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23 anni... no, no non e la mia età... anche se qualcuno l’ha pensato e ringrazio...
23 anni una vita davanti come si dice... non è vero?
Ma proviamo a pensare quando noi avevamo 23 anni... bella età pensavamo a divertirci, l’amore, le amicizie, la discoteca, il pub però se ci pensate molto bene si cominciava anche a pensare al futuro, al lavoro, insomma a sistemarci anche perché i genitori facevano il loro lavoro e ci facevano sentire un po’ in colpa.
Diciamocelo la spensieratezza se ne stava andando, Malinconia pura… bella spensieratezza?
Eh lo so!
Adesso è diverso si è diverso credetemi, ma perché è diverso?
Perché ci sono le scusanti si quelle che non c’è lavoro, non posso permettermi una casa e quindi che si fa? Invece di lavorare si continua a studiare...
23 anni, ho finito l’università e voglio prendere la specializzazione in matematica...
No! Tu sei fuori!
No! Sono sicuro non ascolto nessuno e prendo la specializzazione...
Ma dai trovati un lavoro una casa una famiglia... no voglio prendere la specializzazione in matematica!
In matematica poi…
Inizi la specializzazione ma ovviamente e soprattutto non lo dici per orgoglio ma ti accorgi subito di aver fatto la cazzata!
Allora che faccio? Mi trovo un lavoro... ma quale lavoro?
I miei avevano ragione…. Oddio no ma poi chi li sente i miei docenti che insistono di continuare la formazione accademica. Ma i miei genitori non sono d’accordo.
Matematica! Vivo con i miei. Matematica! Un Lavoro. Matematica! Gli amici. Matematica! Genitori! Docenti! Matematica! Lavoro! Famiglia! Docenti ! Lavoro! Genitori! Trovati un lavoro! Continua a studiare!
Chi ha avuto ragione alla fine?
Lo pscichiatra…
Rido.
Si la vita è bella... Rido...
Ho fatto un incidente con la macchina, si, ma non mi son fatta niente tranquilli, e quindi rido...
Mi ha lasciato il mio amore sto per perdere il lavoro ma io rido perché ho la salute e sto bene!
La vicina di casa fa un gran casino, il cane abbaia continuamente, la figlia piange, la madre urla, ma io rido perché sto bene… non dormo ma va bèh..
Mi hanno fatto una multa, mi hanno scippato, ho perso i soldi che avevo investito... ma io continuo a ridere... e mi chiedono ma come fai!?
Anche voi scommetto che mi volete chiedere come fai?
Ho la salute che mi frega. Vero? Siete d’accordo? su dai forza ridiamo si risolve tutto...
Ma come si fa Barbara tu sei matta?
No, no sono normalissima.
Vi dico che bisogna ridere perché quando c’è la salute c’è tutto!
Ma che cos’e’ il fondo la salute?
E’ la possibilità di non avere malattie di non avere patologie, di non avere sintomi, chiaro che se vogliamo proprio dircela ci sono tutte quelle cose che ci vengono e sappiamo benissimo che poi passano, parlo del nervoso, la paura, l’ansia, si se ci pensate chi di noi non ha avuto queste sensazioni?
Ma poi se ci pensiamo sono passate e allora perché usarle, perché perdere tutto quel tempo?
Non è meglio da subito fregarsene e ridere?
Si dai proviamoci tutti dai:
Avete perso il lavoro? Il partner vi ha lasciato? La macchina si è distrutta con la grandine e non eravate assicurati? Avete acquistato su internet con la carta di credito e ve l’hanno clonata? Avete comprato il computer nuovo e non funziona? Tornate a casa ed è scoppiato il termo e si è allagato tutto? Vi è arrivata da pagare una multa mai notificata e la mora si è quadruplicata…
(intanto entrano 2 vestiti da infermieri con la camicia di forza e la portano via)
No fermi... fermi
(sbattendo per terra i piedi come se dovesse sentire se è solido il pavimento)
Si si mi sento sicuro qui, mi sento stabile! Voi?
Provate a sentire se il vostro pavimento è solido!
Le mie 2 piante dei piedi sono assolutamente aderenti al pavimento... cosa sto facendo?
Sto con i piedi per terra.
Si perché voi non lo fate?
Io credo che la maggior parte di noi lo fa.
Perché ci sentiamo al sicuro.
Non ci può succedere nulla.
Siamo al riparo.
Siamo in uno stato di massima certezza.
Ci sentiamo in piena fiducia di noi stessi.
Convinti che nessuno ci possa persuadere a fare qualcosa di cui non siamo capaci.
Ma poi quando siamo li nella nostra cuccia, pensiamo e ripensiamo e se avessi fatto… se avessi osato… oppure se avessi invece deciso di ...
Si, si avete capito bene, sto parlando proprio di quello... il sogno!
Se avessi aperto mai quel cassettino chiuso dentro al miei desideri...
Coraggio si ci vuole coraggio, lasciare il lavoro lasciare un affetto per conseguire il proprio sogno.
Coraggio contro codardaggine?
Si tratta solo di coraggio e se non lo si ha si diventa codardi si è una brutta parola ma è cosi, ce l’ho teniamo dentro ma è cosi.
Scegliamo allora il coraggio per una volta.
