Le superfici sporche, abrase e disturbate evocano distruzione, censura e violenza visiva, mentre lo sguardo resta il centro dell’intero lavoro. Anche quando il volto sembra dissolversi, continua in qualche modo a riaffiorare.
La sequenza si ispira al concetto di opposizione contenuto in Refuse/Resist, brano dei Sepultura pubblicato nel 1993. Un riferimento che attraversa il progetto come tensione verso il rifiuto della cancellazione e dell’invisibilità.
Queste opere non vogliono documentare un evento specifico ma riflettere su ciò che accade quando un’identità viene continuamente coperta, ridotta o negata, come accade oggi alla popolazione palestinese.

PROGETTO