Forti di un flusso divino, dirigiamo le nostre azioni verso qualcosa di indefinito, ci lasciamo ispirare da forze che permeano il nostro inconscio spingendolo ad una realizzazione che varia il suo stato come la muta di un serpente.
Nel flusso extravergine si lavora con ogni tecnica possibile: dalla pittura al video, dalla scultura alla fotografia, passando attraverso le performance si torna poi al disegno senza alcuna logica.
L'accettazione del mezzo espressivo è alla base di tutto, purché si continui a lavorare nel flusso. Se tutto fluisce, tutto va liscio come l'olio: tutto è “benedetto” dalla purezza incontaminata di una volontà extravergine che ha come unico scopo quello di non avere un fine, ma di costituire soltanto un divenire costante, capace di canalizzare l'energia cosmica in un fatto terreno.
Principalmente lavoriamo, ecco cosa facciamo.
Eliminiamo inutili costruzioni mentali dal nostro focus e creiamo delle esperienze concrete, realizzando sculture, installazioni, quadri, fotografie, video, performance oppure fondiamo insieme i media senza alcun tipo di scrupolo nei confronti del valore di adeguatezza allo standard contemporaneo.
Il nostro intento non è quello di proporci solo come “gruppo artistico”, ma quello di attirare nel nostro flusso chiunque ne condivida il sentire, e non solo l'ideologia, come dei magneti dotati di attrazione gravitazionale propria. Siamo per l'individuale nel collettivo, per l’infinito nel finito. Attraverso la documentazione e la proposta del nostro lavoro, sentiamo il desiderio di infondere un'energia consapevole nell'aria, su questa terra, e lasciare che la nostra frequenza pervada l'anima di chi vibra come noi.
E' un bel gesto questo, no?!