Quando si è vittima o spettatore di esperienze traumatiche, sconvolgenti come abusi, gravi incidenti, gravi lesioni, minacce di morte, minaccia all’integrità e alla salute fisica. Quando la persona ha vissuto, ha assistito o si è occupata per ragioni anche professionali (Medici, Infermieri, Assistenti, Agenti della Sicurezza Pubblica, Forze dell’Ordine, Militari…), di eventi altamente traumatizzanti che hanno implicato la morte e la sofferenza altrui, durante momenti di emergenza, guerra, disastri naturali ecc…. I vissuti che si manifestano sono un profondo, drammatico senso di paura, impotenza, orrore. Sentimenti che quotidianamente minano la serenità con incubi, pensieri, immagini e percezioni intrusive e ricorrenti, con azioni e sensazioni come se l’evento traumatico si stesse ripresentando, con agiti di evitamento degli stimoli o situazioni associati al trauma. Se non curato tale disturbo può cronicizzarsi, con conseguenze deleterie sul piano personale, sociale e professionale.
La terapia breve strategica permette alla persona di rielaborare e ristrutturare tali esperienze traumatiche, tramite un graduale, accogliente lavoro di ascolto e ricostruzione.
“Ogni uomo è due uomini: uno è desto nelle tenebre, l’altro dorme nella luce” K. Gibran.
Non c’è parola più usata e in parte anche abusata del termine depressione, perché sotto questo termine si apre un ventaglio multiforme di stati dell’umore. La psichiatria moderna la definisce “la malattia del secolo”, quando invece sembra sia una condizione assai antica, che affonda le sue radici nelle pratiche mediche elleniche, “la bile nera” di Ippocrate, passando per il “mal di esistere” degli esistenzialisti, fino ai giorni nostri spesso chiusa nelle prigioni delle relazioni virtuali… Si tratta di una patologia sicuramente grave, che ha molteplici sfaccettature ed espressioni, spesso essa è la maschera di un trauma, di un disturbo di personalità, di una paranoia, di un grave disturbo ossessivo-compulsivo, di un attacco di panico …In questa cornice la depressione non è una malattia, ma una sofferenza, che è spesso conseguenza di disagi diversi, accomunati tutti da una specifica reazione quella della rinuncia. La persona depressa ha quindi ceduto tutte le sue armi alla rinuncia, subendo la realtà in modo impotente, non c’è più luce, solo il buio. La persona depressa non è più in grado di affrontare nulla, non è più in grado di combattere.
Ciò che è essenziale dire, è che la depressione per quanto complessa e invalidante sia per la persona e il suo sistema di relazioni, non è incurabile e che il suo superamento non richiede per forza terapie lunghe, ma è possibile uscirne con un intervento clinico breve strategico, mirato a sbloccare il meccanismo vittimistico bloccato nella relazione che i pazienti strutturano con se stessi, con gli altri e con il mondo.
“Non c’è notte che non veda il giorno” G. Nardone.
Quando la nostra mente s’intrappola nella paura patologica e nel panico, si scatena improvvisamente una tempesta devastante, con tachicardia, mancanza d’aria, respiro affannoso, dolore al petto, confusione mentale, sensazione di svenire, di impazzire, di morire!
E’ un terrore violento che lascia spossati, angosciati in preda al terrore e all’evitamento.
La terapia breve strategica in poche sedute, è in grado di sbloccare la trappola del panico, trasformando la paura invalidante in vitale coraggio.
“Nulla intimorisce di più l’uomo delle proprie sensazioni fisiche” Eraclito.
La paura angosciosa, persistente e ossessionante di avere una malattia o una serie di malattie nefaste come tumori, patologie degenerative. Una paura che domina l’intera giornata, in cui impera il terrore costante di potere sviluppare una malattia dolorosa o incorrere in una morte violenta e fulminante. La persona in preda a questi disturbi, è costretta a continui esami clinici, rassicurazioni mediche e specialistiche, dominata da un vero e reale terrore, che mina la vita quotidiana, le relazioni e il lavoro.
Ipocondria “classica”:
Ipocondria somatica:
Paura dell’infarto/ictus (cardiofobia)
Paura di una malattia specifica (patofobia)
Paura della morte (tanatofobia)
Paura del sangue/iniezioni/ferite/operazioni (iatrofobia)
Negazione di una malattia
La Terapia breve strategica permette di uscire da questi circoli viziosi nei quali s’ingabbia la mente ipocondriaca, utilizzando strategie e stratagemmi studiati ad hoc, che permettono in modo quasi “magico” di uscire in tempi brevi dalla paura delle malattie.
I PENSIERI OSSESSIVI: ossessione di ferire, di uccidere, suicidarsi, di contaminarsi, d’impazzire, di “farsela addosso”, ossessioni mortifere, di bestemmiare in pubblico, di violentare, il ripetersi mentale di sequenze di parole e numeri e molte altre ancora!. Un assedio di pensieri brutti e cattivi.