Ma poi anche quando partiamo per conseguire un sogno ecco che subentrano gli imprevisti e allora c’è la rassegnazione e si torna subito a cuccia...
Ma no! Invece!
Non voglio rassegnarmi e allora vado avanti ed ecco che arriva l’imprevisto e basta però!
E’ cosi che vengo ripagato?
No, no troppo difficile nulla va come si vuole in questa vita... voglio accontentarmi?
No vado avanti ancora si vado avanti... non ci credete?
Beh allora vi dico una sola cosa credeteci...
Perche sono qui con i piedi per terra ma sopratutto sono qui davanti a voi!
Natale!
Brivido lungo la schiena!
L’avete sentito anche voi vero?
Compleanni!
Altro brivido!
Perché quando c'è una festività importante o ricorrente o un compleanno, San Valentino, la prima cosa che pensiamo è al regalo e ci viene quella sensazione come se qualcuno ci soffiasse dell’aria fredda lungo la schiena, la pelle d’oca!
Pelle da gallina, rizzare i peli, perché ridete?
Io sono straniera da noi si dice cosi, da voi come si dice? … Torniamo a noi.
Bisogna fare il regalo, ansia, ansia da prestazione direi proprio di chiamarla così, non credete anche voi? Si chiama cosi anche qui in Italia no?
Perché fare un regalo al giorno d'oggi è diventata una prestazione a tutti gli effetti, un’impresa camaleontica, si, cosa regalare?
Un paio di calzini, un braccialetto, un trucco, un gioco, un libro, un portachiavi, uno smartbox, un telefono…
Ma noi no, vogliamo sorprendere, si, vogliamo trovare qualcosa di diverso.
E se vogliamo essere originali dobbiamo sforzarci a tal punto che comincia come una gara, con ovviamente il relativo traguardo…
Il regalo azzeccato è il nostro premio!
Non ce la faremo mai perché tutte le volte e poi soprattutto quando riceviamo il regalo lo sappiamo già che… non ci piace questo regalo lo sappiamo…
Quindi ecco che appaiono le frasi classiche che diciamo anche noi eh….
Com'è bello questo regalo mi piace un sacco, era proprio quello che volevo, ma come hai fatto?
Non sappiamo fingere non ci piace e se ne accorgono come noi ce ne accorgiamo.
Scartato il regalo, carino mi serviva proprio!
Ma guarda te la coincidenza hai azzeccato in pieno il regalo.
Ma allora come facciamo? Quale consiglio? Quale è la soluzione per districarsi per trovare il regalo perfetto? Che cosa fare?
Si che cosa fare? Pronto ci siete? Ho chiesto che cosa fare?
Qualcuno mi risponde per favore?
Ho perso tempo?
Il tempo…il tempo cos'è?
Nozione che organizza la mobile continuità di stati in cui s'identificano le vicende umane e naturali, ricollegandola a un'idea di successione o di evoluzione: il fluire, lo scorrere, come passa, ho perso tempo!
"Ritorno a voi; che per andar di tempo, Per variar d’affetti e di pensieri, Obbliarvi non so" diceva Leopardi.
Avere, occupare, spendere, i danni, i guasti, le ingiurie, perdere la nozione del tempo.
Il tempo è un grande medico, ma anche un grande nemico se ci pensate bene.
Spesso contrapposto all'eternità, quando si vuol paragonare la vicenda naturale di nascita e morte o di principio e quindi la fine.
"Facevano un tumulto, il qual s’aggira sempre in quell’aura sanza tempo tinta, come la rena quando turbo spira" diceva Dante.
Quando arriviamo verso i 40, siamo single, emancipate..... Ok va bene... Arrapate!
Il tempo per noi da grande medico, comincia a diventare un grande nemico, con ergo, ci ammaliamo, di una malattia patologicamente morbosa, che provoca un’alterazione funzionale del nostro organo encefalico….
Disturbo ossessivo compulsivo del voler star sempre bene e cominciamo a…. guarirci da sole… si, si
Malattia numero 1- Tutti intorno a noi sono dei cretini antipatici, stronzi, brutti, infantili, mammoni ed egoisti.
Cura numero 1- Iscrizione a Tinder, un po’ di trucco…. Mh Trucco: per coprire quelle ultramicro pieghette intorno a gli occhi sembrano fossi da saltare per la lunga ci trasformiamo in superfighe, parrucco, tacchi, scosciata, mini, appuntamento al buio, selfie da bimbe minkia, pensando furbescamente che quelli iscritti vengano magari che so… da un altro pianeta.. Mah
Malattia numero 2- Tutto ormai è scontato, plumbeo, grigio, ripetitivo, noioso, greve, spento…
Cura numero 2. Risata isterica, ci sforziamo in modo quasi spropositato di sorridere a 36 denti anzi 32 perché il giudizio l’abbiamo completamente perso ormai, e quindi ridiamo di fronte a qualsiasi stronzata, con sarcasmo esagerato solo per farci vedere niente meno che, in perfetta stabilità mentale, oppure se… non crolliamo nel cinismo più profondo peccando di superba ostentazione… mah
Terza e ultima malattia- Le cose da adulti!
No non sto parlando di quelle… magari!!! Ma quelle cose superintellettuali, museo, cena Gourmet, mostre fotografiche, galleria d’arte, corso di teatro ….dai lo sapete via.
Cura… non c’è.
