Il progetto muove i suoi primi passi nell'ottobre del 1997, quando quattro amici spinti dalla stessa passione musicale iniziano a ritrovarsi per suonare. Le prime sessioni sono guidate dall'esplorazione: improvvisazioni libere, fluide e intrise di sfumature psichedeliche che diventano subito la cifra stilistica del gruppo.
La formazione originale — battezzata semplicemente Flavour — vede Francesco Francia alla batteria, Paolo Feliciotti al basso, Giovanni Armadoro alle tastiere e Nicola Cruciani alla chitarra.
Fin dagli esordi, la band affianca alle prime esibizioni nei club locali un'intensa attività di scrittura. Ciò che distingue davvero i Flavour in questa prima fase è un approccio radicale e sperimentale all'improvvisazione: i brani originali e le cover vengono costantemente smontati e dilatati in lunghissime suite strumentali, dove il flusso creativo si sviluppa in tempo reale.
La testimonianza più fedele di questa stagione è l'album/bootleg I Maius MCMXCVIII, uno spaccato sonoro che raccoglie registrazioni dal vivo, sessioni in sala prove e un brano in studio a chiusura del lavoro. Stampato inizialmente su audiocassetta con il titolo palindromo "Was it a cat I saW?", il nastro viene poi digitalizzato nel 2001 e distribuito in tiratura limitatissima tra amici e sostenitori della prima ora.
Dopo una serie di concerti sul territorio, il percorso dei Flavour giunge a una naturale conclusione intorno al 2000, calando il sipario sul primo capitolo della loro storia.
Tra il 2002 e il 2004 si susseguono diversi tentativi di riassemblare la formazione originale, ma è Nicola Cruciani a rilevare il testimone del progetto, trasformandone l'identità in Flavour Sperimentale.
Questa nuova incarnazione nasce come un laboratorio aperto e collaborativo, spesso proiettato sulle prime piattaforme web e condiviso con artisti della rete. È un periodo di feconda esplorazione sommersa: nascono decine di bozze e tracce di ricerca, molte delle quali destinate a rimanere inedite.
Il primo tassello ufficiale di questo corso è ZU, un lavoro incentrato su studi e loop di pianoforte preparato. Distribuito su MySpace, l'album ottiene un riscontro timido, ma sulla stessa piattaforma si verifica un cortocircuito inatteso: l'album d'esordio della band originale intercetta il favore di una nuova nicchia di ascoltatori, superando la soglia degli 80.000 streaming.
Parallelamente, sotto la sigla Flavour Lab, Cruciani firma insieme a vari collaboratori una serie di uscite ufficiose che compaiono brevemente in rete per poi essere rimosse, alimentando un'aura quasi di culto per il materiale della band.
Nel 2006 arriva il secondo capitolo firmato Flavour Sperimentale: Elektronische Musik. Se ZU guardava all'acustica manipolata, questo nuovo lavoro sterza decisi verso l'elettronica pura, richiamando direttamente la lezione di Karlheinz Stockhausen e delle avanguardie colte del Novecento. La vena creativa di Flavour Lab prosegue poi negli anni successivi con due ulteriori capitoli di ricerca: Abstract like an Absence (2008) e By Hook or by Loop (2009).
Sul finire del 2006 la formazione storica prova nuovamente a riallacciare i fili con una serie di jam session, ma l'esperienza si esaurisce nel giro di un paio di mesi. Ciononostante, il motore del progetto non si arresta: Cruciani continua a scrivere, registrare e stringere sinergie con musicisti locali e contatti remoti, ponendo le basi per gli sviluppi futuri.
Dopo aver firmato alcuni brani per compilation di musica d'avanguardia, Flavour Sperimentale traccia una nuova rotazione di rotta. Il progetto torna alle proprie radici psichedeliche, attingendo a piene mani dalle sonorità Krautrock di fine anni '60 e dalle esplorazioni cosmiche dei primi Pink Floyd.
Da questa fascinazione prende forma la Trilogia Rosa: un trittico discografico che, con lucida consapevolezza e una sottile vena ironica, rivendica e omaggia l'immaginario sonoro del gruppo britannico.
Il primo capitolo, A Provision of Mirages (2008), fonde suggestioni raga con architetture lisergiche, evocando le atmosfere dilatate di A Saucerful of Secrets.
Nel 2009 segue Madamadama, un lavoro concettuale strutturato come un'indagine analitica sulle possibilità espressive dei singoli strumenti: si passa da partiture per pianoforte ad acquerelli acustici dal sapore bucolico, da esperimenti per lap steel e chitarra elettrica fino a collage sonori e studi ritmici per batteria e percussioni.
Il ciclo si chiude nel 2010 con Queen Moo Breakfast, un album incorniciato da due lunghe suite strumentali intervallate da trame musicali più brevi, intime e contemplative.
