In questa serie fotografica ho esplorato il corpo come luogo di rinascita, muovendomi in una dimensione che richiama la tensione simbolista di George Frederic Watts.
Ho cercato un’affinità spirituale. La figura umana qui è appena evocata. Il corpo diventa passaggio di un’energia che supera la materia.
Le immagini si muovono dentro il mosso inteso come linguaggio. Un modo per sottrarre la forma alla gravità e lasciarla fluire, dove volto e carne diventano eco, proiezione, spirito in transito dentro un’ambientazione gotica che oggi appare più attuale che mai.
La luce incide il nero e affiora tra drappi, radici, veli e frammenti di gesto. Ne nasce una scena quasi metafisica. Una figura trattenuta nella propria ascesa, un’icona che tenta di liberarsi, un corpo che emerge e ricade, più vicino al simbolo che alla carne.

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