La cosa importante è che non bisogna mai dire: “ho perso tempo”, qualsiasi cosa si faccia ci deve permettere di dire che il tempo l’abbiamo occupato nel fare qualcosa.
Il tempo è la nostra vita!
Ci avete mai pensato di scomparire?
Sparire cosi con lo scrocchio delle dita, in un attimo un secondo, un battito di ciglia e via.
E poi finalmente soli.
Senza nessuno intorno senza problemi senza dover pensare al futuro, a domani… a adesso.
Il silenzio… il nulla… il buio…La solitudine… e tutto si oscura.
Bello eh?
Ma perche cerchiamo questo? Perché?
I motivi possono essere davvero tanti..
La confusione, troppe informazioni con gli smartphone, i social, la tecnologia… oppure più semplicemente non riusciamo a stare al passo col mondo! E ci sopraffà quel senso di carenza, inefficacia, insufficienza, manchevolezza, non ci sentiamo idonei… in una parola inadeguatezza, si è proprio lei l’inadeguatezza che ci fa scendere l’autostima all’improvviso e sembrava tutto ok, si ci stavamo divertendo, si chiacchierava, una risata, una pacca sulle spalle, ma lei arriva sempre, e sempre quando meno te lo aspetti, l’inadeguatezza!
E l’autostima scende.
Si, arriva sempre, anche quando facciamo qualcosa di bello, arriva, perché siamo modesti, perché non sappiamo come rispondere, non sappiamo che faccia fare, non sappiamo cosa guardare, non sappiamo come mettere le mani… e allora arriva, l’inadeguatezza e scende l’autostima.
E scende e scende e scende ma fino dove può scendere ci avete mai pensato?
Perché anche lei avrà una soglia, se riusciamo a misurarla e diciamo che scende avrà un unità di misura e se ha un unità di misura avrà anche un limite no!?
E ci avete mai pensato se arriviamo al limite?
Se azzeriamo completamente l’autostima con la nostra inadeguatezza?
Arriviamo allo 0 assoluto, cosa ci può succedere di più? Niente!
Non ci può succedere nulla, nulla di più, non si va più giù!
E quindi, quando pensiamo che il difficile l’abbiamo passato, ci stiamo sbagliando di grosso e lo sapete anche voi!
Arrivati in fondo, arriva per forza, e con forza, il risveglio, ma poi ricade, ma poi risale e quando risale non abbiamo pensato ad una cosa, che impariamo e quindi risale con più forza, e poi ricade ma risale ancora più potente.
Quindi non molliamo, non molliamo mai, perché ogni volta che cadiamo saremo sempre più forti, e chi non cade mai, purtroppo, avrà solo una chance..
Grazie! Si grazie a voi! Perchè?
Bhe perchè state qui ad ascoltarmi no?!
Lo so, lo so, di solito lo si dice alla fine, si dice grazie, ma io voglio farlo all'inizio.
Così! Grazie!
Cosi... perchè mi sento in dovere di farlo... ah no scusate volevo dire ho il piacere di farlo...
Ma perchè diciamo dovere e piacere cosi con molta tranquillità?
Siamo sicuri che non intendavamo un piacere piuttosto che un dovere?
Perchè confondiamo le due parole? Eppure hanno un significato ben diverso non credetemi.
Un modo di dire: "mah figurati dovere..." "e' stato un piacere" bhe se lo diciamo con la stessa tonalità probabilmente nessuno ci fa caso e allora va bene lostesso... ringraziamo due volte e finisce lì.
Ma se entrambe le frasi le diciamo con una tonalità diversa: "mah figurati dovere..." "e' stato un piacere" mh no niente sempre uguale direi...
Ma allora perchè due parole usate nello stesso modo hanno una valenza uguale quando invece il loro significato è completamente diverso?
Io lo so perchè, e infondo anche voi lo sapete, è solo che non ci siamo mai soffermati troppo...
Proviamo ad analizzare la prima
Dovere: è di certo un verbo servile nel nostro caso quindi avere l'obbligo di fare qualcosa, essere tenuti a fare qualcosa, ho il dovere di finire il lavoro per domani;
Piacere! eheh il piacere è tutt'altra roba cari miei...
Il piacere è un sentimento!
Il piacere è un' esperienza, corrispondente alla percezione di una condizione positiva, fisica o psicologica, proveniente dall'organismo.
È perfino considerato uno stato opposto al dolore quindi figuriamoci se può essere mai paragonato o comunque associato o addirittura confuso con il dovere.
"Dovere!" "Piacere!" Uguali identici.
Lo sapete quando cambia il significato quando si riceve una risposta al nostro Grazie?
Cambia solo ed esclusivamente quando quella persona per noi è importante, quando una persona ci risponde dovere invece che piacere, cambia se i nostri sentimenti verso quella persona sono diversi, cambia se a quella persona ci teniamo davvero, cambia se a quella persona teniamo più di qualsiasi altra cosa al mondo.
Cambia se ci pensate bene, se Piacere e Dovere hanno un peso diverso...
E se hanno un peso diverso è perchè siamo noi a dargli un peso diverso ma se diamo un peso diverso a quelle parole è perchè diamo un peso diverso a chi le dice....
