Immaginario
Dieci disegni di Elena Latini
Elena Latini mi ha chiesto di dire qualche parola, una breve introduzione alle opere che oggi espone in questa bella libreria.
Conosco Elena da molti anni, da quando frequentava l’Accademia di Belle Arti, ho sempre guardato con grande interesse e ammirazione i suoi lavori e allora parlare di lei, del suo percorso artistico dovrebbe essere per me abbastanza facile. È vero invece il contrario perché Elena è una persona che fa della concisione e del rigore il centro profondo del suo impegno morale e artistico e allora ogni pensiero, ogni commento rischia di apparire invadente o superfluo.
Cercando dunque una piccola chiave di lettura, una breve riflessione che mi consentisse di avvicinarmi alla silenziosa poesia dei suoi disegni, mi ha improvvisamente illuminato il pensiero di un grande maestro Sufi del XIII secolo. Parlo di Ibn 'Atā' Allāh che in una sua opera, Sentenze e colloquio mistico, scrive questa sentenza: “Se non fosse per la bellezza del suo velo, nessuna opera sarebbe degna.” Naturalmente queste parole vanno intese in senso mistico, trascendentale, religioso ma poiché l’arte è essa stessa una religione e poiché forse è la prima volta che questo grande maestro pronuncia la parola “bellezza”, allora penso che non sia sbagliato intendere queste parole anche in senso estetico.
“Se non fosse per la bellezza del suo velo…”, ecco, secondo me, una possibile chiave di lettura per intendere la ricerca artistica di Elena Latini: velare per svelare, velare e ri-velare (significativa apparente ambiguità della lingua italiana).
Lo strumento principale di lavoro di Elena è la matita. Tratto distintivo delle sue opere, piccole o grandi che siano è la presenza di una fitta trama di segni, per lo più verticali, che producono una magica velatura, una luminosa vibrazione. Attraverso la concentrazione e la rarefazione di questi segni affiorano poi delle forme reali, riconoscibili. Il segno, di per sé astratto, fa emergere, come per incanto, delle figure. Sono persone, oggetti, paesaggi e non sono dei semplici pretesti, al contrario, presenze molto importanti nella vita e nella memoria dell’artista.
Protagonisti dei dieci disegni oggi in mostra sono una amatissima nonna e il paesaggio delle colline marchigiane. Ma di questa indimenticabile donna e dei luoghi nei quali visse e lavorò sarà ora Elena a parlarci.
Guido Piacentini, Bologna 2016