Le attività del coro sono sospese per la pausa estiva.
Riprenderanno mercoledì 9 settembre con il consueto orario.
Per qualsiasi richiesta siete pregati di contattare i recapiti sottostanti
info@ensemblevocaledicaldiero.it 348 9983179 (WhatsApp)
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... Ma sono tanti i buoni in quell'epoca che non si sa quale scegliere. Palestrina (in primis et ante omnia), Victoria, Luca Marenzio (scrittore purissimo), Allegri (quello del Miserere) e tanti altri buoni scrittori di quel secolo, ad eccezione di Monteverdi che disponeva male le parti. Carissimi, Cavalli, Lotti, Alessandro Scarlatti (che ha tesori anche di armonia), Marcello, Leo, Pergolesi, Jommelli, Piccinni.
Fra le vecchie cose meno nojose vi è un mottetto di Vittoria... proprio bello, sublime: eseguito bene senza i coloriti aggiunti dai maestri francesi potrebbe fare grandissimo effetto. Se poi si potesse scambiare il nome di Vittoria in quello, per esempio, di Bach, Voi otterreste un esito di fanatismo; ed il nome di Bach non sarebbe disonorato perché Egli, il gigante, il colosso, l'indefinibile non ha mai saputo scrivere per le voci in quel modo! ... Che bestemmie! E' detta!
(Giuseppe Verdi, Lettera a Giulio Ricordi, febbraio 1880)
Torniamo dunque all'antico, ma si obblighino le scuole a tornarci; senza essere obbligate non ci torneranno mai. Nei programmi governativi dei ginnasi e dei licei è obbligatorio lo studio di Virgilio, d'Orazio, di Lucrezio, di Cicerone. Così pure io credo che debba essere obbligatorio nei Conservatori lo studio di Palestrina e degli altri sommi musicisti italiani del XVI, XVII e XVIII secolo. Quella è la retta via, quello è lo studio che si deve fare nelle scuole e nelle esercitazioni vocali. Bisogna rialzare l'arte delle voci, ritemprarla nella piena onda sonora delle parti di Palestrina. Obbligare i giovani studenti, che appena nati balbettano astruserie, obbligarli a lavarsi in quell'onda, a lavarsi in quella purezza. I compositori muterebbero animo, i cantanti se ne gioverebbero anche. Compositori e cantanti, ecco il marcio degli studi odierni ed è a questo che conviene porre rimedio.
(4 ottobre 1887)