ANNO ALOISIANO 2026
Nel 2026 la Diocesi di Mantova dedica un anno a san Luigi Gonzaga, nel terzo centenario della sua canonizzazione. È un tempo di riscoperta di lui come "vivo", testimone attuale di come essere giovani ed essere cristiani sia possibile. Un'occasione di grazia intergenerazionale. Il mese di maggio ci aiuterà in questo percorso.
Eterno Padre, in nome di Gesù Cristo e per l’intercessione di Maria Vergine Immacolata, madre della Chiesa, mandaci lo Spirito Santo. Vieni Spirito Santo con i tuoi doni Illumina la nostre mente con la tua luce e accendi il nostro cuore con il tuo amore.
Preghiamo. Venga il Tuo Spirito, Signore, e ci trasformi interiormente con i Suoi doni: crei in noi un cuore nuovo, affinché possiamo piacere a Te e conformarci alla tua volontà. Per Cristo nostro Signore. Amen
LUNEDÌ – Ascolta la preghiera che ti rivolgiamo per le sorelle e i fratelli che vivono situazioni di povertà morale e materiale. Suscita nella nostra comunità occhi che sanno vedere, orecchie che sanno ascoltare, mani che non temono di sporcarsi e che si danno da fare per condividere e servire.
MARTEDÌ – Ti affidiamo, o Dio fonte di ogni consolazione, i malati e i sofferenti. Trovino conforto nella contemplazione della Passione del Tuo Figlio e nella condivisione con le sorelle e i fratelli che li amano e li curano.
MERCOLEDÌ – Accompagna con il dono del Tuo Spirito tutti i nostri bambini, ragazzi e giovani. Trovino adulti significativi per la loro crescita, orientino la vita al bene e al dono di sé, facciano dell’amore a Dio e al prossimo il senso e l’impegno delle loro giornate.
GIOVEDÌ – Preghiamo per Don Marco: il Signore con il dono della Sua Grazia nell’ordinazione presbiterale lo renda instancabile pastore secondo il Suo Cuore, affinché il sacramento che celebrerà all’altare riesca a viverlo nel popolo affidato alle sue cure.
VENERDÌ – In questo giorno nel quale meditiamo sulla Passione del Signore chiediamo la grazia che nella nostra comunità fioriscano sante vocazioni, che, come il buon samaritano, abbiano il coraggio di darsi da fare in prima persona e come il cireneo aiutino i fratelli a portare la croce.
SABATO – Chiediamo la tua benedizione per tutte le famiglie: abbiano il dono di essere focolari di amore e accoglienza, luoghi dove la vita viene rispettata, custodita e promossa. Ti chiediamo di riempire della tua presenza specialmente le famiglie in difficoltà.
DOMENICA – In questo giorno dedicato alla comunità cristiana preghiamo per la nostra Unità Pastorale affinché il Signore la renda casa accogliente per tutti, popolo di Dio in cammino che non lascia indietro nessuno.
OGNI GIORNO DELLA SETTIMANA – Ti chiediamo incessantemente e senza stancarci il dono della PACE, nei cuori, nelle famiglie e nel mondo intero. Illumina i governanti perché sappiano con saggezza e prudenza scegliere la via del dialogo e abbandonino la strada irrecuperabile della guerra.
Dal Vangelo secondo Luca (1,26-28.30-31)
L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te». L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù».
Con Maria – Dio sceglie Maria perché svolga un compito e un servizio. Ma prima di indicarle il servizio la invita alla gioia. Le chiamate di Dio sono sempre per un servizio, ma ancor prima sono una chiamata alla gioia. Il servizio è sempre preceduto da un dono. Il cammino che Maria è chiamata ad intraprendere accanto al figli Gesù è un cammino difficile. Ma c’è una sicurezza: “Il Signore è con te”.
Con San Luigi – Nel 1585 giunge la notizia che l’imperatore ha acconsentito al passaggio nella successione al marchesato da Luigi al fratello minore Rodolfo: finalmente Luigi può seguire la sua vocazione, andare a Roma e farsi gesuita! Durante la cerimonia di rinuncia formale alla primogenitura, Luigi risponde al suo precettore: “Non è stata tanto grande la sua allegrezze nel succedermi, quanto è stata la mia nel rinunciarvi […]. Dei due sono io quello più felice!”