Questo accade se misuriamo il peso di quelle parole, quindi misuriamo il peso della persona che le sta dicendo, perchè noi quella persona la amiamo, e se amiamo la persona che ha detto dovere invece che piacere, ci sentiamo non contraccambiati... ma abbiamo mai pensato invece che siamo noi i primi a non pesare la parola Grazie e la stiamo confondendo con... Ti amo!
Esiste la condizione di… o la condizione che… o la condizione del…
Oppure ci capita anche di dire… a condizione che… un qualcosa succeda se si fa un qualcosa.
Avete mai pensato a quando facciamo un regalo?
Lo possiamo fare per un debito, per gentilezza, perché bisogna farlo se no… si fa brutta figura, lo facciamo magari per farci perdonare, un regalo per averne un altro indietro?
Lo facciamo anche solo per la gioia di farlo?
Si capita… capita spesso se lo facciamo per amore, ma quello per amore secondo me è diverso, perché non ci aspettiamo niente in cambio, lo facciamo per amore perché ci fa star bene dentro.
Avete mai pensato a quelli che matematicamente non perdono un colpo e fanno a tutti i regalo?
Non saprei dove inserirli questi davvero… non può essere affetto dai sono troppi, impossibile!
Quando facciamo un regalo dobbiamo sentirlo dentro, dobbiamo farlo per essere appagati, perché solo cosi è un vero dono d’amore.
Quando facciamo qualcosa a qualcuno non ci dobbiamo aspettare nulla in cambio, lo dobbiamo fare perché ci fa star bene, guardare la persona felice, contenta, con gli occhi che diventano sempre più grandi…
Lo so che ci state pensando, lo so che state pensando a quella persona, ma non ci sono solo le persone ci sono anche quelle bellissime palle di pelo pulciose che miagolano che graffiano che ronfano e che fusano…
Eh si quando fusano, quando fanno le fusa dai… sono felici si sentono al sicuro i nostri gattini.
E per noi è una gioia perché sappiamo che quell’esserino è lì per noi, pronto a chiamarci per farci sentire importanti, ci sentiamo appagati nel donagli affetto e attenzioni.
La mia gattina si chiama Morgana eh si, al nome di una persona ma è una gatta e per me è la stessa cosa, lei mi ha fatto un regalo… mi ha regalato un segreto…
Il segreto dell’amore incondizionato.
Ho voglia di trasgredire… si trasgredirei volentieri, voi no?
Dai su, chi ogni tanto non ci pensa a voler far qualcosa di pazzo, qualcosa contro le regole, qualcosa di vietato…
Anche qualcosa un po’ cosi dai insomma avete capito no?!
No? Non avete capito?
Eh si vabbè…
Ma cos’è che ci blocca?
Il senso civico? le leggi? i divieti?…
Se sono queste le motivazioni allora non ci siamo proprio…
Giudichiamo, guardiamo, apprezziamo, disprezziamo le persone, vogliamo magari ogni tanto pretendere di sapere chi è giusto o chi è sbagliato.
Alzi la mano chi non l’ha mai fatto?
Ma cos’è che ci blocca?
Il senso civico? le leggi? i divieti?...
Se sono queste le ragioni allora non ci siamo proprio cari miei.
A volte non siamo a nostro agio, quando stiamo vicino agli altri, ci urtano, ci danno fastidio, pensiamo che siano diversi da noi.
Forza dai chi non l’ha mai sentita quella sensazione di distinzione?
Ma cos’è che ci fa ragionare e dire no!
E’ sempre quel senso civico solo, sono sempre solo le leggi, che ci dicono che siamo tutti uguali, oppure sono le multe che ci fermano…
Se queste sono solo le ragioni… allora ancora, bisogna che ci facciamo un bel esame di coscienza… perché queste sono solo i mezzi che servono a portarci verso la ragione.
Siamo noi, i primi diversi ad aver pensato tutte queste e quelle cose, e mi dispiace davvero dirvelo ma ahimè siamo normali si siamo normalissimi, siamo come tutte quelle persone che avreste voluto apprezzare, disprezzare o allontanare.
Siamo uguali. Uguali identici.
Ma sapete invece cos’è che ci può solo diversificare?
Due paroline umiltà e buon senso, sono queste le paroline che ci fanno rispettare il senso civico, le leggi e i divieti…
La miglior trasgressione che mi sono permesso senza leggi o divieti?
L’uguaglianza… ve la consiglio!
Ho sonno… e vorrei andare a dormire… ah stendersi sulle onde del materasso… che bello!
No non è vero, non ho sonno… ma vorrei andare a dormire lo stesso però.
Perché?
Beh perché quando si dorme si sogna no!
Si lo so non sempre purtroppo, anzi quasi mai…
Di solito la mattina, se restiamo a letto a lungo è più facile sognare ed anche più facile ricordarci cosa sogniamo.
Ma il sogno di cui parlo è un altro, viene prima molto prima del sonno, anzi quasi subito, si subito, subito, quando spegniamo la luce.
Buio, occhi chiusi, il respiro si calma, tutto il nostro corpo è adagiato sul letto morbido… la testa immersa nel guanciale, il più soffice che esista, il silenzio…
E’ li che comincia ad esserci il momento più bello, il momento migliore, il sogno comandato dalla nostra mente…
Eh già lo fate ma non ci avevate mai pensato, potete immaginare ciò che volete, qualsiasi cosa, quello che vogliamo, quello che desideriamo.
