Biennale Arte Roma 2026
BIOGRAFIA
Valter Saccomanni, in arte Poda, nasce a Orvieto nel cuore dell'Umbria e vive a Civitella del Lago.
Lo spirito del borgo, dall'atmosfera rinascimentale plasma la sua sensibilità verso l'indagine
simbolica. Fin dalla giovinezza si confronta con la valenza figurata del colore, elaborando una tesi
sulla simbologia del nero nella cultura occidentale come soglia verso l'ignoto e spazio di rifugio
interiore. Il percorso di studi segue varie tappe e culmina con il progetto dal titolo Grande Opera
sotto lo pseudonimo di ArtistaPovero.
Il percorso formativo lo conduce dal NID di Perugia, dove si forma in Architettura degli Interni
sviluppando una visione plastica ed esperienziale dello spazio, all'Accademia di Belle Arti di Brera a
Milano per il biennio specialistico in Product Design. Qui elabora la tesi sperimentale dal titolo "Il
design dell'interiore: dall'archetipo del mandala all'antroposofia", supervisionata dal Prof. Gabriele
Perretta e dalla Prof.ssa Anna Gili, ispirata dalla Biennale di Venezia Il Palazzo Enciclopedico curata
da Massimiliano Gioni. La ricerca indaga le connessioni tra pulsioni creative, spiritualità e coscienza
simbolica, approfondendo il mandala nella psicologia analitica junghiana e l'approccio introspettivo
dell'arte steineriana e focalizzandosi sul lavoro di artiste come Hilma afKlint, Anna Zemánková ed
Emma Kunz.
Durante questo periodo inizia la collaborazione con Anna Gili Design Studio e Atelier Mendini che
lo porta a contatto diretto con il pensiero visionario del Design Radicale e le poetiche avanguardiste
di Alchimia e Memphis. Parallelamente approfondisce lo studio dell'energia psichica e la teoria del
colore di Goethe, includendo l'alchimia ermetica come sistema di trasmutazione spirituale. In
questo contesto mette a confronto la corazza emozionale di Wilhelm Reich con la struttura
dell'ombra in Carl Gustav Jung.
Tuttavia, è l'incontro con l'archetipo della croce durante la visita alla mostra Keith Haring “About Art”
al Palazzo Reale di Milano nel marzo del 2017 a segnare la svolta decisiva verso la ricerca artistica.
Da questa epifania simbolica nascono Le Tavole della Vita, primo nucleo del progetto che diverrà
La Grande Opera.
La forte vocazione artistica e l'isolamento forzato durante la pandemia da Covid-19 lo conducono
alla scelta radicale del ritiro in solitaria e all'adozione del nome ArtistaPovero, in omaggio a San
Francesco d'Assisi come segno di rinuncia per dedicarsi completamente al lavoro di ricerca e
sperimentazione.
Il progetto è stato realizzato tra l'Umbria e Milano nel Temporarystudio, spazio concepito come
tempio archetipico che, attualmente, è ospitato tra le colline di Civitella del Lago, dove prosegue il
cammino simbolico verso La Grande Opera. L'opera è composta da vari elementi e realizzata in più
fasi. Come proposta artistica vuole essere un'indagine pittorica e simbolica sull'identità emozionale,
sulla prigionia psichica e sulla rinascita. Un processo creativo articolato tra rituale e visione, sogno e
sincronicità, che esplora la psiche attraverso il colore, l'alchimia e la forma ermetica.