Pelle è un’indagine sulla zona più esposta e vulnerabile del corpo umano, il luogo in cui l’individuo entra in contatto con il mondo e ne trattiene le tracce. Il progetto affronta la carne come materia sensibile, come spazio di memoria e come superficie che registra tensioni, contrazioni e trasformazioni interiori.
Questo contributo mette in risalto il valore delle imperfezioni del corpo e afferma una visione della bellezza femminile non convenzionale, fondata sul rispetto e sulla complessità corporea. In un contesto sociale in cui il ruolo della donna è sempre più strumentalizzato, Pelle si configura come un gesto di rimostranza visiva e si oppone a un sistema chiuso e maschilista che continua a riaffermarsi con forza.
Il nero non è soltanto una scelta estetica ma costruisce una condizione percettiva primaria, un ambiente denso e originario in cui la figura sembra riemergere gradualmente, come se fosse ancora in fase di formazione. La fotografia colloca il corpo in uno spazio diretto e privo di protezioni, enfatizzando gesto e postura.
Il lavoro non propone un percorso lineare né una narrazione ricomposta ma offre una costellazione di presenze e frammenti che interrogano lo sguardo e rendono visibile ciò che solitamente rimane implicito e sottratto alla rappresentazione dominante.

SVILUPPO