Dal Vangelo secondo Luca (1,39-40. 41b-42.45)
In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».
Con Maria – Maria non rifiuta gli elogi di Elisabetta, ma li colloca nella giusta prospettiva. Ciò che sta avvenendo in lei è puro dono della bontà del Signore. È sempre il motivo della grazia, tema costante in tutta la storia della salvezza e tema costante di tutto l’agire di Dio.
Con San Luigi – Ebbe a dire S. Giovanni Paolo II nella sua visita a Castiglione delle Stiviere 1991: “Abbandonati gli abiti della nobiltà per indossare la povera tonaca del religioso, Luigi si separò “da tutto” per abbracciare “il Tutto”. Il motto che scelse per sé fu: “Come gli altri”. Luigi infatti lasciava alle spalle le origini principesche e non reclamava più in seno alla comunità una posizione di superiorità o di privilegio.
Dal Vangelo secondo Matteo (1,18-21)
Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: "Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati".
Con Maria – Leggendo i racconti dell’infanzia di Matteo (cc.1-2) ci si accorge che Maria di fatto è presente in tutte le scene, ma come in ombra, e senza dire una parola. Non occupa mai un posto centrale. La sua posizione è accanto al Figlio, condividendone le situazioni e il destino, il rifiuto e l’accoglienza. Una nota essenziale del discepolato evangelico è di essere alla sequela, ma sempre nell’ombra di Cristo.
Con San Luigi – L’infanzia costituisce una stagione decisiva per fare esperienza di Dio. Il Figlio di Dio si è fatto uomo e ha attraversato le diverse fasi della vita: l’infanzia, l’adolescenza, la giovinezza e l’età adulta, santificandole e rendendole significative dal punto di vista religioso. Iniziare alla fede non coincide con la somministrazione di alcune nozioni religiose, ma significa far entrare nell’esperienza della vita nuova, scaturita dal fonte battesimale e condivisa da una comunità accogliente ed esperta di forme efficaci dell’introdurre passo dopo passo i piccoli all’incontro con Gesù.
Dal Vangelo secondo Luca (2, 22b.25a.27-28)
Portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore. Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio.
Con Maria – Il Figlio di Dio ci viene incontro in un bambino di cui soltanto gli occhi della fede sanno penetrare il segreto. Dio si fa presente in una realtà quotidiana e normale, in un bambino che cresce in obbedienza, nel lavoro, in una famiglia di paese. Questa presenza del divino nel quotidiano fa molto riflettere, ed è insieme consolante e impegnativa. Consolante perché allora Dio va cercato nella vita quotidiana, nella vita di tutti, e non altrove. Impegnativa perché allora non si può far finta che le cose quotidiane siano di poco conto, trascurabili: sono invece il luogo in cui incontriamo (o rifiutiamo) la presenza di Dio.
Con San Luigi – L’esperienza di fede di un bambino ha soprattutto un sapore familiare, che si percepisce nei gesti dei genitori per i quali la fede innerva la vita quotidiana. Da qui il bisogno di una maggiore cura verso la Chiesa che vive nelle case. Oggi è richiesta una dislocazione e multiformità della presenza ecclesiale, a partire dagli sposi che nelle case esercitano il loro “sacerdozio genitoriale”.
Dal Vangelo secondo Luca (2,41-42.46.48-49)
I genitori di Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?».
Con Maria – Il ritrovamento di Gesù al tempio potrebbe sembrare un semplice episodio di vita familiare. E invece il suo significato è molto profondo. Quel che è certo è che sia il gesto di Gesù sia le sue parole rimasero enigmatici. Nascondevano qualcosa che si sarebbe svelato dopo. È l’identità profonda di Gesù che ancora non si è svelata. Bisognerà aspettare la Croce perché possa svelarsi con chiarezza.
Con San Luigi – L’ambiente militaresco del palazzo proposto dal padre appariva a Luigi in netto contrasto con la sua indole riflessiva e la delicata sensibilità spirituale coltivate dalla madre. Se ogni progetto pedagogico deve tener conto del contesto esterno e dei suoi condizionamenti, la vicenda di Luigi insegna che esistono anche ampi spazi di libertà, creatività e autodeterminazione soggettiva, che fanno sì che nessuna persona sia il mero esito della cultura dell’ambiente in cui vive, cresce e si forma.
