Mercoledì 23 settembre - ore 20:30
Prova coro
(Tutte le sezioni/M° Dal Dosso)
Giovedì 24 settembre
ore 19:30 - 20:30
Studio e ripasso sezione soprani
(Tiziana Tagliavia)
ore 20:30 - 22:30
Studio e ripasso collettivo
(Tutte le sezioni/M° Dal Dosso)
* Attività facoltativa
Mercoledì 30 settembre - ore 20:30
Prova coro
(Tutte le sezioni/M° Dal Dosso)
Sabato 3 ottobre - ore 20:45
Concerto "Sia laudato San Francesco"
Stiamo cercando voci maschili, tenori e bassi, per scrivere insieme nuove armonie e riscoprire il piacere di cantare in gruppo. Non servono esperienze pregresse, ma passione, apertura e voglia di mettersi in gioco. Che tu sia un appassionato di musica, un cantante alle prime armi o un musicista che vuole ritrovare la gioia del canto corale, questa è un’occasione per far parte di una comunità in cui le voci si intrecciano, si sostengono e si valorizzano a vicenda.
Perché unirti a noi?
- Per fare musica insieme in un ambiente accogliente e stimolante
- Per esplorare un repertorio interessante
- Per crescere artisticamente in compagnia di altre voci appassionate
- Per vivere l’emozione dei concerti condividendo la bellezza del canto corale.
Se senti che questa è la tua occasione per ritrovare la gioia del canto o per scoprire un nuovo modo di esprimerti, contattaci! Saremmo felici di averti con noi.
Scrivici a: direttore@ensemblevocaledicaldiero.it
📞 348 9983179 (WhatsApp)
Unisciti a noi. Il coro ti aspetta.
Arena di Verona Opera Festival 2026
Le recensioni di GBOpera
F. Schubert: Die Taubenpost
Die Taubenpost (La posta del piccione viaggiatore) è l’ultimo lied composto da Franz Schubert nell’ottobre del 1828, su testo del poeta austriaco Johann Gabriel Seidl. Questo brano, apparentemente semplice, racchiude in sé l’essenza del Romanticismo: la nostalgia (Sehnsucht), il desiderio struggente e la malinconia, diventando quasi un testamento musicale del compositore, che sarebbe morto poche settimane dopo, a soli 31 anni. Già malato e consapevole della sua fine imminente, riversava nelle sue opere una profondità emotiva senza pari.
Il testo è tratto da una poesia di Johann Gabriel Seidl (1804–1875), poeta, drammaturgo e anche esploratore, noto per la sua capacità di intrecciare temi naturali e sentimenti umani. Il colombo, animale simbolo di pace e messaggero, diventa in questa poesia l’emblema della Sehnsucht: un desiderio irraggiungibile, un languore d’amore che si fa portatore di emozioni e ricordi. Inserito nel ciclo Schwanengesang (Il canto del cigno) D 957, si pensa che Die Taubenpost sia stato arbitrariamente aggiunto alla raccolta dall'editore, ma che ciò non fosse nelle intenzioni originali del compositore.
Hanno detto
... Ma sono tanti i buoni in quell'epoca che non si sa quale scegliere. Palestrina (in primis et ante omnia), Victoria, Luca Marenzio (scrittore purissimo), Allegri (quello del Miserere) e tanti altri buoni scrittori di quel secolo, ad eccezione di Monteverdi che disponeva male le parti. Carissimi, Cavalli, Lotti, Alessandro Scarlatti (che ha tesori anche di armonia), Marcello, Leo, Pergolesi, Jommelli, Piccinni.
Fra le vecchie cose meno nojose vi è un mottetto di Vittoria... proprio bello, sublime: eseguito bene senza i coloriti aggiunti dai maestri francesi potrebbe fare grandissimo effetto. Se poi si potesse scambiare il nome di Vittoria in quello, per esempio, di Bach, Voi otterreste un esito di fanatismo; ed il nome di Bach non sarebbe disonorato perché Egli, il gigante, il colosso, l'indefinibile non ha mai saputo scrivere per le voci in quel modo! ... Che bestemmie! E' detta!
(Giuseppe Verdi, Lettera a Giulio Ricordi, febbraio 1880)
Torniamo dunque all'antico, ma si obblighino le scuole a tornarci; senza essere obbligate non ci torneranno mai. Nei programmi governativi dei ginnasi e dei licei è obbligatorio lo studio di Virgilio, d'Orazio, di Lucrezio, di Cicerone. Così pure io credo che debba essere obbligatorio nei Conservatori lo studio di Palestrina e degli altri sommi musicisti italiani del XVI, XVII e XVIII secolo. Quella è la retta via, quello è lo studio che si deve fare nelle scuole e nelle esercitazioni vocali. Bisogna rialzare l'arte delle voci, ritemprarla nella piena onda sonora delle parti di Palestrina. Obbligare i giovani studenti, che appena nati balbettano astruserie, obbligarli a lavarsi in quell'onda, a lavarsi in quella purezza. I compositori muterebbero animo, i cantanti se ne gioverebbero anche. Compositori e cantanti, ecco il marcio degli studi odierni ed è a questo che conviene porre rimedio.
(4 ottobre 1887)