Un babbuino che esce dalla gabbia in questo momento è ciò che meglio ci rappresenta: fa ciò che facciamo anche noi quando siamo nel flusso: versi, suoni, gesti, movimenti irragionevoli e contraddittori, carichi di presenza ultraterrena.
Non ci sentiamo di appartenere a nessuna categoria, siamo come creature dello zodiaco incarnate in un corpo totalmente pervaso di benedizione celeste, e questa energia non la si può banalizzare con una descrizione omologata per stupire il cervello razionale meccanicista, la si deve invece canalizzare in ogni cosa che si fa, in ogni gesto fatto durante il nostro viaggio sulla terra.
Così celebriamo il valore assoluto del gesto come un tocco che infonde la sua vibrazione nell'azione che si compie, qualunque essa sia: un click fotografico, una scalpellata, una pennellata, una rollata di cartina, una strizzata d'occhio, un calcio in culo sulla giostra a catene, una carezza all'animale preferito, uno screenshot a sgamo, un'editata video o una videochiamata notturna.
Per noi, dunque, il gesto è quel fatto determinante che supporta consapevolmente ogni tentativo di espressione artistica.
E' l'essenza primaria, ciò che ti permette di distinguere se lo fai per l'arte o meno.