Dal Vangelo secondo Matteo (3,16-17)
Appena battezzato, Gesù uscì dall'acqua: ed ecco, si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».
Con Maria – Come ogni discepolo e ogni credente anche Maria ha compiuto un itinerario: ha seguito il cammino del Figlio, che a poco a poco, in una specie di continuo contrasto tra gloria e debolezza, ha svelato non semplicemente di essere Figlio di Dio, ma il modo inatteso e sconcertante di esserlo. È questo lo spazio del cammino di Maria e del discepolo di ogni tempo.
Con San Luigi – Secondo un’antica biografia Luigi sarebbe stato battezzato prima di essere completamente nato. Oggi la questione del perché battezzare un bambino non si pone più in virtù della paura della morte, ma della preoccupazione per la riuscita della sua vita terrena, affinché sia un viaggio sensato, orientato e protetto.
Dal Vangelo secondo Giovanni (2,1-5)
In quel tempo vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela».
Con Maria – Maria indirizza verso Gesù e il suo compito è di condurre all’obbedienza e all’accoglienza della sua volontà. Il vero discepolo è chi fa qualsiasi cosa Gesù dica. Condurre a questa docilità è il compito fondamentale di Maria, come della Chiesa e di ogni cristiano.
Con San Luigi – Nel silenzio della sua camera e nella penombra della chiesa di famiglia dedicata a S. Sebastiano al castello, il piccolo Luigi coltiva il desiderio di amare Dio. In colloquio con la madre, Luigi, all’età di sette anni, afferma: “Voi avete detto che desiderereste avere un figlio religioso: credo che Dio vi farà la grazia, e credo che io sarò quello!”.
Dal Vangelo secondo Marco (1,14-15)
Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».
Con Maria – La maternità appartiene solo a Maria, invece nel suo atteggiamento credente c’è posto anche per altri. Maria assume la figura del discepolo. Per la sua fede è modello di tutti coloro che “ascoltano la parola e la osservano”. Qui la maternità di Maria è intesa già in termini molto profondi: non è solo maternità fisica, ma eminentemente una realtà spirituale. La maternità di Maria aveva profonde premesse nella sua vita personale, era inserita nella sua disponibilità e nella sua fede.
Con San Luigi – Luigi ha vissuto in prima persona l’esperienza evangelica del Regno di Dio, che “è simile a un tesoro nascosto nel campo” (Mt 13,44). Luigi ha trovato il tesoro che è Cristo e ha venduto – cioè messo a distanza e relativizzato – quella condizione di agiatezza che considerava una perdita rispetto alla sublime conoscenza di Cristo.
Dal Vangelo secondo Matteo (17, 1-2)
Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce.
Con Maria – Maria è kecharitomene, “piena di grazia”, espressione questa che si potrebbe forse tradurre meglio in altro modo: “Amata gratuitamente per sempre”. Questo nome nuovo di Maria dice immediatamente la gratuità e la fedeltà dell’amore di Dio, radice di ogni corretta comprensione di Dio, dell’uomo e del mondo. Di questa radice Maria è l’icona luminosa e trasparente. E in questa luminosa trasparenza sta la sua identità e la sua missione: essere il segno che ogni uomo è gratuitamente e fedelmente amato da Dio.
Con San Luigi – Luigi aveva vivo il desiderio del dono intatto e integro di tutta la sua persona, anima e corpo, compresi i sensi e gli affetti. La sua castità era anzitutto integrità, vita “secondo l’intero”, in cui corpo e anima risultano unificati. Dinanzi alla falsità e all’ipocrisia di facciata, Luigi ha scelto la via opposta, quella della semplicità, della trasparenza e della purezza, che è verità di se stessi e delle cose.
Dal Vangelo secondo Matteo (26,26)
Ora, mentre mangiavano, Gesù prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e, mentre lo dava ai discepoli, disse: «Prendete, mangiate: questo è il mio corpo».
