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NATE PER COMMENTARE E ILLUSTRARE ROMANZI E SAGG,I SONO POI SONDATE NELLA PURA INVENZIONE SCOLLEGATA AI TESTI
Primi della classe
Dalle parole di un collega, studente come me al Politecnico di Torino, capii chi erano i veri primi della classe.. Lui abituato ai trenta e ai trenta e lode, si alzò dalla sedia di un esame antipatico anche a me, con un misero 23. Gli chiesi perché lo avesse accettato e mi rispose che aveva altri cinque voti bassi. "Mi chiedi perché li ho accettati? Perchè io studio solo le materie che mi piacciono , non sono un primo della classe , che studia ogni materia dalla prima consonante all'ultima vocale. Quelli, se esistesse un esame in cui bisogna mangiar cacca , mangerebbero cacca per tre mesi per prendere Trenta e lode all'esame di Mangiata di Cacca". Non li vedi sono perfetti inappuntabili , capelli a posto, dietro e davanti."
Odiava i VERI primi della classe ma , più che odiarli li disprezzava. Anche questo imparai al Politecnico, io che mi ero sempre trovato bene con i primi della classe. Ma aveva ragione una cosa erano i primi della classe e un'alta i Veri primi della classe. Gili Vitter Domenico e Giovanni di Collesecchie nelle elementari,
Perino alle medie inferiori, alla superiori non erano certo VERI primi della classe. che definiva "REPELLENTI, AMBIZIOSI, SGOMITANTI MA SEMPRE IMPECCABILI."
Oggi posso dire che quell'idea così precisa in lui, si è incarnata in me di fronte ai fantasmi di Draghi e della Vampira Van der Borderline. Entrambi facevano parte di quel gruppo, che, volendo sanzionare la Russia, sono riusciti nell'impossibile impresa di sanzionare noi. Siamo al cospetto di veri Draghi.
Questo non vuol certo dire che non fossero concettualmente preparati, o che in quanto allievi di scuole professionali , erano quel che erano e in quelle scuole in quegli allievi difettavano sia l’impegno sia la cultura appropriata. Questo lo dicevano in genere la quasi totalità dei professori delle scuole medie inferiori che confondevano manuale con manesco e finivano per consigliare agli allievi maneschi e ai genitori dei figli maschi che il loro destino, che il loro unico approdo possibile era non certo il liceo dove avrebbero solo perso tempo preso legnate ma una buona sana scuola professionale con tanto di laboratori dove i suddetti fracassoni e maneschi disturbatori, litigiosi, indiavolati, violenti avrebbero avuto la possibilità di sfogare i loro istinti e caratteracci litigiosi, menefreghisti, barbari. Chissà come si figuravano le scìuole professionali quelle teste poderose, quei cervelli elevati, normalizzati, civili e chic ma l’immagine richiamata doveva essere quella di rumorosi laboratori dove quei barbari violenti, armati di martelli, martellavano innocenti pezzi di lamiera dsu incolpevoli incudini e per completare l’opera martellavano le teste e i coiones dei loro compagni, nonché le teste dei loro insegnanti che se le meritano davvero quelle santi martellate perché qualche grosso peccato dovevano averlo compiuto per essere stati condannati a insegnare in certi posti, o che, se ci erano andati loro, dovevano essere per lo meno svalvolati di testa o autolesionisti o cretini dalla nascita per scegliere simili luoghi di penitenza dove oltretutto, mamma mia, gli allievi dicevano cose come cazzo, puttana maestra, scuola di merda, insegnante ecc. e passano il tempo a martellare incudini, lastre teste, quando non affettavano compagni e professori con seghe elettriche, o li inchiodavano ai muri con le sparachiodi.
PARTE DESTRA DI ULTIMA CENA