Conclusa la trilogia, Nicola Cruciani sospende temporaneamente il marchio Flavour Sperimentale per dedicarsi all'attività dal vivo con diverse cover band della scena locale. Ciononostante, la ricerca non si arresta: complice la rivoluzione delle tecnologie di home recording, Cruciani continua nel privato a catalogare spunti, affinare la produzione e accumulare materiale per i capitoli a venire.
Il 2015 segna una nuova ed eccezionale fase di fermento creativo. Dapprima sotto lo pseudonimo temporaneo Bar Psichedelico e subito dopo riappropriandosi del nome Flavour Sperimentale, Nicola Cruciani dà vita a Exalogia Colorum: un'ambiziosa pittura sonora articolata su sei album, sospesa al confine tra ambient, elettronica e psichedelia.
I sei capitoli che compongono l'opera — The Slight Shade of Fading, Polar Solstice, Yellow Jackets, Themes from the Lumber Room, Opus Grey e Nyctophilia — vivono inizialmente una genesi aperta e fluida. Alcuni lavori vengono resi disponibili in versioni provvisorie, con titoli alternativi poi ritirati o sottoposti a un lungo processo di revisione, trovando un assetto definitivo solo a distanza di anni. Questo dinamismo discografico spiega le incongruenze o i titoli "fantasma" presenti in molti archivi e database dedicati a Flavour Sperimentale, Bar Psichedelico e Flavour Lab.
Senza interrompere il flusso produttivo, il 2016 vede la nascita della Quadrilogia dell'Assenza, un ciclo di quattro album interamente incentrato sull'esplorazione di paesaggi ambient e minimalisti. Analogamente all'Exalogia, anche questo progetto attraversa una fase di assestamento prima di cristallizzarsi nella sua sequenza ufficiale: Onirica, Odissea Interstellare dell'Aringa Rossa, Didascalia di un Gesto, Hydrophonia.
Con questi due imponenti corpus di lavori, Flavour Sperimentale affina un metodo compositivo basato sulla trasformazione continua e sulla ricerca atmosferica, consolidando una discografia d'avanguardia sempre più ricca e stratificata.
Mentre il percorso di Nicola Cruciani si spinge sempre più nelle profondità dell'ambient, si verifica l'incontro con l'artista salernitano Vincenzo Lardo (in arte 240bpm). L'idea iniziale di Cruciani è quella di realizzare una monumentale suite ambient di quasi cinquanta minuti, divisa in quattro ampi paesaggi sonori dedicati agli elementi primordiali: Acqua, Terra, Fuoco e Aria.
Lardo, tuttavia, intuisce un'altra direzione e reinterpreta la materia prima, indirizzando la produzione verso strutture più pop, ariose e melodiche. È un'intuizione destinata a tracciare un punto di non ritorno, segnando uno spartiacque netto nella discografia di Flavour Sperimentale.
Nell'ottobre del 2017 vede così la luce In No Man's Land, un imponente concept album di 53 minuti — un formato decisamente più ampio rispetto ai lavori precedenti, raramente superiori alla mezz'ora. Il disco vive della feconda tensione tra i due mondi: pur conservando la natura narrativa del concept e ricchi inserti strumentali, l'opera si sviluppa attorno a brani immediati e di matrice pop. Per la prima volta, le linee vocali abbandonano il ruolo di semplice transizione tra le trame strumentali per diventare il vero motore portante dell'architettura sonora.
L'impatto del lavoro supera i confini discografici: nel 2018, Lardo dirige un collettivo studentesco del Liceo Severi di Salerno per la messa in scena di uno spettacolo musicale liberamente tratto dalle tematiche e dalle partiture del disco.
Nel frattempo, la complessa gestazione dell'album spinge Cruciani a riaprire una parentesi di pura ricerca cosmica. Nasce così sotto il marchio Flavour Sperimentale Эхо Космоса (Eco del Cosmo), un omaggio palese alle atmosfere dei Tangerine Dream e di Klaus Schulze, costruito su ipnotici ed estesi paesaggi sonori sintetici.
Questo lavoro rappresenta l'ultimo folgorante bagliore della fase puramente d'avanguardia: già nel 2019, Cruciani comincia a tracciare le basi per una nuova stagione compositiva, pronta a coniugare la complessità del passato con l'energia del rock-pop.
All'inizio del 2019, il nuovo corso pop-rock viene momentaneamente congelato dal ritorno in studio della formazione storica dei Flavour. Sebbene la ricomposizione del gruppo duri soltanto pochi mesi, la sintonia ritrovata basta a produrre materiale sufficiente per dare alla luce un nuovo capitolo: Say Goodbye to Winter. L'opera vive di un duplice animo: da un lato brani strutturati in studio, dall'altro due viscerali improvvisazioni registrate durante le prove che riallacciano direttamente i fili con le oceaniche jam session di vent'anni prima.
