Poesia del segno o segno della poesia; oppure un ‘libro d’artista’ che comprende entrambi: è il lavoro di Elena Latini. 

Il suo intimismo silente levita sugli spessori del segno, e delle sue ombre, come fossero feltri ovattati che permeano l’ambiente, occultando e svelando oggetti e cose; negli arcani interni così affiorati l’artista tocca limiti di ineffabile visivo, rievocando atmosfere postimpressioniste, fra il simbolismo proustiano dei nabis e quello, di sovrana sintesi, toccato nei disegni da Georges Seurat. 

Adriano Baccilieri, catalogo Premio Campigna, Bologna 2005