Trasportarci in qualsiasi luogo persino volare, dal nostro letto verso la finestra ci affacciamo e magari vediamo il mare, a chi non piace il mare?
Atterrare sulla battigia, raccogliere la sabbia che lenta ci scivola via dalle mani, sentire le onde che scrosciano fra loro, e poi alzare gli occhi, chiusi, e vedere lo spettacolo più caldo che esista, il tramonto.
Sentire la brezza che ci fa venire la pelle d’oca e ci fa coprire con la coperta… gli spruzzi dell’acqua del mare che ci danno pure fastidio… mi tuffo o non mi tuffo?
Voglio solo stare li sul bagnasciuga mentre vengo scoperto dall’acqua e poi coperto dal plaid quando solo per un attimo mi sembrava fosse vero nemmeno me ne sono accordo che poi mi sono addormentato.
Contraddistinguere e individuare riconoscendo con precisione le caratteristiche di una persona.
Determinarne con esattezza il carattere relativamente a quello che scrive o dice, determinando inequivocabilmente e in modo univoco la sua personalità interiore.
Mi seguite no?
E mi sembra anche piuttosto semplice…
Dai.. avete mai sostenuto un esame… o anche solo un piccolo test.
Quante volte siete stati sotto tensione per non sapere cosa scrivere o anche più semplicemente cosa dire.
Le parole che siano scritte o dette hanno un valore enorme e solo se si è veramente, ma veramente premurosi sono quelle giuste.
A volte pensiamo troppo a quali parole usare… e questo ci frega perché ci mettiamo subito dalla parte di chi le deve ascoltare o leggere.
Concetto serio?
No dai che intellettuale che noia…
Considerazione generale?
No che poi si pensa, non ci frega nulla…
Opinione scherzosa?
Eh già poi sembra che si è i soliti burloni…
Parere vero?
Che poi si va in contrasto con gli altri…
Osservazione obiettiva?
Si che poi ti dicono che sei mediocre…
Anche solo due di queste non ci farebbero decidere e scegliere.
Che fantastica confusione, e tutto perché non ci sentiamo sicuri di ciò che diciamo o scriviamo…
Lo sappiamo benissimo cosa vorremmo scrivere o dire ma ci vengono mille dubbi e pensieri perché siamo insicuri…
No non è vero…
Non è affatto vero ve lo dico io.
Non è perché non ci sentiamo sicuri ma è perché abbiamo paura!
Ansia! Timore! Inquietudine! Angoscia!
Ma di cosa?
E per cosa soprattutto, per esprimere semplicemente il nostro pensiero?
Abbiamo paura di essere riconosciuti di essere caratterizzati e
che venga determinato con esattezza il nostro carattere relativamente a quello che scriviamo o diciamo.
Abbiamo solo paura… paura di essere giudicati!
Ciao, ho trovato un attimo di tempo per voi!
Eh non è cosi facile cosa pensate ho una vita anche io eh!
Bisogna sempre fare delle scelte dal momento che ti alzi la mattina a quando poi ti corichi…
Ti alzi, bagno, colazione, vestiti, guardi il telefono… 15 messaggi li leggo dopo, esci ti sei ricordato tutto? Le chiavi di casa, le chiavi della macchina, la mascherina nooooo!!!!
Ok Sali in auto, guardi il telefono… 32 messaggi rispondo dopo, arrivi al lavoro, saluti tutti con un estremo sorriso falso e dopo 15 minuti sei già inc….. guardi il telefono… 54 messaggi ci penso dopo…
Ora di pranzo, pausa, cerchi di ascoltare i colleghi che si lamentano, e stranamente oggi ti parlano tutti, ma che hanno? Ma poi sai già che non sono cose importanti e che invece c’è qualcosa che dovevi fare ma non ricordi bene cosa… Guardi il telefono… 73 messaggi, si si dopo li leggo e rispondo.
Il capo ti dice che bisogna migliorare e stare più attenti certo sono qui per questo, voglio andare a casa, ma prima ho pilates…
Non ho voglia di andare a pilates, ma ci devo andare se no non posso mangiare la cioccolata, uscendo dal lavoro saluto i colleghi che mi dicono allora mi raccomando, ma non ricordo assolutamente di cosa, guardo il telefono… 86 messaggi e che cavolo dopo li guardo…
Arrivo in palestra al pelo, lezione, finito, doccia, esco, salgo in auto, guardo il telefono… 102 messaggi si si ce la faccio, dopo però.
Arrivo a casa… Affamatissima … Preparo…
Mangio… Accendo la tv…
Mi accomodo sul divano…
Prendo il telefono… 159 messaggi…
Oddio!! Da dove inizio adesso, non ho tempo per leggere tutti questi messaggi non ho tempo per…
Aspetta un attimo c’è ne uno di Marta che mi ha scritto e non la sento dall’anno scorso…
Tanti auguri di buon compleanno!
Voi mi vedete qui, ma non è detto che io sia qui con voi no?
O almeno con il corpo sono qui, ma con la mente chissà dove sono…
Se io adesso non vi dico dove sono, voi vedete solo il mio corpo… e magari parlandovi di qualcosa potete iniziare ad immaginare…
Ma per immaginare quello che ascoltiamo dobbiamo avere degli esempi concreti, sapere come sono fatte le cose, sapere cosa si prova in determinati stati d’animo, l’emozioni, le sensazioni e via cosi..
