, chiamato a svolgere il suo ministero nella liturgia e nella promozione della vita eucaristica nella comunità;
- il CATECHISTA si dedica al servizio dell’intera comunità, in particolare alla trasmissione della fede e alla formazione della mentalità cristiana, testimoniando con la propria vita il mistero santo di Dio che ci parla e si dona a noi in Gesù.
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Qualsiasi corso che sarà svolto all’interno dell’Istituto avrà una modalità di insegnamento mista, sia di tipo frontale sia di tipo seminariale o laboratoriale. La preferenza sul metodo di insegnamento all’interno del singolo corso viene concordata dal singolo docente assieme al Direttore. Qualora per cause di forza maggiore sia impossibile procedere con la modalità prevista, il docente in accordo con il Direttore può cambiare la modalità di insegnamento; spetta al docente contattare gli alunni in merito a questo e altri avvisi relativi alle lezioni da lui svolte.
Nel caso di un corso di tipo seminariale, gli studenti saranno chiamati a collaborare con i docenti nello svolgimento delle lezioni attraverso esposizioni o elaborati, al fine di condividere le proprie competenze e conoscenze con gli altri per giungere ad una migliore sintesi dei contenuti del corso. Nel caso in cui, a giudizio del docente, il numero di partecipanti non permetta delle lezioni di tipo seminariale, sarà compito del docente stesso, in accordo con il Direttore, definire la modalità delle lezioni, ad esempio con la presentazione di un elaborato scritto finale.
Ove possibile, è prevista una modalità on-line di insegnamento dei singoli corsi. Per accedervi sarà necessario farne richiesta al professore incaricato del corso che, consultatosi con il Direttore della Scuola, potrà accordare la frequenza da remoto.
I corsi dell’Istituto si strutturano in un triennio ciclico (anno A – B – C). Ogni anno è suddiviso in due semestri (I e II semestre).
Il I semestre ha inizio a febbraio e termina a maggio, il II semestre inizia a ottobre e termina a gennaio dell’anno successivo. L’inizio dei corsi e il relativo calendario saranno comunicati per tempo agli iscritti.
È possibile iscriversi in contemporanea sia alla SFT che alla SVM.
La SFT mira a fornire una fondazione teologico-pastorale per tutti i laici interessati ad approfondire la propria fede e a intraprendere un percorso di conoscenza dei fondamenti della religione cristiana. I corsi proposti, pertanto, spaziano nei vari ambiti teologici (sacra scrittura, dogmatica, morale, pastorale…), dimodoché gli studenti possano acquisire anno dopo anno una conoscenza organica della fede vissuta.
Ogni anno accademico prevede 4 corsi fondamentali, per un totale di 12 corsi nel triennio, e 4 corsi opzionali. Essi si svolgono i martedì e i giovedì dalle 18.30 alle 20.00.
I corsi fondamentali permangono invariati di anno in anno. Sono obbligatori per tutti gli iscritti alla SFT e servono a dare il fondamento base teologico. Saranno attivati ogni anno accademico ogniqualvolta vi siano nuovi iscritti, fino a quando essi non avranno completato il triennio di studi.
Al termine del percorso triennale di studi, viene rilasciato l’attestato.
I corsi opzionali, invece, cambieranno di anno in anno, a seconda delle esigenze e delle disponibilità, garantendo così un percorso di studi sempre nuovo e aggiornato. Sono obbligatori solo per gli iscritti alla SFT che abbiano già completato i 12 corsi fondamentali.
· Luogo e orario delle lezioni
I corsi si svolgono il martedì e il giovedì dalle h.18.30 alle h. 20.00 presso la parrocchia dei Sette Santi Fondatori, in via Sette Santi 12.
L'Istituto presenta anche un percorso triennale di studi specifico per tutti coloro che, dopo adeguato discernimento, saranno proposti dal proprio parroco come candidati a ricevere un ministero laicale.
Per ciascun percorso verso il ministero, ogni anno accademico prevede innanzitutto 2 corsi specifici, uno per semestre. Al termine del triennio, di conseguenza, ogni candidato avrà completato 6 corsi specifici per il proprio indirizzo ministeriale. Ad essi va ad aggiungersi il corso specifico sul servire nella Sacra Scrittura e nella Chiesa, obbligatorio per tutti i nuovi iscritti.
Oltre ai corsi specifici, la SVM prevede, in collaborazione con la SFT, la partecipazione a 4 corsi fondamentali, diversificati in base al percorso ministeriale intrapreso. Tali corsi obbligatori sono:
- Per i Lettori: Introduzione allo studio della teologia; Teologia pastorale; Introduzione alla Sacra Scrittura, Pentateuco e libri storici; Vangeli sinottici e Atti degli Apostoli.
- Per gli Accoliti: Introduzione allo studio della teologia; Teologia pastorale; I sacramenti cristiani; Liturgia.
- Per i Catechisti: Introduzione allo studio della teologia; Teologia pastorale; Catechetica; Teologia morale.