Con Maria – Grazia e servizio: in questi due termini è racchiusa tutta la comprensione cristiana dell’uomo. La chiamata di Dio è stata da Maria compresa, accolta e vissuta dentro questo schema semplicissimo: il dono ricevuto si fa dono per tutti. È lo schema vissuto da Gesù Cristo, “venuto dal Padre (dono) per la vita degli uomini (servizio)”. Il dono e il servizio costituiscono il circolo della vita, quella di Dio come quella dell’uomo.
Con San Luigi – L’intensità del rapporto di Luigi con l’Eucaristia mette in evidenza l’esigenza di coltivare una fede profonda nella reale presenza di Cristo, compiendo in modo consapevole il gesto liturgico di comunicare al suo Corpo. Curare la nostra partecipazione rituale alla Messa – perché sia più consapevole, piena e sentita – non sarebbe sufficiente se questo non ci portasse a lasciarci trasformare dal sacramento che riceviamo. Noi, infatti, “diventiamo ciò che mangiamo”.
Dal Vangelo secondo Luca (22,44)
Al monte degli ulivi Gesù, entrato nella lotta, pregava più intensamente, e il suo sudore diventò come gocce di sangue che cadono a terra.
Con Maria – Maria è chiamata ad una progressiva comprensione della verità di Gesù come Figlio e Messia. Lo spazio del cammino è più in profondità: non se Messia e Figlio, ma quale Messia e Figlio. Da una parte la promessa (un Messia glorioso e potente) e dall’altra la storia (prima un bambino povero, segno di contraddizione, infine un uomo crocifisso, fonte di scandalo).
Con San Luigi – Il discepolo che vive la sequela del Signore non sceglie un’esistenza serena, protetta e semplificata. Sorprendentemente, la Scrittura non considera la tentazione come un male per gli uomini e arriva perfino a intravvedervi un segno dell’amore di Dio, laddove nel pieno di tale dolorosa esperienza possiamo sperimentarne il sostegno, la prossimità e la compassione.
Dal Vangelo secondo Matteo (27,26)
Pilato rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.
Con Maria - Anche ai piedi del Crocifisso Maria è veramente la figura perfetta del discepolo che ha percorso fino in fondo il cammino della fede, sia perché sa vedere nel Crocifisso il Figlio di Dio, sia perché ne condivide il dolore. Per essere discepolo occorre condividere il dolore di Cristo e degli uomini. Riconoscere il Figlio negli uomini amandolo negli uomini, condividere la sua Croce condividendo il dolore degli uomini.
Con San Luigi – La carità verso il prossimo rappresenta la dimensione “sociale” dell’amore per il Crocifisso e per l’Eucaristia impresso nell’anima e nel corpo di Luigi che ben si abbina al suo voto di verginità come disponibilità alla totalità del dono. La carità ci spinge a un “corpo a corpo” con il prossimo.
Dal Vangelo secondo Matteo (27,28-29)
I soldati spogliarono Gesù, gli fecero indossare un mantello scarlatto, intrecciarono una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero una canna nella mano destra. Poi, inginocchiandosi davanti a lui, lo deridevano: «Salve, re dei Giudei!».
Con Maria – Maria è associata al destino del Figlio. Maria avrà, dunque, lo stesso dolore del Figlio, ma nell’anima. Il dolore di Maria è il medesimo del Cristo: una stessa croce condivisa da ambedue. L’abbandono del Figlio è anche il suo, la crisi che coinvolge Gesù è anche la sua. La parola “sequela” qui non basta. Meglio dire “trasparenza”, come una sovrapposizione.
Con San Luigi - L’amore di Luigi per il Corpo crocifisso di Gesù e per il suo Corpo eucaristico ha sviluppato in lui il germe di una spiritualità oblativa e “sponsale”. Nell’Eucaristia è condensata l’esperienza dell’amore amato, che si lascia amare da Dio, e dell’amore amante per cui il cristiano restituisce l’amore ricevuto dal Padre come amore filiale e fraterno a immagine del Figlio Gesù. Un amore che si è corporalmente impresso in Luigi nella castità e nel sacrificio estremo di sé per la vita del fratello.