Se non conosciamo questi elementi possiamo solo capire parzialmente cosa ci viene raccontato.
Sostanzialmente è difficile passare i concetti se gli ascoltatori non hanno bene chiaro di cosa si stia parlando.
Anche a noi stessi magari le cose che vogliamo raccontare le abbiamo codificate in diverso modo, anche se siamo stati ad esempio nello stesso luogo.
Quel posto a me è piaciuto e a voi no!
Io sono stata bene e voi magari no, per questo o quel motivo.
Io ho beccato bel tempo e voi pioggia continua, vento, freddo-
Già solo in questo momento che ho nominato freddo pioggia vento avete immediatamente immaginato e capito le sensazioni che si possono provare.
Quindi codifichiamo le cose che ascoltiamo a seconda delle nostre esperienze.
E ognuno di noi ne ha una particolare che sta li, pronta a comparire tutte le volte di cui se ne parli.
La mia è speciale però perché anche se non se ne parli durante la giornata esce, si rispunta perché è talmente forte e piena e completa, che durante una giornata c’è qualcosa che me la ricorda che me la fa rispuntare che mi fa battere il cuore…
Un viaggio, un viaggio indimenticabile che per quanti pochi giorni sia durato, e a malincuore poi sia dovuta venire via, quei pochi giorni in confronto a un’intera vita, quel viaggio sia riuscito ad occupare una parte del mio cuore e mai più se ne andrà via…
Codice di comprensione: Australia.
Ventisei, un numero!
Ventisei per qualcuno può essere solo il doppio di 13, ma invece per me ha un valore diverso…
E quindi tutte le volte che lo sento mi fa star bene, perché mi ricorda una cosa impagabile e soprattutto incalcolabile…
Quando sento quel numero sono felice, anche se mi da da fare e parecchio pure…
So che vi sto incuriosendo ma se vi dicessi subito il motivo mi direste che sono scontato e noioso…
Io penso e spero che anche voi abbiate un numero che vi faccia pensare alla mia stessa cosa, perché è la cosa più bella del mondo.
Il calore, l’emozione, l’attesa, le luci, l’allegria, gli odori, i nastri, l’amore…
Si dai avete capito, dai parlo proprio di quello!
Il Natale!
So già che alcuni di voi avranno pensato: ma guarda che il natale è il 25!
Eh lo so, ma il mio 26 non è neanche una data, ma è il mio numero di regali che debbo fare, anzi no, non devo fare ma voglio fare perché mi piace.
Anzi non mi piace fare, ma di più, ci tengo proprio, sono tanti 26, ma per ognuno di loro per me è un emozione sia quando lo compro che quando la persona lo apre, e quindi mi preparo per tempo.
Pensate che il mese dopo Natale inizio già a pensare ai regali per il successivo… 26 tra genitori, fratelli, nipoti, zie, zii, cognati, cognate e via cosi…
Già quando li compro vedo quel momento indimenticabile che ci riuniamo in quella tavola imbandita , con tanto chiasso ma anche tanto amore e poi viene il momento, il momento dell’apertura pacchi, e quando viene aperto ogni regalo ricordo quando l’ho comprato e sorrido…
Sorrido perché sto rivivendo lo stesso identico momento, che rivivo tutte le volte che sento il mio 26.
Vi è mai capitato di soffermarvi a guardare i bambini quando guardano i loro nonni… e hanno quei grandi occhi pieni di gioia.
Quegli occhi pieni di curiosità, pieni di amore…
Mi fanno ricordare i miei occhi… erano uguali.
Quando guardo quei bambini, ricordo… si ricordo tutto.
E come se in quel momento rivivo tutta la mia infanzia attraverso i loro occhi…
Sono dei momenti pazzeschi e mi incanto proprio, perché è come se in quel momento la mia anima si trasferisse in quel bambino e attraverso i suoi occhi riuscisse a rivedere quel momento esatto…
E la cosa ancora più meravigliosa è che è sempre quel momento…
Il camino acceso, che scoppietta e schizza fuliggine ovunque, e sento mia mamma che mi dice: <stai lontano piccolo!> mi giro e c’è l’albero acceso pieno zeppo di addobbi e c’è anche quell’angioletto tutto storto che sembra quasi che sia stanco di fare l’angioletto… le luci intermittenti che colorano tutti i pacchetti coi nastri lucenti e mio padre che mi dice: <si aprono dopo quelli>
E poi arriva Nonna con una fetta di pane col sugo, e aveva quel profumo… si quel profumo che c’è solo quello…
E poi si sente da vicino: <dai lascialo stare> … è il Nonno sulla poltrona pronto sempre a salvarmi da qualsiasi situazione imbarazzante.
Certo tutto questo lo ricordo sempre, ma quando guardo quegli occhi riesco a riviverlo… riesco a ricordare anche tutta quella calda atmosfera piena di divertimento, felicità e affetto, sincerità, amore…
E tutto questo mi fa star bene, e tutti gli anni è sempre cosi…
E anche se mi vergogno a dirlo non vedo l’ora che arrivi il Natale perché in giro ci sono tutti quei bambini e hanno quegli occhi… e cosi io riesco a rivivere quei momenti…
Il regalo più bello che uno vorrebbe mai ricevere nella vita!
