Chiedermi di parlare del mio libro francamente mi mette un po’ in difficoltà perché, essendone l’autore, ogni cosa che leggerete avrà, per così dire, un vizio di forma. Dopo questa breve ma necessaria precisazione, andiamo dritti al punto: ho appena pubblicato una mini-trilogia di genere giallo-noir-poliziesco, in cui racconto gli inizi della carriera dell’Ispettore di Polizia Bruno Kadlic al suo primo incarico nella Squadra Omicidi del Commissariato di Porto San Giorgio, ridente cittadina della Riviera Adriatica nelle Marche. Devo subito confessarvi che io sono nato a Roma e che a Porto San Giorgio non ci sono mai stato. Nemmeno in vacanza. Ma allora… mi direte voi Allora succede che, un bel po’ di tempo fa, mentre girovagavo per il web in cerca di concorsi gratuiti ai quali partecipare, m’imbattei in un bando indetto proprio dal Comune di Porto San Giorgio. Non sto a farla troppo lunga. Pensai di parteciparvi e così iniziai a buttare giù qualche idea. Per la cronaca, il racconto doveva essere appunto di genere giallo/thriller e, coincidenza, io scrivevo proprio (più o meno) romanzi di quel genere! Nacque così l’Ispettore Bruno Kadlic, Lo Zingaro come veniva additato all’Accademia di Polizia. Il ragazzo, già da allora prometteva bene; solo che aveva un carattere difficile, scorbutico e non socializzava troppo coi suoi compagni di corso. Al suo intuito è dovuto il primo posto nella graduatoria finale ma, nonostante ciò, fu mandato in provincia a farsi le ossa come si dice in gergo. Ovviamente tutte queste informazioni non le troverete nel libro, perché appartengono alla sua vita privata e lui, l’Ispettore Kadlic, è molto geloso dei fatti suoi. Un’altra cosa che dovete sapere è che, dopo quel nostro primo incontro ci siamo persi di vista per parecchi anni. Sapete… Un po’ come accade quando in vacanza fai amicizia con qualcuno e al momento dei saluti ti scambi il numero di cellulare e l’e-mail, e poi non ti ci vedi più. Ecco, fra noi due è andata proprio così; solo che, dopo qualche anno, in concomitanza con le Pulizie di Pasqua dell’hard disk del mio notebook, mi ricapitò fra mouse e tastiera proprio lui. Bruno Kadlic. E allora pensai Dev’essere un segno del destino! Così mi rimisi al lavoro e cominciai a scrivere un altro racconto, finito il quale pensai di scriverne un altro ancora; poi, quando giudicai che potesse bastare, iniziai a correggere, ricorreggere, editare, rieditare e di nuovo correggere il tutto fino al risultato finale che ora sono qui a proporvi. Nel frattempo avevo allertato i miei fedeli amici che da sempre mi danno una mano nella realizzazione delle musiche, della copertina e del booktrailer dei miei lavori; sì perché, lo confesso, questo non è il mio primo libro in assoluto; ne ho scritti e pubblicati altri, con uno pseudonimo, e altri ancora inediti. Ma questo libro è il primo che pubblico col mio nome. Perciò è come se fosse un debutto a tutti gli effetti!
Torniamo all’Ispettore Kadlic; di lui posso dirvi che non ha avuto una vita semplice. Suo padre era un Kurpaći apparteneva cioè al gruppo rom particolarmente abile nella lavorazione del rame. Sua madre invece era romena, forse discendente di un capo rom dei Lautari gli straordinari suonatori di violino della vicina Moldavia. Come siano andate le cose fra loro non è dato saperlo; si sa solo che, un triste giorno d’inverno, dopo una violenta lite, il padre di Kadlic uccise sua moglie con una coltellata al ventre e scappò dall'accampamento in cui vivevano, nei pressi di Roma, per sfuggire all'arresto. Bruno, allora quindicenne, venne affidato ai Servizi Sociali e dopo aver cambiato diverse Case-Famiglia, all'età di diciotto anni incontrò la persona che gli cambiò la vita. Ma questa è un’altra storia, che ancora devo inventare (e scrivere); di certo la morte di sua madre e l’omertà dell’accampamento di cui suo zio era il capo, alimenteranno in lui quella sete di giustizia che gli farà decidere di essere un Tutore della Legge anziché uno Zingaro. Tuttavia questa decisione sarà molto sofferta e non mancherà di procurargli problemi sul lavoro assieme alle ansie e insicurezze, soprattutto con la donna di cui s’innamorerà, nel privato.
Per il resto, che dirvi? Ah, sì. All’Ispettore Kadlic piacciono i cornetti farciti alla marmellata di ciliegie, odia quelli farciti alla crema e adora il Basket, è tifoso del Budućnost in patria (è Montenegrino di nascita) e simpatizza per l’Olimpia Milano in Italia ma si sta convertendo alla Victoria Libertas della vicina Pesaro. Nelle sere in cui non è di servizio, è facile incontrarlo mentre passeggia sul Lungomare di Porto San Giorgio col suo inconfondibile completo scuro di un paio di taglie più grandi; nonostante ciò, non ama il mare Sostiene di non capirlo, Bah… Al mattino invece, potete trovarlo al tavolo vicino alla pineta del chiosco nei pressi del Commissariato mentre aspetta l'arrivo del suo miglior amico il Sovrintendente Capo Andrea Rigo in compagnia di un cornetto farcito alla marmellata di ciliegie, un cappuccino scuro e un pacchetto di sigarette senza filtro. Se sarete particolarmente fortunati, potreste anche incontrare il Sergente Carlo Marchetti, cioè i suoi fedeli compagni d'avventure.
Mi pare d’avervi detto tutto.
Buona lettura.
Intervista a Eddie Trammannone :
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