Dal Vangelo secondo Giovanni (19,17-18)
Gesù, portando la croce, si avviò verso il luogo detto del Cranio, in ebraico Gòlgota, dove lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall’altra, e Gesù in mezzo.
Con Maria – Tra le solenni parole dell’angelo all’annunciazione, che Maria ha ascoltato, e l’evento che ora vede, il contrasto è forte. Dunque la gloria e la povertà che pare contraddirla: questo è lo spazio della rivelazione di Gesù e questo è lo spazio dell’itinerario della fede. Gesù si rivela vivendo e sua madre (e ogni discepolo) lo comprendono standogli accanto.
Con San Luigi – Il 3 marzo 1591, Luigi tornando dalla consueta assistenza ai malati e moribondi nell’ospedale della Consolazione, si imbatté in un appestato morente, se lo caricò sulle spalle e lo portò all’ospizio. Contagiato dal supremo gesto d’amore, Luigi dovette mettersi a letto e vi restò per quattro mesi, spegnendosi lentamente. Il gesto finale dell’esistenza di Luigi è il supremo atto di amore eucaristico prolungato nel servizio offerto a Cristo presente nel “sacramento del fratello” specie se misero, povero e sofferente.
Dal Vangelo secondo Giovanni (19,25.30)
Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito.
Con Maria – Il silenzio di Maria ai piedi della Croce. Maria sembra non rispondere. Eppure risponde. Il suo silenzio esprime un sì detto con la vita. Rispondere significa condividere il destino di Gesù, stare con lui presso la croce. Tutto questo è come scolpito al vivo nella figura della Madre ai piedi del Figlio crocifisso. Ma rispondere significa anche compiere un ultimo atto nell’itinerario della fede: servire Gesù negli uomini, amandolo negli uomini. Quest’ultimo passo è, a volte, il più difficile.
Con San Luigi – Giunto all’ultimo tratto del suo cammino terreno Luigi non cessava di ripetere: “Me ne vado con gioia!”. La morte costituisce l’estremo atto di passività dell’uomo. La morte è l’atto ultimo del credente che apprende lungo tutta la vita l’arte di abbandonarsi con fiducia a Dio. Luigi si spense alle ventitré di venerdì 21 giugno 1591, pronunciando le sue ultime parole: “In manus tuas Domine”. L’arte di ben morire, infatti, è speculare all’arte di ben vivere.
Dal Vangelo secondo Luca (24, 1-6a.9)
Il primo giorno della settimana, al mattino presto le donne si recarono al sepolcro. Trovarono che la pietra era stata rimossa dal sepolcro e, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù. Le donne, impaurite, tenevano il volto chinato a terra, ma quelli dissero loro: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto». Ed esse annunciarono tutto questo agli Undici e a tutti gli altri.
Con Maria – Maria è la figura perfetta del discepolo e della Chiesa che vive la presenza del Signore risorto. Dio prende l’iniziativa, è Lui che sceglie Maria tra tutte le fanciulle di Israele. È sempre Dio che fa il primo passo. Di fronte ad un Dio che si comporta così, che mantiene sempre l’iniziativa, c’è posto soltanto per la disponibilità, l’accoglienza e il ringraziamento: le qualità di Maria.
Con San Luigi – Porre l’accento sulla grazia, la gratuità e la gratitudine come sostanza della fede cristiana, che è centrata sulla scoperta dell’amore preveniente di un Padre che è misericordia. Luigi è progredito spiritualmente proprio nella misura in cui ha preso le distanze da una religiosità basata sui timori, sui doveri sul fare dell’uomo per essere meritevole e non sentirsi costantemente in difetto davanti a Dio e in colpa con se stesso.
Dal Vangelo secondo Marco (16,19-20)
Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio. Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.
Con Maria – Maria, nel testo degli Atti degli Apostoli, appare distinta dal gruppo delle donne, in rilievo. Il testo la definisce “la madre di Gesù”. Ci dice che Maria, la madre di Gesù, è dentro la comunità e la sua vita, discepola e non solo madre della Chiesa. Maria vive la vita della Chiesa: per questo ne è il modello. Come prima ha vissuto l’itinerario di Gesù, così ora vive l’itinerario della comunità.