PENSIERI E RITUALI: quando il pensiero si traduce in azioni ripetute di pulizia, sterilizzazione, lavaggio, in rituali in cui ci si strappa capelli e peli, ci si taglia, rituali senza tregua, irrefrenabili, pena un’angoscia sconvolgente o paradossalmente pena un piacere irrinunciabile, rituali che inchiodano la persona per giorni interi senza possibilità di scampo nelle prigioni del controllo che fa perdere il controllo.
La terapia breve strategica come strumento di liberazione della mente ossessiva dalle sue prigioni, in cui l’arte della flessibilità contro la rigidità, è l’arma vincente.
“Prima di valutare se una risposta è esatta, si deve valutare se la domanda è corretta” Kant.
Quando il pensiero da strumento di riflessione, si trasforma in un tortuoso labirinto di sofferenza e di blocco decisionale, in cui diventa impossibile decidere e le sole soluzioni paiono essere un dubitare continuo, la sospensione della decisione e la delega.
La terapia breve strategica permette di riorientare la distorsione del pensiero per riscoprirne le potenzialità.
la perdita di una persona cara, di un famigliare, è un evento estremamente doloroso. Un dolore che va vissuto in tutta la sua intensità, ma se questo dolore rimane una ferita aperta e sanguinante per lungo tempo può creare angoscia, senso d’impotenza, rinuncia, una profonda solitudine, depressione, irritabilità, vissuti di rabbia.
Esperienze di lutto, di abbandono o di separazione dal compagno/a, possono creare profondi disagi, insicurezza, disistima, rabbia mista al dolore per la separazione, esperienze che inficiano col tempo, la vita personale sociale e lavorativa.
“Diffido, dubito, non mi fido e alla fine mi ritiro”
Paranoia
Paura del rifiuito
Paura di sbagliare
Paura di fare brutta figura
Bassa Autostima
La Terapia Breve Strategica permette di aiutare la persona dubbiosa, timorosa, insicura verso gli altri o verso se stessa, attraverso un percorso di ristrutturazione profonda di certezze paranoiche, dubbi paure paranoiche, restituendole sicurezza e piacere nella relazione con gli altri e con se stessa.
Quel fastidioso, quanto insidioso ronzio nell’orecchio/e.
Attraverso la Terapia Breve Strategica è possibile ridurre e risolvere un disturbo tanto fastidioso e invalidante.
Attraverso la Terapia Breve Strategica è possibile analizzare i meccanismi che inficiano il sonno e attraverso specifici protocolli d’intervento, stratagemmi e specifiche prescrizioni risolvere il disturbo.
“Il Piacere è l’unica cosa su cui valga la pena di avere una teoria” Oscar Wilde.
Quando un’esperienza così istintiva, piena, gratificante, può diventare davvero un incubo e fonte di ansia, senso di inadeguatezza, paura di fallire e isolamento, emozioni che inibiscono il piacere, ostacolandone la piena espressione nella coppia e nella realizzazione personale.
Quando la tecnologia e i social network entrano nella vita personale e sessuale delle persone, spesso impoverendole in una dimensione virtuale, che raramente si traduce in rapporti autentici, reali e soddisfacenti.
La sindrome del sesso solitario
Cybersex
Masturbazione compulsiva
Eiaculazione precoce
Eiaculazione ritardata
Disturbo del desiderio sessuale ipoattivo
Disturbo erettile
Disturbo dell’orgasmo femminile
Disturbo del dolore genito-pelvico e della penetrazione
Blocco della prestazione nello studio
Difficoltà di apprendimento e metodi di studio
Strategie e metodi di studio efficaci
QUANDO LA PASSIONE E L’AMORE DIVENTANO ESPRESSIONI DISSENNATE FINO ALL’INDIFFERENZA E ALLA VIOLENZA.
Nella danza tra dipendenza e autonomia si gioca la relazione affettiva con il compagno/a, con i figli, con gli amici, con i colleghi di lavoro. Ogni essere umano nasce con il bisogno di costruire continui legami, ma al contempo ne è spaventato: la paure, il timore del tradimento della fiducia data, il senso di vergogna e di disistima personale, la freddezza e il gelo emotivo, possono attivare schemi di comportamento relazionale in cui risuonano ambivalenze e angosce spesso fatalmente realizzando profezie che si auto avverano.
Ma è proprio nella relazione e nei legami che troviamo sollievo, riparazione e profonda crescita personale!
Le forme patologiche :
Disturbo della relazione passivo-dipendente “Ti amo perché ho bisogno di te”
La Co-dipendenza “Ti amo perché hai bisogno di me”
Disturbo della relazione aggressivo-dipendente “Ti odio perché somigli a me”
La contro-dipendenza “Non ti amo e non ho bisogno di te”
La terapia breve strategica permette di chiarire e ristrutturare queste forme di legame patologico presenti nella coppia, nel rapporto con i figli e nelle relazioni sociali, con l’obiettivo di costruire nuovi equilibri personali e di coppia, nuovi scenari attraverso soluzioni creative, che risveglino la voglia di vivere, credere e rischiare nella relazione.
“Quando il cibo da piacere diventa una prigione”.
Le problematiche alimentari trattate sono le seguenti:
Anoressia giovanile
Bulimia
Vomiting
Binge Eating