Uno dei temi più interessanti per lo sviluppo economico, e in parte turistico, del nostro Paese è l'utilizzo del digitale per valorizzare il patrimonio culturale, sia dal punto di vista strumentale (conservazione, gestione, promozione dei Beni Culturali tradizionali, cioè analogici) sia dal punto di vista specifico (conservazione, tutela, valorizzazione dei Beni Culturali nati già digitali, in cui cioè il digitale era presente già a livello ideativo, creativo, produttivo). Per questo occorre tener conto di uno scenario culturale in profonda trasformazione, in cui:
sta emergendo una specifica dimensione culturale dei media digitali che, pur meno studiata rispetto alla cultura dei mass-media e agli scenari culturali più tradizionali, sta mostrando delle caratteristiche che richiedono di essere valutate secondo principi autonomi;
è sempre più forte la presenza di infrastrutture di rete che vanno oltre il loro impatto tecnico, mentre riconfigurano l’ambiente sociale da esse innervato come vere e proprie reti di conoscenza: ad es. le piattaforme di workflow collaborativo, che superano i semplici sistemi di blog, forum, chat, ecc. per fornire veri e propri sistemi informativi sottostanti al lavoro dei gruppi;
c’è stata negli ultimi anni una ridefinizione dei Beni Culturali, soprattutto in rapporto all’impiego delle tecnologie, passando da un’ottica “locale” di singoli problemi tecnici da affrontare e risolvere separatamente, ad un’ottica “globale”, “di sistema” che richiede valutazioni e soluzioni strategiche soprattutto nella prospettiva degli open data e dell’interoperabilità;
si sviluppano nuove forme di visualizzazione cognitiva e di immersività multimediale ad alto tasso di interattività, che rappresentano un deciso passo avanti rispetto alla tradizionale documentazione fotografica o audiovideo, puntando a forme complesse di trans-medialità;
emerge in modo sempre più deciso la Creatività Digitale come zona di frontiera dove si sperimentano la “domesticazione” e l’assestamento percettivo, emozionale, estetico e socio-culturale delle nuove tecnologie;
Partendo da queste basi, la sfida del digitale è far uscire la problematica dei Beni Culturali dal suo guscio assistenziale, usando a 360 gradi l’innovazione tecnologica e la Creatività Digitale per valorizzare al massimo i patrimoni culturali del passato e quelli in fase di formazione. In questo settore Giulio Lughi è intervenuto in diverse forme:
Pubblicazioni attinenti al tema:
Creatività Digitale, Franco Angeli, 2015;
Digital Media in Contemporary Art, in "Mimesis" 2015;
Impatto culturale dei media digitali nell'arte urbana, Franco Angeli 2014;
Gadget emozionali: microtecnologie per la comunicazione narrativa Mucchi, 2013;
Text-Space Dynamics: the Digital Media in Defining New Urban Languages, in "PLANUM" 27, 2, 2013;
Soggetti culturali e patrimoni multimediali. Il prisma della formazione nel lifelong learning, Scriptaweb, 2009;
Cultura dei Nuovi Media , Guerini, Milano 2006;
Programmazione, interattività, archivi umanistici, Museo Rivoltella,1998;
Responsabile scientifico del progetto INVISIBILIA, finanziato dal Bando Progetti Ateneo / Compagnia di San Paolo nel 2011, che aveva lo scopo utilizzare le tecnologie della comunicazione digitale per documentare e restituire con format innovativi l’emozione degli eventi “invisibili” dell’arte contemporanea: installazioni, performance, situazioni site-specific, tipici “non-oggetti” di grande importanza mediatica ed economica, ma solitamente esclusi dalle filiere di redditività turistica, formativa e culturale. Ad INVISIBILIA hanno aderito come partner culturali: Cittadellarte Fondazione Pistoletto; Filatoio di Caraglio; Fondazione Sandretto Re Rebaudengo; Castello di Rivoli Museo di arte contemporanea; PAV Parco Arte Vivente; Piemonte SHARE Festival; Città di Torino - Progetto Arte Pubblica e Monumenti.
Co-founder di Storycode Torino, chapter torinese di un network internazionale presente in tutti i continenti, Storycode.org, il cui obiettivo è studiare, sperimentare, realizzare e condividere in modo indipendente nuove modalità, strumenti, tecnologie di creatività digitale nel transmedia storytelling.
Partecipazione alla progettazione e organizzazione del Piemonte Visual Contest, un concorso pubblico che intende stimolare l’intelligenza collettiva delle amministrazioni, delle comunità, degli sviluppatori e attivisti digitali, dei cittadini tutti, per facilitare l’accesso digitale al patrimonio informativo pubblico del Piemonte sviluppando racconti e prodotti in grado di stimolare i processi di cittadinanza attiva.
Titolare di due progetti di ricerca finanziati dall'Università di Torino che proseguono la linea di INVISIBILIA: “Raccontare l’esperienza nello spazio artistico”, 2013, e “Transmedia Storytelling e processi di comunicazione nell’arte contemporanea” 2014, che hanno lo scopo di elaborare una metodologia di indagine sui modi di raccontare le esperienze artistiche nell’arte contemporanea, nella misura in cui queste non si esauriscono nella produzione di oggetti statici (quadri, statue, edifici, manufatti, ecc.) ma prevedono mobilità e partecipazione dinamica - spesso interattiva e ludica – entro spazi appositamente allestiti: sia interni, ad es. nelle situazioni museali; sia esterni, ad es. nelle situazioni di arte pubblica e in genere nelle forme di partecipazione urbana.