Biennale Arte Roma 2026
La mostra è stata strutturata come installazione immersiva, dove al centro della sala è stata esposta
come fulcro centrale dell'allestimento, la tavola che apre la corazza fondamentale: esito di un
processo di studio e trasmutazione avviato con il primo ciclo di opere, Le Tavole della Vita.
In essa si confrontano la corazza emozionale — ormai consolidata come un muro —, l'ombra e l'energia
psichica come spinta vitale e contenitore emotivo. L'opera, realizzata con tecnica mista, acrilici,
smalti e foglia oro su pvc, è strutturata come un grande mandala quadrato dal lato di due metri e
cinquanta centimetri, concepito a livelli che genera un particolare eetto trompe-l'oeil, dotato di
un'omotetia interna tipica dei frattali. Attraverso l'impiego del bianco come lama che trafigge il
nero, la corazza si rivela per ciò che è: una gabbia tanto protettiva quanto compressiva, una struttura
di contenimento. Dalla sua apertura — una sorta di chiave di volta che tiene insieme tutte le parti —
riemerge una struttura piramidale, emblema della totalità delle emozioni che risalgono verso la
sfera: l'espansione dell'energia psichica, liberata e ricongurata. Tutto attorno orbitano alcune
opere di studio e opere collaterali, come elementi satelliti, realizzati in cartone, acrilici e foglia oro su
cotone, che rappresentano le singole parti della corazza stessa: frammenti-mattoni che idealmente
compongono il muro emotivo sedimentato come scudo protettivo. Queste opere, autonome ma
interconnesse, riportano tutti i colori nell'opera principale, come se ciascun frammento contenesse
un'eco, una memoria o una vibrazione del centro. Insieme, generano un campo percettivo in cui la
somma delle parti si rivela più vasta e viva della totalità visibile.
Il 31 agosto ore 18:00, giorno di chiusura della mostra, è stata svelata la seconda parte
dell'Opera al Nero: un dispositivo tridimensionale in forma di mandala dal diametro di sette metri,
composto da sei tele disposte in cerchio. In questa costellazione cromatica, tutti i colori e le
emozioni riemerse a coppie di complementari nel primo atto tornano a vibrare secondo l'ordine
dello spettro, dando corpo a un'esperienza percettiva e ritmica che fonda le basi per il passaggio
successivo...
Il cantiere della Grande Opera prosegue verso la tersa fase.