Con San Luigi – Le grandi crisi mondiali che si sono succedute negli ultimi anni hanno evidenziato che il compito della Chiesa non è quello di risolvere ogni tipo di problema sociale o umanitario. La comunità cristiana deve tornare all’essenziale della missione ecclesiale che consiste, anzitutto, nell’annuncio del Vangelo e nell’osservanza del comandamento dell’amore. L’attualità dell’esperienza di fede di Luigi sta nel passaggio da un cristianesimo ascetico ad un cristianesimo evangelico, centrato sulla virtù teologale dell’amore.
Dal Vangelo secondo Giovanni (20,19.22)
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo».
Con Maria – La vita della comunità è delineata da Luca con tre tratti: perseverante, in comunione, nella preghiera. Tutti e tre i termini sono presenti nella descrizione della comunità nata dalla Pentecoste e possono essere applicati facilmente anche alla madre di Gesù. Maria vive il suo discepolato dentro la comunità, in modo discreto, al punto che non solo il suo discepolato è dentro la Chiesa, ma addirittura sembra confondersi con il discepolato della Chiesa.
Con San Luigi – La comunione nell’amore – nel duplice aspetto della koinonia e dell’agape – è il cardine della novità cristiana, una croce che ha come asse verticale la comunione con la Trinità e come asse orizzontale la fraternità in Cristo. L’evoluzione spirituale di Luigi incrocia entrambi gli assi, in una profonda conversione dall’ascetismo individuale a una mistica della comunione, i cui tratti dell’amicizia e degli affetti si fondono con la ricerca del massimo bene dell’unione con Dio e dell’impegno apostolico.
Dal Vangelo secondo Luca (1,46-50)
Allora Maria disse: «L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente e Santo è il suo nome; di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono».
Con Maria – La spiegazione ultima dell’assunzione di Maria è l’amore fedele di Dio. Maria è il capolavoro dell’amore fedele di Dio e della sua predilezione per gli umili. Un capolavoro che assurge a simbolo, quasi uno specchio nel quale l’intero popolo di Dio può scorgere, ingranditi e purificati i suoi propri lineamenti. Anche la Chiesa è frutto dell’amore gratuito di Dio e della sua predilezione per gli umili.
Con San Luigi – La Chiesa di oggi deve riapprendere la grande possibilità insita nella grazia della penitenza perché sia liberata da tutti quegli aspetti di compromesso e complicità che mascherano la sua autentica essenza, che sono poi gli stessi contestati da Luigi: tiepidezza nella fede, abusi di potere, culto del personaggio, carrierismi, mancanza di rispetto per i fragili, assenza di uso sobrio e solidale dei beni, gelosie, polemiche ed esclusioni.
Dal libro dell’Apocalisse (12, 1-2.5)
Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle. Era incinta, e gridava per le doglie e il travaglio del parto. Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni.
Con Maria – La donna vestita di sole è l’antico popolo di Dio che ha generato il Messia. Ma è anche il popolo nuovo di Dio, la Chiesa, che continua a generare i figli di Dio: una Chiesa in balia della persecuzione e tuttavia protetta da Dio. La donna è, infine, Maria, punto conclusivo dell’Antico Testamento e passaggio verso il Nuovo, madre del Messia e immagine della Chiesa. A dispetto della sua arroganza, il dragone è irrimediabilmente sconfitto. Di questa grande certezza la glorificazione di Maria è il segno anticipatore: le forze del male sono vinte e la morte non è l’ultima parola.
Con San Luigi – Luigi è un giovane riuscito, un giovane felice, un “santo giovane”, in quanto la sua vita ha praticato le beatitudini nella loro interezza. La via delle beatitudini è un cammino di santità integrale che parte dal cuore, cambia la mente, attiva le opere, santifica le relazioni nell’incrocio degli assi verticali e orizzontali della carità, che trovano la loro sintesi nella presenza di Cristo nel Corpo eucaristico, nel corpo ecclesiale e nel corpo del povero.