Di conseguenza, il percorso formativo per ogni ministero prevede un totale di 10 corsi, 6 specifici per ministero e 4 in collaborazione con la SFT.
Il percorso così delineato per ogni ministero laicale si configura come approfondimento specifico della propria vocazione ministeriale.
· Luogo e orario delle lezioni
I corsi si svolgono il lunedì e il mercoledì dalle h.21.00 alle h. 22.30 presso la parrocchia dei Sette Santi Fondatori, in via Sette Santi 12.
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Il criterio decisivo per riconoscere un dono dello Spirito è il suo radicamento nella virtù teologale della carità (cf. 1Cor 13,1-10). Infatti, solo per la forza del “comandamento nuovo” un uomo o una donna riescono a curvarsi veramente nel gesto di chi lava i piedi ai fratelli, a imitazione del Signore e Maestro (cf. Gv 13,1.12-17). I doni di Dio maturano e si rendono manifesti, anche alla comunità, nelle esperienze di fede che le persone vivono in parrocchia: i doni dello Spirito si innestano sempre sulle doti umane dei singoli, senza forzarli e senza stravolgerli; senza tali doti umane, è impossibile l’esercizio e il perfezionamento dei doni sovrannaturali.
L’Istituto, pertanto, è aperto a tutti coloro che intendono approfondire in maniera progressiva e sistematica la propria fede cristiana, siano essi religiosi e laici, anche in vista di un ministero istituito o semplicemente di un servizio di evangelizzazione e di catechesi nella Chiesa locale. Non servono titoli di studio previ, serve solo la voglia di “mettersi alla scuola” della Parola, della riflessione teologica e dell’esperienza di fede del passato e del presente.
In particolare, riguardo i ministeri laicali, nati come forme di servizio ai bisogni concreti della comunità, sono stati inquadrati progressivamente in un sistema clericale quali ordini minori che, all’interno di un percorso ascendente, conducevano al sacerdozio: in questo modo si è finito per orientare verso il sacramento dell’Ordine, anziché verso il Battesimo. Si tratta quindi di recuperare oggi il riferimento battesimale, indicando nel sacerdozio comune la radice dei “ministeri istituiti” e dei tanti ministeri di fatto che la Chiesa è chiamata a discernere per un servizio adeguato al popolo di Dio.
Il Motu Proprio “Ministeria quaedam” ha configurato i “ministeri istituiti” come un modo di esercizio (anche se non l’unico) del sacerdozio comune dei fedeli, mettendolo in risalto tra le tante possibili forme della ministerialità ecclesiale. Esso riguarda coloro che, avendo ricevuto il Battesimo e la Confermazione ed essendo dotati di un particolare carisma per il bene comune della Chiesa, compiuto un adeguato cammino di discernimento e preparazione, ricevano dal Vescovo un preciso mandato con un atto liturgico. La conformazione a Cristo e la comune radice battesimale e crismale pongono i ministeri nella Chiesa, ciascuno a suo modo, a servizio della configurazione del suo corpo ecclesiale e della trasmissione del Vangelo.
Sia il presbitero incaricato della comunità parrocchiale, sia la stessa comunità, in particolare nella forma del Consiglio Pastorale, possono contribuire all’individuazione dei possibili candidati ai ministeri laicali, se questi sono abitualmente attenti alle persone e se vivono relazioni autentiche di fraternità. Il discernimento si rivela in modo implicito nella stima diffusa e motivata che viene riservata alle persone, nonché nella testimonianza diretta ed esplicita manifestata da gruppi e da singoli membri, il cui parere può risultare significativo.
Pertanto, i seguenti requisiti valgono per qualsiasi ministero. I candidati devono possedere:
- Una matura virtù teologale della Carità, il carisma più alto per eccellenza;
- Un sincero atteggiamento interiore di servizio alla Chiesa locale;
- Una profonda e viva vita eucaristica;
- L’amore e il rispetto per la Parola di Dio nella sua triplice forma (Sacra Scrittura, Tradizione e Magistero);
- La professione della vera fede;
- Una piena maturità umana di Figli di Dio;
- Una vita morale personale e sociale in linea con le indicazioni evangeliche e magisteriali;
- Il filiale rispetto verso la gerarchia;
- Una partecipazione attiva alla vita della comunità cristiana dove già prestano servizio;
- La sincera ricerca della comunione, della convergenza e della compartecipazione nell’esercizio del proprio ministero in armonia con gli altri;
- La capacità di comunicare la fede sia con l’esempio che con la parola;
- Normali requisiti di stabilità psico-fisica;
- La partecipazione attiva e collaborativa all’interno della comunità, espressione della dimensione vocazionale al servizio;
- Un’età che vada, per l’istituzione, da un minimo di 25 anni ad un massimo di 65 anni.
A ciascuno di questi ministeri possono accedervi sia uomini che donne.
Non possono invece accedervi coloro che hanno già iniziato il cammino verso l’Ordine sacro e in particolare sono stati ammessi tra i candidati al diaconato e al presbiterato.
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