Chiusa la parentesi con la band e messa da parte l'idea di riportare la formazione storica dal vivo, Nicola Cruciani torna a concentrarsi sulle sue composizioni soliste. In questa fase si inserisce l'apporto di Giovanni Armadoro: il tastierista originale invia a Cruciani un corpus di studi e sonate per pianoforte. Inizialmente pensato come un album doppio — a contrasto tra le canzoni di Cruciani e la matrice classica di Armadoro —, il materiale pianistico trova infine una propria dignità autonoma nel disco Small Songs for a Smile, espandendo ulteriormente il catalogo espressivo del marchio Flavour Sperimentale.
Nel 2020, durante il periodo del lockdown, nasce una nuova e ambiziosa sinergia sotto la sigla M.E.N., che vede Cruciani affiancato da Vincenzo Lardo e dal musicista e compositore progressive Marco Grieco. Il trio lavora al concept album Spillover, un'opera complessa dalla lunga gestazione che vedrà la luce nell'ottobre del 2024 grazie alla pubblicazione con la prestigiosa etichetta Ma.Ra.Cash Records.
Nel frattempo, desideroso di infondere nuova linfa e un'impronta decisamente pop ai suoi brani solisti, Cruciani rinnova la collaborazione con Lardo/240bpm. Dopo due anni di affinamenti e ripensamenti, nel settembre 2021 esce You Were All Here, un album tematico sapientemente bilanciato tra pop rock e venature psichedeliche. L'accoglienza è calorosa, tanto da varcare i confini nazionali con la distribuzione da parte di netlabel in Francia, Stati Uniti, Messico e Germania.
Il 2022 porta con sé un grave lutto personale: la scomparsa del padre di Cruciani mette a dura prova la continuità stessa del progetto. Tuttavia, nel 2023 una serie di coincidenze riaccende i motori. Francesco Francia, Paolo Feliciotti e Nicola Cruciani si ritrovano per girare il videoclip di un singolo tratto da You Were All Here; l'intesa ritrovata spinge i tre — pur con l'assenza di Armadoro — a tornare ad calcare le scene per tre concerti locali. Ma l'equilibrio è precario: le divergenze interne, ormai croniche, portano all'irrimediabile e definitivo scioglimento della band originale al termine delle date. La reunion è comunque documentata dalla raccolta live Backflow, pubblicata nel novembre 2023.
Traendo forza dal dolore e dalla chiusura di questo lungo cerchio, Cruciani raccoglie le proprie idee compositive in un lavoro intimamente dedicato alla memoria del padre: The Infinite Horizon. Tra momenti d'intensa riflessione e aperture strumentali, e con le collaborazioni di Lardo e Armadoro, l'album traccia la rotta verso il futuro.
Nel 2024 Nicola Cruciani apre un nuovo fronte esplorativo, inaugurando un progetto dedicato alla canzone d'autore e alla musica pop italiana in collaborazione con il collettivo Nik & i Patafisici. Questo incontro lo spinge ad approfondire ulteriormente la componente più immediata e lirica della sua scrittura. Il frutto di questa sinergia è l'album La Giduglia, anticipata nel luglio del 2026 dall'uscita del primo singolo ufficiale.
Sempre nel 2024 si rinnova il sodalizio con Vincenzo Lardo: invitato come ospite d'onore alla presentazione dei due nuovi lavori solisti di Lardo (Old Shots e New Shots), Cruciani condivide con lui il palco per un set dal vivo che ripercorre i punti salienti del loro pluriennale percorso comune.
La spinta creativa prosegue nel 2025 con la pubblicazione di A Fleeting Sense of Perception, un lavoro maturo che sintetizza perfettamente tutte le anime del progetto: un fluido alternarsi di spunti rock, venature psichedeliche, aperture pop e rarefazioni ambient.
A suggellare un decennio di complicità artistica, tra la fine del 2025 e l'inizio del 2026 viene dato alle stampe Unplugged 0808 (registrato dal vivo nell'agosto precedente). Registrato con la sola ausilio di chitarre acustiche e voci, l'album spoglia i brani di Cruciani e Lardo da ogni orpello produttivo, restituendoli alla loro essenza originaria e donando nuova intensità e trasparenza ai testi.
Nel corso del 2026 trova spazio anche una nuova e audace sfida concettuale: REC-00//REC + VOX, un'opera basata sulla declamazione di componimenti poetici di Cruciani, interpretati da una pluralità di voci di diversa provenienza. Un cantiere volutamente aperto, privo di un punto d'arrivo definitivo — specchio fedele dell'intera parabola di Flavour Sperimentale. Un corpus di opere in continua metamorfosi, ciclicamente rivisitato, espanso e rielaborato, dove la ricerca della forma perfetta non è una meta, ma un orizzonte in perenne movimento.