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Ascetico dipinto che primeggia per una dalmatica e che potenzia i tratti somatici di un vecchio Santo nella compostezza
di erudito e traduttore della vulgata .Tela che ha le misure di 112 z 157 cm .Bellori il biografo ricorda l'inventario del Borghese
confermando la corretta attribuzione del Caravaggio.
E' proprio lo stesso Bellori a citare il cardinale come persona importante nella vita del pittore.
Citato anche in molte fonti per aver coperto dalle accuse di aggressione lo stesso Merisi ai danni del Pasqualone.
La tela potrebbe essere per la tesi del Calvesi un dono per i servigi prestati.
L'assenza di una pittura d'urgenza porta a ricredere la tesi del Marini che ne esamina in dimostrazione l'incompiutezza
del dipinto.
E' stato possibile realizzare una copia prestigiosa dalle misure di 100x140 cm :ripetere il dialogo del Santo ,in contemplazione autorevole
con il testo che legge ,sostenuto dalla mano attenta e complice dei particolari anatomici.
La dalmatica ,il tavolo con i decadenti pilastri e il panneggio bianco offerente un' ipotetica sensazione pungente 'di caduta vertiginosa degli oggetti''
permettono alla natura morta di competere scenicamente con la fisicita' decadente e consumata del Santo .
(Roberto Baserga.Analisi ''il San Gerolamo scrivente del Caravaggio''.)