Avete mai pensato a quello che vediamo, si quello che vediamo dalla posizione in cui siamo…
Si dai ad esempio le persone che stanno alla nostra sinistra vedono il nostro profilo di sinistra e quelli a destra vedono l’altro no?!
Oppure quando noi guardiamo le cose se siamo alti 1 metro e 50, vediamo tutte le cose diversamente da chi è alto 1 metro e novanta se non 2…
Punti di vista!
Ma questi sono punti di vista oggettivi diversi da quelli che ci facciamo mentalmente… con cui magari guardiamo o pensiamo che siano gli altri…
Ma poi non si fermano solo qui i punti di vista, ci sono anche quelli di riflesso…
Come ci vediamo noi da dove ci vedono gli altri?
No non sto parlando di come immaginiamo ci vedono in prospettiva dal punto in cui sono, ma come noi ci preoccupiamo di come gli altri ci vedano internamente, da come ci vedono dentro, si, sto parlando di giudizio.
Ma del resto chi se ne frega no! Beh non è proprio cosi, ci danno un bel po’ da pensare in verità…
E soprattutto stiamo immaginando come gli altri ci vedono e quindi non può essere sicuramente un immagine limpida e chiara ma è sicuramente un riflesso e come tutti i riflessi è deformato, che poi cerchiamo di riformare sapendo come siamo.
Un bel giro contorto no?
E quindi perché fare tutto questo distorto riflesso, se poi dobbiamo ricomporlo con il nostro, perché dover metterci tutto questo dispendio di energie, per poi preoccuparci?
Come in tutte le più complesse formule matematiche anche qui abbiamo la soluzione.
E come in tutte le soluzioni quella più semplice è anche quella più corretta, vera, più umile, più sincera…
La consapevolezza di ciò che siamo e fregarcene di tutti gli altri riflessi…
Che ne dite se vi raccontassi una bella fiaba?
Una di quelle bellissime, dove ci sono i castelli incantati, i Re le Regine i Principi e le Principesse con i loro vestiti tutti luccicanti, e poi arrivava il Sovrano del regno vicino, la Strega maligna, e Lancillotto che si innamorava della Fata…
Una di quelle fiabe che chiudendo gli occhi ognuno di noi le può immaginare a suo piacimento…
Mille colori diversi per ognuno di noi…
Ma la fiaba che vi voglio raccontare è un po’ diversa, e secondo me, questa non avete mai sentita…
Parla di una bambina molto carina, anzi era talmente tanto bella che la vista non bastava per guardarla tutta!
A questa bambina piaceva raccontare le favole, e le narrava talmente tanto bene che chi le ascoltava arrivava ad immaginarsi, talmente tanto realmente la storia, che gli sembrava di essere all’interno della stessa.
Chi le ascoltava rimaneva quasi immobile, seduto, con gli occhi impietriti, pronto solo magari a fare qualche domanda per sapere in anticipo come andava a finire.
Ma lei non si lasciava certo fare impietosire da quegli occhi!
E continuava con il suo racconto dettagliato e furbamente cercava anche di aggiungere sempre più dettagli per non far vedere la fine in anticipo… ovviamente
I dettagli erano fondamentali, solo con essi si può vedere e magari ricordare.
Infatti l’uomo che ascoltava ogni tanto interrompeva la storia per fare qualche rima a piacimento cosi da provare a confondere la bambina…
Diciamo che voleva quasi rubarle gli occhi per un momento per vedere con i suoi…
E lei lo capiva e continuava la storia da dove lui magari l’aveva interrotta cosi come se gli occhi della bambina e dell’uomo fossero i medesimi e in quei momenti arrivassero a vedere le stesse identiche cose.
Gli stessi occhi per due persone…
Immagino che questa fiaba voi non l’abbiate mai sentita…
Infatti non l’avevo mai raccontata a nessuno…
Ma volevo ancora vedere…
Ciao Nonno…
…
State aspettando che io parli vero?
L’attesa… dai su non è poi cosi male attendere un po’, siamo sempre presi da mille cose.
Un po’ di attesa non fa mica male, ci fa pensare.
Quando siamo in coda al supermercato pensiamo se abbiamo comprato tutto e se quella rincoglionita si sbriga a passare i codici a barre.
Siamo in coda in banca o alla posta e pensiamo ai soldi, che diavolo avrà da chiedere quella davanti, che ci mette una vita.
Concerto, teatro o per i maschietti alla partita di pallone, dobbiamo entrare la fila è lunga, finalmente vedo i miei idoli, ma che cavolo non possono farci entrare subito, non capisco davvero quanto tempo ci voglia ancora…
Facciamo un esame, no non quelli di laboratorio, un esame scolastico di specializzazione e aspettiamo l’esito, siamo sicuri di aver fatto tutto bene ma c’era quella risposta che avrei potuto fare meglio… ma quanto ci mettono però a correggere il compito dai su…cavolo però…
L’esito di un esame, stavolta di laboratorio medico tipo le analisi del sangue… pensiamo nell’attesa… eh già stavolta mi sa che c’è qualcosa che non va, ho sempre quel fastidio… ma santo cielo non potrebbero fare un macchinario immediato per il responso ma uno si ammala di ansia ad aspettare…
Facciamo un concorso si si un concorso pubblico per trovare lavoro ad esempio… avete mai provato?