Kýrie, eléison Kýrie, eléison
Christe, eléison Christe, eléison
Kýrie, eléison Kýrie, eléison
Dio Padre, nostro creatore abbi pietà di noi Dio
Figlio, nostro redentore abbi pietà di noi Dio
Spirito, nostro santificatore abbi pietà di noi
Santa Trinità, unico Dio e Signore abbi pietà di noi
Nella tua misericordia salvaci, Signore
Da ogni male salvaci, Signore
Da ogni peccato salvaci, Signore
Dalle insidie del diavolo salvaci, Signore
Dall’odio e dalla violenza salvaci, Signore
Dalla malvagità e dall’ingiustizia salvaci, Signore
Dalla morte eterna salvaci, Signore
Per la tua incarnazione salvaci, Signore
Per la tua nascita salvaci, Signore
Per la tua passione e la tua croce salvaci, Signore
Per la tua morte e sepoltura salvaci, Signore
Per la tua santa risurrezione salvaci, Signore
Per la tua gloriosa ascensione salvaci, Signore
Per il dono dello Spirito Santo salvaci, Signore
Per la tua venuta nella gloria salvaci, Signore
Per il dono della tua presenza eucaristica salvaci, Signore
Cristo, Figlio del Dio vivo salvaci, Signore
Tu che sei venuto in questo mondo salvaci, Signore
Tu che sei stato appeso alla croce salvaci, Signore
Tu che ti sei consegnato alla morte x noi salvaci, Signore
Tu che hai versato il tuo Sangue per noi salvaci, Signore
Tu che sei posto nel sepolcro salvaci, Signore
Tu che sei disceso agli inferi salvaci, Signore
Tu che sei risorto dai morti salvaci, Signore
Tu che sei asceso al cielo salvaci, Signore
Tu che hai effuso lo Spirito agli Apostoli salvaci, Signore
Tu che siedi alla destra del Padre salvaci, Signore
Tu che verrai a giudicare i vivi e i morti salvaci, Signore
Libera l’umanità dalla fame, dalla guerra e da ogni sciagura ascoltaci, Signore.
Dona al mondo intero la giustizia e la pace ascoltaci, Signore.
Difendi i perseguitati a causa della giustizia ascoltaci, Signore.
Ridona la patria agli esuli ascoltaci, Signore
Conforta i tuoi figli prigionieri della violenza, ascoltaci Signore
Sostieni e consola i nostri fratelli infermi e sofferenti ascoltaci, Signore
Accogli la nostra supplica per coloro che si affidano alla nostra preghiera ascoltaci Signore
Prega per noi, santa Madre di Dio,
affinché saremo fatti degni delle promesse di Cristo
PREGHIAMO: Concedi ai tuoi fedeli, Signore Dio nostro, di godere sempre la salute del corpo e dello spirito, per la gloriosa intercessione di Maria santissima, sempre vergine, salvaci dai mali che ora ci rattristano e guidaci alla gioia senza fine. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Padre celeste, il tuo amore è un mare senza confini.
Tu che fai bene ogni cosa hai attirato a te il cuore del giovane Luigi e lo hai chiamato a somigliare a Gesù crocifisso fino al martirio della carità per soccorrere i fratelli bisognosi.
Signore Gesù, che hai donato a san Luigi un cuore sensibile e deciso per sua intercessione concedici le grazie di cui abbiamo bisogno. Donaci intelligenza profonda per comprendere il tuo mistero, sentimento puro per vedere in tutto la tua presenza, fortezza salda per contrastare il male, libertà autentica per accogliere la missione che ci affidi, gioia piena nel glorificare il tuo santo Nome.
Spirito di carità, che hai acceso nel cuore di san Luigi il desiderio di essere “come gli altri” e interamente per gli altri, santifica tutto il nostro essere e rendilo capace di donarsi con rispetto e gratuità; rafforzaci nella speranza di giungere al porto del Paradiso per godere insieme il dolce e caro abbraccio del Padre. Amen.
Dio Padre che ci attende nel suo regno di gloria, ci doni la sua benedizione. Amen.
Cristo Signore, che regna nel cielo con la Madre sua, illumini i passi del nostro cammino su questa terra. Amen.
Lo Spirito di santità ci aiuti a vivere secondo il Vangelo cosi da raggiungere, un giorno, la patria celeste. Amen.
Ci benedica Dio onnipotente: Padre e Figlio e Spirito Santo. Amen.