Creatori inconsapevoli di metadati
Ogni volta che scattiamo una foto o registriamo un video con il nostro smartphone, stiamo creando materiale digitale: file che non contengono solo immagini o suoni, ma anche metadati, come data, ora, luogo, modello del dispositivo, e potenzialmente informazioni personali o sensibili. In un contesto scolastico, quando questi materiali riguardano i bambini, diventano dati sensibili ai sensi del Regolamento UE 2016/679 (GDPR) e del D. Lgs. 196/2003 (Codice Privacy). Anche se l’intenzione è buona, il solo atto di scattare può costituire un rischio: molti smartphone salvano automaticamente i contenuti sul cloud personale dell’utente, oppure utilizzano app di terze parti che elaborano e diffondono i dati senza controllo. Una volta che questi dati entrano in rete, non possiamo più sapere dove vanno a finire, né chi li ha visti o analizzati, anche se li cancelliamo subito dopo.