Mille attese, prima se vanno bene i documenti, poi se siamo accettati all’esame, poi quando sarà la prova… e pensiamo sia finito tutto quando finalmente abbiamo fatto la prova!
No! Manca l’esito, che non arriva mai!!
Cosa pensiamo? Bhe ve lo dico io cosa pensiamo che è il momento di modificare le regole perché le cose riescano a funzionare e partire alla velocità della luce.
Perché quando il gioco si fa duro, i duri non riescono aspettare e sono solo le regole che sono da cambiare…
Adesso basta!
Attendiamo che cambino le cose…
Non so se è capitato anche a voi, ma a volte ci chiedono di fare qualcosa che non avremmo mai pensato di voler fare.
Intendo qualcosa, non so, anche di puramente ludico e pensiamo… pressoché… o forse totalmente, di esserne in grado…
E quindi ci arrovelliamo il cervello nel domandarci, se farlo oppure non farlo.
La faccio o no?!
Ma a volte capita che l'attimo non permette di pensare, oppure non abbiamo tanta scelta e cosi... senza tanto indugio... senza tempo di chiederci se farlo oppure no... Si fa!
A volte invece abbiamo un po' di spazio per pensare, ma non tantissimo, e quindi dobbiamo prendere una decisione all'istante… e se ci pensate bene la prendiamo senza indugio ed è sempre positiva!
Perché come si dice ogni lasciata è persa…
A volte perché siamo obbligati, a volte perché dobbiamo aiutare qualcuno e a volte… e forse più che a volte, perché proviamo vergogna…
Vergogna di dire di no, per paura di essere derisi, per timore di non esserne in grado… di esserne all’altezza.
Ma ci sono invece quelle volte che siamo perfetti, ci chiedono la cosa giusta e non vediamo l’ora di farla, e siamo anche incredibilmente bravi cavolo!!
Provate a pensare tipo a una gara, si, 3 giri di corsa attorno al campetto, pronti partenza via! Al secondo giro sono il primo, ma che dire… non avevo dubbi, sono il più bravo, ormai è fatta, manca un soffio, ma cado per terra e mi passano tutti davanti… e io rimango li, fermo, e guardo gli altri che mi passano vicino. Sono caduto! Caduto! E non finirò mai la corsa.
No, non sono caduto, cosi ho detto, ma ho fatto finta di cadere…
Non so se è capitato anche a voi, ma a volte ci chiedono di fare qualcosa che non avremmo mai pensato di fare.
Intendo qualcosa, non so, anche di puramente ludico e pensiamo… pressoché di esserne in grado… di essere i migliori, ma forse non vogliamo essere i migliori.
Vincere, essere al centro di tutto, i complimenti, la gloria, gli applausi, la superiorità, gli esulti, la promozione, il trionfo, l’ego, il successo, la paura…
Non so se è capitato anche a voi, ma a volte ci chiedono di fare qualcosa che non avremmo mai pensato di fare.
Intendo qualcosa, non so, anche di puramente ludico e pensiamo… pressoché di esserne in grado… in grado di esserne solo spaventati.
Casa… Quante volte durante la nostra giornata ci pensiamo a tornarci…
A volte appena usciamo non vediamo l’ora di rientrarci.
Poi quando ci dobbiamo stare non vediamo l’ora di uscire…vabbè, ma questa è un'altra storia…
Casa… il nostro luogo, il luogo caldo, sicuro.
Quando siamo in casa guardiamo fuori dalla finestra e quando siamo fuori alziamo gli occhi e guardiamo la nostra casa da fuori e la pensiamo…
Se non c’è nessuno dentro però la pensiamo vuota e sola, se invece c’è qualcuno che ci aspetta ecco che cambia tutto.
Il nostro luogo sicuro e caldo comincia ad essere molto di più, comincia ad essere il nostro luogo senza tempo!
Il posto dove vorremo esserci sempre perché c’è lui dentro, che ci aspetta.
Il lui di cui parlo può essere diverso da persona a persona ma il mio lui non è una persona anche se è come se lo fosse…
Ahah dai, avete capito di cosa parlo… è il mio amico a quattro zampe…
Lui non sa dove vado o dove sono quando esco di casa, lui non sa quanto tempo passa prima che io torni, lui non sa cosa faccio, quali sono le mie scelte o quali sono le mie opinioni…
Lui non sa… ma non importa… a lui basta sentire il rumore dei miei passi e quello delle chiavi di casa per sapere che sono di ritorno a casa.
Un mammifero domestico intelligente e fedele che, non vede l’ora di tornare a casa quando è fuori, e non vede l’ora che io torni a casa, il miglior punto di vista della mia casa eh!
Il momento che mi avvicino, salgo le scale, tiro fuori le chiavi, mi comincia a battere il cuore, le pupille si dilatano, quasi mi trema la mano e faccio fatica ad infilarle, giro la chiave e il cuore batte sempre più forte apro, ed eccolo!
Coda che scodinzola a una velocità tale che neanche si riesce a vedere e poi…
Casa… ecco che questo luogo diventa, senza tempo, eterno.
Il mio luogo preferito che per un attimo mi fa dimenticare tutto, per diventare la persona più felice del mondo!