La strada.
Penso che percorrere un sentiero dal punto A al punto B sia un’avventura totalmente indipendente da ciò che i punti A e B rappresentano.
Allo stesso modo, ritengo che la ricerca della mia peculiare modalità espressiva sia un viaggio che percorre le profondità della coscienza alla scoperta di paesaggi sino ad allora inesplorati.
Ogni attività creativa, di qualunque natura essa sia, pittorica, scultorea o tecnica, rappresenta una scusa, un pretesto per compiere un nuovo passo nella direzione della scoperta.
Una eccezione che mi è stata mossa in più di una occasione da parte di curatori o galleristi, è stata quella di notare una difficoltà di identificazione, all’interno delle mie opere, con un filone narrativo costante.
Vero. Non c’è dubbio che la mia ricerca comporti un continuo cambio di rotta, un adeguamento sia prospettico che tecnico-espressivo che può indurre ad una sensazione di spaesamento un osservatore che intenda valutare l’evoluzione cronologica della mia forma espressiva.
L’impiego di tecniche e materiali inusuali, come il calcestruzzo, l’ottone, i mix di pitture, tele tagliate, fili di ferro, corda, sabbia, marmo, non sono altro che libera concessione espressiva.
In aggiunta, la mia appassionata ricerca non lascia spazio all’indulgenza verso mode del momento o ad appagamenti fugaci di ciò che il mercato dell’arte desidera.
Ritengo la libertà espressiva una caratteristica che mi contraddistingue, lontana da manierismi che veicolano la percezione dell’opera associata all’artista in quanto rispettosa di specifici canoni auto-imposti e quindi ben identificabili.
Al contrario, la mia libertà di pensiero sconfina in ogni dove, come un torrente che demolisce gli argini, cercando la strada più naturale. Non importa dove mi porterà questo percorso, ciò che conta è che il viaggio sia lieve, che ad ogni svolta riveli inaspettate sorprese, che le pietre d’inciampo costituiscano fondamento di vita e non impedimento evolutivo.
Moltissimi aspetti della Natura, dell’Uomo, della Coscienza e della Società mi trovano attento osservatore. Mi lascio trasportare dalla curiosità e dalle sensazioni che, a partire da un semplice pensiero, mi possono condurre in una dimensione che voglio rappresentare in un astrattismo particolare. Un tentativo di penetrazione nell’osservatore attraverso i suoi sensi, non certo per comunicargli qualcosa di mio, bensì per aiutarlo ad ascoltare qualcosa di nuovo dentro di sé che, magari, fino ad allora è rimasto lettera morta, abbandonata in un meandro della sua anima più inesplorata.
Il percorso è lungo ed entusiasmante, non so dove mi porterà, ma i miei passi viaggiano sicuri in una direzione che sta rendendo, senza dubbio, questa esperienza degna di essere vissuta.